Leggetevi questo articolo... c'è da rabbrividire!
Un abbraccio a tutti
Cleo
Giovani sovversivi
a cura di Mattia Toaldo
Cominciamo con un indovinello: cos'hanno in comune due ricercatori del
dipartimento di sociologia, alcuni ultras del Cosenza, un professore di
storia delle medie, un avvocato con un passato da "sovversivo" e che ora
risiedeva in un convento?
Nulla, apparentemente.
E invece sì, qualcosa in comune ce l'hanno: ora sono in carcere (in un
carcere di massima sicurezza per la precisione) con alcune accuse strane, e
altre un po' meno. Cerchiamo di capirne di più.
LE ACCUSE
La scorsa settimana la magistratura di Cosenza ha disposto l'arresto di una
ventina di persone con le seguenti accuse:
1) cospirazione politica mediante associazione al fine fine di:
- turbare l'esercizio delle funzioni del governo
- effettuare propaganda sovversiva
- sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nello stato
2) attentato contro organi costituzionali
3) altri reati come porto di oggetti atti ad offendere, resistenza a
pubblici ufficiali, invasione di edifici, propaganda sovversiva, istigazione
a disobbedire alle leggi di ordine pubblico, cessione di stupefacenti
Se queste ultime accuse possono sembrare "normali", di quelle contenute nel
primo punto probabilmente molti di noi ignoravano anche solo l'esistenza nel
codice penale. I reati, secondo i magistrati di Cosenza, sarebbero stati
commessi nei giorni del vertice di Napoli (marzo 2001, scontri gravi) e del
G8 di Genova (Luglio 2001, un morto e centinaia di arrestati) nonchè in
alcune riunioni pubbliche e su un sito internet.
COSPIRAZIONE POLITICA MEDIANTE ASSOCIAZIONE
E' la prima e più pesante tra le accuse. E' interessante leggere cosa
avrebbero fatto gli accusati per meritarsela.
Gli arrestati e gli indagati avrebbero creato un'associazione chiamata "Rete
meridionale del Sud ribelle". Struttura che effettivamente esiste, è
regolarmente registrata e ha sempre tenuto riunioni pubbliche dalla sua
fondazione. Ebbene i suoi scopi, secondo i magistrati, sarebbero:
- aver organizzato gli scontri di Genova e di Napoli nel 2001
- aver creato il sito internet
www.inventati.org/sudribelle dedicato "alle
attività violente da svolgere"
- aver diffuso tra i manifestanti un "manuale di autodifesa" che, secondo i
magistrati, serviva "per la preparazione agli scontri con le forze
dell'ordine"
- voler "sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nello
Stato, sopprimere la globalizzazione dei mercati economici" nonchè
"l'ordinamento del mercato del lavoro"
INFORMAZIONI SULLA POLIZIA E SUGGERIMENTI AI FERITI
Anna Curcio, ricercatrice del dipartimento di sociologia dell'Università di
Cosenza, è accusata in particolare di aver ricevuto e dato "informazioni ai
manifestanti sulla presenza o assenza delle forze dell'ordine nelle strade
di Genova" durante le manifestazioni contro il G8 l'anno scorso.
Sempre a Genova Anna Curcio "dava suggerimenti ai feriti in merito alla
versione da fornire per sottrarsi ai referti medici". Va detto che, a quanto
risulta dalle indagini della procura di Napoli riguardanti gli scontri del
marzo 2001, molti feriti del pronto soccorso furono portati in caserma per
interrogatori non proprio ortodossi. Per questo motivo a Genova durante il
G8 era sconsigliato fortemente di rivolgersi agli ospedali e venivano
forniti consigli su come comportarsi nel caso si finisse in un reparto di
pronto soccorso.
TELEFONATE DURANTE IL G8
Antonio Brunetti (detto "il foggiano" secondo i magistrati di Cosenza) e
Lucia Francioso sono accusati di aver comunicato via telefono durante i
disordini del G8 riguardo "tutti gli eventi in corso, gli spostamenti e le
azioni dei manifestanti e delle forze dell'ordine, le possibili vie di
fuga". Anche chi scrive questo articolo lo ha fatto durante quei giorni,
tutti quelli che c'erano lo hanno fatto, probabilmente. Semplicemente perchè
era l'unico modo per non finire nei guai.
RICHIESTE D'AIUTO
Sempre nel decreto di perquisizione troviamo un passo interessante
riguardante la perquisizione al centro stampa del Genoa Social Forum, che fu
seguita nel giro di pochi minuti dall'assalto alla scuola Diaz nel quale
furono feriti numerosi manifestanti e un giornalista, tutti arrestati. La
magistratura poi convalidò uno solo delle decine di arresti fatti quella
notte. Ora i responsabili delle forze dell'ordine sono sotto inchiesta per
il loro operato.
I magistrati di Cosenza, citiamo testualmente, scrivono che quella notte
Anna Curcio telefonava a tale Francesco Febbraio dicendogli che "la Polizia
stava effettuando una perquisizione. La Curcio si lamentava del fatto che
non riusciva a rintracciare nessuno. La stessa affermava di aver paura e gli
illustra la situazione." Cosa fa allora Francesco Febbraio? "Gli diceva che
avrebbe provveduto a rintracciarle qualche avvocato e le prometteva di
richiamarla più tardi". Gentile no?
Nel decreto di perquisizione dei magistrati di Cosenza c'è scritto che
questo "sodalizio" rende necessaria "la perquisizione dei luoghi nella
disponibilità" di Francesco Febbraio.
Mai aiutare gli amici, mai.
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