[ssf] Disgustoso.

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Autor: Marco Schiaffino
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Temat: [ssf] Disgustoso.
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Vittorio Agnoleto ha inoltrato alla mail dei fori sociali il seguento =
articolo dell'ansa. Lo ha fatto senza commenti. Io riesco a trattenerli =
a stento...

Marco(s)







G8: Genova; un vertice tra diplomazia e guerriglia

(di Enzo Quaratino).

(ANSA) - ROMA, 4 DIC - Sede di un importante vertice=20

internazionale; luogo di guerriglia urbana, esasperata fino all'=20

uccisione di un manifestante; teatro di presunte violenze ai=20

danni di persone private della liberta' personale: tutto questo=20

e' stata Genova nel luglio dello scorso anno, in occasione del=20

G8, vertice, con presidenza italiana, dei Capi di Stato e di=20

Governo dei principali Paesi industrializzati, svoltosi il 20 e=20

21 luglio e contestato dai movimenti che si contrappongono alla=20

globalizzazione economica.

- I PREPARATIVI DEL VERTICE E LA NASCITA DEL GENOA SOCIAL FORUM.

E' il Presidente del Consiglio Massimo D'Alema ad annunciare,

il 4 dicembre 1999, l' intenzione del Governo di scegliere=20

Genova per il G8. La scelta e' confermata dal Governo Amato=20

prima ed e' mantenuta, poi, dal Governo Berlusconi, che entra in=20

carica il 10 giugno 2001, circa 40 giorni prima del vertice.

Mentre procedono i preparativi del G8, i movimenti che si=20

contrappongono alla globalizzazione economica, confermano l'=20

intenzione di manifestare a Genova proprio nei giorni del=20

vertice. Si associano dapprima in una ''rete contro il G8''=20

(giugno 2000), poi un ''Patto di lavoro (19 dicembre 2000)'' e,

infine, confluiscono nel ''Genoa Social Forum'' (8 marzo 2001),

al quale aderiscono associazioni e movimenti internazionali. Il=20

Gsf ribadisce la decisione di manifestare nei giorni del=20

vertice, confermando il carattere non violento delle proprie=20

iniziative.

Alla vigilia del vertice, dopo varie riunioni dei=20

responsabili dell' ordine pubblico, che incontrano anche i=20

rappresentanti del Genoa Social Forum, viene messo a punto un=20

complesso piano di sicurezza, che, tra le varie misure,

individua, all' interno della citta', una ''zona rossa'', di=20

massima sorveglianza, la piu' vicina ai palazzi che ospitano il=20

vertice; e una ''zona gialla'', prossima alla prima, all'=20

interno della quale sono vietate manifestazioni di ogni genere.

Per i giorni del vertice a Genova sono adottate misure=20

antiterrorismo di ogni genere (compreso lo schieramento del=20

sistema di difesa aerea) sulla scorta anche di segnalazioni=20

raccolte dai servizi di sicurezza, in particolare di un=20

possibile attentato al Presidente degli Stati Uniti George W.

Bush. La citta' viene chiusa al traffico aereo e marittimo, per=20

la sicurezza generale sono utilizzate oltre 15 mila unita' di=20

tutte le forze dell' ordine. Le autorita' individuano anche le=20

aree all' interno delle quali potra' essere manifestato il=20

dissenso. Alcuni giorni prima del G8, gli enti locali consegnano=20

immobili e strutture ai rappresentanti del Genoa Social Forum:

tra questi gli edifici scolastici Diaz-Pascoli e Pertini.

- IL VERTICE.

Gli otto ''grandi'' della Terra, nel corso di una serie di=20

riunioni a Palazzo Ducale, assumono decisioni particolarmente=20

significative. Tra queste, la creazione di un gruppo di lavoro=20

per la partnership Africa-G8; il lancio del fondo globale per la=20

lotta all' Aids, alla malaria e alla tubercolosi, cui viene=20

subito assegnata una disponibilita' di 1300 milioni di dollari=20

da parte degli otto Paesi e di 500 milioni di dollari dal=20

settore privato. I capi di Stato e di governo decidono, inoltre,

ulteriori progressi nel processo di cancellazione del debito dei=20

Paesi in via di sviluppo; il sostegno ad un nuovo ciclo di=20

negoziati globali in materia commerciale; la valorizzazione dei=20

sistemi di istruzione e di accesso alle opportunita' offerte=20

dalle tecnologie digitali per accelerare lo sviluppo delle aree=20

piu' penalizzate del mondo. E' confermato l' intento comune di=20

affrontare in modo costruttivo il problema dei cambiamenti=20

climatici. Progressi, infine, si registrano anche nel confronto=20

tra il presidente americano Bush e quello russo Putin sul tema=20

delle difesa missilistica.

- LE MANIFESTAZIONI E GLI SCONTRI.

Cominciano il 19 luglio: il corteo dei ''Migrantes'',

organizzato dal Genoa Social Forum, e la manifestazione delle=20

donne iraniane si svolgono in modo del tutto pacifico. In=20

serata, tuttavia, si verificano i primi episodi di violenza, con=20

una sassaiola contro il comando provinciale Carabinieri di Forte=20

San Giuliano. La polizia, inoltre, interviene in una delle=20

strutture date in uso al Genoa Social Forum per il numero=20

eccessivo di presenti e per una segnalazione secondo la quale=20

alcune persone custodivano armi improprie.

Il 20 luglio e' la giornata degli scontri piu' gravi e della=20

morte di Carlo Giuliani. Gruppi consistenti di violenti - da=20

seimila a novemila - si uniscono a chi intende manifestare in=20

modo non violento (200 mila persone, secondo il Ministero dell'=20

Interno; 300 mila, secondo il Genoa Social Forum) e fin dal=20

mattino vi sono ripetuti episodi di violenza e scontri con le=20

forze dell' ordine, schierate a protezione della ''zona rossa''.

Gli scontri cominciano in via Tolemaide, in seguito ad un=20

tentativo di alcuni manifestanti di compiere ''un gesto di=20

disobbedienza civile'', superando uno sbarramento delle forze=20

dell' ordine. Entrano in scena anche gli esponenti del blocco=20

nero, i black bloc, che compiono saccheggi e devastazioni. Gli=20

scontri assumono caratteristiche di guerriglia urbana. Vengono=20

dati alla fiamme un' agenzia della Bnl e un supermercato, viene=20

devastata un' agenzia del Credito Italiano, vengono danneggiati=20

una ricevitoria del lotto, impianti di distribuzione di=20

carburante, vetrine. Dense colonne di fumo, conseguenza dell'=20

incendio di cassonetti e automobili, si levano in varie zone=20

della citta'. Gli incidenti proseguono nel pomeriggio, con un=20

tentativo di assalto al carcere di Marassi e con altri scontri=20

in varie zone della citta'. (segue).

QA

04-DIC-02 10:48 NNNN

(ANSA) - ROMA, 4 DIC-.

- LA MORTE DI CARLO GIULIANI.

In via Caffa, intorno alle 17,20, un contingente di circa=20

cento carabinieri, accorso per dare man forte ad altri reparti,

viene accerchiato dai manifestanti ed e' costretto a ritirarsi=20

disordinatamente verso Piazza Alimonda. Alcuni militari, a bordo=20

di due camionette dell' Arma, rimangono isolati e sono attaccati=20

dai manifestanti. Una delle due camionette riesce ad=20

allontanarsi, l' altra rimane assediata dai dimostranti. Il=20

carabiniere Mario Placanica, che e' a bordo di quest' ultimo=20

mezzo, spara con la pistola d' ordinanza, uccidendo all' istante=20

uno dei manifestanti, Carlo Giuliani, il quale - come appare da=20

immagini televisive - si accingeva a scagliare un estintore all'=20

interno della camionetta. Due giorni fa la Procura di Genova ha=20

chiesto l' archiviazione della posizione del carabiniere=20

Placanica, indagato per omicidio volontario, per aver agito per=20

legittima difesa.

Assalti e atti vandalici sono compiuti anche contro varie=20

caserme, dei carabinieri e della Guardia di Finanza. Si contano,

nel corso della giornata, centinaia di feriti - sia tra i=20

manifestanti, sia tra le forze dell' ordine e numerosi arresti.

- LA PERQUISIZIONE ALLA CASERMA DIAZ.

La sera del 21 luglio alcune pattuglie di polizia, dopo il=20

corteo conclusivo del Genoa Social Forum, subiscono nei pressi=20

della scuola Diaz un lancio di oggetti da parte di alcuni=20

manifestanti, tra i quali gli agenti scorgono persone vestite=20

con abbigliamento simile a quello dei black bloc. Dopo una lunga=20

pianificazione negli uffici della Questura di Genova, si decide=20

di perquisire la scuola Diaz, concessa in uso al Genoa Social=20

Forum. L' operazione viene affidata alla Squadra Mobile e alla=20

Digos, con il supporto di reparti speciali di Carabinieri e=20

Polizia, tra i quali il primo reparto mobile di Roma. La=20

perquisizione - che alcuni dirigenti di polizia fino all' ultimo=20

avrebbero voluto evitare - comincia tra le 23.30 e le 24. Il=20

cancello della scuola Diaz viene abbattuto con un mezzo del=20

reparto mobile della Polizia. Dall' interno dell' edificio=20

comincia un fitto lancio di oggetti contro gli agenti, i quali=20

entrano nella scuola. Nell' istituto avvengono violente=20

colluttazioni; alcuni raccontano di giovani - quasi tutti feriti=20

e sanguinanti - costretti contro i muri mentre vengono=20

perquisiti i loro bagagli e i loro indumenti. Negli scontri=20

restano feriti gran parte delle persone che sono nell' edificio=20

e 17 agenti di polizia, dei quali 15 appartenenti al reparto=20

mobile. La polizia fa irruzione anche alla scuola Pascoli, sede=20

del centro stampa del Genoa Social Forum, dove - secondo i=20

portavoce del movimento - vengono distrutti alcuni computer.

A conclusione dell' operazione nelle due strutture=20

scolastiche, sono dichiarate in arresto 93 persone, tra le quali=20

tre giornalisti.

Il 2 agosto, dopo accese polemiche sugli scontri avvenuti a=20

Genova ed, in particolare, sulla perquisizione alla caserma=20

Diaz, il Ministro dell' Interno Scajola destina ad altri=20

incarichi Ansoino Andreassi, vice capo della Polizia incaricato=20

dal Consiglio dei ministri della supervisione del G8,

Arnaldo La Barbera, capo dell'antiterrorismo (morto nello scorso=20

mese di settembre), e Francesco Colucci, questore di Genova=20

durante il G8.

- NELLA CASERMA DI BOLZANETO.

E' la struttura della polizia nella quale sarebbero avvenuti=20

episodi di violenza fisica e psichica sulle persone arrestate da=20

parte di medici e personale della polizia penitenziaria.

Concepita (cosi' come la caserma di Forte San Giuliano dei=20

carabinieri) come luogo di prima accoglienza delle persone=20

arrestate durante il G8, in vista di una loro successiva=20

traduzione in carceri del nord Italia, la struttura viene anche=20

attrezzata con un' area sanitaria per l' assistenza alle persone=20

fermate ed eventualmente ferite o bisognose di cure.

Nella notte tra il 21 ed il 22 luglio arrivano nella caserma=20

di Bolzaneto le persone arrestate nel corso delle perquisizioni=20

alle scuole Diaz e Pascoli. Poco prima, il Ministro della=20

Giustizia Roberto Castelli, in visita nella struttura, nota=20

nella camera di sicurezza una donna ed una decina di uomini da=20

una parte, in piedi, con le gambe allargate e la faccia contro=20

il muro, controllati da un solo agente.

La caserma di Bolzaneto conclude l' attivita' di ''ufficio=20

matricola a distanza'' il 24 luglio, dopo aver accolto oltre 200=20

persone arrestate. Due giorni dopo la stampa riporta=20

testimonianze e denunce di violenze, fisiche e psichiche=20

(comprese perquisizioni corporali), che sarebbero state compiute=20

nella struttura sulle persone arrestate. Vengono disposte=20

indagini amministrative, in una delle quali si da' conto di 11=20

presunti casi di violenza denunciati dalla stampa o dai presenti=20

e di altri casi raccontati da un infermiere in servizio a=20

Bolzaneto in quei giorni. Ma tra i documenti acquisiti agli atti=20

dell'inchiesta giudiziaria figurano anche alcune intercettazioni=20

ambientali dalle quali risulterebbe l' infondatezza di alcune=20

denunce fatte dalle persone arrestate. (ANSA).
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<BR><BR>la sicurezza generale sono utilizzate oltre 15 mila unita' di=20
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<BR><BR>tra il presidente americano Bush e quello russo Putin sul tema=20
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<BR><BR>una ricevitoria del lotto, impianti di distribuzione di=20
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<BR><BR>dai manifestanti. Una delle due camionette riesce ad=20
<BR><BR>allontanarsi, l' altra rimane assediata dai dimostranti. Il=20
<BR><BR>carabiniere Mario Placanica, che e' a bordo di quest' ultimo=20
<BR><BR>mezzo, spara con la pistola d' ordinanza, uccidendo all' istante =

<BR><BR>uno dei manifestanti, Carlo Giuliani, il quale - come appare da=20
<BR><BR>immagini televisive - si accingeva a scagliare un estintore all' =

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<BR><BR>chiesto l' archiviazione della posizione del carabiniere=20
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<BR><BR>perquisizione - che alcuni dirigenti di polizia fino all' ultimo =

<BR><BR>avrebbero voluto evitare - comincia tra le 23.30 e le 24. Il=20
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<BR><BR>entrano nella scuola. Nell' istituto avvengono violente=20
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<BR><BR>e sanguinanti - costretti contro i muri mentre vengono=20
<BR><BR>perquisiti i loro bagagli e i loro indumenti. Negli scontri=20
<BR><BR>restano feriti gran parte delle persone che sono nell' edificio=20
<BR><BR>e 17 agenti di polizia, dei quali 15 appartenenti al reparto=20
<BR><BR>mobile. La polizia fa irruzione anche alla scuola Pascoli, sede=20
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dichiarate in arresto 93 persone, tra le quali <BR><BR>tre=20
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conclude l' attivita' di ''ufficio <BR><BR>matricola a distanza'' il 24 =
luglio,=20
dopo aver accolto oltre 200 <BR><BR>persone arrestate. Due giorni dopo =
la stampa=20
riporta <BR><BR>testimonianze e denunce di violenze, fisiche e psichiche =

<BR><BR>(comprese perquisizioni corporali), che sarebbero state compiute =

<BR><BR>nella struttura sulle persone arrestate. Vengono disposte=20
<BR><BR>indagini amministrative, in una delle quali si da' conto di 11=20
<BR><BR>presunti casi di violenza denunciati dalla stampa o dai presenti =

<BR><BR>e di altri casi raccontati da un infermiere in servizio a=20
<BR><BR>Bolzaneto in quei giorni. Ma tra i documenti acquisiti agli atti =

<BR><BR>dell'inchiesta giudiziaria figurano anche alcune intercettazioni =

<BR><BR>ambientali dalle quali risulterebbe l' infondatezza di alcune=20
<BR><BR>denunce fatte dalle persone arrestate. =
(ANSA).</DIV></BODY></HTML>

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