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Una proposta dapprima derisa ma che ora =E8 al centro del =
dibattito politico e sociale
ciao
franco=20
Nazionalizzare la Fiat, per salvare l'occupazione (e non solo) =20
L'interesse pubblico =20
=20
=20
Di fronte alla crisi verticale della Fiat, abbiamo proposto la =
nazionalizzazione. Nonostante sia stata snobbata dalle forze politiche, =
questa proposta =E8 rimasta ben presente dentro il dibattito, segno =
evidente della sua efficacia.=20
In primo luogo. La Fiat versa in una situazione gravissima non a =
causa di un restringimento del mercato ma perch=E9 propone un prodotto =
che a parit=E0 di prezzo =E8 di scarsa qualit=E0. Non si tratta di =
qualche modello sbagliato ma di un problema strutturale. In questi anni, =
la casa di Torino ha fatto - in larga parte con fondi pubblici - grandi =
investimenti sul processo produttivo; poco o nulla in termini di =
innovazione di prodotto. Ha ristrutturato per ridurre peso e potere dei =
lavoratori mentre nulla ha fatto nella ricerca per innovare il prodotto =
auto. Non a caso sul motore a idrogeno, cio=E8 su un punto strategico, =
la Fiat sta a zero, mentre altri produttori sono gi=E0 in grado di =
avviare la produzione. La Fiat esprime in forma plastica una =
caratteristica storica delle classi dominanti italiane gi=E0 analizzata =
da Gramsci: determinate nella riaffermazione del loro potere e del =
dominio di classe; incapaci di misurarsi sul terreno dell'innovazione e =
della risposta ai problemi reali.=20
Liquidazione gi=E0 in atto=20
L'azienda ha una pesantissima esposizione bancaria e si muove per =
"far cassa", pagare i debiti e remunerare gli azionisti. Questa =
operazione prevede la vendita dell'azienda - in toto o a pezzi - alla =
General Motors. A tal fine la Fiat sta cercando di chiudere gli =
stabilimenti meno redditizi e "smagrire" altri, buttando fuori =
lavoratori; sta facendo, insomma, il "lavoro sporco" per conto =
dell'acquirente Usa. Questa vendita sarebbe un disastro per =
l'occupazione e per l'apparato produttivo. Sul piano occupazionale =
sarebbe un dimezzamento dell'occupazione - sia Fiat che indotto - in un =
quadro che potrebbe ulteriormente peggiorare, visto che la FIiat =E8 =
presente sugli stessi segmenti di mercato della Opel (propriet=E0 della =
Gm). Sul piano industriale, in Italia rimarrebbero alcuni stabilimenti =
di montaggio, certo non la progettazione e le funzioni qualitative che =
presiedono al processo produttivo. Questa vendita servirebbe solo a =
garantire il patrimonio delle banche e degli azionisti, cio=E8 la =
rendita. La distruzione della Fiat come agglomerato industriale =E8 =
l'ennesimo episodio del progressivo depauperamento del patrimonio =
industriale italiano: L'Italia sta diventando sempre pi=F9 un paese =
privo di capacit=E0 di ricerca, con poche produzioni ad alto valore =
aggiunto. Un problema per i lavoratori, sempre pi=F9 esposti ad una =
concorrenza fatta solo di compressione dei costi=20
La risposta operaia
Di fronte a questo stato di cose la risposta dei lavoratori =E8 =
stata forte. La lotta dei lavoratori di Termini Imerese =E8 per noi un =
esempio da seguire e da estendere agli altri stabilimenti e all'indotto. =
Sul piano sindacale la Fiom ha delineato una prospettiva concreta per il =
movimento, a partire dall'intervento pubblico e dalla riduzione =
dell'orario di lavoro.=20
Desolante =E8 invece il panorama politico. Dai Ds emerge l'idea di =
favorire e velocizzare "una grande integrazione internazionale" tra la =
Fiat e un altro gruppo. Mi pare un'idea in sintonia con Corso Marconi e =
completamente sbagliata. Avendo bruciato tutte le altre possibilit=E0, =
l'unico accordo che la Fiat pu=F2 fare =E8 con la General Motors e =
questo porta immediatamente alla sovrapposizione con l'Opel e quindi =
alla conferma del piano di dismissioni.=20
La Margherita coglie l'occasione per accentuare il suo profilo =
centrista e si distingue per la totale assenza di critiche alla Fiat. Il =
governo ha mille voci, divise sia per appartenenze politiche che per =
aree geografiche. La risultante mi pare per=F2 la disponibilit=E0 - =
dentro un percorso conflittuale e accidentato - a concedere alla Fiat =
ulteriori finanziamenti in cambio di una compartecipazione alla =
decisione relativa agli stabilimenti da chiudere. Si tratta al momento =
dell'ipotesi pi=F9 insidiosa. Punta a trasformare la vertenza in una =
gigantesca guerra tra i poveri, in cui i lavoratori di ogni stabilimento =
rischiano di essere lanciati gli uni contro gli altri nella ricerca di =
una impossibile soluzione a base territoriale.=20
Una proposta realistica
La nostra proposta di nazionalizzare la Fiat rappresenta =
un'alternativa chiara su cui costruire un movimento che unifichi =
lavoratori della Fiat e dell'indotto e costruisca un'interlocuzione con =
le istanze del movimento no global. E' l'antidoto alla guerra tra i =
poveri.=20
Partiamo da due presupposti. Da un lato il fallimento del gruppo =
dirigente Fiat e delle ricette neo liberiste, dall'altra la crisi del =
modello di mobilit=E0 basata sulla centralit=E0 assorbente dell'auto =
privata. Con questa proposta proviamo a dare una risposta a questo =
doppio fallimento che rappresenta una vera e propria crisi di egemonia =
del capitale. Che la Fiat, la principale azienda italiana, sia sull'orlo =
del fallimento rappresenta un colpo pesantissimo alla credibilit=E0 =
delle classi dirigenti di questo Paese.=20
Il nostro problema =E8 cogliere questa crisi di egemonia per =
avanzare una proposta in grado di dare una risposta ai problemi sul =
tappeto, una risposta concreta a problemi concreti. Lo diciamo nella =
consapevolezza che oggi la vera forza dell'avversario di classe risiede =
proprio nell'assenza di una matura proposta di alternativa politica e =
sociale. Con questa proposta noi vogliamo indicare un'alternativa =
possibile.=20
Dentro la pura logica di mercato non vi =E8 risposta n=E9 ai =
problemi occupazionali n=E9 a quelli di una mobilit=E0 eco compatibile. =
Per questo noi proponiamo una innovazione che attraverso la =
nazionalizzazione permetta un ridisegno delle priorit=E0 e delle =
condizioni stesse in cui avviene la concorrenza. La Fiat nella pura =
concorrenza sul mercato dell'auto =E8 finita: pu=F2 avere un ruolo =
dentro un ridisegno della mobilit=E0 gestito dal pubblico.=20
Proponiamo una risposta ai problemi occupazionali che, a partire =
dalla produzione attuale, la qualifichi sul piano ambientale e trasformi =
la Fiat in una azienda produttrice di mobilit=E0. Si tratta di costruire =
un grande progetto pubblico sulla mobilit=E0 ambientalmente e =
socialmente compatibile, di proporre una innovazione produttiva e =
sociale guidata dagli interessi pubblici e collettivi. Questo =E8 =
possibile con la nazionalizzazione, garantendo l'occupazione e mettendo =
in gioco le grandi risorse di cui la Fiat dispone in termini di =
professionalit=E0 e logistica. Viceversa, se lasciassimo chiudere la =
Fiat, in Italia continueremmo ad avere due milioni di auto vendute ogni =
anno, semplicemente le acquisteremmo dall'estero. Pi=F9 disoccupati, =
nessun miglioramento dell'ambiente e un po' di deficit in pi=F9 nella =
bilancia commerciale e nella dipendenza tecnologica.=20
Quattro mi paiono le direzioni pi=F9 significative da sviluppare:=20
- Trasformare radicalmente la mobilit=E0 urbana. Nelle nostre =
citt=E0 non si pu=F2 pi=F9 circolare e l'ambiente =E8 diventato =
invivibile. E' necessario un progetto che metta insieme i grandi comuni =
italiani e le indubbie capacit=E0 di gestione logistica della Fiat per =
ripensare completamente la mobilit=E0 urbana. Un grande progetto in cui =
monitoraggio del bisogno, individuazione della soluzione e realizzazione =
della medesima costituiscano un nuovo spazio pubblico.=20
- Separare trasporto individuale e propriet=E0 privata. Oggi in =
occidente l'individuale =E8 privato e il pubblico =E8 collettivo. Credo =
che sia possibile superare questa alternativa nella =
rivendicazione/costruzione di diritti collettivi individualizzati. Vale =
per tutto il welfare, dalla sanit=E0 alla scuola al trasporto. Occorre =
garantire quote crescenti di mobilit=E0 individuale in forma pubblica. =
La forma privata della propriet=E0 determina un numero sempre maggiore =
di auto, usate pochissimo. Un'azienda di mobilit=E0 pubblica potrebbe =
garantire "l'affitto" del mezzo di trasporto necessario (bici, moto, =
bus, treno, auto, ecc.) nel luogo necessario per il tempo necessario.=20
- Rendere obbligatorio il riciclaggio delle auto da rottamare. In =
Italia si vendono due milioni di auto all'anno e quasi altrettante =
finiscono in discarica. Occorre una norma che obblighi chi vende auto a =
riprendersi indietro quelle usate, a smontarle e a riutilizzarle. Questo =
potrebbe incidere retroattivamente anche sul modo di costruire le auto, =
oramai trasformate in un costosissimo oggetto "usa e getta", =
incompatibile con l'ambiente.=20
- Rilanciare la ricerca pubblica che =E8 quasi scomparsa e =
determina l'emigrazione dei migliori ricercatori. Un progetto pubblico =
di ridisegno della mobilit=E0 potrebbe costituire un volano non =
indifferente di riapertura della ricerca a 360 gradi. Dall'innovazione =
del prodotto auto alla diversificazione delle possibilit=E0 di garantire =
la mobilit=E0.=20
La nostra proposta di nazionalizzazione =E8 quindi una parte di un =
pi=F9 generale progetto di riconquista di beni pubblici, in cui =
nazionalizzazione faccia rima con socializzazione.=20
=20
Nazionalizzare la Fiat? Una scelta necessaria =20
=20
=20
La proposta di nazionalizzare la Fiat lanciata da Fausto =
Bertinotti dovrebbe diventare un fattore di coagulo per rilanciare =
l'idea e la pratica dell'intervento pubblico in materia di attivit=E0 =
produttive riproponendo quindi una visione programmata dell'evoluzione =
economica nazionale. Nella storia dell'industria italiana la Fiat =
costituisce un caso assolutamente lapalissiano della dimensione pubblica =
di ci=F2 che appare come un investimento privato solo sul piano della =
propriet=E0.=20
Per decenni e decenni la Fiat ha ricevuto aiuti dallo Stato sotto =
ogni forma: dalle commesse militari nei conflitti mondiali, ai fondi =
perduti, ai crediti agevolati e facilitazioni fiscali del periodo post =
bellico, continuando comunque anche con gli ordinativi pubblici visto =
che l'azienda fornisce, tra l'altro, materiale rotabile alle Ferrovie =
dello Stato. Nell'ultimo decennio il gruppo ha regolarmente usufruito di =
aiuti dall'Unione europea. Attraverso lo Stato, i cittadini della =
Repubblica Italiana hanno inoltre aiutato la grande azienda di Torino =
con gli investimenti pubblici tradizionali come l'elettricit=E0, la =
costruzione di autostrade, lo sviluppo della siderurgia.=20
Nella storia sociale dell'Italia invece la Fiat =E8 nota per aver =
condotto un'indefessa lotta di classe padronale. Dopo la sconfitta dello =
sciopero del 1980, che non fu dovuta ad una debolezza oggettiva dei =
lavoratori, la Fiat accentu=F2 la sua lotta di classe concependo le =
trasformazioni tecnologiche e strutturali prevalentemente in funzione =
anti-operaia. I giornali padronali, come il Corriere della Sera che =
pochi giorni fa esaltava le prodezze tecnologiche del gruppo torinese, =
dovrebbero chiedersi quindi come mai cos=EC tanta tecnologia abbia =
portato ad una posizione competitiva perdente. Oggi di fronte ad una =
nuova e ben pi=F9 profonda crisi la Fiat reagisce secondo la logica pura =
del capitalismo oligopolistico: chiude e licenzia mettendo in forse =
l'insieme dell'intelaiatura produttiva ad essa connessa. Data =
l'importanza sociale dell'azienda =E8 pertanto necessario che prevalga =
il concetto di pubblica utilit=E0 e che il gruppo venga nazionalizzato. =
La questione della programmazione economica rientra appunto in tale =
quadro.=20
Produttivit=E0=20
e salari
Nel capitalismo contemporaneo quando cala la domanda, generando =
capacit=E0 produttive eccedentarie non desiderate, l'aggiustamento viene =
effettuato attraverso la chiusura di stabilimenti ed i licenziamenti. In =
questo contesto le imprese, soprattutto quelle grandi, cercano, dopo =
aver licenziato, di risolvere la crisi attraverso una divaricazione =
sistematica tra produttivit=E0 e salari intensificando lo sfruttamento =
forti della debolezza dei lavoratori causata dalla caduta occupazionale. =
Ci=F2 viene fatto sia per difendere i margini di profitto che per =
ridurre leggermente i prezzi rispetti alle societ=E0 concorrenti.=20
Il primo obiettivo in genere viene raggiunto, il secondo =E8 del =
tutto aleatorio in quanto l'effettivo risanamento capitalistico di =
aziende grandi come la Fiat dipende dall'espansione della domanda =
aggregata dell'economia e non tanto da quella speciale afferente al =
settore tanto pi=F9 se le societ=E0 concorrenti soffrono dello stesso =
male. Attualmente nel settore dell'auto la capacit=E0 produttiva =
inutilizzata mondiale =E8 stimata intorno al 35-40% del totale. Tale =
situazione era stata prevista da tempo perch=E9 l'accumulo di capacit=E0 =
eccedentarie rispetto alla domanda =E8 in corso da parecchio tempo. =
Dobbiamo quindi attenderci globalmente ampie decurtazioni nel numero di =
dipendenti che dall'auto si estenderanno ai settori ad esso collegati. =
Solo un'improbabile grande ripresa mondiale pu=F2 rilanciare =
l'occupazione secondo i criteri tradizionali. In questo modo la dinamica =
occupazionale continuerebbe a dipendere da uno modello produttivistico =
che da un lato fa acqua e dall'altro, ne sono convinto, =E8 =
incompatibile con gli obiettivi di pieno impiego stabile e di =
sostanziale difesa dell'ambiente.=20
Il concetto=20
di utilit=E0 pubblica
La nazionalizzazione della Fiat, che a mio avviso dovrebbe =
implicare tutto il gruppo, pu=F2 costituire un'importante rottura =
rispetto al meccanismo di aggiustamento socialmente perverso appena =
descritto. Nelle odierne condizioni di recessione mondiale questo =
meccanismo - proprio perch=E9 investe un'impresa centrale =
dell'attivit=E0 produttiva italiana con vaste ramificazioni in altri =
settori - porterebbe a quel tipo di ristrutturazioni che hanno travolto =
la classe lavoratrice americana creando una persistente pressione verso =
il basso sui redditi da lavoro ed un'incessante spinta verso l'alto =
delle ore lavorate.=20
In un primo momento la nazionalizzazione deve semplicemente =
significare il mantenimento dei livelli occupazionali dell'azienda =
riducendo se necessario le ore lavorate senza tagli salariali. Il =
concetto di utilit=E0 pubblica permette di individuare situazioni in cui =
il funzionamento di un'impresa, essendo socialmente utile, pu=F2 essere =
tranquillamente svincolato dalle esigenze dettate dal profitto privato. =
La copertura di eventuali perdite sar=E0 effettuata dallo Stato che =
pertanto sosterr=E0 un'azienda di propriet=E0 pubblica. I costi della =
copertura saranno molto inferiori a quelli sociali ed economici indotti =
dai licenziamenti e decisamente infimi rispetto ai pluridecennali =
sussidi erogati al monopolio mentre conduceva, senza compromessi, la sua =
lotta di classe. Gi=E0 questi obiettivi di breve periodo richiedono un =
forte movimento di massa dato che le altre forze politiche italiane, =
bench=E8 prese dal panico non hanno alcuna intenzione di rimettere in =
discussione le prerogative privatistiche e le priorit=E0 della casa =
torinese.=20
Pazzescamente i Ds, sempre pi=F9 realisti del capitale regnante, =
propongono perfino una maggiore integrazione con la multinazionale =
dell'auto americana precludendo quindi la possibilit=E0 di trovare una =
strada autonoma rispetto all'immersione completa nella crisi di =
sovracapacit=E0 che globalmente grava sul settore dell'auto.=20
Occupazione=20
ed ambiente
Uscire dal vortice della crisi mondiale del settore =E8 possibile =
solo con una politica autonoma sostenuta da un movimento di massa che si =
ponga degli obiettivi nazionali di medio-lungo periodo. Essi dovrebbero =
concentrarsi su due assi principali: occupazione ed ambiente. La =
compatibilit=E0 tra i due obiettivi dipende da come si concepisce il =
processo produttivo. La nazionalizzazione serve da leva nella =
formulazione di politiche che utilizzando la vasta intelaiatura =
strutturale e settoriale della Fiat, rilancino i consumi pubblici, il =
trasporto collettivo su rotaia, lo sviluppo di nuove tecnologie nei =
trasporti ed altrove funzionali alla difesa dell'ambiente.=20
Bisogna insomma usare la Fiat nazionalizzata per superare il =
modello di sviluppo fondato sulle esigenze di aggiustamento perverso =
della Fiat. Anche in questa fase di maggior respiro temporale lo Stato =
dovr=E0 continuare a coprire eventuali perdite contabili. Non c'=E8 =
nulla di male. Sarebbero finanziamenti in gran parte recuperabili =
attraverso il loro positivo effetto sociale, quindi non strettamente =
monetario ma non per questo meno tangibile per la popolazione e =
l'economia del paese. Come prospettiva mi sembra di gran lunga =
preferibile a ci=F2 che stiamo assistendo in Europa ove i governi usano =
la spesa pubblica per sussidiare i valori azionari delle fallimentari =
privatizzazioni nel campo delle ferrovie (Gran Bretagna), della =
telefonia e del settore finanziario (Francia).=20
Attualmente in Italia vi sono o si possono creare le condizioni =
per la costruzione di un movimento di massa in tal senso. Gli altri =
partiti, avendo sostenuto tutti i processi di privatizzazione =
finanziaria, non hanno strategie di ricambio ne hanno il personale =
intellettualmente adatto ad elaborarle. Invece per la sinistra la sfida =
consiste nel ripensare la programmazione per rilanciarla abbinando =
occupazione e orario del lavoro all'ambiente. Oltre mezzo secolo fa il =
Piano del Lavoro della Cgil venne concepito in un contesto in cui la =
popolazione italiana aveva assolutamente bisogno di maggiore produzione =
e sviluppo. In quanto tale il Piano non fu realizzato e la crescita =
produttiva avvenne per altre ragioni. Tuttavia il Piano del Lavoro, =
proprio per la sua dimensione pionieristica e di massa, apr=EC il varco, =
sul terreno politico e sociale, alle idee di pianificatori provenienti =
da altre sponde politiche come Pasquale Saraceno ed Enrico Mattei oltre =
che Sylos-Labini e Sirio Lombardini. Oggi le altre sponde non hanno =
niente. L'intera complessa elaborazione della mobilitazione e del =
programma per l'occupazione e l'ambiente ricade su quella sinistra che =
=E8 disposta a lottare.=20
=20
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al centro del dibattito politico e sociale</FONT></DIV>
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fronte alla crisi verticale della Fiat, abbiamo proposto la=20
nazionalizzazione. Nonostante sia stata snobbata dalle forze =
politiche,=20
questa proposta =E8 rimasta ben presente dentro il dibattito, =
segno evidente=20
della sua efficacia.=20
<P>In primo luogo. La Fiat versa in una situazione gravissima non =
a causa=20
di un restringimento del mercato ma perch=E9 propone un prodotto =
che a=20
parit=E0 di prezzo =E8 di scarsa qualit=E0. Non si tratta di =
qualche modello=20
sbagliato ma di un problema strutturale. In questi anni, la casa =
di Torino=20
ha fatto - in larga parte con fondi pubblici - grandi investimenti =
sul=20
processo produttivo; poco o nulla in termini di innovazione di =
prodotto.=20
Ha ristrutturato per ridurre peso e potere dei lavoratori mentre =
nulla ha=20
fatto nella ricerca per innovare il prodotto auto. Non a caso sul =
motore a=20
idrogeno, cio=E8 su un punto strategico, la Fiat sta a zero, =
mentre altri=20
produttori sono gi=E0 in grado di avviare la produzione. La Fiat =
esprime in=20
forma plastica una caratteristica storica delle classi dominanti =
italiane=20
gi=E0 analizzata da Gramsci: determinate nella riaffermazione del =
loro=20
potere e del dominio di classe; incapaci di misurarsi sul terreno=20
dell'innovazione e della risposta ai problemi reali.=20
<P><BR>Liquidazione gi=E0 in atto <BR>L'azienda ha una =
pesantissima=20
esposizione bancaria e si muove per "far cassa", pagare i debiti e =
remunerare gli azionisti. Questa operazione prevede la vendita=20
dell'azienda - in toto o a pezzi - alla General Motors. A tal fine =
la Fiat=20
sta cercando di chiudere gli stabilimenti meno redditizi e =
"smagrire"=20
altri, buttando fuori lavoratori; sta facendo, insomma, il "lavoro =
sporco"=20
per conto dell'acquirente Usa. Questa vendita sarebbe un disastro =
per=20
l'occupazione e per l'apparato produttivo. Sul piano occupazionale =
sarebbe=20
un dimezzamento dell'occupazione - sia Fiat che indotto - in un =
quadro che=20
potrebbe ulteriormente peggiorare, visto che la FIiat =E8 presente =
sugli=20
stessi segmenti di mercato della Opel (propriet=E0 della Gm). Sul =
piano=20
industriale, in Italia rimarrebbero alcuni stabilimenti di =
montaggio,=20
certo non la progettazione e le funzioni qualitative che =
presiedono al=20
processo produttivo. Questa vendita servirebbe solo a garantire il =
patrimonio delle banche e degli azionisti, cio=E8 la rendita. La =
distruzione=20
della Fiat come agglomerato industriale =E8 l'ennesimo episodio =
del=20
progressivo depauperamento del patrimonio industriale italiano: =
L'Italia=20
sta diventando sempre pi=F9 un paese privo di capacit=E0 di =
ricerca, con poche=20
produzioni ad alto valore aggiunto. Un problema per i lavoratori, =
sempre=20
pi=F9 esposti ad una concorrenza fatta solo di compressione dei =
costi=20
<BR><BR>La risposta operaia<BR>Di fronte a questo stato di cose la =
risposta dei lavoratori =E8 stata forte. La lotta dei lavoratori =
di Termini=20
Imerese =E8 per noi un esempio da seguire e da estendere agli =
altri=20
stabilimenti e all'indotto. Sul piano sindacale la Fiom ha =
delineato una=20
prospettiva concreta per il movimento, a partire dall'intervento =
pubblico=20
e dalla riduzione dell'orario di lavoro.=20
<P>Desolante =E8 invece il panorama politico. Dai Ds emerge l'idea =
di=20
favorire e velocizzare "una grande integrazione internazionale" =
tra la=20
Fiat e un altro gruppo. Mi pare un'idea in sintonia con Corso =
Marconi e=20
completamente sbagliata. Avendo bruciato tutte le altre =
possibilit=E0,=20
l'unico accordo che la Fiat pu=F2 fare =E8 con la General Motors e =
questo=20
porta immediatamente alla sovrapposizione con l'Opel e quindi alla =
conferma del piano di dismissioni.=20
<P>La Margherita coglie l'occasione per accentuare il suo profilo=20
centrista e si distingue per la totale assenza di critiche alla =
Fiat. Il=20
governo ha mille voci, divise sia per appartenenze politiche che =
per aree=20
geografiche. La risultante mi pare per=F2 la disponibilit=E0 - =
dentro un=20
percorso conflittuale e accidentato - a concedere alla Fiat =
ulteriori=20
finanziamenti in cambio di una compartecipazione alla decisione =
relativa=20
agli stabilimenti da chiudere. Si tratta al momento dell'ipotesi =
pi=F9=20
insidiosa. Punta a trasformare la vertenza in una gigantesca =
guerra tra i=20
poveri, in cui i lavoratori di ogni stabilimento rischiano di =
essere=20
lanciati gli uni contro gli altri nella ricerca di una impossibile =
soluzione a base territoriale.=20
<P><BR>Una proposta realistica<BR>La nostra proposta di =
nazionalizzare la=20
Fiat rappresenta un'alternativa chiara su cui costruire un =
movimento che=20
unifichi lavoratori della Fiat e dell'indotto e costruisca=20
un'interlocuzione con le istanze del movimento no global. E' =
l'antidoto=20
alla guerra tra i poveri.=20
<P>Partiamo da due presupposti. Da un lato il fallimento del =
gruppo=20
dirigente Fiat e delle ricette neo liberiste, dall'altra la crisi =
del=20
modello di mobilit=E0 basata sulla centralit=E0 assorbente =
dell'auto privata.=20
Con questa proposta proviamo a dare una risposta a questo doppio=20
fallimento che rappresenta una vera e propria crisi di egemonia =
del=20
capitale. Che la Fiat, la principale azienda italiana, sia =
sull'orlo del=20
fallimento rappresenta un colpo pesantissimo alla credibilit=E0 =
delle classi=20
dirigenti di questo Paese.=20
<P>Il nostro problema =E8 cogliere questa crisi di egemonia per =
avanzare una=20
proposta in grado di dare una risposta ai problemi sul tappeto, =
una=20
risposta concreta a problemi concreti. Lo diciamo nella =
consapevolezza che=20
oggi la vera forza dell'avversario di classe risiede proprio =
nell'assenza=20
di una matura proposta di alternativa politica e sociale. Con =
questa=20
proposta noi vogliamo indicare un'alternativa possibile.=20
<P>Dentro la pura logica di mercato non vi =E8 risposta n=E9 ai =
problemi=20
occupazionali n=E9 a quelli di una mobilit=E0 eco compatibile. Per =
questo noi=20
proponiamo una innovazione che attraverso la nazionalizzazione =
permetta un=20
ridisegno delle priorit=E0 e delle condizioni stesse in cui =
avviene la=20
concorrenza. La Fiat nella pura concorrenza sul mercato dell'auto =
=E8=20
finita: pu=F2 avere un ruolo dentro un ridisegno della mobilit=E0 =
gestito dal=20
pubblico.=20
<P>Proponiamo una risposta ai problemi occupazionali che, a =
partire dalla=20
produzione attuale, la qualifichi sul piano ambientale e trasformi =
la Fiat=20
in una azienda produttrice di mobilit=E0. Si tratta di costruire =
un grande=20
progetto pubblico sulla mobilit=E0 ambientalmente e socialmente =
compatibile,=20
di proporre una innovazione produttiva e sociale guidata dagli =
interessi=20
pubblici e collettivi. Questo =E8 possibile con la =
nazionalizzazione,=20
garantendo l'occupazione e mettendo in gioco le grandi risorse di =
cui la=20
Fiat dispone in termini di professionalit=E0 e logistica. =
Viceversa, se=20
lasciassimo chiudere la Fiat, in Italia continueremmo ad avere due =
milioni=20
di auto vendute ogni anno, semplicemente le acquisteremmo =
dall'estero. Pi=F9=20
disoccupati, nessun miglioramento dell'ambiente e un po' di =
deficit in pi=F9=20
nella bilancia commerciale e nella dipendenza tecnologica.=20
<P>Quattro mi paiono le direzioni pi=F9 significative da =
sviluppare: <BR>-=20
Trasformare radicalmente la mobilit=E0 urbana. Nelle nostre =
citt=E0 non si pu=F2=20
pi=F9 circolare e l'ambiente =E8 diventato invivibile. E' =
necessario un=20
progetto che metta insieme i grandi comuni italiani e le indubbie =
capacit=E0=20
di gestione logistica della Fiat per ripensare completamente la =
mobilit=E0=20
urbana. Un grande progetto in cui monitoraggio del bisogno, =
individuazione=20
della soluzione e realizzazione della medesima costituiscano un =
nuovo=20
spazio pubblico.=20
<P>- Separare trasporto individuale e propriet=E0 privata. Oggi in =
occidente=20
l'individuale =E8 privato e il pubblico =E8 collettivo. Credo che =
sia=20
possibile superare questa alternativa nella =
rivendicazione/costruzione di=20
diritti collettivi individualizzati. Vale per tutto il welfare, =
dalla=20
sanit=E0 alla scuola al trasporto. Occorre garantire quote =
crescenti di=20
mobilit=E0 individuale in forma pubblica. La forma privata della =
propriet=E0=20
determina un numero sempre maggiore di auto, usate pochissimo. =
Un'azienda=20
di mobilit=E0 pubblica potrebbe garantire "l'affitto" del mezzo di =
trasporto=20
necessario (bici, moto, bus, treno, auto, ecc.) nel luogo =
necessario per=20
il tempo necessario.=20
<P>- Rendere obbligatorio il riciclaggio delle auto da rottamare. =
In=20
Italia si vendono due milioni di auto all'anno e quasi altrettante =
finiscono in discarica. Occorre una norma che obblighi chi vende =
auto a=20
riprendersi indietro quelle usate, a smontarle e a riutilizzarle. =
Questo=20
potrebbe incidere retroattivamente anche sul modo di costruire le =
auto,=20
oramai trasformate in un costosissimo oggetto "usa e getta", =
incompatibile=20
con l'ambiente.=20
<P>- Rilanciare la ricerca pubblica che =E8 quasi scomparsa e =
determina=20
l'emigrazione dei migliori ricercatori. Un progetto pubblico di =
ridisegno=20
della mobilit=E0 potrebbe costituire un volano non indifferente di =
riapertura della ricerca a 360 gradi. Dall'innovazione del =
prodotto auto=20
alla diversificazione delle possibilit=E0 di garantire la =
mobilit=E0.=20
<P>La nostra proposta di nazionalizzazione =E8 quindi una parte di =
un pi=F9=20
generale progetto di riconquista di beni pubblici, in cui=20
nazionalizzazione faccia rima con socializzazione.=20
<BR></P></TD></TR></TBODY></TABLE></FONT></DIV><FONT face=3DArial =
size=3D2>
<TABLE align=3Dcenter border=3D0 cellPadding=3D2 cellSpacing=3D2 =
width=3D"90%">
<TBODY>
<TR vAlign=3Dtop>
<TD align=3Dmiddle class=3Dtitle>Nazionalizzare la Fiat? Una scelta =
necessaria=20
</TD></TR>
<TR vAlign=3Dtop>
<TD align=3Dmiddle></TD></TR>
<TR vAlign=3Dtop>
<TD align=3Dmiddle class=3Dtesto><I></I></TD></TR>
<TR vAlign=3Dtop>
<TD class=3Dtesto><!-- img src=3D ART-1_1FIAT~1.jpg alt=3Dfoto =
align=3DLeft -->La=20
proposta di nazionalizzare la Fiat lanciata da Fausto Bertinotti =
dovrebbe=20
diventare un fattore di coagulo per rilanciare l'idea e la pratica =
dell'intervento pubblico in materia di attivit=E0 produttive =
riproponendo=20
quindi una visione programmata dell'evoluzione economica =
nazionale. Nella=20
storia dell'industria italiana la Fiat costituisce un caso =
assolutamente=20
lapalissiano della dimensione pubblica di ci=F2 che appare come un =
investimento privato solo sul piano della propriet=E0.=20
<P>Per decenni e decenni la Fiat ha ricevuto aiuti dallo Stato =
sotto ogni=20
forma: dalle commesse militari nei conflitti mondiali, ai fondi =
perduti,=20
ai crediti agevolati e facilitazioni fiscali del periodo post =
bellico,=20
continuando comunque anche con gli ordinativi pubblici visto che =
l'azienda=20
fornisce, tra l'altro, materiale rotabile alle Ferrovie dello =
Stato.=20
Nell'ultimo decennio il gruppo ha regolarmente usufruito di aiuti=20
dall'Unione europea. Attraverso lo Stato, i cittadini della =
Repubblica=20
Italiana hanno inoltre aiutato la grande azienda di Torino con gli =
investimenti pubblici tradizionali come l'elettricit=E0, la =
costruzione di=20
autostrade, lo sviluppo della siderurgia.=20
<P>Nella storia sociale dell'Italia invece la Fiat =E8 nota per =
aver=20
condotto un'indefessa lotta di classe padronale. Dopo la sconfitta =
dello=20
sciopero del 1980, che non fu dovuta ad una debolezza oggettiva =
dei=20
lavoratori, la Fiat accentu=F2 la sua lotta di classe concependo =
le=20
trasformazioni tecnologiche e strutturali prevalentemente in =
funzione=20
anti-operaia. I giornali padronali, come il Corriere della Sera =
che pochi=20
giorni fa esaltava le prodezze tecnologiche del gruppo torinese,=20
dovrebbero chiedersi quindi come mai cos=EC tanta tecnologia abbia =
portato=20
ad una posizione competitiva perdente. Oggi di fronte ad una nuova =
e ben=20
pi=F9 profonda crisi la Fiat reagisce secondo la logica pura del =
capitalismo=20
oligopolistico: chiude e licenzia mettendo in forse l'insieme=20
dell'intelaiatura produttiva ad essa connessa. Data l'importanza =
sociale=20
dell'azienda =E8 pertanto necessario che prevalga il concetto di =
pubblica=20
utilit=E0 e che il gruppo venga nazionalizzato. La questione della =
programmazione economica rientra appunto in tale quadro.=20
<P><BR>Produttivit=E0 <BR>e salari<BR>Nel capitalismo =
contemporaneo quando=20
cala la domanda, generando capacit=E0 produttive eccedentarie non=20
desiderate, l'aggiustamento viene effettuato attraverso la =
chiusura di=20
stabilimenti ed i licenziamenti. In questo contesto le imprese,=20
soprattutto quelle grandi, cercano, dopo aver licenziato, di =
risolvere la=20
crisi attraverso una divaricazione sistematica tra produttivit=E0 =
e salari=20
intensificando lo sfruttamento forti della debolezza dei =
lavoratori=20
causata dalla caduta occupazionale. Ci=F2 viene fatto sia per =
difendere i=20
margini di profitto che per ridurre leggermente i prezzi rispetti =
alle=20
societ=E0 concorrenti.=20
<P>Il primo obiettivo in genere viene raggiunto, il secondo =E8 =
del tutto=20
aleatorio in quanto l'effettivo risanamento capitalistico di =
aziende=20
grandi come la Fiat dipende dall'espansione della domanda =
aggregata=20
dell'economia e non tanto da quella speciale afferente al settore =
tanto=20
pi=F9 se le societ=E0 concorrenti soffrono dello stesso male. =
Attualmente nel=20
settore dell'auto la capacit=E0 produttiva inutilizzata mondiale =
=E8 stimata=20
intorno al 35-40% del totale. Tale situazione era stata prevista =
da tempo=20
perch=E9 l'accumulo di capacit=E0 eccedentarie rispetto alla =
domanda =E8 in=20
corso da parecchio tempo. Dobbiamo quindi attenderci globalmente =
ampie=20
decurtazioni nel numero di dipendenti che dall'auto si =
estenderanno ai=20
settori ad esso collegati. Solo un'improbabile grande ripresa =
mondiale pu=F2=20
rilanciare l'occupazione secondo i criteri tradizionali. In questo =
modo la=20
dinamica occupazionale continuerebbe a dipendere da uno modello=20
produttivistico che da un lato fa acqua e dall'altro, ne sono =
convinto, =E8=20
incompatibile con gli obiettivi di pieno impiego stabile e di =
sostanziale=20
difesa dell'ambiente.=20
<P><BR>Il concetto <BR>di utilit=E0 pubblica<BR>La =
nazionalizzazione della=20
Fiat, che a mio avviso dovrebbe implicare tutto il gruppo, pu=F2 =
costituire=20
un'importante rottura rispetto al meccanismo di aggiustamento =
socialmente=20
perverso appena descritto. Nelle odierne condizioni di recessione =
mondiale=20
questo meccanismo - proprio perch=E9 investe un'impresa centrale=20
dell'attivit=E0 produttiva italiana con vaste ramificazioni in =
altri settori=20
- porterebbe a quel tipo di ristrutturazioni che hanno travolto la =
classe=20
lavoratrice americana creando una persistente pressione verso il =
basso sui=20
redditi da lavoro ed un'incessante spinta verso l'alto delle ore =
lavorate.=20
<P>In un primo momento la nazionalizzazione deve semplicemente =
significare=20
il mantenimento dei livelli occupazionali dell'azienda riducendo =
se=20
necessario le ore lavorate senza tagli salariali. Il concetto di =
utilit=E0=20
pubblica permette di individuare situazioni in cui il =
funzionamento di=20
un'impresa, essendo socialmente utile, pu=F2 essere =
tranquillamente=20
svincolato dalle esigenze dettate dal profitto privato. La =
copertura di=20
eventuali perdite sar=E0 effettuata dallo Stato che pertanto =
sosterr=E0=20
un'azienda di propriet=E0 pubblica. I costi della copertura =
saranno molto=20
inferiori a quelli sociali ed economici indotti dai licenziamenti =
e=20
decisamente infimi rispetto ai pluridecennali sussidi erogati al =
monopolio=20
mentre conduceva, senza compromessi, la sua lotta di classe. Gi=E0 =
questi=20
obiettivi di breve periodo richiedono un forte movimento di massa =
dato che=20
le altre forze politiche italiane, bench=E8 prese dal panico non =
hanno=20
alcuna intenzione di rimettere in discussione le prerogative =
privatistiche=20
e le priorit=E0 della casa torinese.=20
<P>Pazzescamente i Ds, sempre pi=F9 realisti del capitale =
regnante,=20
propongono perfino una maggiore integrazione con la multinazionale =
dell'auto americana precludendo quindi la possibilit=E0 di trovare =
una=20
strada autonoma rispetto all'immersione completa nella crisi di=20
sovracapacit=E0 che globalmente grava sul settore dell'auto.=20
<P><BR>Occupazione <BR>ed ambiente<BR>Uscire dal vortice della =
crisi=20
mondiale del settore =E8 possibile solo con una politica autonoma =
sostenuta=20
da un movimento di massa che si ponga degli obiettivi nazionali di =
medio-lungo periodo. Essi dovrebbero concentrarsi su due assi =
principali:=20
occupazione ed ambiente. La compatibilit=E0 tra i due obiettivi =
dipende da=20
come si concepisce il processo produttivo. La nazionalizzazione =
serve da=20
leva nella formulazione di politiche che utilizzando la vasta =
intelaiatura=20
strutturale e settoriale della Fiat, rilancino i consumi pubblici, =
il=20
trasporto collettivo su rotaia, lo sviluppo di nuove tecnologie =
nei=20
trasporti ed altrove funzionali alla difesa dell'ambiente.=20
<P>Bisogna insomma usare la Fiat nazionalizzata per superare il =
modello di=20
sviluppo fondato sulle esigenze di aggiustamento perverso della =
Fiat.=20
Anche in questa fase di maggior respiro temporale lo Stato dovr=E0 =
continuare a coprire eventuali perdite contabili. Non c'=E8 nulla =
di male.=20
Sarebbero finanziamenti in gran parte recuperabili attraverso il =
loro=20
positivo effetto sociale, quindi non strettamente monetario ma non =
per=20
questo meno tangibile per la popolazione e l'economia del paese. =
Come=20
prospettiva mi sembra di gran lunga preferibile a ci=F2 che stiamo =
assistendo in Europa ove i governi usano la spesa pubblica per =
sussidiare=20
i valori azionari delle fallimentari privatizzazioni nel campo =
delle=20
ferrovie (Gran Bretagna), della telefonia e del settore =
finanziario=20
(Francia).=20
<P>Attualmente in Italia vi sono o si possono creare le condizioni =
per la=20
costruzione di un movimento di massa in tal senso. Gli altri =
partiti,=20
avendo sostenuto tutti i processi di privatizzazione finanziaria, =
non=20
hanno strategie di ricambio ne hanno il personale =
intellettualmente adatto=20
ad elaborarle. Invece per la sinistra la sfida consiste nel =
ripensare la=20
programmazione per rilanciarla abbinando occupazione e orario del =
lavoro=20
all'ambiente. Oltre mezzo secolo fa il Piano del Lavoro della Cgil =
venne=20
concepito in un contesto in cui la popolazione italiana aveva=20
assolutamente bisogno di maggiore produzione e sviluppo. In quanto =
tale il=20
Piano non fu realizzato e la crescita produttiva avvenne per altre =
ragioni. Tuttavia il Piano del Lavoro, proprio per la sua =
dimensione=20
pionieristica e di massa, apr=EC il varco, sul terreno politico e =
sociale,=20
alle idee di pianificatori provenienti da altre sponde politiche =
come=20
Pasquale Saraceno ed Enrico Mattei oltre che Sylos-Labini e Sirio=20
Lombardini. Oggi le altre sponde non hanno niente. L'intera =
complessa=20
elaborazione della mobilitazione e del programma per l'occupazione =
e=20
l'ambiente ricade su quella sinistra che =E8 disposta a lottare.=20
<BR></P></TD></TR></TBODY></TABLE></FONT></BODY></HTML>
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