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E ora? =20
=20
=20
Come si va avanti dopo una manifestazione costituente come quella =
di sabato? Come si coniuga l'irriducibile disponibilit=E0 a fermare la =
guerra con le manovre in atto e con l'egemonismo unilaterale della pi=F9 =
grande potenza militare della storia? Domande difficili, per rispondere =
alle quali pu=F2 essere utile riepilogare, a mente fredda, alcune delle =
caratteristiche principali dell'oceanica manifestazione che fa del 15 =
febbraio una data storica non solo italiana ma mondiale.=20
La mobilitazione in 600 citt=E0 e con la partecipazione di 110 =
milioni di persone non sarebbe stata possibile senza Porto Alegre, senza =
Firenze, senza cio=E8 i luoghi simbolo del movimento antiglobalizzazione =
che si sono trasformati, sempre pi=F9, in un formidabile catalizzatore =
di movimento. Questo atto di nascita resta un elemento indispensabile =
sia per mantenere il quadro internazionale delle mobilitazioni, ma anche =
per ricordarne l'intimo legame con l'altro pilastro del movimento, la =
critica alla globalizzazione capitalistica e l'opposizione alle =
politiche neoliberiste.=20
Tra l'altro, questo legame =E8 gi=E0 presente nella stessa =
dinamica del movimento. Il successo di una manifestazione come quella di =
sabato si spiega in gran parte con il fatto che le persone, soprattutto =
la miriade di giovani che vi hanno partecipato, sentono che questa =
guerra non =E8 dichiarata solo all'Iraq, ma =E8 contro di loro, contro =
tutti noi. E' una guerra che attacca i diritti, la speranza di futuro, =
la vita quotidiana. E' una guerra "sovversiva" e riordinatrice di un =
equilibrio geopolitico, sociale e culturale completamente nuovo. E =
quindi va fermata anche per non arretrare sul piano dei propri diritti, =
delle proprie aspirazioni, del proprio progetto di vita. Di fatto, il =
legame con le politiche neoliberiste =E8 gi=E0 presente nel movimento, =
sia pure intuitivamente.=20
Ed =E8 per questo che il movimento riesce a crescere e a =
rafforzare la propria unit=E0, mantenendo inalterata, anzi forse =
sottolineandola, la radicalit=E0 dei suoi contenuti. E' un fatto =
piuttosto eccezionale e con pochi precedenti, ma l'acutezza della crisi =
della globalizzazione e il rilancio della strategia imperiale =
statunitense rendono concreta la necessit=E0 di opporsi =ABsenza se e =
senza ma=BB a questa aggressione. E' una necessit=E0 impellente e vitale =
che allarga il movimento di massa, lo estende a settori crescenti della =
popolazione realizzando quella dinamica "costituente" di un popolo =
nuovo, frutto della critica radicale alla guerra e al neoliberismo e =
composto in larga parte dalla nuova generazione.=20
Un "popolo" che misura la distanza crescente tra la propria =
ricchezza e la propria "legittimit=E0" costruita sul campo e la =
povert=E0 delle istituzioni esistenti, i governi o il parlamento, che =
continuano a prendere decisioni senza tenere nel minimo conto le sue =
esigenze. Per questo =E8 un movimento politico, perch=E9 nel suo =
"farsi", nel suo divenire, contesta in radice l'ordine, compreso quello =
istituzionale, esistente. Da questo punto di vista =E8 un movimento che =
pone una domanda qualitativamente molto alta di democrazia e di =
partecipazione.=20
Se questa descrizione sommaria =E8 abbastanza realistica, i passi =
che ne conseguono possono essere individuati meglio.=20
Innanzitutto il movimento deve salvaguardare la coppia unit=E0 e =
radicalit=E0, sapendo che questa contiene anche l'autonomia. Il comitato =
"Fermiamo la guerra" pu=F2 essere un attore importante di questa =
partita, specialmente se si moltiplica in una miriade di comitati =
unitari da creare in tutti i pori della vita civile - dalle scuole alle =
fabbriche, per usare una celebre espressione. Questa vocazione non =
significa necessariamente disperdere l'esperienza preziosa del movimento =
antiglobalizzazione cos=EC come si =E8 sviluppato da Genova in poi =
passando per Firenze. E da questo punto di vista l'assemblea nazionale, =
convocata per il 1 e 2 marzo dal coordinamento del Fse, costituisce un =
passaggio importante.=20
Bisogna poi ragionare su come fermare la guerra, perch=E9 questa =
guerra si pu=F2 ancora fermare. Se n'=E8 discusso a lungo domenica, =
nell'assemblea del movimento (di cui parliamo nel giornale), =
individuando in un'agenda plurale e capace di coinvolgere tutte le anime =
del movimento - dallo sciopero generale europeo all'assedio delle basi, =
dall'assedio del parlamento al boicottaggio mirato - lo strumento per =
provare a "bloccare il paese". E da questo punto di vista la =
disponibilit=E0 della Cgil a discutere di sciopero generale con i =
sindacati di base =E8 una novit=E0 importante.=20
Infine, bisogner=E0 saper gestire il nuovo livello che il =
movimento ha imposto, quello internazionale. Il 1 marzo si terr=E0 a =
Londra il coordinamento europeo contro la guerra che far=E0 il punto =
delle mobilitazioni e discuter=E0 di come proseguirle. Una sede inedita, =
frutto dell'esperienza di Firenze e della prima fase del movimento =
antiglobalizzazione. Ormai, l'unica sede adeguata per fronteggiare la =
guerra globale.=20
P.S. Interessante iniziativa degli studenti comaschi
in 500 hanno formato lunedi 17 una catena umana sul lungolago per =
dire si alla pace no alla guerra. Sono entrati tardi a scuola con la =
giustificazione della preside.
hanno promesso che manifesteranno ogni mattina finch=E8 non sar=E0 =
scongiurato il pericolo della guerra
"la fantasia non =E8 solo dei bambini ma anche dei rivoluzionari" =
..... Che Guevara
ciao
franco
=20
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-
=20
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Per=20
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molto alta di democrazia e di partecipazione.=20
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"Fermiamo la guerra" pu=F2 essere un attore importante di questa =
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