R: [ssf] [ssf(yahoo)] no alle privatizzazioni

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Autor: paolaefranco
Data:  
Temat: R: [ssf] [ssf(yahoo)] no alle privatizzazioni
Roberto Quaglianone non era presente in consiglio comunale di giovedi
Contro la privatizzazione del teatro hanno voatto contro PRC e una città per
tutti
ciao
franco

----- Original Message -----
From: Stefano Pistone <pisto32@???>
To: <forumsaronnese@???>
Sent: Monday, October 28, 2002 2:48 PM
Subject: Re: [ssf] [ssf(yahoo)] no alle privatizzazioni


> Cos'ha votato Una città per tutti?
> Tra l'altro vogliono fare lo stesso con il teatro di Saronno. Lo stesso

sarà
> una società per azioni (49% ai privati e 51%); inoltre, attraverso
> un'operazione e vergognosa, ma evidentemente in qualche modo legale, il
> soggetto teatro può apparire giuridicamente come società senza scopo di
> lucro e accedere a fondi europei e ministeriali. Tutto ciò è stato detto
> durante un'assemblea pubblica e credo che anche questo provvedimento sia
> stato approvato più o meno all'unanimità dal consiglio comunale.
> Qualcuno può chiarire anche questa faccenda e dirmi se qualche consigliere
> comunale si è opposto, per favore o quantomeno ha sottolineato la ben

magra
> eticità di quest'opera?
>
>
>
>
>
>
> >From: "paolaefranco" <paolaefranco@???>
> >Reply-To: forumsaronnese@???
> >To: "saronno sf" <saronno-sf@???>
> >Subject: [ssf] [ssf(yahoo)] no alle privatizzazioni
> >Date: Sat, 26 Oct 2002 23:49:12 +0200
> >
> >Il consiglio comunale di giovedi ha deliberato la trasformazione della
> >Saronno servizi in spa con un capitale sociale di 4 milioni di euro, la
> >possibilità che i privati possano acquisire il 49% della società, nessun
> >vincolo alla distribuzione degli utili, la possibilità di nominare un
> >amministratore delegato etc.
> >centrodestra e centrosinistra hanno vortato compatti a favore
> >unico voto contrario quello di Marco Strda per il PRC
> >di seguito un contributo sulla questione
> >ciao
> >franco
> >La questione della privatizzazione dei servizi idrici come un possibile
> >spartiacque nel movimento e nella sinistra
> >Acqua mercificata, privatizzata e consegnata alle multinazionali
> >Una battaglia per il movimento
> >Da parecchio tempo stiamo parlando di acqua, cerchiamo di "raccontarla" e
> >farla "capire" non solo alla gente impegnata nei movimenti e a quella
> >"normale", ma ai molti politici in particolare di centro sinistra che, in
> >questi anni di ideologica ubriacatura privatistica, hanno creato le
> >condizioni per le quali tutta l'acqua potabile di questo nostro paese

sarà
> >mercificata, privatizzata e consegnata nelle mani di 5 o 6

multinazionali.
> >Non nascondiamoci la realtà: il percorso istituzionale, se non subentrano
> >forti reazioni, è già inesorabilmente tracciato dagli artt. 35 e 25 della
> >finanziaria 2002. E non scordiamoci mai neppure che ciò sta avvenendo in

un
> >contesto nel quale in tutto il pianeta sono in corso le medesime

operazioni
> >governate dai trattati Gat dell'Omc e dai negoziati di Doha.
> >
> >Ecco, e adesso provate a pensare a questo scenario: tutta l'acqua del
> >pianeta nelle mani di poche Vivendi o Lyonnes des eaux.. o Nestlè,

Danone,
> >Coca Cola. Considero un incubo il solo pensarci, eppure torno a

ripeterlo,
> >questa è la realissima e concretissima prospettiva. Orbene, in Italia in
> >questi giorni siamo al dunque, in tutti consigli comunali si vota se
> >trasformare i servizi idrici in Spa. Perciò ci siamo posti la domanda,
> >forse "raccontare" l'acqua non basta più ed inoltre il 2002 ha reso

palesi
> >molte cose. Mi permettete di metterle in fila?
> >
> > 1.. La siccità prima e l'alluvione poi, hanno reso palese quanto

andiamo
> >dicendo da tempo sui problemi epocali, strategici e di modello di

sviluppo,
> >derivanti e connessi alla crisi idrica del pianeta. L'acqua è diventata

un
> >problema per il nostro mondo. Vi ricordate la Puglia? Si è rischiato il
> >conflitto tra contadini, lavoratori dell'Ilva, cittadini e operatori del
> >turismo.
> > L'acqua non regge più i moderni modelli agricoli idroesigenti chimico
> >dipendenti, non regge più i consumi industriali e domestici e non regge

gli
> >sprechi dei campi da golf e delle piscine.
> > 2.. Lo scandalo delle multinazionali nate dalle privatizzazioni dei
> >servizi: Enron e Vivendi, hanno reso altrettanto palese con le loro
> >criminose imprese, cosa significhi consegnare il più prezioso ed
> >indispensabile dei beni comuni agli appetiti del mercato.
> > 3.. La finanziaria del 2002 con gli art. 35 e 25 ha reso obbligatoria
> >agli enti locali la trasformazione in Spa, delle aziende speciali e dei
> >consorzi che gestiscono i servizi idrici, passaggio questo che renderà
> >obbligatoria la totale privatizzazione successiva. Questo berlusconiano
> >provvedimento, incostituzionale, votato anche dal centro sinistra, nel

più
> >totale silenzio dei partiti e dei media, rende l'Italia l'unico paese
> >Europeo (nemmeno la Thachter osò tanto) ad aver introdotto

l'obbligatorietà
> >della privatizzazione dell'acqua, creando un precedente, non da poco.
> > 4.. Ed infine c'è stato il Summit delle Nazioni Unite di Johannesburg.
> >Sappiamo che il Summit può essere considerato un enorme negoziato, dove

si
> >scambia di tutto: ambiente con sviluppo, diritti con businnes, vincoli

con
> >libertà commerciali ecc., però non credo possa essere valutato

incolonnando
> >da una parte o dall'altra, il "positivo e il negativo". Alla fine io

credo
> >occorra, cogliere quella cosa, che dà il segno a tutto l'evento. Ebbene a
> >Johannesburg, quella cosa è stato il diritto umano che si è giocato
> >prevalentemente attorno all'acqua e ai servizi sanitari. Il diritto

umano,
> >con Johannesburg, esce di scena e con ciò sembra declinare un lungo
> >percorso della storia politico- sociale dell'umanità. Questa umanità che
> >nel tentativo di affermare questo diritto, darle istituzioni e

ordinamenti
> >rappresentativi che lo garantissero e sanzionassero, ha scritto molte

delle
> >pagine della propria "narrazione", come direbbe Riccardo Petrella. Il
> >diritto umano è il grande "incompiuto" del 1900, ma è sempre rimasto
> >protagonista sullo sfondo, come obiettivo da realizzare o come richiamo o
> >cultura a cui uniformare le azioni e le leggi ed istituzioni.
> >Ecco, a Johannesburg molto si è speso nell'impedire che l'accesso

all'acqua
> >e ai servizi sanitari fosse riconosciuto come diritto umano. I diritti

non
> >ci sono più, tutto è delegato al mercato e alla partnerschip tra pubblico

e
> >multinazionali E' conseguente che questo ricorrente motivo di fondo

diventi
> >inevitabilmente la sostanza politica del Summit. Una sostanza che annulla
> >decine di summit dell'Onu, ma ancor più cancella nei fatti, la
> >Dichiarazione Universale dei Diritti Umani scritta, voluta e votata
> >dall'assemblea delle Nazioni Unite nel 1948, alla fine di una sanguinosa
> >guerra mondiale.
> >
> >Ecco perché a Johannesburg assieme ai diritti umani, ai diritti

ambientali
> >e di tutti gli esseri viventi, esce di scena l'Onu che non ha saputo
> >difendere la sua principale carta costitutiva.
> >
> >A questo punto vorrei tirare alcune considerazioni.
> >
> > a.. Credo che nessun amministratore possa far finta di ignorare
> >l'evidenza dei fatti che il 2002 ci ha posto drammaticamente di fronte e
> >fingere di non sapere quale peso e valore assume il proprio voto.
> > b.. Credo che nessun politico possa continuare a ragionare attorno a
> >questi problemi, come se fossero contingenti e locali o possa trincerarsi
> >dietro ad argomenti come il mantenimento della maggioranza del pacchetto
> >azionario in mani pubbliche come dimostrazione della sua volontà di
> >limitare la privatizzazione.
> > c.. Credo che sia anche ora di smetterla con gli elogi e le
> >dichiarazioni di simpatia ed adesione al Manifesto per l'Acqua bene

comune
> >ed alla Carta dei Comuni per l'Acqua e poi votare tranquillamente la
> >trasformazione del servizio idrico in Spa.
> >La Spa è il passaggio che inesorabilmente ci porta diritti nella
> >privatizzazione. E sappiamo tutti benissimo che se non c'è una volontà
> >politica che si esprime con atti pubblici ed istituzionali chiari e
> >coraggiosi ciò avverrà in tempi brevi. Così come sappiamo tutti benissimo
> >che una volta formatesi le holding dell'acqua vecchie e nuove, qui nei
> >nostri paesi opulenti, una volta che avranno attirato azionisti ed
> >investitori con la garanzia del businnes, le stesse, con i medesimi nomi,
> >andranno all'assalto dell'acqua dei paesi della miseria. Pensiamoci.

Niente
> >obbliga l'amministratore italiano a votare il passaggio a Spa e alla
> >privatizzazione dell'acqua. Se non l'art. 35 che è incostituzionale e la
> >propria coscienza politica. Pensiamoci. E permettetemi di concludere
> >rivolgendovi presuntuosamente l'invito a pensarci e possibilmente a
> >rispondere, un po' a tutti i nuovi protagonisti della scena politica.
> >
> >Ci pensi il movimento dei movimenti e ci pensi Rifondazione Comunista se
> >intendono porre la questione della privatizzazione dei servizi idrici

come
> >un possibile spartiacque del movimento stesso, anche in vista del Forum
> >Europeo. Ci pensino i Verdi e le associazioni ambientaliste e diano, se è
> >possibile, delle risposte pubbliche il più chiare possibili alla domanda:
> >l'acqua è per loro un diritto umano e un bene comune? Sono d'accordo di
> >privatizzarla? Ci pensi il movimento dei girotondi e ci pensino i suoi
> >dirigenti, quando parlano di Diritto, di Legalità e di Giustizia.
> >
> >Ci pensi il sindacato e ci pensi il suo ex leader che si accinge a

divenire
> >l'alternativa al centro destra, con l'aiuto anche di parte del movimento
> >dei movimenti, al quale vorrei rivolgere una domanda: perché ciò che si
> >agita dietro all'articolo 18, viene considerato una inaccettabile
> >mercificazione del diritto al lavoro e un attentato alla civiltà, ed io
> >sono più che mai d'accordo, mentre il diritto all'acqua, e la sua
> >mercificazione, non sono argomenti di indignazione e pronunciamenti?
> >
> >Domanda: E' ancora possibile nel nostro paese resistere? Sì! E' possibile
> >organizzare le file, dare battaglia nella nuova finanziaria, costituire

il
> >gruppo dei parlamentari per l'acqua, dei consiglieri per l'acqua, unire
> >movimento ed iniziativa istituzionale.
> >
> >A Porto Alegre parlamentari e amministratori votarono un documento che li
> >impegnava tutti ad una battaglia contro la privatizzazione dei servizi
> >pubblici, in particolare dell'acqua.
> >
> >Bene che ne è dell'impegno? Qualcuno più autorevole del sottoscritto
> >dovrebbe chiederlo.
> >
> >Emilio Molinari
> >Vice presidente del contratto mondiale sull'acqua
> >Milano, 23 ottobre 2002
> >da "Liberazione"
> >
> >
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