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From: Annamaria Pontoglio <maribel@???>
To: <ezln-it@???>
Sent: Monday, December 09, 2002 1:22 PM
Subject: ez: Marcos chiede a ETA di dichiarare una tregua unilaterale
> Marcos chiede a ETA di dichiarare una tregua
> unilaterale di 177 giorni a partire dal 24 dicembre
>
> Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
> Messico
> 7 dicembre 2002
>
> Alla Società Civile Spagnola e Basca.
> Penisola Iberica, Pianeta Terra.
>
> Da Subcomandante Insurgente Marcos
> Messico
>
> Signore, signori e bambini.
>
> Vi scrivo e vi saluto a nome degli anziani, donne,
> bambini e uomini dell'Esercito Zapatista di
> Liberazione Nazionale del Messico.
> Nei giorni scorsi una nostra lettera letta
> nell'Aguascalientes madrileno, ha sollevato una
> polemica ed una condanna nei nostri confronti perché
> la missiva era ambigua per quanto riguardava le
> azioni dell'organizzazione basca ETA. Nonostante che
> all'inizio dell'epistola si avvertiva che "niente è
> accidentale per quanto concerne agli zapatisti" e che
> ci riferivamo chiaramente alla lotta politica, e non
> a quella armata, del popolo basco, la mancanza di
> cuna condanna esplicita al terrorismo è stata
> interptetata come un appoggio dell'EZLN a ETA ed alle
> sue azioni.
> Devo dire che l'ambiguità era propositiva così come
> tutto il tono della lettera. Abbiamo cercato di
> provocare il carattere ispanico di un uomo e lanciare
> un'iniziativa nobile ed onesta che, per quanto ci
> riguarda, rappresenta forse l'ultima opportunità di
> arrivare ad una soluzione pacifica e degna alle
> nostre richieste che sono, come tutti sanno, il
> riconoscimento dei diritti e della cultura indigeni.
> Voi sapete che noi non pratichiamo il terrorismo e
> che in diverse occasioni, con dichiarazioni scritte e
> verbali, abbiamo condannato il terrore da dovunque
> provenga. Questa volta non è stato esplicito per
> ragioni che ora si cominciano a vedere chiarezza.
> Ai famigliari delle vittime di ETA e dello stato
> Spagnolo, tra i quali si trovano non pochi
> simpatizzanti della nostra causa, vanno le nostre
> sincere scuse se con quell'ambiguità abbiamo mancato
> di rispetto al loro dolore. Con tutto il cuore
> desideriamo che comprendano e che un giorno possano
> perdonarci.
> Ci rammarica anche che la loro sofferenza sia stata
> strumentalizzata dal governo spagnolo per distrarre
> ed occultare la sua criminale inefficienza nella
> catastrofe ecologica che si sta abbattendo sul nobile
> popolo gallelo che invece ha dimostrato che si può
> organizzare e risolvere i suoi problemi mentre i
> governanti sfilano nelle pagine mondante dei
> periodici madrileni.
> Come sapete, il giudice Fernando Baltasar Garzón Real
> mi ha sfidato ad un dibattito pubblico su diversi
> temi. Abbiamo deciso di accettare il dibattito e
> porre, come una delle condizioni, che si realizzi un
> incontro tra gli interessati e colpiti dal la
> questione basca, affinché ci si parli e ci si
> ascolti, senza bombe, spari ed ordini di cattura. Il
> tema dell'incontro è Il Paese Basco:Percorsi.
> Per la realizzazione dell'incontro, mi sono già
> rivolto con una lettera all'organizzazione basca ETA
> per chiedere di dichiarare una tregua unilaterale di
> 177 giorni (partendo dal 24 di dicembre di
> quest'anno) per favorire un'atmosfera adeguata alla
> realizzazione dell'incontro.
> Noi pensiamo che si debba fare qualche cosa per
> cambiare la logica criminale imposta attualmente nel
> mondo. Che al terrore si combatta con il terrore, non
> porta alla vittoria. Gli argomenti legali usati per
> giustificare torture, sparizioni, omicidi, non
> pongono fine a questi e a coloro che con argomenti
> ideologici o religiosi giustificano la morte di altri.
> Nel mondo di oggi ci si presenta un'opzione finale
> che, come tutte le opzioni finali, è una trappola.
> Siamo obbligati a scegliere tra un terrore ed un
> altro e criticare uno significa appoggiare l'altro.
> In questo caso, ci obbligano a scegliere tra il
> terrorismo di ETA o il terrorismo di Stato spagnolo e
> se ci dissociamo da uno vuol dire che siamo complici
> dell'altro. Voi e noi sappiamo che l'alternativa non
> è una cosa o l'altra, ma quella che s costruisce come
> un percorso nuovo, un nuovo mondo.
> Sarebbe veramente molto bello ed auspicabile che, in
> un mondo polarizzato in cui la morte e la distruzione
> variano solo per argomenti e nonsensi (dove
> condannare le azioni punitive di Bush equivale ad
> appoggiare la follia fondamentali sta di Bin Laden),
> fosse proprio nella penisola iberica il luogo in cui
> si aprisse uno spazio per dare un'opportunità alla
> parola.
> Sarebbe meraviglioso che fosse la dignità iberica
> quella che dica al mondo intero che è possibile e
> necessario dare un'opportunità alla parola.
> Quindi, invitiamo alla mobilitazione su tutto il
> territorio ispanico per chiedere al governo spagnolo
> e a ETA questo: dare un'opportunità alla parola.
> Bene. Salute e, se non ora, quando dare
> un'opportunità alla parola?
>
> Dalle montagne del Sudest Messicano
> Subcomandante Insurgente Marcos
> Messico, dicembre 2002
>
> (traduzione Comitato Chiapas "Maribel" - Bergamo)
>
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