[ssf] Testimonianza da Nablus e Campo profughi di Jenin

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Autor: Walter
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Temat: [ssf] Testimonianza da Nablus e Campo profughi di Jenin
Ciao,=20
vi invio una testimonianza di Francesca Marretta delle Donne in Nero e
Assopace di Napoli che =E8 da qualche tempo in Palestina in collegamento =
con
il Grassroot International Protection for the palestinian population. Si
tratta di Nablus e del Campo Profughi di Jenin.=20

Walter

Nablus
Da circa cinque mesi Nablus e' stata divisa dell'esercito israeliano in =
due
zone: est e ovest. Talvolta il coprifuoco e' imposto in una sola delle =
zone,
la maggior parte delle volte invece su entrambe (per non scontentare
nessuno).=20
Le persone con le quali abbiamo parlato il primo giornoci hanno =
raccontato
di un aumento indiscriminato dei rastrellamenti. Non avremmo immaginato =
che
nel giro dei due giorni successivi della nostra permanenza saremmo stati
testimoni (scomodi) di una di queste nuove operazioni dell'IDF, che
prevedono l'utilizzo di case di civili situate in posizioni strategiche =
per
trattenere e torturare le persone fermate.=20
Queste abitazioni civili, per spiegarsi meglio, sono trasformate in =
luoghi
di detenzione e diventano allo stesso tempo una prigione per coloro che
hanno la sfortuna di abitarci. Passo alla descizione di un episodio, =
perche'
mi rendo conto di quanto sia difficile comprendere di cosa parlo senza
averlo visto.
Poco lontano dal campo profughi di Askar, in una zona isolata che si
raggiunge percorrendo un viale ampio e poco trafficato (rione di Mussak
Shabbya) si trova la casa della famiglia Abu Sanfa. Per raggiungere
l'abitato dobbiamo passare attraverso un campo lungo circa mezzo km. =
Ziad,
un volontario palestinese del Medical Relief che ci accompagna (sono =
insieme
ad una giornalista ed un operatore tv) ci dice di non spostarci dal =
selciato
e camminare in file indiana.=20
I soldati ci intimano di fermarci e non scattare foto. Ci consultiamo
rapidamente tra di noi. Vado avanti con le mani alzate chiedendo di non
sparare. Ziad avanza con me col tesserino del Medical Relief, che in =
teoria
dovrebbe consentirgli di verificare le condizioni di di salute dei =
fermati.
Lo arrestano appena arrivati presso la postazione dell'IDF. Mentre =
parliamo
coi soldati Patrizia e Stefano chiedono di potersi avvicinare. Glielo
consentiranno, ma solo per il tempo di controllargli i passaporti. Per
qualche arcana ragione Ziad si trova ora dietro il filo spinato, in =
arresto,
testa bassa come gli altri, Patrizia e Stefano vengono ricacciati =
indietro,
mentre io ho il permesso di restare, per farmi dare dell'antisemita da =
uno
dei soldati che non mi sembra completamente in se' (sara' lo stesso che =
ci
aggredira' poco piu' tardi).=20
Parlo con gli altri soldati, cercando di far capire che ci troviamo in =
quel
posto solo perche' sappiamo delle difficili condizioni di salute di =
alcune
delle persone detenute. Durante questa conversazione ho modo di =
osservare le
persone, tra cui una donna sui cinquant'anni, poco distanti da me, testa
bassa e mani dietro la schiena, che, appena provano a scambiarsi una =
parola
vengono malmenati. Non riesco a credere che facciano queste cose anche
davanti a noi. Vuol dire proprio che la nostra presenza non qui non =
serve a
nulla. Cerco di dire al soldato che mi sembra piu' ragionevole che Ziad =
deve
tornare con noi perche' non sapremmo come fare per andar via. Durante =
questa
conevrsazione mi volto per guardare Patrizia e Stefano, distanti da me, =
che
non possono accorgersi del gruppo di persone che si avvicina alle loro
spalle. Una dozzina di palestinesi senza fiato e con le mani dietro la
testa, scortati da soldati coi fucili puntati, si avvicinano alla casa.
Faccio in tempo a dire: voltatevi! Purtroppo e' impossibile per loro =
fare
foto o riprese. Appena arrivano i nuovi prigionieri vengo cacciata dal
soldato che mi ha dato dell'antisemita. Raggiungo gli altri e i soldati =
ci
dicono che adesso dobbiamo andarcene. Noi gli urliamo che aspettiamo =
Ziad e
che abbiamo visto che uno dei detenuti sta vomitando e non riesce a
respirare. Cominciamo un dialogo a distanza sulla questione, finche' il
soldato fuori di testa corre verso di noi, prende a calci la nostra roba =
e
mi urla in faccia non so cosa (in ebraico) minacciandoci e dicendoci di
andare. Ha perso completamente il controllo. Restiamo calmi e spettiamo.
Finalmente rilasciano Ziad. Restiamo e chiediamo ancora notizie del =
tizio
che sta male. Alla fine rilascano anche lui. Si chiama Amjad Mohammed =
Awad
ed ha 30 anni Appena ci raggiunge decidiamo che e' il caso di andare.
Rincontriamo Ziad sulla strada principale e andiamo via.
A Nablus c'e' anhe un altra abitazione civile utilizzata come luogo di
detenzione: lungo la strada di collegamento tra Nablus e il villaggio di
Assyra Shammalya, punto di transito fondamentale per gli abitanti dei
villaggi che si recano in citt=E0 per le faccende quotidiane (acquisti,
scuola, assistenza medica), ci imbattiamo in uno sbarramento di terra di =
due
metri circa che impedisce il passaggio (si passa solo a piedi =
oltrepassando
i detriti). Abbandoniamo il taxi, oltrepassiamo la collinetta di terra =
che
fa da sbarramento ed incrociamo un gruppo di uomini e donne con i volti
scolvolti. Sono tutti abitanti dei villaggi vicini a Nablus che sono =
stati
arrestati all'alba e portati nella casa di cui accennavo prima per la
detenzione.=20
Ci avviciniamo a questa casa isolata che si trova in un posto =
bellissimo,
immerso nel verde.=20
La scena all'arrivo e' davvero surreale. Sul tetto scorgiamo la famiglia
(prigioniera in casa propria) ed alcuni volontari dell'ISM (4 in totale,
cioe' il totale in tutta Nablus, a parte i coordinatori palestinesi). Al
piano terra invece 4 ragazzini in divisa: uno di loro, druso, e' il capo
dell' unita'. Penso che avra' al massimo 22 anni. C'e' anche un ragazzo
russo che mangia patatine e che spero abbia piacere a parlare nella sua
lingua. Mi racconta che la sua famiglia e' in Russia, mentre lui ha =
scelto
di vivere in Israele. Conoscendo bene il posto da cui proviene mi chiedo =
se
stia peggio lui o i suoi. Anche gli altri due ragazzi sono giovanissimi. =
Uno
di loro dice a Patrizia: ma credi che se potessi scegliere starei qui? =
Lei
gli suggerisce di mollare l'IDF. Ci rendiamo conto che almeno con loro =
si
puo' parlare. Entriamo in casa. Ci accoglie il Sig. Anuwar Tabakhna, il
proprietario della casa occupata, che vive al secondo piano insieme alla
moglie e ai suoi sei figli in et=E0 compresa tra i tra i 12 e i 3 anni =
(al
primo piano vive il fratello, sei figli anche lui). La figlia maggiore =
ci
offre the e caffe', rigorosamente annegati nello zucchero, come =
tradizione
da queste parti. Anwar ci racconta che da mesi devono chiedere il =
permesso
per uscire di casa, per andare a fare la spesa o recarsi all'ospedale. O
meglio da quella che una volta era la loro casa e che ora e' il luogo di
detenzione di persone come la signora senza fiato appena rilasciata che
abbiamo incontrato poco prima. La sola cosa positiva della mattinata e' =
che
una ragazza ci chiede aiuto per passare e ci riesce.
A Nablus abbiamo visto altre situazioni estreme, cosi' come ad Askar =
Camp.
Queste sono semplicemente le piu' recenti.=20
La sttimana prossima ci ritorniamo. Nei giorni scorsi siamo stati anche =
ad
Hebron. Una citta' fantasma. Ma di questo cerchero' di paralre domani. =
Ora
sono stanca.
Scrivo queste cose perche' le agenzie di stampa danno il numero dei =
morti e
dei feriti, mentre quest'orrore quotidiano passa sotto silenzio =
assoluto.


Campo profughi di Jenin. Mi trovo qui' con Patrizia Viglino, con cui sto
viaggiando, non senza difficolta' nella West Bank.
Dopo un viaggio estenuante, interrotto da continui check point e blocchi
stradali, riusciamo a raggiungere il campo profughi di Jenin. Al posto =
delle
macerie di aprile c'e' ora un'enorme zona vuota. Un paesaggio lunare
circondato dalle case rimaste ancora in piedi.=20
Appena arrivate ci raccontano dell'incursione nel campo avvenuta la =
notte
del nostro arrivo, martedi' 11. Ci dicono che e' stata arrestata una =
donna,
madre di 4 figli e molto malata. Decidiamo di capirne di piu' e =
chiediamo
alle persone del Campo che ci ospitano se pensano che ai familiari di =
questa
donna possa far piacere incontrarci.=20
Scopriamo cosi' che la donna arrestata, la sig. Asma Mah'd Sabaneh Abu
Alheja, 39 anni, ha un tumore al cervello. E' stata operata gia' due =
volte
ed e' in attesa di una terza operazione. Ce lo raccona suo figlio, =
Assam, 15
anni. Ci racconta che nella notte i soldati dell'IDF hanno fatto =
irruzione
nella loro casa alle 02.00 ed hanno trascinato fuori Asma con i cinque =
figli
presenti in casa in quel momento. In realta' i figli di Asma sono sei, =
ma il
piu' grande e' stato arrestato lo scorso april. Anche suo marito Jamal =
e'
in carcere. E' stato arrestato lo scorso 26 agosto e si trova, come suo
figlio, nel carcere di Al Jalama.
Il processo di Jamal, accusato di essere in procinto di compiere un
attentato e membro di Hamas, si svolgera' il prossimo 17 febbraio. Forse =
e'
proprio questa la chiave di lettura dell'arresto di Asma, far pressione =
sul
marito per indurlo a parlare.=20
Non sembrano infatti esserci altre spiegazioni per l'arresto di una =
donna
malata di cancro, in attesa del suo terzo intervento chirurgico.
Intorno a noi ci sono i figli, la madre, Sig. Leika, ed alcuni parenti =
di
Asma. Ci mostrano le cartelle cliniche e le radiografie della donna. Con =
un
sorriso amaro ci mostrano la parte in cui e' scritto che la paziente non
puo' essere sottoposta ad alcuna pressione di tipo psicologico e che non =
e'
in grado di compiere sforzi di tipo fisico.
Assam continua a raccontarci dell'arresto a cui Asma ha cercato di =
opporsi
con tutte le sue forze, chiedendo ai soldati il perche' una donna malata =
con
dei figli ancora piccoli dovesse seguirli e separarsi da loro. Quando i
soldati le hanno detto che l'avrebbero trascinata via con la forza ha =
deciso
di seguirli. Prima di lasciare la casa il capitano ha detto ad Hassam di
cercarsi qualcuno che si occupasse di loro perche' non avrebbero piu'
rivisto la madre.
Sagida, una delle due bambine, 7 anni, non vuole dirci nulla perche', =
dice,
ha paura che la uccidano.
Le sole cose che, ad oggi questi ragazzi sanno dell'arresto della madre =
e'
quanto da loro riferito da Al Mizan, un centro per la difesa dei =
dirittin
umani di Gerusalemme, che qualcuno del Campo ha contattato. Asma e' =
stata
portata al centro di detenzione di Salem, per essere poi trasferita =
nella
prigione di Raule (Israele).=20
Tutto questo e' avvenuto il primo giorno dell'Aid al adhe, la festa piu'
importante per i musulmani, particolare forse irrilevante...
Vi prego di girare questo messaggio a tutti coloro a cui possa =
interessare
questa storia, per lanciare una campagna per la scarcerazione immediata =
di
una donna che nessuno dovrebbe avere il diritto di arrestare.=20
Scrivo questo al mio ritorno da Taibe, un villaggio a ridosso del muro,
rendendomi conto, mentre scrivo, che per chi vive in questa terra sentir
parlare di diritti umani fa solo ridere.=20
Facciamo in modo di rompere il silenzio assordante nel quale le =
atrocita'
commesse dal governo si ripetono di giorno in giorno.
Saluti,
Francesca


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