Autor: Stefano Pistone Data: Temat: [ssf] [ssf(yahoo)] no alle privatizzazioni
tic tac tic tac tic...
>From: "Stefano Pistone" <pisto32@???>
>Reply-To: forumsaronnese@???
>To: forumsaronnese@???
>Subject: Re: [ssf] [ssf(yahoo)] no alle privatizzazioni
>Date: Mon, 28 Oct 2002 14:48:54 +0100
>
>Cos'ha votato Una città per tutti?
>Tra l'altro vogliono fare lo stesso con il teatro di Saronno. Lo stesso
>sarà una società per azioni (49% ai privati e 51%); inoltre, attraverso
>un'operazione e vergognosa, ma evidentemente in qualche modo legale, il
>soggetto teatro può apparire giuridicamente come società senza scopo di
>lucro e accedere a fondi europei e ministeriali. Tutto ciò è stato detto
>durante un'assemblea pubblica e credo che anche questo provvedimento sia
>stato approvato più o meno all'unanimità dal consiglio comunale.
>Qualcuno può chiarire anche questa faccenda e dirmi se qualche consigliere
>comunale si è opposto, per favore o quantomeno ha sottolineato la ben magra
>eticità di quest'opera?
>
>
>
>
>
>
>>From: "paolaefranco" <paolaefranco@???>
>>Reply-To: forumsaronnese@???
>>To: "saronno sf" <saronno-sf@???>
>>Subject: [ssf] [ssf(yahoo)] no alle privatizzazioni
>>Date: Sat, 26 Oct 2002 23:49:12 +0200
>>
>>Il consiglio comunale di giovedi ha deliberato la trasformazione della
>>Saronno servizi in spa con un capitale sociale di 4 milioni di euro, la
>>possibilità che i privati possano acquisire il 49% della società, nessun
>>vincolo alla distribuzione degli utili, la possibilità di nominare un
>>amministratore delegato etc.
>>centrodestra e centrosinistra hanno vortato compatti a favore
>>unico voto contrario quello di Marco Strda per il PRC
>>di seguito un contributo sulla questione
>>ciao
>>franco
>>La questione della privatizzazione dei servizi idrici come un possibile
>>spartiacque nel movimento e nella sinistra
>>Acqua mercificata, privatizzata e consegnata alle multinazionali
>>Una battaglia per il movimento
>>Da parecchio tempo stiamo parlando di acqua, cerchiamo di "raccontarla" e
>>farla "capire" non solo alla gente impegnata nei movimenti e a quella
>>"normale", ma ai molti politici in particolare di centro sinistra che, in
>>questi anni di ideologica ubriacatura privatistica, hanno creato le
>>condizioni per le quali tutta l'acqua potabile di questo nostro paese sarà
>>mercificata, privatizzata e consegnata nelle mani di 5 o 6 multinazionali.
>>Non nascondiamoci la realtà: il percorso istituzionale, se non subentrano
>>forti reazioni, è già inesorabilmente tracciato dagli artt. 35 e 25 della
>>finanziaria 2002. E non scordiamoci mai neppure che ciò sta avvenendo in
>>un contesto nel quale in tutto il pianeta sono in corso le medesime
>>operazioni governate dai trattati Gat dell'Omc e dai negoziati di Doha.
>>
>>Ecco, e adesso provate a pensare a questo scenario: tutta l'acqua del
>>pianeta nelle mani di poche Vivendi o Lyonnes des eaux.. o Nestlè, Danone,
>>Coca Cola. Considero un incubo il solo pensarci, eppure torno a ripeterlo,
>>questa è la realissima e concretissima prospettiva. Orbene, in Italia in
>>questi giorni siamo al dunque, in tutti consigli comunali si vota se
>>trasformare i servizi idrici in Spa. Perciò ci siamo posti la domanda,
>>forse "raccontare" l'acqua non basta più ed inoltre il 2002 ha reso palesi
>>molte cose. Mi permettete di metterle in fila?
>>
>> 1.. La siccità prima e l'alluvione poi, hanno reso palese quanto
>>andiamo dicendo da tempo sui problemi epocali, strategici e di modello di
>>sviluppo, derivanti e connessi alla crisi idrica del pianeta. L'acqua è
>>diventata un problema per il nostro mondo. Vi ricordate la Puglia? Si è
>>rischiato il conflitto tra contadini, lavoratori dell'Ilva, cittadini e
>>operatori del turismo.
>> L'acqua non regge più i moderni modelli agricoli idroesigenti chimico
>>dipendenti, non regge più i consumi industriali e domestici e non regge
>>gli sprechi dei campi da golf e delle piscine.
>> 2.. Lo scandalo delle multinazionali nate dalle privatizzazioni dei
>>servizi: Enron e Vivendi, hanno reso altrettanto palese con le loro
>>criminose imprese, cosa significhi consegnare il più prezioso ed
>>indispensabile dei beni comuni agli appetiti del mercato.
>> 3.. La finanziaria del 2002 con gli art. 35 e 25 ha reso obbligatoria
>>agli enti locali la trasformazione in Spa, delle aziende speciali e dei
>>consorzi che gestiscono i servizi idrici, passaggio questo che renderà
>>obbligatoria la totale privatizzazione successiva. Questo berlusconiano
>>provvedimento, incostituzionale, votato anche dal centro sinistra, nel più
>>totale silenzio dei partiti e dei media, rende l'Italia l'unico paese
>>Europeo (nemmeno la Thachter osò tanto) ad aver introdotto
>>l'obbligatorietà della privatizzazione dell'acqua, creando un precedente,
>>non da poco.
>> 4.. Ed infine c'è stato il Summit delle Nazioni Unite di Johannesburg.
>>Sappiamo che il Summit può essere considerato un enorme negoziato, dove si
>>scambia di tutto: ambiente con sviluppo, diritti con businnes, vincoli con
>>libertà commerciali ecc., però non credo possa essere valutato
>>incolonnando da una parte o dall'altra, il "positivo e il negativo". Alla
>>fine io credo occorra, cogliere quella cosa, che dà il segno a tutto
>>l'evento. Ebbene a Johannesburg, quella cosa è stato il diritto umano che
>>si è giocato prevalentemente attorno all'acqua e ai servizi sanitari. Il
>>diritto umano, con Johannesburg, esce di scena e con ciò sembra declinare
>>un lungo percorso della storia politico- sociale dell'umanità. Questa
>>umanità che nel tentativo di affermare questo diritto, darle istituzioni e
>>ordinamenti rappresentativi che lo garantissero e sanzionassero, ha
>>scritto molte delle pagine della propria "narrazione", come direbbe
>>Riccardo Petrella. Il diritto umano è il grande "incompiuto" del 1900, ma
>>è sempre rimasto protagonista sullo sfondo, come obiettivo da realizzare o
>>come richiamo o cultura a cui uniformare le azioni e le leggi ed
>>istituzioni.
>>Ecco, a Johannesburg molto si è speso nell'impedire che l'accesso
>>all'acqua e ai servizi sanitari fosse riconosciuto come diritto umano. I
>>diritti non ci sono più, tutto è delegato al mercato e alla partnerschip
>>tra pubblico e multinazionali E' conseguente che questo ricorrente motivo
>>di fondo diventi inevitabilmente la sostanza politica del Summit. Una
>>sostanza che annulla decine di summit dell'Onu, ma ancor più cancella nei
>>fatti, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani scritta, voluta e
>>votata dall'assemblea delle Nazioni Unite nel 1948, alla fine di una
>>sanguinosa guerra mondiale.
>>
>>Ecco perché a Johannesburg assieme ai diritti umani, ai diritti ambientali
>>e di tutti gli esseri viventi, esce di scena l'Onu che non ha saputo
>>difendere la sua principale carta costitutiva.
>>
>>A questo punto vorrei tirare alcune considerazioni.
>>
>> a.. Credo che nessun amministratore possa far finta di ignorare
>>l'evidenza dei fatti che il 2002 ci ha posto drammaticamente di fronte e
>>fingere di non sapere quale peso e valore assume il proprio voto.
>> b.. Credo che nessun politico possa continuare a ragionare attorno a
>>questi problemi, come se fossero contingenti e locali o possa trincerarsi
>>dietro ad argomenti come il mantenimento della maggioranza del pacchetto
>>azionario in mani pubbliche come dimostrazione della sua volontà di
>>limitare la privatizzazione.
>> c.. Credo che sia anche ora di smetterla con gli elogi e le
>>dichiarazioni di simpatia ed adesione al Manifesto per l'Acqua bene comune
>>ed alla Carta dei Comuni per l'Acqua e poi votare tranquillamente la
>>trasformazione del servizio idrico in Spa.
>>La Spa è il passaggio che inesorabilmente ci porta diritti nella
>>privatizzazione. E sappiamo tutti benissimo che se non c'è una volontà
>>politica che si esprime con atti pubblici ed istituzionali chiari e
>>coraggiosi ciò avverrà in tempi brevi. Così come sappiamo tutti benissimo
>>che una volta formatesi le holding dell'acqua vecchie e nuove, qui nei
>>nostri paesi opulenti, una volta che avranno attirato azionisti ed
>>investitori con la garanzia del businnes, le stesse, con i medesimi nomi,
>>andranno all'assalto dell'acqua dei paesi della miseria. Pensiamoci.
>>Niente obbliga l'amministratore italiano a votare il passaggio a Spa e
>>alla privatizzazione dell'acqua. Se non l'art. 35 che è incostituzionale e
>>la propria coscienza politica. Pensiamoci. E permettetemi di concludere
>>rivolgendovi presuntuosamente l'invito a pensarci e possibilmente a
>>rispondere, un po' a tutti i nuovi protagonisti della scena politica.
>>
>>Ci pensi il movimento dei movimenti e ci pensi Rifondazione Comunista se
>>intendono porre la questione della privatizzazione dei servizi idrici come
>>un possibile spartiacque del movimento stesso, anche in vista del Forum
>>Europeo. Ci pensino i Verdi e le associazioni ambientaliste e diano, se è
>>possibile, delle risposte pubbliche il più chiare possibili alla domanda:
>>l'acqua è per loro un diritto umano e un bene comune? Sono d'accordo di
>>privatizzarla? Ci pensi il movimento dei girotondi e ci pensino i suoi
>>dirigenti, quando parlano di Diritto, di Legalità e di Giustizia.
>>
>>Ci pensi il sindacato e ci pensi il suo ex leader che si accinge a
>>divenire l'alternativa al centro destra, con l'aiuto anche di parte del
>>movimento dei movimenti, al quale vorrei rivolgere una domanda: perché ciò
>>che si agita dietro all'articolo 18, viene considerato una inaccettabile
>>mercificazione del diritto al lavoro e un attentato alla civiltà, ed io
>>sono più che mai d'accordo, mentre il diritto all'acqua, e la sua
>>mercificazione, non sono argomenti di indignazione e pronunciamenti?
>>
>>Domanda: E' ancora possibile nel nostro paese resistere? Sì! E' possibile
>>organizzare le file, dare battaglia nella nuova finanziaria, costituire il
>>gruppo dei parlamentari per l'acqua, dei consiglieri per l'acqua, unire
>>movimento ed iniziativa istituzionale.
>>
>>A Porto Alegre parlamentari e amministratori votarono un documento che li
>>impegnava tutti ad una battaglia contro la privatizzazione dei servizi
>>pubblici, in particolare dell'acqua.
>>
>>Bene che ne è dell'impegno? Qualcuno più autorevole del sottoscritto
>>dovrebbe chiederlo.
>>
>>Emilio Molinari
>>Vice presidente del contratto mondiale sull'acqua
>>Milano, 23 ottobre 2002
>>da "Liberazione"
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