Spero che avrete la pazienza (e linteresse) di leggermi sino in fondo...
Laffollata riunione di ieri sera presso ECO 90 a Uboldo ha visto la
presenza di molti origgesi (Amici del Bosco di Origgio e della lista
civica di opposizione Insieme per Origgio), oltre al WWF Sez. Groane. La
difesa del Bosco del Conte era infatti stata posta tra le priorità dazione
del gruppo. Si sono discusse varie proposte di iniziativa, a partire dalla
serata informativa con diapositive che si terrà domani sera ad Origgio:
banchetti informativi e di coinvolgimento della popolazione, anche da
tenersi in contemporanea a Uboldo, Saronno e (forse) a Gerenzano;
distribuzione di volantini nelle case dei cittadini; referendum
auto-organizzato in piazza; iniziative per il Carnevale e, con la stagione
più favorevole, una biciclettata itinerante che passerà per le zone calde
dei nostri territori, oggetto del Patto per il Territorio che stiamo
diffondendo.
Quello che pensiamo debba esere la natura agita del Patto, non un mero
documento cartaceo a cui si dà la propria adesione, sta dunque iniziando a
produrre i suoi effetti.
Lobiettivo è di iniziare a lavorare altrove come in casa propria perché
il territorio, lambiente, è una cosa sola, riguarda la vita di tutti noi,
sia dove abitiamo come nel paese vicino o in Africa o in Asia. A partire
comunque da un agire localmente che sappia coinvolgere ed informare la
popolazione sulle scelte che le Amministrazioni stanno portando avanti.
E inoltre stato predisposto un documento introduttivo, di presentazione,
del Patto, che potrà essere integrato e modificato. Successivamente, il
tutto, corredato da cartine e da specifiche informazioni sui singoli
territori, farà parte del redigendo libro bianco sul territorio e la
viabilità. Inizio ad allegarvelo qui di seguito, unitamente allultima
versione del Patto (con le adesioni delle associazioni di Origgio e
Cantalupo):
UN PATTO PER IL TERRITORIO:
PER DIRE BASTA A NUOVE STRADE, CEMENTO E INQUINAMENTO!
Eccoci qua. Dal cilindro degli amministratori del pensiero unico spuntano
i grandi progetti per rilanciare il Paese. Il recupero delle aree
industriali dismesse, la società postindustriale, il terziario, i nuovi
affari.
Una maglia di nuove strade, progetti di riqualificazione e nuovi
investimenti nel terziario si sta delineando anche nel circondario del
Saronnese; una rete di strade da affiancare a quelle già presenti, sature,
progetti di riedificazione su aree dismesse, apertura di grossi centri
commerciali e per il tempo libero.
E' da tempo ormai che nel Paese e in Regione Lombardia le parole d'ordine
su questi temi sono le stesse e vengono sparate ai quattro venti con tutta
la potenza dei media a disposizione: adeguare le infrastrutture.
Il nuovo vangelo del progresso è motivato da tutte le necessità e buone
intenzioni del momento: cogliere le sfide che i nuovi scenari
internazionali stanno richiedendo all'interno del mercato globale.
Che vuol dire: essere competitivi tra i vari blocchi economici suddivisi per
area di specializzazione ed area geografica di predominio; creare le
condizioni per controllare le produzioni spostate nelle periferie economiche
e le distribuzioni verso i paesi benestanti; agevolare l'organizzazione
d'impresa "just in time" (io ordino, tu produci e mi spedisci subito);
l'e-commerce (io compro con il computer e tu mi spedisci a casa la merce);
mettere le imprese in grado di avere a disposizione una sempre più veloce ed
adeguata rete di infrastrutture per competere nel mercato mondiale; avere un
mondo del lavoro veloce, flessibile e mobile.
In questo contesto si muovono le scelte, non di programmazione, ma di
liberalizzazione, del settore trasporti e viabilità e territorio in
Lombardia ed è conseguente a ciò la concertazione locale, chiamata
marketing territoriale, alla quale sono invitate Amministrazioni e
soggetti interessati al fine di trattare la "riqualificazione" del
territorio. Queste necessità stanno tutte a pennello con la logica della
globalizzazione, del mercato, del profitto e del far circolare denaro e
creare ricchezza, ovviamente, sempre a vantaggio di chi già ce ne ha in
abbondanza.
Le nuove arterie in progetto si prospettano in un'ottica di interessi di
sistema, a discapito di una continua erosione del territorio libero,
utilizzando quelle frange di territorio non ancora occupate dal cemento,
aree agricole, aree boschive, parchi ed è destinata a servire le
multinazionali del commercio, della logistica, della distribuzione, della
speculazione edilizia. Non certo al miglioramento della qualità della vita
quotidiana dei cittadini, sempre più intrappolati nel traffico di merci e
soffocati dallinquinamento. E sempre meno informati sulle scelte che li
riguardano.
Quali saranno le ripercussioni sull'aspetto ambientale paesaggistico, sulla
mobilità locale, sull'inquinamento, sullo stile di vita di lavoro e tempo
libero non è difficile ipotizzarlo e se vogliamo che le cose vadano
diversamente dobbiamo chiedere e praticare una diversa politica del
territorio e dei comportamenti individuali.
Una diversa gestione del territorio e del sistema della mobilità riguarda la
vita di tutti noi ed è per questo che chiediamo ladesione ad un Patto per
il Territorio con cui i soggetti aderenti si attivino insieme, nelle loro
diverse specificità, per un reale cambiamento nella gestione del nostro
territorio, a partire da precisi impegni concreti.
PATTO PER IL TERRITORIO
Quale futuro avrà il nostro territorio?
Alcune recenti decisioni a livello locale e sovralocale in tema di viabilità
e di urbanistica riguardanti il territorio del Saronnese incideranno
pesantemente sul futuro di tutte le persone che vi abitano.
L'ultima di queste riguarda le aree dismesse centrali di Saronno.
Noi rifiutiamo la delibera delle 'linee di indirizzo' per queste aree,
approvata lo scorso 25 novembre dalla maggioranza del consiglio comunale e
dalla Lega Nord:
- nel metodo: perché sottrae alla cittadinanza, che l'aveva
praticata negli anni precedenti, la progettazione partecipata di quelle
aree;
- nel merito: perché sacrifica al profitto privato l'ultima
occasione per la riqualificazione del nostro territorio sulla base dei
bisogni di ambiente, lavoro e socialità, che i cittadini hanno ripetutamente
espresso in questi anni.
Noi, invece, vogliamo:
- città da vivere
- salute e aria da respirare
- un altro modo di spostare persone e merci
- un'urbanistica e una mobilità che partano dai bisogni dei cittadini
- la progettazione partecipata alle scelte di forte impatto sul territorio.
Perciò noi firmatari di questo 'patto per il territorio' ci impegniamo a:
- contrastare con fermezza la nuova viabilità, dicendo:
- no alla Pedegronda che passerà nei comuni a nord di Saronno
- no alla Varesina-bis che interesserà i comuni a ovest di Saronno
- no alla loro 'viabilità accessoria', con il nuovo svincolo autostradale di
Origgio
- no al prolungamento della Strada provinciale 133 tra Saronno e
Solaro/Ceriano
- contrastare le nuove cementificazioni, a partire da:
- le aree dismesse centrali e le aree dell'ex deposito Fnm di Saronno
- il bosco del Conte di Origgio
- lo scalo intermodale della Cascina Girola, tra Uboldo e Gerenzano
- tutte le aree destinate alla realizzazione di centri commerciali e affini
Quindi ci attiviamo allo scopo di:
- costruire momenti di coinvolgimento, informazione e partecipazione
popolare
- indire forme di consultazione popolare dal basso su queste scelte (es.:
referendum)
- mobilitarci con iniziative di contrasto a questi progetti, come quelle
che hanno portato alla vittoria contro il 'progetto Aries' sull'area della
ex Lazzaroni
Forum Sociale Saronnese * Associazione Eco '90 Uboldo * Circolo
Culturale Il Campanile Cantalupo * Amici del Bosco di Origgio * Una
città per tutti Saronno * Rifondazione Comunista Circolo del Saronnese
* Verdi - Saronno
Sulle aree dismesse di Saronno, che come deciso allultima Assemblea del
Forum - saranno oggetto di specifica riflessione alla prossima Assemblea del
16 gennaio, vi riporto il testo di una proposta di manifesto (che ieri sera
non ha purtroppo trovato spazio di discussione), che faremo circolare anche
ad altre associazioni in questa settimana e verrà posta in approvazione il
16 allAssemblea del Forum. Il testo, con disegni o vignette, potrà inoltre
essere utilizzato come volantone informativo e potremo poi chiederne la
pubblicazione sul mensile del Città di Saronno (NB: il titolo un po
forte si riferisce ad un manifesto propagandistico auto-celebrativo
affisso dalla Giunta nei giorni di Natale...)
AREE DISMESSE:
LE BALLE DI NATALE DI FORZA ITALIA & Co.
Ecco il regalo di Natale delle destre (Lega Nord inclusa) ai saronnesi: le
Linee di intervento sul comparto di aree ex industriali tra via Varese e via
Milano. Cosa vuol dire?
1. FUORI I CITTADINI, DENTRO I PRIVATI: ALTRO CHE PARTECIPAZIONE!
Hanno ricacciato nellangolo i cittadini, che in tanti si erano impegnati
nella progettazione partecipata di queste aree con il Forum Isotta. La
Maggioranza ha invece preferito chiudersi nel Palazzo e concertare con le
proprietà (CEMSA, PIRELLI, BERTANI) il destino di quelle aree, alla faccia
della progettazione pubblica prevista dal Piano Regolatore Generale vigente!
2. IL PARCO URBANO E IN REALTA UN GRANDE GIARDINO CONDOMINIALE!
Il grande parco urbano, che poteva rappresentare un polmone verde di
salvataggio per la congestionata Saronno, sarà interamente circondato da
palazzi e da una nuova strada, che porterà il traffico degli oltre mille
nuovi residenti previsti, oltre al traffico sovralocale. Altro che
collegamento con la parte di città al di là della ferrovia!
3. LE AREE DISMESSE SONO IL CUORE DI UN SISTEMA DI STRADE CHE CONGESTIONERA
DEFINITIVAMENTE IL NOSTRO TERRITORIO!
Pedegronda a nord di Saronno, tangenziale est al confine con Ceriano e
Solaro, bretella a sud verso la nuova uscita autostradale di Origgio,
Varesina-bis a ovest
Nuovo cemento e nuove strade vogliono dire portare
altro traffico (soprattutto trasporto di merci) e non certo migliorare la
mobilità dei cittadini! E il trasporto pubblico? Niente!
Le Ferrovie Nord sono troppo impegnate a preparare la cementificazione
dellex-deposito autolinee (dietro V.le Rimembranze) per essere
disturbate
.
4. MA DI QUALE SVILUPPO SI PARLA?!
Quanti posti di lavoro hanno portato i soliti palazzoni residenza-terziario
di cui è piena la città? Le aree dismesse sono unoccasione unica (una
città-dentro-la-città) per ripensare a nuove professioni legate
allambiente, allartigianato locale, a spazi per la produzione culturale,
laggregazione di giovani e anziani, ad un abitare più umano
Nel documento
approvato sulle aree dismesse NULLA si dice sul futuro di questa città e dei
suoi abitanti, riempendosi la bocca della vuota parola sviluppo!
BASTA CON GLI ATTACCHI AL TERRITORIO E ALLA SALUTE DEI CITTADINI!
VOGLIAMO CITTA DA VIVERE, NON LUOGHI AL SERVIZIO DEL PROFITTO DEGLI
SPECULATORI!
RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA TERRA E IL NOSTRO FUTURO!
La prossima riunione del Gruppo Viabilità-Territorio è stata fissata tra 15
giorni, ovvero il mercoledì 22 gennaio, sempre a ECO 90 a Uboldo, ore 21:30.
Ci vediamo il 16 gennaio in Assemblea!
Un abbraccio a tutte/i.
Elena
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