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15 FEBBRAIO 2003: una giornata eccezionale.=20
Per la prima volta nella storia dell'umanit=E0 il mondo si =E8 =
trasformato in un'enorme piazza contro la guerra.=20
Come un'onda, seguendo il giro del sole, la giornata =E8 cominciata in =
Nuova Zelanda, poi via via Australia, Giappone, India, Thailandia, =
Malaysia, Siria, Giordania, Palestina, Egitto, Baghdad, e ancora dalla =
Russia all'Europa, agli Stati Uniti, per concludersi - per noi era ormai =
cominciato il nuovo giorno - nei paesi dell'America Latina.=20
Una lunga lista di oltre 600 citt=E0 mobilitate per fermare la guerra, e =
a Roma la manifestazione pi=F9 partecipata: 3.000.000 di persone, pi=F9 =
di 110 milioni - secondo le agenzie di stampa internazionali - in tutto =
il mondo.=20
Una moltitudine di uomini e donne, come una miriade di granelli di =
sabbia lanciati nell'abominevole ingranaggio della guerra.=20
Una guerra non ancora scoppiata ma che =E8 gi=E0 in corso, da tempo.=20
In Iraq: nei bombardamenti che sono continuati nel silenzio di questi =
anni, e nelle centinaia di migliaia di vittime, in larga parte bambini, =
uccisi dall'embargo. E ancora in Afghanistan, nei milioni di morti delle =
guerre dimenticate del continente africano, nei massacri perpetrati nei =
territori occupati, in Palestina cos=EC come nelle comunit=E0 indigene, =
in Chiapas come in Amazzonia.=20
Negli scafi delle carrette del mare e nei containers in cui, come bare, =
vengono seppelliti i sogni e le vite di quanti scappano dalle loro terre =
per fame, o, appunto, per guerra.=20
Nelle piazze, in Argentina come in Venezuela, nelle favelas del Brasile =
come in quelle del Sudafrica, ammazzati dall'Aids e dalla ignobile =
cupidigia delle multinazionali farmaceutiche, nelle campagne indiane del =
Karnataka impoverite dalla diffusione dei semi transgenici della =
Monsanto.=20
Ma anche qui, nei nostri paesi e nelle nostre vite, combattiamo una =
guerra fatta di precariet=E0, negli anni passati alla ricerca di un =
lavoro, di una casa o sotto il ricatto del mutuo. Una guerra fatta di =
solitudine ed emarginazione, di prestazioni sanitarie a pagamento, di =
chiusura di "spazio pubblico", di militarizzazione e controllo diffuso, =
di diritti negati e assenza di prospettive di una vita gratificante e =
dignitosa. Quella che ci spetta e che vogliamo.=20
E' stata una grande giornata, non torniamo a casa. Non ritorniamo ad =
essere invisibili. Continuiamo tutti i giorni a combattere la guerra =
globale, non dimenticando per=F2 anche quella che =E8 in corso nei =
nostri territori.=20
Disobbediamo alle leggi ingiuste contro le migrazioni, contro il =
proibizionismo, combattiamo l'omologazione culturale, i luoghi comuni =
dei media, per una libera circolazione dei saperi e il libero esercizio =
delle intelligenze, contro l'espropriazione degli strumenti della =
partecipazione e l'impoverimento collettivo prodotto dalle =
privatizzazioni.=20
Diffondiamo disobbedienza e solidariet=E0.=20
Disobbediamo ad uno stile di vita che ci viene proposto con quei modelli =
di consumo e benessere con cui si giustifica lo sperpero di pochi a =
danno di molti, con cui si giustifica il saccheggio e la privatizzazione =
delle risorse naturali e la devastazione del pianeta.=20
E' stata dichiarata guerra all'umanit=E0. Non tiriamoci indietro. =
Fermare la guerra si pu=F2: occupiamo le piazze, le strade, le ferrovie, =
gli aeroporti, facciamo scritte, appendiamo bandiere ...=20
Disobbediamo. Ciascuno con i mezzi, le emozioni, le intuizioni, la =
rabbia, le parole che sente pi=F9 vicine.=20
Un altro mondo =E8 possibile.=20
Un altro mondo =E8 necessario.=20
Un altro mondo =E8 in costruzione.=20
Centro Sociale Leoncavallo=20
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