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di seguito un articolo di Nichi Vendola
ciao
franco
San Giuliano di Puglia, qui al centro di tutto, nel luogo dove =
studiavano e giocavano tutti i bimbi di questo spigolo molisano, =E8 =
stata la fine del mondo =20
Il sisma ha reciso i fiori pi=F9 belli =20
=20
=20
San Giuliano di Puglia=20
Una strada lunga, tortuosa, a tratti soverchiata dalla nebbia, =
infine abbagliata da un sole strano, tanto caldo quanto surreale: come =
pu=F2 spuntare il sole su questi borghi spaventati e quasi immobili, su =
queste genti della campagna e della montagna che ancora trattengono il =
fiato e si guardano attorno, su questa terra tremata e tramortita?=20
Questa =E8 l'antica Daunia, una teoria di curve e di picchi dolci =
e verdeggianti, un rilievo lungo e gonfio che ti culla e ti sbalza come =
una giostra profumata di olive e ginestre, un raccordo zigzagante ma =
corposo che annoda i confini fluttuanti di Puglia e Molise: =E8 la =
strada che sgrana la paura e avvicina al punto estremo del dolore: in =
auto, in su e in gi=E0, avanti e indietro, =E8 una specie di zoom, =
cantilenante e funereo, che passa in rassegna gli otto municipi del =
foggiano atterriti e lesionati dal terremoto e poi ti precipita l=EC, =
l=EC dove non vorresti vedere e sentire, l=EC dove non vorresti neppure =
arrivare, nell'epicentro del caos e della morte. Non sono montagne russe =
ma alture appenniniche, una dorsale disseminata di campanili medievali e =
di micro-comuni che lottano per resistere allo spopolamento, suggestivi =
e appartati, macchie di vita associata e di memoria storica sperdute in =
orizzonti sconfinati di luce e di silenzio.=20
Ora la Capitanata =E8 alle nostre spalle, e sembrano facezie le =
lesioni e i danni di Carlantino, di Celenza Valfortore, di Casalnuovo =
Monterotaro, di San Paolo Civitate e persino di Lucera e San Severo: =
eppure sono paesi feriti, con centinaia di sfollati, con cedimenti =
preoccupanti e strappi feroci all'architettura delle chiese e all'intera =
struttura urbana. Ma sembrano facezie anche le mille peripezie vissute =
da ben diciotto comuni della provincia di Campobasso: ammaccature, =
smagliature, un campanile sfondato, una tettoia crollata, calcinacci qua =
e l=E0, e certo tanta tanta paura. Ma il sisma, quello vero, quello che =
=E8 passato come un tornado, quello che ha reciso i fiori pi=F9 belli - =
e come sono paradossali quelle fioriere di gerani appese alle finestre - =
=E8 stato qui, a San Giuliano di Puglia, neanche millecinquecento anime, =
un centro storico del XVI secolo e tutt'attorno palazzine moderne e =
decorose poggiate su una duna di terra e di roccia: qui al centro di =
tutto, nel luogo dove studiavano e giocavano tutti i bimbi di questo =
spigolo molisano, =E8 stata la fine del mondo.=20
Il paese =E8 svuotato, disanimato, spento, come fulminato, gli =
usci ancora schiusi, dappertutto i panni stesi ai balconi, si cammina al =
centro della strada perch=E9 le scosse forse di assestamento si =
susseguono a ripetizione, il tabaccaio e il bar serrati in fretta e =
furia, tutto =E8 fermo come in un limbo, tutto sembra segnato =
dall'orologio del campanile che segna - per ora e per sempre - le 11,34, =
anche i militari che cingono d'assedio (un assedio protettivo) il borgo =
sembrano camminare a passi felpati, i carabinieri parlano con =
delicatezza, nessuno alza la voce, ogni tanto qualcuno ha il permesso di =
entrare nella sua ex casa a prendere fagotti della propria ex vita, un =
cagnolino =E8 accucciato sotto una villetta tutta ornata di cicatrici, =
ogni tanto un vecchietto protesta piano perch=E9 vuol tornare dove =
abitava anche solo per guardare, "non entro, non vi preoccupate, voglio =
solo vedere il mio portone".=20
Ecco un minuscolo edificio che s'=E8 schiantato uccidendo una =
donna, ecco il vicolo dove le macerie hanno bombardato una Fiat Uno da =
cui miracolosamente sono uscite vive una madre e una figlia, un nastro =
bianco e rosso di plastica delimita quasi tutto l'abitato con foglietti =
scritti col pennarello "ordine di sgombero", anche noi attraversiamo la =
citt=E0-fantasma in punta di piedi: come per non disturbare l'intimit=E0 =
di una tragedia che ti entra nelle narici come il pulviscolo dei =
calcinacci che continuano a piovere dai tetti. Ecco un assessore, ecco =
il vice sindaco, parlano una lingua stranita, come fossero un commento =
fuori campo, un coro greco, ripetono con quieta ossessione la cronaca di =
quel buco nero che ha inghiottito un'intera generazione, il gran botto =
che ha ucciso tutti i bimbi nati nel 1996, tredici maschietti e tredici =
femminucce che erano la traccia palpabile di una comunit=E0 futura. Non =
ci sono pi=F9, non ci sono pi=F9.=20
Ed eccola la scuola maledetta, la "Francesco Iovine", schizzata in =
un ammasso di pietre e tegole e polvere e legni e ferraglia, ecco le =
piccole sedie e i banchi affogati tra le macerie, se ti metti a spiare =
in quello sconquasso di poltiglia grigia puoi scorgere tracce di quella =
infanzia vociante e allegra, di quella prima elementare piegata in un =
mattino di inizio novembre, di quella aula pullulante che si =E8 =
capovolta fino a diventare una tomba corale. E dietro il muro =
scolastico, ordinati uno accanto all'altro, ci sono gli zainetti =
colorati e accanto le pile dei libri ormai orfani: erano il repertorio =
del mondo che entra negli occhi di un bimbo e di una bimba di sei anni, =
sono nient'altro che il catalogo di uno strazio che nessun racconto =
pu=F2 raccontare.=20
Lo strazio, precluso all'occhio vorace delle telecamere e dei =
teleobiettivi, =E8 come un fiume straripante che scorre nel Palazzetto =
dello sport. Non avevo mai visto, in tutta la mia vita, una cosa cos=EC =
triste. Ventinove bare, due grandi e marroni e le altre tutte piccine e =
bianche, ognuna circondata, abbracciata, assediata, soffocata dai volti, =
dalle mani, dalle lacrime di interi nuclei famigliari. La palestra =E8 =
la cassa armonica di una disperazione soffusa, solo a tratti squarciata =
da un urlo che pare una filastrocca, "angelo mio, angelo mio", "bella di =
mamma, la mia bimba", sulle bare le foto della felicit=E0 e i =
giocattoli, orsacchiotti e bambole, e la vertigine dei sentimenti che =
inghiotte tutti, la pazzia, la nostalgia, l'asprezza inconsolabile di =
sentirsi sopravvissuti. Eppure fuori c'=E8 un sole pieno e caldo, =E8 =
questo sole che avvampa il rettangolo bianco di una camera ardente =
impossibile.=20
Eccoli qua i simboli capovolti: una scuola, un palazzetto dello =
sport, le strutture pubbliche della socialit=E0 minorile trasformate in =
camposanto e obitorio. Ed =E8 nel campo sportivo, a meno di un =
chilometro dall'abitato, che alloggiano gli sfollati nella loro citt=E0 =
artificiale, una tendopoli dove si ripetono le storie dei bimbi e si =
misura per intero l'incubo dell'esodo, di quello sradicamento che per i =
pi=F9 vecchi =E8 un supplemento di pena e persino un oltraggio. Qui, =
seduta con altre donne, c'=E8 la maestra che aveva saltato il suo giorno =
lavorativo, si sente in colpa di essere quass=F9 mentre i suoi scolari =
sono laggi=F9, laggi=F9 avr=E0 freddo la bimba a cui aveva regalato un =
gattino, la bimba felice del suo gattino, siamo andati a prenderlo quel =
gattino: =E8 una donna colta, coraggiosa, ma sembra spezzarsi mentre si =
stringe alla coperta e le si riga il volto di pianto.=20
Questa mattina tutti saluteranno per l'ultima volta la classe =
1996, poi le troupe e i cronisti ripiegheranno i propri attrezzi e =
torneranno a casa. Si spegneranno i riflettori su San Giuliano di =
Puglia, forse ci abitueremo a dimenticare questo nome come abbiamo =
dimenticato Sarno o Soverato. Forse ci sar=E0 lo scandalo consueto dei =
ritardi e degli intoppi nell'opera di ricostruzione. Probabilmente in =
queste tende, gli ex abitanti di un villaggio cancellato, passeranno il =
gelido e nevoso inverno appenninico. Forse la magistratura archivier=E0 =
la sua inchiesta. Forse non si dir=E0 pi=F9 dell'urgenza di curare un =
territorio fragile e malato. Forse questi bimbi, che una lotteria =
bizzarra ha estratto alla sorte cattiva di un terremoto, saranno morti =
invano. Forse. Certo noi non dimenticheremo. Fin dall'inizio della =
tragedia i compagni molisani, quelli di Rifondazione e del Social Forum, =
si sono mobilitati ad organizzare la solidariet=E0: i nostri circoli a =
raccogliere l'acqua e il pane, i ragazzi a fare la spola tra i paesi e =
le tendopoli. Ma l'impegno, la sfida pi=F9 difficile comincia domani, =
quando caler=E0 il consueto oblio informativo e istituzionale. Oggi =
piangiamo anche noi questo petalo di infanzia del Sud. Ma domani =
torneremo qui, a ricordare a noi stessi che la politica non =E8 niente, =
niente che valga qualcosa, se non sa condividere questo dolore popolare =
e se non sa interrogarne il senso e la causa profonda.=20
=20
-------------------------------------------------------------------------=
-
=20
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una tragedia che ti entra nelle narici come il pulviscolo dei =
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triste.=20
Ventinove bare, due grandi e marroni e le altre tutte piccine e =
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Eppure=20
fuori c'=E8 un sole pieno e caldo, =E8 questo sole che avvampa il =
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e obitorio. Ed =E8 nel campo sportivo, a meno di un chilometro =
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tendopoli=20
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l'incubo=20
dell'esodo, di quello sradicamento che per i pi=F9 vecchi =E8 un =
supplemento=20
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la=20
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colpa di=20
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gattino,=20
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pianto.=20
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1996, poi=20
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abitueremo a dimenticare questo nome come abbiamo dimenticato =
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Soverato. Forse ci sar=E0 lo scandalo consueto dei ritardi e degli =
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inverno=20
appenninico. Forse la magistratura archivier=E0 la sua inchiesta. =
Forse non=20
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malato. Forse=20
questi bimbi, che una lotteria bizzarra ha estratto alla sorte =
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dimenticheremo.=20
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Rifondazione=20
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nostri circoli a raccogliere l'acqua e il pane, i ragazzi a fare =
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piangiamo anche noi questo petalo di infanzia del Sud. Ma domani =
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