Scusatemi l'ennesima intrusione nei vostri PC. I volontari
dell'Associazione Papa Giovanni XXIII, in Palestina per l'Operazione
Colomba, inviano questo reportage da Gaza.
Il fatto risale ad una decina di giorni fa, ma sapere chi sono le
"vittime" e come sono state uccise, forse, le fa ritornare "persone".
Nel frattempo, altre "vittime" quotidiane smettono di essere persone, in
Palestina come in Cecenia, a Mosca come a Nairobi.
Il "terrorismo" ha molte facce: la pi=F9 diffusa porta l'uniforme.
Walter
Inviato: luned=EC 28 ottobre 2002 0.54
Oggetto: [actionforpeace-palestina-israele] Gaza Strip: Rafah routine...
/ "Block 0", 17 ottobre
Nella giornata del 17 ottobre un atto criminale si e' consumato per mano
dell'esercito israeliano nel campo profughi di Rafah, a sud della
Striscia di
Gaza, nel "Block O" la zona del campo che si trova sul confine con
l'Egitto. La
disciplina temporanea stabilita nel 1993, durante i trattati di Oslo,
affida
il controllo di tutti i confini dei Territori Palestinesi alle forze di
sicurezza israeliane, compreso il confine a sud con l'Egitto.
Con l'inizio della seconda Intifada, "ragioni di sicurezza" hanno
permesso
all'IDF di compiere diverse incursioni con carri armati e bulldozer in
tutta
qust'area, creando una ulteriore terra di nessuno lungo il confine; cio'
ha
causato la demolizione di centinaia di case e il danneggiamento di
diverse
infrastrutture (rete idrica e fognaria) peggiorando le gia' precarie
condizioni
della popolazione palestinese, perlopiu' profughi del '48, e facendo di
quest'area una zona di estremo attrito tra forze israeliane e
combattenti
palestinesi. Ogni notte al "Block O" si consumano numerosi scontri a
fuoco spesso
provocati dal tentativo di gruppi armati palestinesi di attaccare gli
avamposti
militari, che offre il pretesto all'IDF di rispondere colpendo con
estrema
violenza la popolazione civile. Spesso e' la stessa IDF ad aprire il
fuoco sulle
case, durante la notte, per intimorire la popolazione.
Verso mezzogiorno del 17 ottobre un tank israeliano e' penetrato nel
campo
profughi di Rafah ed ha sparato diversi colpi di grosso calibro contro
la
gente che sostava lungo la strada. Gli obici hanno colpito uccidendo 6
persone e
ferendone piu' di settanta.
Un'ora e mezza prima dell'attacco nella zona erano iniziati scontri a
fuoco,
ma questo rientra nella tragica quotidiana normalita' della gente del
"Block
O". Infatti nonostante gli spari la gente ha continuato a sostare
all'esterno delle case e nessuno poteva immaginare che il tank
sopraggiunto risalisse
lungo la strada e sparasse contro i civili, anche dove non c'erano
scontri a
fuoco.
L'IDF si e' difeso dichiarando di aver solo risposto al fuoco e che le
vittime erano in gran parte armate.
Fatma aveva 70 anni e viveva nel campo per rifugiati di Rafah. Era una
rifugiata del '48.
Samira, 30 anni, era sua nipote, venuta dall'Egitto, dove viveva, per
rendere visita ai suoi parenti.
Fatma e Samira erano come d'abitudine sull'uscio di casa quando il tank
ha
sparato.
Testimoni ci hanno raccontato che la forte esplosione, provocata dal
carro
armato, ha ridotto in frantumi i vetri delle finestre e scoperchiato le
case,
effetto amplificato dall'alta densita' abitativa della zona.
"In una frazione di secondo tutto e' diventato morto" ci hanno detto.
Le schegge del proiettile del carro armato, che hanno colpito la casa
provocando grandi voragini sui muri, hanno provocato la morte delle due
donne.
Fatma in un primo momento ha perso un occhio e la gamba, la ferita che
le ha
lacerato il ventre l'ha fatta spirare dopo pochi minuti.
Uno dei sette figli di Fatma era in strada assieme ad altre persone.
Ferito
lievemente, ha cercato di salvare la vita di Samira, ancora viva dopo
l'esplosione (ha anche potuto parlare con lei) ma non ha potuto spostare
il corpo
perche' intanto il tank ha continuato a sparare.
Samira e' morta due ore dopo per dissanguamento in quanto le ambulanze
sono
state oggetto del tiro israeliano e non hanno potuto avvicinarsi per
soccorrere la donna ferita se non dopo alcune ore quando per la giovane
donna non
c'era piu' niente da fare.
Il marito di Samira non ha potuto vedere il corpo di sua moglie perche',
in
quanto egiziano, non gli e' stato consentito di entrare nella Striscia
di
Gaza.
Mohammed, di dodici anni, era per strada e non ha fatto in tempo a
ripararsi
nello shop dove si stava recando per comprare dei dolci quando e' stato
raggiunto dalle stesse schegge che hanno ucciso le due donne ed e'
morto.
Il caso ha voluto che in quel momento la strada non fosse troppo
affollata:
questo ha evitato un numero maggiore di vittime.
Said aveva 45 anni e vendeva caramelle. Era nel suo shop attiguo alla
sua
casa quando un obice lo ha centrato.
"E' una scena che non dimentichero' mai: vedere la meta' di un corpo di
un
uomo volare e ricadere in terra" ci dice un uomo, testimone
dell'accaduto,
ferito anch'esso dagli stessi colpi che hanno smembrato il corpo di
Said, ucciso
altre due persone e ferite delle altre che in quel momento erano nello
shop.
Dalla casa di Said, dove si trovava sua moglie e i piu' piccoli dei suoi
14
figli, alcuni parenti hanno tentato di recuperare i brandelli di Said
con del
filo di ferro; sia per evitare che i figli vedessero la fine del loro
padre
sia perche' per tradizione tutto il corpo deve avere degna sepoltura.
Durante il macabro e disperato tentativo di recupero i soldati
israeliani
hanno continuato a tirare, mirando proprio sui fili di ferro.
Ajman era meccanico e aveva 27 anni. Era nello shop di Said a comprare
dei
prodotti per la sua prossima festa di nozze. Aveva finito di lavorare,
aveva i
panni sporchi del lavoro ed in tasca l'oro per la sua futura moglie. Le
schegge degli obici lo hanno ucciso straziandone il corpo.
Shamia, di otto anni, abitava nella casa appena di fronte allo shop di
Said.
A causa della prima esplosione il tetto della casa e' stato scoperchiato
e
suo padre e sua madre si sono affrettati per mettere al sicuro i loro
sette
bambini. Sono riusciti a portare via i figli che erano svegli, mentre la
piccola Shamia dormiva. Quando sua madre e' tornata indietro per
prendere la
bambina una seconda raffica di schegge ha investito la casa colpendo
Shamia, che
era in una stanza vicina all'uscio, colpendola in pieno volto e
uccidendola.
Fatma, 70 anni, casalinga.
Samira, 30 anni, casalinga.
Said, 45 anni, commerciante.
Ajman, 27 anni, meccanico.
Mohammed, 12 anni, bambino.
Shamia, 8 anni, dormiva.
Operazione Colomba
www.operazionecolomba.org