Desta grande preoccupazione nel mondo missionario la decisione del governo
italiano di introdurre, nellambito della Finanziaria 2003, modifiche
peggiorative alla legge 209, che regola liniziativa italiana per la
cancellazione del debito dei Paesi più poveri. Lo ha dichiarato alla MISNA
padre Ottavio Raimondo, presidente della Federazione della stampa
missionaria italiana (Fesmi). È bene ricordare commenta padre Raimondo -
che la legge 209 del luglio 2002 ha consentito in poco più di anno di
raggiungere accordi di cancellazione del debito pari a un miliardo di euro.
Ciò che noi missionari troviamo scandaloso è il fatto che, con le nuove
modifiche, il testo legislativo non indica somme e tempi per lazzeramento
del debito dei Paesi più poveri del mondo, vincolandolo alle esigenze di
finanza pubblica. In altre parole, a fronte di altre necessità del bilancio
statale, il governo si riserva di non destinare fondi per la cancellazione
del debito. Il testo attualmente in vigore prevedeva un impegno dellItalia
a cancellare fino a 12 mila miliardi di vecchie lire entro giugno 2004. Ma
la Finanziaria in discussione in questi giorni, elimina ogni riferimento.
Secondo il presidente della Fesmi, il Sud del Mondo non rappresenta una
priorità nellagenda del governo, almeno dal punto di vista della
cooperazione allo sviluppo. La cancellazione del debito internazionale,
auspicata peraltro dal Santo Padre in più circostanze, è un dovere morale
per noi missionari e soprattutto un atto di giustizia di fronte al quale
ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. È inutile riempirsi la
bocca con slogan pietistici: milioni di persone continuano a morire ogni
giorno a causa di un debito che mette in ginocchio leconomia dei loro
Paesi. Rinnegare gli impegni già presi per lItalia significa dire ancora
una volta no alla solidarietà per risolvere i problemi del villaggio
globale in cui tutti viviamo: ricchi e poveri. (CO)
da Agenzia MISNA