Vorrei veicolare la bozza del documento costitutivo dell'Associazione =
APRILE Per la Sinistra.
Se qualcuno ha voglia di farlo, sarebbe bello ritrovarci per discuterne =
e vedere se sia possibile costituire un punto dell'Associazione a =
Saronno.
Ciao a tutti.
Francesco Meneghetti
Aprile: la nuova politica tra partiti e movimenti
L'anno che abbiamo alle spalle =E8 stato l'anno dei movimenti e di un =
nuovo protagonismo della societ=E0 civile. Milioni di persone, a partire =
dai lavoratori, da anni poco "visibili" e considerati ininfluenti sulla =
scena politica, hanno preso la parola, e hanno manifestato -in una =
stagione che per dimensioni quantitative e per passione ha pochi =
precedenti nella storia repubblicana- la loro intenzione di contare, e =
di cambiare le cose.=20
Una nuova generazione =E8 scesa in campo, portatrice di un approccio =
critico alla globalizzazione e al pensiero unico liberista, e di una =
netta opzione per la pace. Sono tornati, dopo molti anni, a mobilitarsi =
attivamente ampi settori dell'intellettualit=E0 e delle professioni, =
preoccupati principalmente dell'involuzione democratica in atto.
Aprile, sorta dalle idee e dalla battaglia comune condotta con Giovanni =
Berlinguer al Congresso di Pesaro dei DS, =E8 nata in questo frangente, =
ed =E8 stata partecipe, protagonista, in alcuni momenti artefice di =
questa stagione che =E8 tutt'altro che esaurita.
Il tratto comune delle tante espressioni di soggettivit=E0 sociale e =
civile =E8 una domanda di partecipazione, di riappropriazione e di =
rifondazione della politica.=20
Appare a queste parti della societ=E0 -certo: non ancora maggioritarie- =
insopportabilmente lontana l'idea e la pratica della politica che si =E8 =
venuta consolidando negli anni. E se grandi corpi vitali -come i partiti =
popolari della sinistra, a partire dai DS, come una rinnovata idea di =
Ulivo dal basso, e come la CGIL, divenuta punto di riferimento di questa =
stagione- appaiono come l'interlocuzione naturale dei movimenti, =
tuttavia occorre cogliere la domanda radicale di discontinuit=E0 =
rispetto a un'idea e a una pratica "professionistica", elitaria, =
autoreferenziale.=20
I "politici", termine dispregiativo, sono i professionisti, gli eletti, =
coloro che vivono della funzione rappresentativa che ricoprono. La =
politica, lungo pi=F9 di venti anni, =E8 stata progressivamente =
confiscata dalla crisi delle democrazie nelle societ=E0 pi=F9 avanzate. =
Torna il potere del denaro -i soldi, la pubblicit=E0, le televisioni-, e =
gli strati socialmente deboli, discriminati, esclusi sono spinti =
all'astensionismo, o a mettere sul mercato il loro consenso. Siamo di =
fronte a un problema generale, che tuttavia in Italia -col =
berlusconismo- si =E8 manifestato in forma pi=F9 acuta. Si sono venuti =
producendo vincoli normativi -basti pensare alle retribuzioni a tutti i =
livelli degli eletti- che hanno via via consolidato e cristallizzato un =
"ceto politico". Il trasformismo, il personalismo esasperato, =
l'indifferenza ai valori e agli ideali, la mancanza di un vero ricambio, =
l'assenza di codici deontologici di coerenza, di generosit=E0 e di =
gratuit=E0 hanno largamente svilito la funzione politica.
Esiste in Italia una moderna e grande "questione morale": non solo per =
la presenza ingombrante di un gigantesco conflitto di interessi, e =
perch=E9 ha ripreso vigore il sistema della corruzione e il nesso tra =
mafia e politica, ma perch=E9 c'=E8 il bisogno di una rifondazione =
civile della politica, di una centralit=E0 dei valori fondanti le =
diverse posizioni, e di una nuova etica pubblica. Il valore della =
partecipazione democratica dev'essere al centro di questo processo.
E' su questo crinale che Aprile intende definire la propria "missione". =
Abbiamo detto che siamo "ponte", tra la sinistra e il centrosinistra, ma =
soprattutto tra la politica e la societ=E0: coi movimenti che hanno =
preso corpo in questa stagione, e con quella larga parte della societ=E0 =
esclusa, oltrech=E9 da un sistema di diritti condivisi, anche dalla =
partecipazione democratica. Dobbiamo avanzare un'idea che non limita la =
visione della democrazia al problema essenziale e irrinunciabile del suo =
carattere rappresentativo, ma che accompagna a una rinnovata visione =
democratica e larga della funzione rappresentativa, un'idea di =
partecipazione e di protagonismo della societ=E0 civile come valori in =
s=E9, come fattori di inclusione e di giustizia.=20
Nei movimenti non si afferma l'idea, inseguita molte volte negli ultimi =
vent'anni, di trasformarsi in partiti. Ma si respinge anche ogni =
tentazione dei partiti di inglobarli. Si tratta in larga misura di =
istanze propositive, tante volte tematiche. Chiedono quindi una pratica =
fondata di pi=F9 sull'ascolto e sul coinvolgimento.
Anche per queste ragioni Aprile non =E8 n=E9 sar=E0 mai un partito. =
Aprile non =E8 una corrente. Aprile =E8 un punto di una rete in cui =
l'autonomia di ciascuno sia un valore portante, e si metta in comune un =
patrimonio di idee, di iniziative, di partecipazione. Pensiamo a un =
forum di associazioni e movimenti -con al centro il tema di una nuova =
idea partecipativa della politica- che, come detto a Firenze il 10 =
gennaio 2003, potrebbe diventare una delle gambe di una coalizione nuova =
di centrosinistra.=20
Aprile pu=F2 quindi essere un esempio di contaminazione tra eletti, =
militanti di partito, dirigenti e iscritti alla CGIL e all'ARCI e a =
tanti altri movimenti e associazioni, semplici cittadini. Per sua natura =
Aprile avr=E0 un carattere federale, orizzontale, non gerarchizzato. Non =
si occuper=E0, per scelta di principio, di liste o di candidature =
-compito dei partiti, delle loro correnti, delle coalizioni: compito, =
speriamo in un futuro prossimo, dei cittadini-. Si occuper=E0, partendo =
dai principi costitutivi del manifesto del 7 aprile 2002, dell'agenda =
della politica, dei suoi contenuti dirimenti, e delle modalit=E0 =
partecipative e democratiche di una nuova politica.
Costruire la pace, affermare il valore dell'eguaglianza, espandere la =
democrazia: muovendo da queste scelte di valore intendiamo affrontare la =
stagione che abbiamo di fronte a noi.
COSTRUIRE LA PACE
Siamo alla vigilia del probabilissimo conflitto irakeno, primo atto di =
una guerra senza precedenti. Il nostro no comunque, la nostra analisi =
sulle ragioni energetiche, economiche, politiche della dottrina della =
guerra preventiva e della visione imperiale delle relazioni mondiali da =
parte dell'amministrazione Bush sono state apertamente manifestate. Ma =
per affrontare l'offensiva ideologica e propagandistica con cui, tanto =
pi=F9 in Italia, visto lo schieramento di Berlusconi, si cercher=E0 di =
giustificare questo conflitto, occorre essere saldi attorno ad alcune =
idee semplici e chiare:
1) l'uso limitato della forza =E8 patrimonio esclusivo dell'ONU che =
nella sua carta lo circoscrive a casi limitatissimi -aggressioni armate =
ad un altro paese, per esempio-, lo definisce come misurato e lo prevede =
solo come "extrema ratio", dopo aver esperito ogni altro tentativo =
diplomatico. La guerra preventiva =E8 la negazione della carta dell'ONU. =
Se il consiglio di Sicurezza fosse spinto, o costretto a giustificarla, =
il colpo all'ONU sarebbe drammatico;
2) la riforma democratica dell'ONU e degli altri organismi =
internazionali =E8 la battaglia fondamentale della sinistra dei prossimi =
anni; intendiamo avanzare le nostre idee e proposte; negli anni 90, pur =
in presenza di ragioni che parzialmente giustificavano l'uso della =
forza, c'=E8 stata poca attenzione anche a sinistra al tema della =
legalit=E0 e della legittimit=E0 internazionale;
3) la proposta di un articolo 11 della costituzione europea connette =
l'idea e il futuro di Europa -come civilt=E0 aperta, laica, democratica, =
tollerante- alle nuove Nazioni Unite;
4) la Corte Penale Internazionale dev'essere pienamente investita anche =
del compito di condurre la lotta al terrorismo; essa infatti richiede =
l'uso di strumenti di polizia e giudiziari, e non militari -essi =
producono nuovo terrorismo, e finiscono col giustificarlo agli occhi di =
molti-;
5) =E8 finita l'epoca di ogni relativismo etico nei confronti di =
dittature e di violazioni di diritti umani; la Corte Penale =E8 lo =
strumento universale per condurre questa battaglia; la guerra, invece, =
favorisce e legittima i sistemi totalitari, e non c'=E8 democrazia che =
si possa esportare sulle canne dei fucili. L'alternativa =E8 un'altra =
idea, pi=F9 ricca idealmente e eticamente, della politica estera, degli =
investimenti e del commercio dei singoli stati e dell'Europa, che non =
possono essere indifferenti al grande tema dell'affermazione universale =
dei diritti della persona.=20
Oggi non si tratta solo di dire di no alla guerra, ma di "costruire la =
pace". I temi principali -in rapporto al FSE di Firenze, all'FSM di =
Porto Alegre, e all'avvio tardivo di una riflessione nell'Internazionale =
Socialista- su cui intendiamo portare un contributo sono:
a) un altro modello di sviluppo, ecologicamente sostenibile, scarsamente =
energivoro, fondato su principi di sobriet=E0 e di qualit=E0; il tema =
della transizione per la fuoriuscita dall'economia del petrolio, di =
altri modelli individuali e collettivi di mobilit=E0. =C8 la sfida =
capitale per la sinistra -come ci dimostra anche la crisi FIAT-; la =
battaglia per l'entrata in vigore del protocollo di Kyoto (manca, vista =
l'opposizione di Bush, solo la Russia) =E8 l'occasione globale di una =
modernizzazione e riconversione ecologica;
b) la sottrazione di alcuni grandi beni comuni -a partire dall'acqua- =
alle logiche del mercato e l'opposizione, anche in sede WTO, a tutte le =
tendenze a privatizzare i servizi pubblici; l'accesso universale a =
questi beni, il loro rispetto e il diritto di tutti all'acqua sono per =
noi scelte dirimenti;
c) una fiscalit=E0 democratica globale, di cui la tobin tax =E8 il primo =
tassello, con l'obiettivo di ridistribuire universalmente le risorse;
d) una vertenza con il FMI e la BM affinch=E9 rivedano ora i parametri e =
gli indirizzi delle loro politiche nei confronti dei paesi del sud del =
mondo;
e) il diritto al sapere per tutti, la lotta contro il digital divide, il =
free software come alternativa al protezionismo delle grandi =
multinazionali della net-economy;
f) i diritti dei lavoratori, la condizione dei minori, i diritti delle =
donne come diritti universali e inalienabili; essi vanno difesi e =
affermati in ogni parte del mondo, vincolando gli investimenti e le =
presenze industriali dei paesi ricchi alla promozione di conquiste =
elementari dei lavoratori e delle persone;
g) una nuova cooperazione internazionale, rilanciata e potenziata =
-raggiungendo e superando lo 0,7% in tempi ravvicinatissimi-, con =
l'obiettivo di promuovere il commercio equo e solidale, un'economia meno =
speculativa e l'autosufficienza agroalimentare di tutte le aree del =
mondo.
L'Europa, a partire dalla conclusione della Convenzione, oggi =E8 =
tragicamente minacciata dalla guerra in Irak. Al tentativo di Bush di =
dividere l'Europa non dobbiamo rispondere con l'antiamericanismo, ma con =
la capacit=E0 di collegarci alle culture democratiche e avanzate degli =
USA, fortemente preoccupate della deriva reazionaria impressa da Bush =
alla principale potenza planetaria.
I processi di allargamento, se non c'=E8 una svolta democratica delle =
istituzioni europee, possono portare nuove divisioni e nuove chiusure. =
L'Europa ha dossier -col Maghreb, con l'area subsahariana, col Mercosur =
e l'America Latina- da cui dipende la propria credibilit=E0 di potenza =
di pace e di sviluppo.
E' bene che i risultati della Convenzione siano sottoposti al vaglio dei =
cittadini europei, con un referendum.=20
IL VALORE DELL'EGUAGLIANZA
La lotta per la difesa dell'articolo 18 dello statuto dei diritti dei =
lavoratori, che ora dovr=E0 riprendere, dopo lo stralcio di quelle norme =
dalla delega approvata dal Parlamento sul mercato del lavoro, con il =
prossimo esame dell'848bis, =E8 diventata -per ragioni materiali e per =
ragioni simboliche- il centro della stagione sociale che abbiamo alle =
spalle e che stiamo vivendo. Ha fatto bene la CGIL a sostenere che =
quella difesa di un diritto per milioni di lavoratori era anche una =
proposta per altri milioni di lavoratori -dipendenti delle aziende fino =
a 15 addetti, CO.CO.CO. e flessibili, lavoratori in nero e precari, =
lavoratori extracomunitari- che quel diritto al reintegro non lo vedono =
riconosciuto, n=E9 sono provvisti di altri diritti e garanzie =
universali.
Una societ=E0 fondata su diritti universali riconosciuti =E8 una =
societ=E0 in cui gli individui sono pi=F9 liberi e pi=F9 forti, ed =E8 =
una societ=E0 pi=F9 coesa e pi=F9 sicura. Oggi la flessibilit=E0, lungi =
dall'essere sentita come libert=E0 e versatilit=E0 nel piano di vita di =
ogni individuo, =E8 diventata sinonimo di precarizzazione di massa e di =
incertezza. L'identit=E0 sociale si forma cos=EC assai pi=F9 nel =
consumo, fortemente omologato e spersonalizzante, che non nel lavoro, il =
cui valore e il cui riconoscimento vengono sminuiti. Non abbiamo certo =
nessuna nostalgia delle vecchie rigidit=E0 del sistema fordista =
-perch=E9 sappiamo quanto sfruttamento e quanta alienazione crescevano =
nella catena di montaggio-. Ma =E8 proprio l'individuo, in quanto =
persona, portatore di specificit=E0 e di differenze, che viene compresso =
e annullato nella logica della precarizzazione, dell'individualismo, =
dell'omologazione, del consumo di massa.=20
Questa impostazione porta a due conseguenze. La prima: si apre la =
stagione del nuovo alfabeto dei diritti del lavoro, con l'obiettivo di =
garantire un sistema universale di prestazioni sanitarie, assistenziali =
e previdenziali per tutti, e di conquistare il diritto al sapere e alla =
conoscenza in tutte le stagioni dell'esistenza per ognuno. Questa =
impostazione parla anche a tante parti del lavoro autonomo, portatrici =
di una domanda di diritti, di garanzie e di welfare, e non di liberismo =
e di deregolazione. Le deleghe gi=E0 approvate dal Parlamento -come =
quella sul mercato del lavoro, che devasta ulteriormente il mercato del =
lavoro e il sistema delle garanzie, col rischio di travolgere di fatto =
l'articolo 18 e lo statuto entro pochi anni- e quelle all'esame, fino =
alle gravi minacce che incombono sul sistema previdenziale- =
rappresentano un'idea di societ=E0 che colpisce al cuore e distrugge il =
modello sociale europeo.=20
Per queste ragioni siamo convinti che si debba e si possa trovare in =
Parlamento la via legislativa per rispondere al quesito referendario, al =
fine di colpire i licenziamenti ingiusti nelle piccole aziende e in =
altri settori pi=F9 precari del mercato del lavoro e di affermare altri =
diritti universali oggi non garantiti a tanti lavoratori e lavoratrici. =
Diverse proposte sono state presentate in Parlamento, e particolarmente =
significativa =E8 quella avanzata dalla CGIL. Ci impegnamo a sostenere =
la via legislativa. Se qualcuno dovesse far fallire questa via, ci =
esprimeremo, in occasione del referendum per la piena affermazione dei =
diritti dei lavoratori.
La seconda conseguenza =E8, con Amartya Sen, la visione dello sviluppo =
come libert=E0, e della libert=E0 non solo come attributo individuale ma =
come impegno sociale. Competitivit=E0 e giustizia sociale vanno =
assolutamente insieme: una societ=E0 pi=F9 giusta =E8 pi=F9 competitiva, =
e l'idea di innovazione e di cambiamento che porta avanti la sinistra =
=E8 alternativa a quella visione povera -volta a diminuire il costo del =
lavoro e a precarizzare gli individui- che propugna la destra, in Italia =
con una massiccia legalizzazione di comportamenti illeciti o apertamente =
criminali. Al centro della nostra idea di sviluppo e di competitivit=E0 =
ci sono invece da un lato la cultura, il sapere per tutti, il =
potenziamento del sistema formativo, l'educazione permanente, la =
ricerca, una dose massiccia e imponente di innovazione tecnologica =
nell'economia, nella pubblica amministrazione, nella vita associata; e =
dall'altro l'ambiente, la consapevolezza cio=E8 che la distruzione =
ambientale =E8 stato un fattore che ha indebolito la competitivit=E0 =
italiana, e che le sfide della modernizzazione ecologica dell'economia e =
di un'ecologia della produzione e del consumo sono le pi=F9 importanti =
per impedire il declino del paese.
Ecco le ragioni per cui intendiamo promuovere una piena riabilitazione =
della parola "eguaglianza". Non si tratta solo di aiutare, o di =
"includere" chi ha di meno, affinch=E9 soddisfi le proprie necessit=E0 =
minime, o di attenuare la disuguaglianza, ma di proporsi l'eguaglianza =
come obiettivo legittimo e necessario del nostro progetto, non solo =
valore compatibile con la libert=E0, ma necessariamente apprezzato da =
chi apprezza la libert=E0. Ed =E8 la tassazione uno degli strumenti =
fondamentali per affermare questa visione. Il centrosinistra deve quindi =
rompere nettamente con ogni subalternit=E0 alla visione fiscale degli =
anni 90 -dietro cui c'=E8 l'idea per noi inaccettabile che la tassazione =
sia di per s=E9 dannosa, a cui corrisponde l'altra idea inaccettabile =
dello "stato minimo" e delle privatizzazioni selvagge. Non si tratta, =
anche in questo campo, di immaginare il ritorno a vecchie forme di =
intervento statale, soprattutto in campi tipicamente del mercato: ma una =
nuova idea del pubblico, e la salvaguardia di alcuni grandi beni =
materiali e immateriali come patrimonio di tutti, non sottoposto alle =
logiche del mercato.
La sinistra e il centrosinistra vincono se si dimostrano pi=F9 equi e =
pi=F9 capaci di sollecitare il potenziale dinamico e coesivo della =
societ=E0. Al tempo stesso solo l'assunzione del valore dell'eguaglianza =
pu=F2 dare un connotato efficace alle politiche dell'inclusione -che non =
=E8 sinonimo di eguaglianza- e della lotta alla povert=E0, sapendo che =
un'effettiva "eguaglianza di opportunit=E0" -non solo formali, ma forti, =
come quelle legate al sapere- si misura, a valle, anche in termini di =
"eguaglianza dei risultati". Troppe disparit=E0 nei risultati indicano =
una disuguaglianza inaccettabile e, d'altro canto, sono contestabili =
principalmente con processi di "eguaglianza delle capacit=E0", =
eguaglianza, cio=E8, di libert=E0 concrete di essere, di fare, di =
sapere, di accedere all'informazione, di partecipare, di decidere .
L'ESPANSIONE DELLA DEMOCRAZIA
Negli anni 90 il pensiero unico ha portato con s=E9 non solo un'idea di =
mercato e di consumi, ma un'idea di politica e di decisione. E' stata =
assunta acriticamente anche a sinistra la convinzione che nell'era della =
comunicazione veloce, la decisione dovendo diventare veloce avesse la =
necessit=E0 di liberarsi di ci=F2 che si consideravano "inutili orpelli" =
democratici e partecipativi. La globalizzazione delle merci e dei =
capitali ha sicuramente svuotato una parte delle vecchie funzioni delle =
democrazie rappresentative nazionali. Al tempo stesso i nuovi organismi =
di "governance" planetaria sono privi di legittimazione o di assetto =
democratico.
Ma =E8 vero che ogni forma democratica e partecipativa, dalle comunit=E0 =
locali alle nuove identit=E0 indigene, dal protagonismo delle ONG e =
della societ=E0 civile alle forme di partecipazione nella rete =
telematica, vanno considerate vecchie, arcaiche, obsolete? O al =
contrario la sinistra deve fondare -o rifondare- un'idea democratica e =
di governo pi=F9 ampia, basata sulla difesa e il rafforzamento delle =
forme attuali di democrazia rappresentativa, sulla democratizzazione e =
il rafforzamento delle organizzazioni internazionali e, infine, sul =
riconoscimento del ruolo e del contributo autonomo delle forme di =
democrazia partecipativa e sulla valorizzazione delle differenze -un =
nuovo protagonismo della societ=E0 che non si esprime solo alle =
elezioni-?
Ecco perch=E9 non possiamo considerare le forme fin qui conosciute di =
democrazia come il compimento della storia. La loro riduzione e il loro =
progressivo svilimento, negli anni del neoliberismo, del resto, =
testimonia ampiamente della loro incompiutezza.
In Italia questi processi si manifestano in forma pi=F9 contradditoria. =
Da un lato la gerarchizzazione della delega, il presidenzialismo di =
fatto, l'attenuazione dei principi liberali della separazione dei poteri =
-non solo i tre grandi poteri di cui trattava Montesquieu: l'identit=E0 =
tra potere politico e potere mediatico-, l'enorme e sproporzionata =
quantit=E0 di denaro a disposizione della coalizione di governo, =
l'insofferenza per ogni strumento di controllo e per l'indipendenza =
della magistratura, il gigantesco conflitto di interessi (tv, =
pubblicit=E0, calcio) di Berlusconi, configurano un preoccupante grado =
di involuzione democratica, e di minaccia per alcuni principi =
costituzionali. E' in atto palesemente una tendenza, dai fatti di Genova =
del luglio 2001 all'attacco alla CGIL e alle lotte sindacali e =
pacifiste, a demonizzare i movimenti e a provocare problemi di ordine =
pubblico. La stessa presenza incombente e ricorrente, specie quando =
torna in campo il valore della partecipazione democratica, di gravissimi =
e per lo pi=F9 impuniti fenomeni terroristici si inquadra in questo =
contesto. Questi fenomeni si inscrivono nella pi=F9 generale crisi delle =
democrazie, ma assumono forme pi=F9 apertamente patologiche.
Dall'altro lato-anche mossa da una preoccupazione per ci=F2 che =
quotidianamente avviene- =E8 pi=F9 acuta che in altri paesi forti la =
spinta e la domanda partecipativa, di cui abbiamo parlato all'inizio.=20
Ecco perch=E9 ci collochiamo su una linea di difesa intransigente della =
Costituzione repubblicana, e riteniamo non vi siano le condizioni di un =
dialogo e di una riforma istituzionale in questa legislatura. Dialogo e =
riforma passano obbligatoriamente attraverso la sconfitta della destra =
italiana, dell'impasto populista e antidemocratico che si =E8 =
realizzato, e attraverso la risoluzione alla radice del conflitto di =
interessi che corrode la democrazia.
Ci=F2 non vuol dire non avanzare una nostra visione dei problemi =
istituzionali. Essa si fonda, appunto, sulla convinzione che occorra =
espandere e allargare le forme della democrazia, rafforzando il =
carattere effettivamente rappresentativo delle istituzioni repubblicane, =
e riconoscendo il valore irrinunciabile della democrazia locale e delle =
forme di partecipazione:
1) va rafforzato il ruolo del Parlamento, con una sola camera =
legislativa con 400 deputati;
2) il premier, secondo le indicazioni della proposta Bassanini-Salvi che =
facciamo nostra, in un quadro bipolare,
deve rispondere al Parlamento;
3) il capo dello stato deve mantenere e rafforzare prerogative di =
garanzia costituzionale;
4) la legge elettorale deve rispondere all'esigenza di combinare la =
competizione bipolare con la capacit=E0 di rappresentare le tendenze;
5) il federalismo solidale si deve affermare ridando centralit=E0 ai =
Consigli regionali, decentrando le funzioni amministrative dalle Regioni =
ai Comuni e garantendo i livelli universali delle prestazioni sociali, =
il carattere unitario della scuola e dell'universit=E0, la salvaguardia =
del patrimonio ambientale e culturale, e istituendo la Camera delle =
Regioni;
6) il bilancio partecipativo, il riconoscimento delle forme di =
partecipazione, il ruolo della cooperazione decentrata sono aspetti =
innovativi e strategici di una nuova impostazione.
Tutto questo richiede un'azione energica per difendere l'indipendenza =
della magistratura e perch=E9 il diritto alla giustizia sia garantito =
anche ai pi=F9 deboli e agli esclusi, per affermare la legalit=E0 e =
recidere le nuove connivenze tra mafia e politica e tra politica e =
corruzione.
Intendiamo promuovere un'iniziativa non solo perch=E9 si combatta il =
conflitto di interessi, ma perch=E9 specie con l'avvento della =
televisione digitale si affermi una nuova pluralit=E0 nel controllo dei =
mezzi e della pubblicit=E0, e perch=E9 sul terreno dei contenuti e della =
qualit=E0 televisiva la sinistra si qualifichi con una battaglia forte e =
riconoscibile.
Verso il nuovo Ulivo, una sinistra nuova e plurale=20
Rinnoviamo la convinzione che l'alleanza di centrosinistra che occorre =
promuovere dovr=E0 superare in radice i limiti di quella che ha perso =
nel 2001. Nei rapporti con Rifondazione, se ad oggi non =E8 ipotizzabile =
un ingresso a pieno titolo in un nuovo Ulivo, tuttavia si deve =
immaginare intanto qualcosa di assai pi=F9 impegnativo rispetto alla =
desistenza senza programmi del 96: almeno un progetto, attorno a tre, =
quattro grandi convinzioni comuni, che non ancora programma organico di =
governo, definisca un ambito comune. Noi intendiamo lavorare per tessere =
questa tela, e per aprire il nuovo Ulivo, oltrech=E9 organicamente =
all'Italia dei valori, a tante istanze che non sono facilmente =
classificabili secondo i canoni dell'attuale politica italiana.=20
Aprile per la sinistra si =E8 mosso, oltrech=E9 per gettare questo =
ponte, per ricostruire fondamenta culturali e ideali solide e =
riconoscibili della sinistra italiana. Non vogliamo quindi nascondere =
un'ambizione pi=F9 grande: quella di allargare i confini politici e =
culturali delle socialdemocrazie, e di superare la pigrizia che =
scaturisce dalla teoria sull'ineluttabilit=E0 di due -oggi addirittura =
di tre- sinistre. Le sinistre sono ben pi=F9 di due, o di tre. Ed =E8 =
solo una grande idea di sinistra plurale che pu=F2 esprimere ad un tempo =
le diversit=E0 e l'unit=E0 di un campo di forze animato da valori e idee =
comuni.=20
Torna il tema che abbiamo posto al primo punto. Come costruire il =
programma, la partecipazione, le scelte delle persone, un'idea pi=F9 =
ricca e calda della politica.
Aprile, davvero, senza presunzione o atteggiamenti esclusivi, pu=F2 =
diventare un laboratorio di un cantiere pi=F9 grande. Il tempo non =E8 =
molto, perch=E9 un'alternativa a Berlusconi si impone presto. Facciamo =
appello al coraggio, allo spirito costruttivo e unitario, alla voglia di =
cambiare di tanti e tante che in questi mesi hanno preso la parola.=20
Roma, marzo 2003