-----Messaggio originale-----
Da: sirioconte@??? [
mailto:sirioconte@interfree.it]=20
Inviato: mercoled=EC 20 novembre 2002 1.28
A: actionforpeace-palestina-israele@???
Cc: assopace_napoli@???
Oggetto: [actionforpeace-palestina-israele] dalla pal 4
Nablus
il cannone del carro che gira lentamente e si ferma puntando su di noi.
Una scena che=20
mi riporta ad altri giorni e che si ripete come se aspirasse a diventare
normalita`, tempo dilatato, un sempre.
Questa e` la nablus per noi, oggi, in una mattina di sole e dolore, in
un territorio costellato di check point e insediamenti ed i soliti
insopportabili atti di crudelta`
dei soldati israeliani verso I palestinesi donne e bambini, giovani ed
anziani cui viene sempre impedito di fare qualcosa: di passare, di
andare, di tornare, in poche parole di vivere.
Il carro armato forma con un`autoblindo e una decina di soldati il punto
di controllo
dell`incrocio da cui si accede al centro della citta`. Nablus e` sotto
coprifuoco da giorni, sottoposta a rastrellamenti e rappresaglie. Ogni
tanto un palazzo viene demolito o occupato, le famiglie mandate via. Non
importa dove tanto I palestinesi sono come bestie, una razza inferiore.
Valgono meno dei kosovari albanesi usati a pretesto per la guerra contro
la Yugoslavia, meno dei kurdi irakeni che avranno l`onore di fare da
causa, fra le altre, della guerra contro l`iraq. Sono meno di zero, una
razza inferiore, bestie.
Il cannone fa un altro giro e si ferma di nuovo davanti al mio sguardo.
Io guardo
dentro quel buco nero e riemergo in un altro tempo e in un altro luogo.
Un altro cannone, ramallah, aprile di quest`anno. Accanto a me Francesco
con il passaporto in mano, come me, come gli altri. Il primo gruppo di
action for peace che si uni` agli altri italiani nell`ospedale della
citta`. quella notte facemmo il primo turno di veglia io, lui e luca.
Questa notte lui la passera` ancora in galera vittima di un atto
scellerato,
di una logica repressiva che vuole riportarci tutti indietro. Se potessi
vorrei dirgli che mi sento un po` dentro anch`io, e che in fondo anche
lui e` un po` qui.
Il cannone gira e non ci punta piu`. Il soldato ci fa cenno di passare
per sottoporci alla perquisizione. Subiamo anche noi come persino le
ambulanze e il personale sanitario,
la prova dell`arroganza di chi si sente forte perche` ha il mitra in
mano e i cecchini appostati sui tetti dei palazzi.
Poi tutto si svolge in un tempo distorto, l`incontro con il sindaco, i
giri tortuosi per la citta`, il divieto di accedere al rione dove vive
la mamma di susan, la signora giulia che anche questa volta non possiamo
andare a salutare.
Mi viene da pensare alle discussioni interminabili sulla equidistanza,
sull`essere obiettivi, sul non essere di parte. Non ce la faccio neanche
piu` a rispondere. Venite qui, passate un solo giorno qui. Passatelo
anche lontano dagli avvenimenti piu` atroci.
In fondo basta questo stillicidio di piccole crudelta` quotidiane, senza
un senso apparente, semplicemente l`approssimarsi della disperazione.
Torniamo e ci raggiungono le notizie di tulkarem e quella
dell`occupazione israeliana del centro del medical relief a jenin dove
eravamo l`altro giorno.
Siamo tristi e tesi, non ce la faccio nemmeno a riportare le discussioni
politiche avute,
le primarie laburiste, la campagna contro le demolizioni delle case
palestinesi.
La sera a gerusalemme ci viene a trovare asher con una giovane regista
palestinese-israeliana: rima essa. Assistiamo alla proiezione di un suo
bellissimo corto e dopo si accende una bellissima discussione con lei e
le sue amiche.
Adesso e` tardi, le mie dita sulla tastiera sono pesanti come il mio
cuore e i miei pensieri. Resistere.
sirio