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Quello che rimane della pi=F9 grande manifestazione del movimento =
"no-global" =20
Impressioni di Firenze =20
Salvatore Cannav=F2=20
=20
=ABGuarda che qui la domanda supera di gran lunga l'offerta e =
quindi l'offerta non pu=F2 che migliorare=BB. La battuta nasce in uno =
dei tanti colloqui occasionali, in questo caso con Emiliano Brancaccio, =
l'economista estensore della legge sulla Tobin tax, tra i pi=F9 indicati =
a ragionare sulla base della celebre legge di mercato. Che sar=E0 pure =
un pilastro del capitalismo, ma che spiega bene cosa sia successo a =
Firenze. Una nuova generazione si =E8 presentata ufficialmente alla =
politica, facendo una politica nuova e alta ed esprimendo un bisogno, =
ancora insoddisfatto, di rinnovamento radicale.=20
Questa novit=E0 si =E8 manifestata in molte forme. E' ancora =
presto per ricavarne una mappatura ragionata ed esauriente, mentre =E8 =
pi=F9 agevole ricorrere al motto zapatista del =ABcamminare =
domandando=BB e provare a indagare alcune delle espressioni pi=F9 =
clamorose della forza dichiaratasi a Firenze.=20
Un evento comunicativo
La prima riflessione =E8 suggerita da un aspetto ancora poco =
sottolineato. La Fortezza da' Basso, con il suo fiume colorato di =
politica, ha rappresentato un evento fortemente comunicativo. Qualcuno, =
nei lunghi mesi della vigilia, lo aveva additato come un noioso convegno =
congressuale o, peggio, come un evento burocratico. La realt=E0 ha =
smentito efficacemente questa previsione, affermando nella materialit=E0 =
dell'evento, la ricca commistione tra contenuti e forma, tra linguaggio =
e corpi, tra espressione visiva e riflessione. Nei tre giorni del Forum =
tutto =E8 stato movimento, capace di travalicare la stessa forma rigida =
della conferenza. L'ascolto attento delle relazioni, i taccuini pieni di =
appunti rappresentano solo la facciata A del disco fatto girare a =
Firenze; la seconda vede una partecipazione attiva realizzata attraverso =
i corpi e le voci, gli applausi, le sottolineature rumorose. Una gran =
voglia di esserci e di manifestarsi che passa anche con il modo di =
vivere il cuore della Fortezza, la sua agor=E0, il piazzale centrale =
all'aperto dove ci si =E8 incontrati, si =E8 ballato, si sono lanciati =
slogan e cortei spontanei. Dove si =E8 letteralmente attraversato il =
Forum per portare da qualche parte - in un seminario, in uno stand, in =
uno spazio qualsiasi, fosse anche al bar - qualcosa di s=E9, della =
propria soggettivit=E0 collettiva o individuale e metterla in relazione =
con altri e altre. Intreccio, relazione, comunicazione: il forum =E8 =
stato innanzitutto questo.=20
Una domanda enorme
Questa esuberanza, questa vitalit=E0 generazionale =E8 parte =
integrante del gran desiderio di politica esploso nella tre giorni =
fiorentina. Una politica nuova, pulita, fatta di idee e di progetti, ma =
anche di utopie e speranze. Quei sessantamila delegati e delegate, =
protagonisti effettivi della manifestazione, hanno mostrato un'avidit=E0 =
di politica sconosciuta ai nostri occhi. Non si =E8 trattato solo di una =
partecipazione per imparare e nemmeno di un'occasione in cui chiedere o =
esigere chissa cosa da chissa chi. No, si =E8 trattato di un fenomeno =
pienamente e interamente politico - da qui il salto di qualit=E0 =
rispetto alla stessa Porto Alegre - dove la politica ha ripreso il suo =
valore originario, la cura della polis e quindi dell'interesse e del =
bene collettivo. Un bene minacciato dalle polemiche delle ultime =
settimane, dai giochetti di palazzo o dalle furbizie tattiche dei soliti =
noti. E invece, anche con la partecipazione al corteo o nella stessa =
serata inaugurale, si =E8 voluto rimarcare il perimetro di uno spazio =
pubblico, mobile e plurale, ma definito. Identificabile dalle tre =
discriminanti del Forum - no alla guerra, al liberismo e al razzismo - =
irriducibile al mercato e alle sue leggi e non riducibile alla categoria =
tradizionale di riformismo. Ma, soprattutto, strategicamente orientato =
alla costruzione di una nuova democrazia, partecipata, consapevole, =
pi=F9 ricca di quella attuale. Nella percezione di centinaia di migliaia =
di persone, forse di milioni, =E8 questo che rappresentano le due parole =
ormai magiche: Social Forum. Un simbolo inaggirabile di partecipazione =
politica e di desiderio di cambiare il mondo.=20
La politica e l'etica
Questo spazio e questa ambizione si conciliano ancora con una =
delle caratteristiche originarie del "movimento dei movimenti", la =
spinta etica e la rivolta morale. Milioni di giovani in tutto il mondo =
sono oggi irriducibili al liberismo, e manifestano un'avversione latente =
al capitalismo, sulla base di una propensione morale, nobile e vitale =
che spesso fa fatica a tradursi in lotta politica cos=EC come l'abbiamo =
classicamente intesa. Dopo il forum di Firenze, cio=E8, =E8 ampiamente =
possibile che la vertenza Fiat si concluda con una sconfitta - anche se =
la solidariet=E0 agli operai ha rappresentato un momento ricorrente del =
Forum - o che la finanziaria venga approvata senza particolari sussulti. =
Il terreno privilegiato del movimento continua a essere la guerra - e in =
misura minore il razzismo e l'immigrazione - ovvero due ambiti in cui =
l'etica =E8 maggiormente sollecitata. E' un aspetto che occorre avere =
ben chiaro, perch=E9 descrive un campo in cui si pu=F2 realizzare un =
progetto politico di ampio respiro. Si pensi all'insistenza di Cofferati =
sui "valori" o al messaggio interamente etico che promana da Gino =
Strada. Attorno a questi valori e al nobile e radicale rifiuto della =
guerra, si possono tuttavia condensare forze e motivazioni del tutto =
coerenti con un orizzonte "riformista" o con una prospettiva di =
"aggiustamento graduale" della globalizzazione. Terreno scivoloso, =
quindi, e complesso. Reso ancor pi=F9 sdrucciolevole dalla distanza =
siderale che passa tra chi materialmente ha organizzato l'evento di =
Firenze e la partecipazione oceanica che ne =E8 scaturita. Un rapporto =
incredibile di uno a diecimila in cui si pu=F2 incuneare =
l'incomprensione o un'incomunicabilit=E0 insopportabile.=20
Ecco perch=E9 non basta ricorrere a una semplice accelerazione del =
tasso di politicizzazione del movimento, del tutto auspicabile e =
necessaria, ma comunque non automatica. Il processo rischia di essere =
pi=F9 accidentato, perch=E9 deve badare a realizzare un forte tasso di =
coinvolgimento e di partecipazione complessiva capace di ridurre quella =
distanza e di realizzare quindi un dialogo reale, di limitare la delega =
e la distinzione tra vertice e base che, se reiterata, potrebbe =
essiccare l'energia di Firenze. Le campagne individuate nell'assemblea =
conclusiva e i soggetti reali incaricati di animarle, possono costituire =
un deterrente a questo rischio e un'opportunit=E0 per una fase nuova.=20
Non violenza consapevole
Che questa distanza sia del resto limitata solo alla forma =
classica delle assemblee o delle riunioni a oltranza - ancora vero =
limite dell'agire politico - =E8 riscontrabile anche nelle modalit=E0 =
della partecipazione al corteo. Se non si sono verificati incidenti di =
nessun tipo non =E8 solo grazie al lavoro prezioso e faticoso di quei =
compagni e compagne che si sono occupati del servizio di "autotutela", =
ma anche della convinzione e della responsabilit=E0 collettiva che ha =
coinvolto tutti e tutte. La colletta per ripagare la vetrina rotta, le =
scritte canzonatorie sulle protezioni dei negozi del centro, il rapporto =
felice e festoso con la citt=E0, sono tutti segnali di una generazione =
che si rende disponibile a una partecipazione consapevole, matura e =
responsabile. E che al tempo stesso, sa di non doversi far coinvolgere =
dalla spirale perversa della violenza, anche perch=E9 ha ormai intuito =
che al tempo della globalizzazione armata la violenza =E8 un rigido =
monopolio degli stati pi=F9 potenti o delle centrali del terrore. E che =
quindi, per contrapporsi, non resta che una scelta non violenta =
fortemente intrecciata con la pratica e la democrazia di massa.=20
Il "vecchio" e il "nuovo"
Una generazione matura, quindi, come tutte quelle che irrompono =
per esigere un cambio radicale ed esprimere un bisogno di futuro. Ma =
come evitare che questo bisogno inaggirabile realizzi una frattura =
generazionale, e quindi anche politica, con il passato, con il "vecchio" =
che poi non =E8 altro che il vecchio movimento operaio? E come, allo =
stesso tempo, evitare che questo "vecchio", fatto di sconfitte, a volte =
di residualit=E0, spesso di compatibilit=E0, afferri le gambe dei =
giovani per trascinarli in un vortice negativo? E' un equilibrio =
instabile e incerto, affrontato ancora solo parzialmente dalle reti che =
compongono il movimento - vedi l'esperienza di Attac o la rete contro il =
precariato - ma non ancora interiorizzato del tutto. Quella frattura, =
del resto, potrebbe assumere forme equivoche o incoerenti con le sue =
stesse ragioni: una frattura tipicamente generazionale, oppure tra un =
supposto "sociale" superiore al "politico"; o ancora tra sindacato e =
partiti da una parte e nuove forme della politica dall'altra. Questo =
pericolo, in fondo, =E8 supportato dal vuoto alle spalle del movimento: =
l'altro mondo possibile non =E8 ancora declinato e nessuno pensa di =
poterlo riannodare ai fallimenti storici del socialismo realizzato. Ma =
un'alternativa =E8 difficile da costruire, finora abbiamo solo alcune =
indicazioni di massima e la ricerca =E8 piuttosto lunga e faticosa. La =
potenzialit=E0 di Firenze va in questa direzione, ma gran parte delle =
responsabilit=E0 ricadono su chi Firenze l'ha organizzata.=20
Una dimensione europea
Anche per affrontare questo nodo nevralgico, il movimento oggi =
pi=F9 di prima - pi=F9 di Genova, pi=F9 di Porto Alegre - ha bisogno di =
riconoscersi, di sentirsi parte di un progetto comune e di uno spazio =
condiviso. Il Forum =E8 sostanzialmente questo e a questo deve il suo =
successo. Naturalmente =E8 anche l'insieme che riconosce le sue singole =
e differenziate parti: le reti nazionali come i social forum locali, le =
vertenze specifiche come le lotte pi=F9 generali, le strutture pi=F9 =
grandi come quelle pi=F9 piccole, l'attenzione alle pratiche come la =
centralit=E0 dei contenuti. Far stare insieme tutto questo =E8 l'impresa =
che ci accingiamo a compiere e che rimanda, sul piano dei "compiti =
storici", non gi=E0 ai tanti movimenti del novecento, ma a quella fase =
costituente del movimento operaio rappresentata dal secondo ottocento. =
Fu allora che si realizzarono senso comune e fatti obiettivi, lotte =
concrete e costruzione del simbolico, capaci di dare vita alla pi=F9 =
grande elaborazione collettiva della storia umana. La Prima =
Internazionale rappresenta molto bene questo aspetto: tante forme e =
culture diverse unite per dare luogo a un progetto collettivo collocato =
nel campo della critica al capitalismo e della rivoluzione. E per la =
prima volta su un piano decisamente internazionale. Oggi =E8 di nuovo =
cos=EC. La dimensione europea dell'evento =E8 sostanziale all'evento =
stesso e pu=F2 costituire la sua caratteristica principale. Anche per =
questo la continuit=E0 tra il Forum di Firenze e quello di Parigi, il =
mantenimento del coordinamento europeo dei movimenti sociali e la =
mobilitazione su scala continentale - a cominciare dalla guerra - =
costituiscono valide assicurazioni sul futuro.=20
Una fase costituente
Siamo dunque in una fase costituente. Lo dimostra anche il canto =
reiterato di canzoni storiche come Bella Ciao o Bandiera Rossa. Il loro =
riferimento rappresenta pi=F9 un rimando istintivo al momento =
costituente pi=F9 rilevante della storia d'Italia che a un esercizio =
nostalgico. Quasi si trattasse di una sottolineatura, pi=F9 o meno =
consapevole, della portata storica dell'avvenimento che per essere tale =
non pu=F2 che ricollegarsi alla migliore tradizione e alla migliore =
memoria. Una fase costituente, quindi, in cui tutti, veramente tutti, =
dovrebbero osare un po' di pi=F9. Per costruire, attorno a questo spazio =
un evento politico capace di rappresentare il bisogno di futuro, =
l'irruenza del nuovo, ma anche la salvaguardia del "vecchio". Un evento =
che dia forma e sostanza al popolo di Firenze che poi non =E8 altro che =
il "nuovo movimento operaio".=20
=20
-------------------------------------------------------------------------=
-
=20
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che qui la domanda supera di gran lunga l'offerta e quindi =
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pu=F2 che migliorare=BB. La battuta nasce in uno dei tanti =
colloqui=20
occasionali, in questo caso con Emiliano Brancaccio, l'economista=20
estensore della legge sulla Tobin tax, tra i pi=F9 indicati a =
ragionare=20
sulla base della celebre legge di mercato. Che sar=E0 pure un =
pilastro del=20
capitalismo, ma che spiega bene cosa sia successo a Firenze. Una =
nuova=20
generazione si =E8 presentata ufficialmente alla politica, facendo =
una=20
politica nuova e alta ed esprimendo un bisogno, ancora =
insoddisfatto, di=20
rinnovamento radicale.=20
<P>Questa novit=E0 si =E8 manifestata in molte forme. E' ancora =
presto per=20
ricavarne una mappatura ragionata ed esauriente, mentre =E8 pi=F9 =
agevole=20
ricorrere al motto zapatista del =ABcamminare domandando=BB e =
provare a=20
indagare alcune delle espressioni pi=F9 clamorose della forza =
dichiaratasi a=20
Firenze.=20
<P><BR>Un evento comunicativo<BR>La prima riflessione =E8 =
suggerita da un=20
aspetto ancora poco sottolineato. La Fortezza da' Basso, con il =
suo fiume=20
colorato di politica, ha rappresentato un evento fortemente =
comunicativo.=20
Qualcuno, nei lunghi mesi della vigilia, lo aveva additato come un =
noioso=20
convegno congressuale o, peggio, come un evento burocratico. La =
realt=E0 ha=20
smentito efficacemente questa previsione, affermando nella =
materialit=E0=20
dell'evento, la ricca commistione tra contenuti e forma, tra =
linguaggio e=20
corpi, tra espressione visiva e riflessione. Nei tre giorni del =
Forum=20
tutto =E8 stato movimento, capace di travalicare la stessa forma =
rigida=20
della conferenza. L'ascolto attento delle relazioni, i taccuini =
pieni di=20
appunti rappresentano solo la facciata A del disco fatto girare a =
Firenze;=20
la seconda vede una partecipazione attiva realizzata attraverso i =
corpi e=20
le voci, gli applausi, le sottolineature rumorose. Una gran voglia =
di=20
esserci e di manifestarsi che passa anche con il modo di vivere il =
cuore=20
della Fortezza, la sua agor=E0, il piazzale centrale all'aperto =
dove ci si =E8=20
incontrati, si =E8 ballato, si sono lanciati slogan e cortei =
spontanei. Dove=20
si =E8 letteralmente attraversato il Forum per portare da qualche =
parte - in=20
un seminario, in uno stand, in uno spazio qualsiasi, fosse anche =
al bar -=20
qualcosa di s=E9, della propria soggettivit=E0 collettiva o =
individuale e=20
metterla in relazione con altri e altre. Intreccio, relazione,=20
comunicazione: il forum =E8 stato innanzitutto questo.=20
<P><BR>Una domanda enorme<BR>Questa esuberanza, questa vitalit=E0=20
generazionale =E8 parte integrante del gran desiderio di politica =
esploso=20
nella tre giorni fiorentina. Una politica nuova, pulita, fatta di =
idee e=20
di progetti, ma anche di utopie e speranze. Quei sessantamila =
delegati e=20
delegate, protagonisti effettivi della manifestazione, hanno =
mostrato=20
un'avidit=E0 di politica sconosciuta ai nostri occhi. Non si =E8 =
trattato solo=20
di una partecipazione per imparare e nemmeno di un'occasione in =
cui=20
chiedere o esigere chissa cosa da chissa chi. No, si =E8 trattato =
di un=20
fenomeno pienamente e interamente politico - da qui il salto di =
qualit=E0=20
rispetto alla stessa Porto Alegre - dove la politica ha ripreso il =
suo=20
valore originario, la cura della polis e quindi dell'interesse e =
del bene=20
collettivo. Un bene minacciato dalle polemiche delle ultime =
settimane, dai=20
giochetti di palazzo o dalle furbizie tattiche dei soliti noti. E =
invece,=20
anche con la partecipazione al corteo o nella stessa serata =
inaugurale, si=20
=E8 voluto rimarcare il perimetro di uno spazio pubblico, mobile e =
plurale,=20
ma definito. Identificabile dalle tre discriminanti del Forum - no =
alla=20
guerra, al liberismo e al razzismo - irriducibile al mercato e =
alle sue=20
leggi e non riducibile alla categoria tradizionale di riformismo. =
Ma,=20
soprattutto, strategicamente orientato alla costruzione di una =
nuova=20
democrazia, partecipata, consapevole, pi=F9 ricca di quella =
attuale. Nella=20
percezione di centinaia di migliaia di persone, forse di milioni, =
=E8 questo=20
che rappresentano le due parole ormai magiche: Social Forum. Un =
simbolo=20
inaggirabile di partecipazione politica e di desiderio di cambiare =
il=20
mondo.=20
<P><BR>La politica e l'etica<BR>Questo spazio e questa ambizione =
si=20
conciliano ancora con una delle caratteristiche originarie del =
"movimento=20
dei movimenti", la spinta etica e la rivolta morale. Milioni di =
giovani in=20
tutto il mondo sono oggi irriducibili al liberismo, e manifestano=20
un'avversione latente al capitalismo, sulla base di una =
propensione=20
morale, nobile e vitale che spesso fa fatica a tradursi in lotta =
politica=20
cos=EC come l'abbiamo classicamente intesa. Dopo il forum di =
Firenze, cio=E8,=20
=E8 ampiamente possibile che la vertenza Fiat si concluda con una =
sconfitta=20
- anche se la solidariet=E0 agli operai ha rappresentato un =
momento=20
ricorrente del Forum - o che la finanziaria venga approvata senza=20
particolari sussulti. Il terreno privilegiato del movimento =
continua a=20
essere la guerra - e in misura minore il razzismo e l'immigrazione =
-=20
ovvero due ambiti in cui l'etica =E8 maggiormente sollecitata. E' =
un aspetto=20
che occorre avere ben chiaro, perch=E9 descrive un campo in cui si =
pu=F2=20
realizzare un progetto politico di ampio respiro. Si pensi =
all'insistenza=20
di Cofferati sui "valori" o al messaggio interamente etico che =
promana da=20
Gino Strada. Attorno a questi valori e al nobile e radicale =
rifiuto della=20
guerra, si possono tuttavia condensare forze e motivazioni del =
tutto=20
coerenti con un orizzonte "riformista" o con una prospettiva di=20
"aggiustamento graduale" della globalizzazione. Terreno scivoloso, =
quindi,=20
e complesso. Reso ancor pi=F9 sdrucciolevole dalla distanza =
siderale che=20
passa tra chi materialmente ha organizzato l'evento di Firenze e =
la=20
partecipazione oceanica che ne =E8 scaturita. Un rapporto =
incredibile di uno=20
a diecimila in cui si pu=F2 incuneare l'incomprensione o =
un'incomunicabilit=E0=20
insopportabile.=20
<P>Ecco perch=E9 non basta ricorrere a una semplice accelerazione =
del tasso=20
di politicizzazione del movimento, del tutto auspicabile e =
necessaria, ma=20
comunque non automatica. Il processo rischia di essere pi=F9 =
accidentato,=20
perch=E9 deve badare a realizzare un forte tasso di coinvolgimento =
e di=20
partecipazione complessiva capace di ridurre quella distanza e di=20
realizzare quindi un dialogo reale, di limitare la delega e la =
distinzione=20
tra vertice e base che, se reiterata, potrebbe essiccare l'energia =
di=20
Firenze. Le campagne individuate nell'assemblea conclusiva e i =
soggetti=20
reali incaricati di animarle, possono costituire un deterrente a =
questo=20
rischio e un'opportunit=E0 per una fase nuova.=20
<P><BR>Non violenza consapevole<BR>Che questa distanza sia del =
resto=20
limitata solo alla forma classica delle assemblee o delle riunioni =
a=20
oltranza - ancora vero limite dell'agire politico - =E8 =
riscontrabile anche=20
nelle modalit=E0 della partecipazione al corteo. Se non si sono =
verificati=20
incidenti di nessun tipo non =E8 solo grazie al lavoro prezioso e =
faticoso=20
di quei compagni e compagne che si sono occupati del servizio di=20
"autotutela", ma anche della convinzione e della responsabilit=E0 =
collettiva=20
che ha coinvolto tutti e tutte. La colletta per ripagare la =
vetrina rotta,=20
le scritte canzonatorie sulle protezioni dei negozi del centro, il =
rapporto felice e festoso con la citt=E0, sono tutti segnali di =
una=20
generazione che si rende disponibile a una partecipazione =
consapevole,=20
matura e responsabile. E che al tempo stesso, sa di non doversi =
far=20
coinvolgere dalla spirale perversa della violenza, anche perch=E9 =
ha ormai=20
intuito che al tempo della globalizzazione armata la violenza =E8 =
un rigido=20
monopolio degli stati pi=F9 potenti o delle centrali del terrore. =
E che=20
quindi, per contrapporsi, non resta che una scelta non violenta =
fortemente=20
intrecciata con la pratica e la democrazia di massa.=20
<P><BR>Il "vecchio" e il "nuovo"<BR>Una generazione matura, =
quindi, come=20
tutte quelle che irrompono per esigere un cambio radicale ed =
esprimere un=20
bisogno di futuro. Ma come evitare che questo bisogno inaggirabile =
realizzi una frattura generazionale, e quindi anche politica, con =
il=20
passato, con il "vecchio" che poi non =E8 altro che il vecchio =
movimento=20
operaio? E come, allo stesso tempo, evitare che questo "vecchio", =
fatto di=20
sconfitte, a volte di residualit=E0, spesso di compatibilit=E0, =
afferri le=20
gambe dei giovani per trascinarli in un vortice negativo? E' un =
equilibrio=20
instabile e incerto, affrontato ancora solo parzialmente dalle =
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compongono il movimento - vedi l'esperienza di Attac o la rete =
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precariato - ma non ancora interiorizzato del tutto. Quella =
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resto, potrebbe assumere forme equivoche o incoerenti con le sue =
stesse=20
ragioni: una frattura tipicamente generazionale, oppure tra un =
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parte e nuove forme della politica dall'altra. Questo pericolo, in =
fondo,=20
=E8 supportato dal vuoto alle spalle del movimento: l'altro mondo =
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non =E8 ancora declinato e nessuno pensa di poterlo riannodare ai =
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storici del socialismo realizzato. Ma un'alternativa =E8 difficile =
da=20
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ricerca=20
=E8 piuttosto lunga e faticosa. La potenzialit=E0 di Firenze va in =
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pi=F9 di Porto=20
Alegre - ha bisogno di riconoscersi, di sentirsi parte di un =
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comune e di uno spazio condiviso. Il Forum =E8 sostanzialmente =
questo e a=20
questo deve il suo successo. Naturalmente =E8 anche l'insieme che =
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le sue singole e differenziate parti: le reti nazionali come i =
social=20
forum locali, le vertenze specifiche come le lotte pi=F9 generali, =
le=20
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alle pratiche=20
come la centralit=E0 dei contenuti. Far stare insieme tutto questo =
=E8=20
l'impresa che ci accingiamo a compiere e che rimanda, sul piano =
dei=20
"compiti storici", non gi=E0 ai tanti movimenti del novecento, ma =
a quella=20
fase costituente del movimento operaio rappresentata dal secondo=20
ottocento. Fu allora che si realizzarono senso comune e fatti =
obiettivi,=20
lotte concrete e costruzione del simbolico, capaci di dare vita =
alla pi=F9=20
grande elaborazione collettiva della storia umana. La Prima =
Internazionale=20
rappresenta molto bene questo aspetto: tante forme e culture =
diverse unite=20
per dare luogo a un progetto collettivo collocato nel campo della =
critica=20
al capitalismo e della rivoluzione. E per la prima volta su un =
piano=20
decisamente internazionale. Oggi =E8 di nuovo cos=EC. La =
dimensione europea=20
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la sua=20
caratteristica principale. Anche per questo la continuit=E0 tra il =
Forum di=20
Firenze e quello di Parigi, il mantenimento del coordinamento =
europeo dei=20
movimenti sociali e la mobilitazione su scala continentale - a =
cominciare=20
dalla guerra - costituiscono valide assicurazioni sul futuro.=20
<P><BR>Una fase costituente<BR>Siamo dunque in una fase =
costituente. Lo=20
dimostra anche il canto reiterato di canzoni storiche come Bella =
Ciao o=20
Bandiera Rossa. Il loro riferimento rappresenta pi=F9 un rimando =
istintivo=20
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un=20
esercizio nostalgico. Quasi si trattasse di una sottolineatura, =
pi=F9 o meno=20
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non pu=F2 che ricollegarsi alla migliore tradizione e alla =
migliore memoria.=20
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dovrebbero=20
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evento=20
politico capace di rappresentare il bisogno di futuro, l'irruenza =
del=20
nuovo, ma anche la salvaguardia del "vecchio". Un evento che dia =
forma e=20
sostanza al popolo di Firenze che poi non =E8 altro che il "nuovo =
movimento=20
operaio".=20
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