Patrizio, il filtro non elimina le mail, ma le lascia "in sospeso" fino a
quando un amministratore non ne valuta l'idoneità (il sistema è pensato per
cassare tutte le varie catene e vaccate che inevitabilmente finiscono anche
sulle mailing list).
Marco(s)
----- Original Message -----
From: "Patrizio Beraldo" <p.beraldo@???>
To: "forum_saronnese" <forumsaronnese@???>
Sent: Monday, October 28, 2002 7:06 PM
Subject: [ssf] Fw: Seminario FSE-Questionario
> inoltro per più condivisa conoscenza;
> credo che non abbia passato il filtro della ricezione di posta della
mailing
> list, limitata solo a quella da parte dagli iscritti alla lista.
>
> è il caso di parlarne in assemblea su come, e se, rispondere a questa
> richiesta?
>
> saluti a tutt*,
>
> Patrizio.
> ____________
>
>
> ----- Original Message -----
> From: "Brescia Social Forum" <bs.socialforum@???>
> To: <undisclosed-recipients:>
> Sent: Saturday, October 26, 2002 11:37 AM
> Subject: Seminario FSE-Questionario
>
>
> Carissime/i,
>
> i Social Forum che hanno promosso il
> seminario "Movimenti,democrazia ,autorganizzazione e territorio" che
> si terrà VENERDI 8 NOVEMBRE alle ore 14.30 nell'ambito del Forum
> Sociale Europeo a Firenze invitano tutti i Social Forum ad aderirvi e
> partecipare. E' stato formulato un questionario, che trovate sotto
> insieme alla presentazione del Seminario,
> con lo scopo di costruire la mappatura dei social forum, delle loro
> attività e iniziative.
> Le adesioni al seminario e le risposte al
> questionario vanno inviate a bs.socialforum.org
> Il questionario è stato inviato a 140 Social Forum, tutti quelli
> di cui conosciamo l'esistenza.
>
> Saluti a tutti/e
>
> Abruzzo Social Forum,Baggio Social Forum,Brescia Social Forum,Firenze
> Social Forum,Roma Social Forum,Verona Social Forum,Genzano Social
> Forum,Cinisello Social Forum,Verona Social Forum,Basilicata Social
> Forum
>
> -----------------------------------------------------------------------
>
> QUESTIONARIO
>
> Forum Sociale Europeo
> Firenze 6-10 novembre
>
>
> La nascita e lo sviluppo del movimento dei movimenti si è avuta, oltre
> che
> per le oggettive condizioni sociali, politiche e culturali anche per la
> capacità di utilizzare gli strumenti che permettono una migliore e/o
> diffusa circolazione della conoscenza.
>
> Per questo, come organizzatori del seminario "Movimenti, democrazia,
> autorganizzazione e territorio" riteniamo utile proporre il seguente
> questionario al fine di costruire una mappa, la più esaustiva
> possibile, dei forum sociali attivi.
>
> I dati elaborati serviranno anche per confrontare ,oltre all'aspetto
> quantitativo e alla distribuzione geografica dei Forum, anche i metodi
> di confronto e di lavoro utilizzati.
>
> Denominazione Forum........................................
>
> Riferimenti (indirizzo/telefoni/mail altro)............................
>
> Data/periodo di nascita del Forum.................................
>
> Soggetti che compongono il Forum (partiti, associazioni, ecc.)
> .......................................................................
> .......................................................................
>
> Adesione di soggetti singoli (si o no) ..............................
>
> Tematiche di interesse globale o nazionale affrontate negli ultimi mesi
> .....................................................
> .....................................................
> .....................................................
> Iniziative assunte in merito
> .....................................................
> .....................................................
> .....................................................
>
> Tematiche locali affrontate
> .....................................................
> .....................................................
> .....................................................
> Iniziative assunte in merito
> .....................................................
> .....................................................
> .....................................................
>
> Metodo di lavoro (commissioni, gruppi di lavoro ecc.)
> .....................................................
> .....................................................
>
> Quale metodo decisionale viene usato
> .....................................................
> .....................................................
>
> Rapporto con le istituzioni locali
> .....................................................
> .....................................................
> .....................................................
>
> Rapporti con reti/organizzazioni sul territorio
> .....................................................
> .....................................................
> .....................................................
>
> Partecipazione ai momenti di confronto e decisionali del movimento a
> livello
> nazionale
> .....................................................
> .....................................................
> .....................................................
>
> Quali tematiche e/o iniziative pensate di affrontare nel prossimo
> futuro e
> quali avete in corso
> .....................................................
> .....................................................
> .....................................................
>
> Suggerimenti e/o commenti liberi
> .....................................................
> .....................................................
> .....................................................
>
>
>
>
> Forum Sociale Europeo - Firenze 6-10 novembre 2002
>
> Presentazione del Seminario
>
> " Movimenti, democrazia, autorganizzazione e territorio"
>
> Venerdi 8 Novembre 14.30 - 17.30 Fortezza da Basso - Firenze -
>
> Promosso dai Social Forum dell'Abruzzo, Basilicata, Brescia, Cinisello
> Balsamo, Firenze, Roma, Verona, Genzano,Baggio
>
>
> I social forum in quanto espressione di un movimento contro il
> neoliberismo,
> si sono sviluppati attraverso tappe politico-simboliche di
> contestazione
> dei vertici del 'potere globalizzato' :Seattle, Praga, Washington e
> soprattutto Genova. In età contemporanea, dopo la fine delle
> Internazionali
> socialista e comunista, non si era mai espresso un 'organismo' di
> dimensioni
> mondiali frutto, questa volta, non dell'impegno di partiti ma
> direttamente
> di movimenti diversi per base sociale, per ispirazione ideale,
> per forme
> organizzative. Essi sono uniti però nella lotta alla globalizzazione
> neoliberista per affermare un modello di società radicalmente
> democratica,
> in grado di affrontare le sfide del mondo ( la fame, la salute, l'acqua
> l'abitazione,
> l'educazione, la terra, l'energia la precarizzazione del
> lavoro, i diritti di cittadinanza), a cui l'impresa e il mercato
> rispondono
> con la privatizzazione. Riproponendo meccanismi produttivi e allocativi
> capaci solo di aumentare le disuguaglianze tra Nord e Sud e
> all'interno
> degli stessi paesi ricchi , di provocare danni irreparabili
> all'ambiente e
> di generare guerre infinite e preventive.
> Il movimento antiliberista è stato solitario protagonista della
> resistenza
> ai governi della globalizzazione, di destra o di centrosinistra; in
> Italia
> per mesi - da Genova contro il G8, dove venne ucciso Carlo Giuliani,
> alla
> mobilitazione contro la guerra in Afghanistan, e poi contro la
> privatizzazione della scuola e per la difesa dei diritti del lavoro e
> le prime significative lotte dei lavoratori e lavoratrici precari/e,
> contro la
> Bossi-Fini e i diritti universali di cittadinanza per i migranti,
> contro l'occupazione
> militare dei Territori palestinesi - i social forum hanno
> mantenuto aperte le vie dell'opposizione sociale. I social forum si
> trovano
> a dover crescere e confrontarsi con movimenti che si oppongono al
> governo su
> questioni importanti, senza far propri gli assi culturali e politici
> del movimento antiliberista e senza, soprattutto, assumere la
> globalizzazione
> come orizzonte delle proprie lotte e proposte. I social forum si sono
> sforzati di essere uno spazio pubblico e un luogo di attivizzazione su
> questioni relative a bisogni e diritti, in cui si saldano
> rivolta etica,
> prospettiva politica, nuove forme di partecipazione democratica.
> La Carta degli intenti varata a Bologna avrebbe potuto essere la base
> di una
> costruzione di un movimento plurale, senza essere centralizzato e
> burocratizzato, internazionalista per una visione solidale con i popoli
> del Sud e per l' esigenza di affrontare questioni primarie
> (dall'acqua alla
> terra alla salute) su scala planetaria, che ormai si impone come la
> dimensione di qualsiasi attività collettiva. I social forum potrebbero
> essere lo strumento d'innovazione della politica, non più limitata alle
> sfere istituzionali o di ceto, ma tesa a 'fare società', a sperimentare
> nuove forme di relazione, di produzione e di consumo.
> Il movimento dei social forum, però, attraversa su scala nazionale un
> difficile momento. Punto di riferimento per grandi campagne - la
> guerra, i migranti, l'Europa -
> ma lasciato solo nell'attività quotidiana.
> Il radicamento nei territori è la condizione necessaria perché
> i social forum
> vivano di mobilitazioni reali, insufficiente per affrontare i compiti
> che la
> situazione richiede: dalla continuità della lotta contro la guerra,
> alla
> disobbedienza alla Bossi-Fini, alle lotte del lavoro dipendente e
> precario,
> alla battaglia contro la privatizzazione delle risorse e dei beni
> pubblici,
> alla difesa dei diritti universali, alla lotta per la preservazione
> della
> natura. La riflessione su sé stessi corre sempre il pericolo dell'
> autoreferenzialità, perdendo così di vista i condizionamenti e i
> vincoli
> esterni; però il silenzio sulle forme dell'organizzazione sta a
> significare
> sia l'accettazione di leadership di fatto - in un movimento che non
> dovrebbe
> consentire la democrazia personalistica e mediatica - e, dunque, di
> processi
> decisionali non trasparenti e partecipati, sia - e ciò è più grave - la
> sottovalutazione del fatto che gli spazi pubblici devono crescere come
> istituzioni di movimento tali da essere permanentemente espansive e
> inclusive.
> Ci sono, comunque, delle esperienze altamente positive che ci spingono
> a
> riflettere e a discutere sulla possibilità di generalizzarle. Il tavolo
> dei migranti, Bastaguerra, il Forum sociale europeo,
> una serie di esperienze
> locali dicono che è possibile sviluppare un movimento a rete in cui
> siano
> presenti associazioni, forze sindacali, movimenti e partiti politici
> insieme con e dentro i social forum territoriali capaci di elaborazione
> e di conflitto.
> Dunque, non sull'astratta modellistica organizzativa e su
> strategie politiche calate dall'alto, è possibile far crescere il
> movimento
> dei social forum sulla base di organismi dedicati a grandi temi e
> di rapporti orizzontali su questioni 'territoriali'. La capacità di
> produrre
> conflitto è legata a quella di produrre cultura e strategie sociali,
> culturali, politiche. Il movimento ha creato nuovo "senso comune
> "alternativo al pensiero unico. Non si accettano più come verità
> rivelate le
> decisioni delle èlites dominanti.
> Da queste esigenze è nata la proposta di organizzare un seminario,
> nell'ambito del Social forum europeo,
> su 'Movimenti, democrazia,autorganizzazione e territorio'.
> Questa può essere una sede in cui al
> confronto sulle esperienze in atto, a livello italiano e internazionale
> (soprattutto europeo), si accompagni anche quello su nuovi campi di
> lavoro
> comune. Questi nuovi campi sono stati attraversati dal movimento senza
> però
> divenire impegno permanente: il precariato, i diritti del lavoro e del
> non
> lavoro, la privatizzazione generalizzata dei beni pubblici sociali, il
> territorio e le grandi opere - tutto in un'ottica europea e mondiale -
> sono
> temi che insieme a quelli dei migranti e della pace possono essere i
> fili
> che tengono insieme e promuovono una rete nazionale e
> internazionale dei
> social forum e di strutture simili. Dinanzi a noi ci sono scadenze
> cruciali
> che possono costituire momenti di un ulteriore sviluppo di lotte
> contro il
> liberismo (temperato o meno), in cui occorrerà dire dei sì e dei no:
> sulla
> guerra, sui referendum (relativi all'art. 18, alla scuola,
> all'ambiente),
> sulle privatizzazioni, sulla costituzione europea, su nuovi rapporti di
> solidarietà con il Sud del mondo contro i poteri transnazionali che
> vedono
> le persone e l'intero pianeta solo come oggetti di sfruttamento e di
> arricchimento.
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> ForumSaronnese mailing list
> ForumSaronnese@???
> http://www.inventati.org/mailman/listinfo/forumsaronnese
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