ciao a tutt*,
Marco ha scritto:
> Primo: una parola d'ordine condivisa a livello nazionale ha più "appeal"
di
> uno slogan coniato a Saronno, 40.000 anime, provincia di Varese. E se
> vogliamo parlare di comunicazione, le prime pagine dei giornali nazionali
> sono una sponda sicuramente più efficace del Notiziario o della Settimana.
questo è un ragionamento pienamente condivisibile, se vogliamo restare
dentro il modello di pensiero consolidato.
se vogliamo far finta per un momento che "l'altro mondo possibile" si sia
già realizzato, quello sarebbe un tipico esempio di considerazione
inestricabilmente legata al vecchio modo di pensare, dove tutto era giocato
sui rapporti di forza e le persone non erano ritenute in grado di riflettere
autonomamente, senza essere portate per mano dalle leadership.
era la differenza che i dinosauri dell'antica classe dirigente non potevano
capire, il fatto che le persone, nel 2000 dC (nella vecchia datazione a base
cristiana) avevano a disposizione strumenti di informazione, analisi,
riflessione, e categorie di pensiero differenti da quelle di solo trent'anni
prima; Seattle, il primo esempio di mobilitazione delle forze della nuova
era, non aveva avuto la benché minima attenzione da parte dei mass media,
prima che l'evento esplodesse in tutto il suo potenziale; quasi tutto era
stato costruito usando internet ed i contatti diretti che la rete
permetteva, senza dover passare per i canali tradizionali di organizzazione
della partecipazione politica. eppure l'effetto sul mondo non poteva essere
maggiore.
fine della fantasia, per ora ...
in ogni caso, lo slogan "senza se e senza ma", come tutti gli altri
"prodotti" dell'uomo, è nato nella testa di una persona, che lo ha proposto
per prima, trovando il consenso via via di tante altre. il fatto che ora sia
quello condiviso a livello mondiale non mi impedisce di metterne in
discussione la presunta "perfezione" o adeguatezza;
tra l'altro, ad una prima, ed assolutamente non indicativa, analisi, si può
dire che, tra chi si è espresso, non ci sia una netta prevalenza di
un'opinione rispetto all'altra. nel caso, sarebbe divertente se ci fossero
sviluppi nel confronto su questo tema.
in merito al secondo rilievo fatto da Marco: il mio punto di riferimento non
sono gli attuali rappresentanti politici, né "conservatori" né
"progressisti" (non uso destra e sinistra perché sono termini che
implicitamente fanno più riferimento a schieramenti, alleanze e altre
maialate politiche, con tutto il rispetto per i maiali, animali con cui
sento la necessità di scusarmi;-), politici che sono cresciuti in un
contesto ormai sorpassato dall'evoluzione del mondo.
tanto per capirci sono persuaso che TUTTI i professionisti della politica
che calcano la scena, attuale o passata, non diano nessuna speranza di
rinnovamento del mondo.
di più: non credo che il rinnovamento del mondo possa più passare da una
forma professionale di approccio alla politica.
quando la politica diventa professione, gli interessi percepiti dalla quasi
totalità delle persone diventano istintivamente, +/-inconsciamente, in modo
assai naturale, divergenti da quelli del bene della comunità nel suo
complesso.
nell'esercizio del governo di una comunità non è ammissibile anteporre gli
interessi di una o poche persone rispetto a quelli del gruppo di cui fanno
parte, o quelli di un partito a quelli di tutti; è dannoso permettere ad una
persona (o ad un gruppo) di pensare di essere diventata "indispensabile" al
benessere collettivo, tutte situazioni che naturalmente sono umanamente
comprensibili ma a cui si devono porre artificiali vincoli inderogabili per
evitare quelle degenerazioni. la democrazia è il miglior sistema di governo
visto fino ad ora, ma non deve mai smettere di migliorare i suoi strumenti,
per mantenersi sana.
nel mondo alternativo possibile, mi piacerebbe che l'impegno politico fosse
una parentesi temporanea nella vita di tutte le persone, vissuta da ognuno
per le proprie possibilità e capacità, ma come un obbligo necessario al
benessere della comunità, e non come ambito dove esprimere il proprio
istintivo e naturale bisogno di autoaffermazione; una specie di servizio
alla comunità come quello che è, o era, quello militare obbligatorio.
ogni "cittadino" dovrebbe avere l'obbligo inderogabile e non rinnovabile, di
partecipare per cinque/sei anni della sua vita (a tempo parziale magari)
alla gestione o alla costruzione della "cosa pubblica" e solo dopo, essere
libero di occuparsi delle cose più importanti che offre la vita, come per
esempio la ricerca del benessere delle persone più care.
cinque/sei anni investiti così sarebbero un sacrificio secondo me
sostenibile, considerando la ricaduta positiva sulla consapevolezza di
essere una comunità e di riflesso e direttamente sul benessere di tutti, per
tutto il resto della vita.
e se qualcun* pensa che sono solo sogni, mi dispiace per l*i, che ha perso
il gusto impagabile di sognare mondi diversi e migliori.
un abbraccio a tutt*,
Patrizio.
p.s.:
> See you in Florence
OK anche l'americano, bella lingua, ma a Firenze, patria del Rinascimento, i
nativi parlano un Italiano di una piacevolezza sopraffina, spero di goderne
il suono, sabato.
----- Original Message -----
From: "Marco Schiaffino" <mschiaffo@???>
To: <forumsaronnese@???>
Sent: Wednesday, November 06, 2002 2:06 PM
Subject: Re: [ssf] no alla guerra
> Solo due rilievi in favore del "senza se e senza ma".
>
> Primo: una parola d'ordine condivisa a livello nazionale ha più "appeal"
di
> uno slogan coniato a Saronno, 40.000 anime, provincia di Varese. E se
> vogliamo parlare di comunicazione, le prime pagine dei giornali nazionali
> sono una sponda sicuramente più efficace del Notiziario o della Settimana.
>
> Secondo: l'espressione riflette un problema contingente, legato
> all'attualità politica. I "se" e i "ma" sono quelli messi troppo spesso in
> campo dai "guerrafondai per caso" che siedono in parlamento. Chi avvalla
un
> intervento militare deve avere almeno le palle (scusate il francesismo)
per
> sostenere la sua posizione. Stuprare il diritto internazionale e usare
l'ONU
> come maschera dietro la quale assecondare le velleità statunitensi, è
> francamente troppo comodo. I "se" e i "ma" sono quelli che vogliono
> dipingere una guerra come inevitabile. I "se" e i "ma" sono quelli messi
in
> campo dai sapienti idioti che parlano dell'impossibilità di "rimanere
> isolati" a livello europeo, e che calzano l'elmetto nel nome del PIL,
della
> NATO e della Civiltà Superiore. "No alla guerra senza se e senza ma" è un
> preciso atto d'accusa al governo D'alema, alla segreteria DS, alla
> Margherita e a tutti quei politicanti che praticano l'hobby del colpo al
> cerchio (della guerra globale) e alla botte (del serbatoio di voti della
> sinistra). Una denuncia che inchioda le persone alle responsabilità delle
> proprie opinioni e delle proprie scelte. Come tale non è uno slogan per
> tutte le stagioni, ma uno strappo al velo d'ipocrisia che copre le
coscienze
> dell'opinione pubblica schierata con il "tiepido interventismo" del "s'ha
da
> fà". Un ultima cosa: la guerra di "pechè", non ne dovrebbe avere...
>
> See you in Florence
>
> Marco(s)
>
>
> ----- Original Message -----
> From: "Giuseppe.Venturin" <giuseppe.venturin@???>
> To: "Forum Sociale Saronnese" <forumsaronnese@???>
> Sent: Wednesday, November 06, 2002 1:45 PM
> Subject: Re: [ssf] no alla guerra
>
>
> Sono d'accordo con Leylah che bisogna affermare le proprie idee senza
> troppi timori (tipo quelli che ha il centrosinistra).
>
> Tuttavia penso che il linguaggio usato sia molto importante: occorre
> coinvolgere un gran n.ro di persone cercando di ribaltare quello che
> passa attraverso i grandi media.
>
> "No alla guerra senza se e senza ma" è una cosa, "no alla guerra con
> tutti i suoi perche'" e' un'altra. Io preferisco la seconda: un no alla
> guerra (deciso) ed i perche', affinche' le persone non cadano nelle
> trappole dei grandi media e si orientino contro le guerre.
>
> Certo a qualsiasi slogan va affiancata una informazione più completa: mi
> pare davvero bella l'iniziativa fatta dal Social Forum a Saronno (mostra
> che racconta le guerre nel mondo, aihme ignorate dai grandi media).
>
> Ritengo inoltre importante l'analisi (seppur complesse tipo quelle di
> Patrizio) delle cose: da queste analisi si possono tirar fuori cose
> importantissime che tradotte nella pratica e comunicate (tipo con la
> mostra a Saronno sulle guerre) sono utili a costruire qualcosa.
>
>
> Ciao a tutti, Giuseppe
>
>
>
>
> leylah77@??? wrote:
> Come già spiegato in assemblea Giovedì scorso, il nome del gruppo di
> lavoro è:BASTA GUERRA! il senza ma e senza se è una frase diciamo
> aggiuntiva che il Forum nazionale da sempre usa soppratutto per dare
> enfasi a tale messaggio.
> Nella nostra carta di intenti approvata in assemblea, questa frase è
> stata condivisa da tutti proprio perchè in questo modo il no alla guerra
> non dà spazi ad interpretazione!!! E perchè fa capire a chi ci ascolta
> che non tolleriamo la posizione sempre meno coerente che ad esempio il
> centro sinistra ha su questo argomento.
> Il timore di essere poco europeisti e dio solo sa cos'altro, li ha
> portati ad appoggiare la guerra contro chiunque sia "pericoloso" per
> l'occidente. Anche loro hanno un senza se e senza ma nel fare questo.
> Non si fermano a pensare a quanto le guerre che si prospettano
> all'orizzonte e quelle che da anni vengono portate avanti siano state e
> saranno solo un massacro di civili in nome di una giustizia!!!
> Anzi per la verità probabilmente lo pensano anche....ma sarebbe troppo
> rischioso prendere posizioni ferme in questo senso...a livello
> mediatico perderebbero credibilità....o passerebbero per degli invasati
> comunisti...(qui sto lavorando molto di fantasia ; ) ...) che pensano di
> più alle posizioni politiche da tenere e non alla sicurezza di noi
> poveri cittadini del mondo indifesi di fronte al terrorismo!!
> Forse è vero che non siamo molto bravi a scegliere gli slogan
> Patrizio!!!
> Non avremo probabilmente mai idee come "Giustizia infinita" ...che tanto
> colpiscono e quasi commuovono a livello mediatico le persone.
> Tu dici:
> ......secondo me, quella frase, se presa con intento ingannatore ad un
> livello
> astratto, ad opera di chi INTERESSATAMENTE vuol dimostrare
> l'insostenibilità
> della posizione dei social forum, (che ad essa fanno riferimento
> costantemente), si presta alla preparazione di una "trappola", a mio
> avviso
> indubbiamente efficace.
> ......
>
> Ti rispondi già da solo!!!!
>
> Ci dobbiamo preoccupare davvero di chi "con intento ingannatore ad un
> livello astratto e interessatamente vuol dimostrare l'insostenibilità
> della posizioni del Forum???
>
> Vogliamo davvero diventare come i magnifici politici che dovrebbero
> essere all'opposizione ma che si preoccupano più di dover rispondere a
> queste persone senza dire nulla che potrebbe essere contestato o
> considerato scandaloso ...e che non si rendono conto che una buona fetta
> del loro elettorato nel frattempo è già avanti a loro e non si sente
> rappresentato più politicamente!!
>
> Io personalmente faccio parte del Forum fra le altre cose anche per
> questo motivo...e come me tanti credo!!!
>
> Non ho mai fatto parte di nessun partito già di mio....ma ora
> addirittura mi incazzo quando sento parlare la cosidetta
> opposizione...se i ns. politici non sono in grado di mantenere una
> posizione ferma e non hanno le "palle" a livello mediatico per dire un
> forte NO!!! lo dobbiamo fare noi!!
>
> Vogliamo davvero stare qui a farci le seghe pensando a chi "volutamente
> e con intento ingannatore" potrebbe capire male se chiamiamo un gruppo
> :NO ALLA GUERRA senza se e senza ma??
>
> Potremmo stare qui ore pensando a frasi come ..."con tutti i suoi
> perchè" oppure"perchè in fondo brutta è" o..."perchè nessuna bella
> è"........
>
> Stiamo attenti a non cadere in un'altra trappola!!!
>
> E' giusto discutere e approfondire argomenti, comunicare fra di noi ed
> esprimere le proprie opinioni!!!! ....ma la cosa fondamentale alla fine
> di tutto questo è l'aver voluto costruire qualcosa!!!
>
> ...l'analizzare ogni piccola cosa...smontandola e poi rimontandola
> trovando le cose che si potrebbero cambiare o che potrebbero non andare
> proprio bene in modo quasi ossessivo e in lunghi poemi
> filosofeggianti.....produce vari effetti .....non (almeno secondo me)
> quello di voler costruire qualcosa....
>
> Con questo ho finito..
>
> ciao a tutti
>
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