[ssf] crisi fiat, destino di arese, futuro dell'auto

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Autor: paolaefranco
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Asunto: [ssf] crisi fiat, destino di arese, futuro dell'auto
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      Durante la riunione di ieri ho assunto l'incarico di far girare =
delle informazioni sui temi in oggetto
      se avrete la pazienza di leggerli ... potresti trovarli =
interessanti=20
      ciao
      franco



      Lo Stato ha gi=E0 comperato la Fiat almeno tre volte nel =
dopoguerra. Gli Agnelli adesso lascino almeno la cassa =20
      Alfa di Arese, per un ritorno al futuro =20
      Bruno Casati
      responsabile Dipartimento=20
      Politiche Industriali Prc=20
    =20
      Si narra che un tempo Henry Ford, al passaggio di una automobile =
Alfa Romeo, si cavasse il cappello dinanzi a cotanta leggiadria. Oggi il =
cappello se lo potrebbero invece togliere i milanesi, dinanzi al =
passaggio dell'annunciato funerale dello stabilimento dell'Alfa di Arese =
diventata Fiat.=20
      Ribelliamoci all'evento: se la Fiat ha fallito e se ne va =
dall'auto, ebbene l'auto resti in Italia e resti a Milano il prestigioso =
marchio del Biscione.=20


      Non ci si rassegni. La Fiat =E8 un patrimonio collettivo, non =E8 =
pi=F9 propriet=E0 privata. E rassegnati proprio non sono i lavoratori =
oggi in lotta, da Arese a Termini Imerese, che respingono gli "esuberi =
strutturali" e, ad Arese, si rifiutano di pensarsi riciclati in =
magazzinieri di un polo logistico o in operatori al trattamento rifiuti. =
Non sono rassegnati e, anzi, stanno suonando a martello la campana che =
d=E0 la sveglia a Partiti, Istituzioni e Sindacati. Vanno ascoltati. Se =
oggi l'Alfa esiste ancora, lo si deve solo alla caparbia combattivit=E0 =
e all'altissima dignit=E0 di questi lavoratori. Con loro definiamo =
pertanto un punto fermo: con Agnelli o senza Agnelli l'auto resti in =
Italia, anche se cade la cattedrale del capitale, e ci resti l'auto =
anche a Milano.=20



      Due condizioni
      Il punto =E8 fermo solo a due condizioni. La prima =E8 che gli =
operai non escano dagli stabilimenti. Il Sindacato perci=F2 alzi la =
voce: nessun "esubero strutturale" ma contratti di solidariet=E0 e =
formazione, riduzione di orario, rotazione della cassa integrazione. =
Soltanto con gli operai "dentro" si pu=F2 ragionare di piani e =
programmi. Pertanto, non si esca n=E9 da Termini, n=E9 da Arese, n=E9 da =
Mirafiori. Con tutti i mezzi. Questo non =E8 il tempo dei convegni. Ma =
c'=E8 una seconda condizione, funzionale alla prima: la Fiat non deve =
incassare nemmeno un euro da una eventuale cessione che servirebbe solo =
a tamponare il debito (6.500 miliardi di lire!) della "famiglia"; si =
utilizzino quei soldi per finanziare un piano industriale del trasporto =
pubblico e privato. E sia un piano con un'altra propriet=E0 rispetto =
alla Fiat che ha fallito: una propriet=E0 pubblica, come del resto =
Renault e Volkswagen; una forte partecipazione dello stato. Il Governo =
decreti con urgenza. La Fiat insomma va "nazionalizzata" nelle forme =
oggi possibili. Questo =E8 il punto. A mali estremi, estremi rimedi. Chi =
arriccia il naso, come qualche garrulo ministro o i tremebondi =
riformisti, ricordi che lo stato ha gi=E0 comperato la Fiat almeno tre =
volte nel dopoguerra, agevolando in tutti i modi - rottamazione ed =
ecoincentivi sono gli ultimi - la sua attuale collocazione monopolista. =
Risultato: Fiat vende tutto e se ne va, alla faccia dello Stato. Lasci =
almeno la cassa.=20


      In questo contesto si colloca la vicenda dell'Alfa di Arese. =
Storia troppo nota, quella di uno stabilimento un tempo di 15.000 =
lavoratori che, nell'86, Craxi regal=F2 agli Agnelli con la compiacenza, =
va detto, del Pci il cui segretario torinese era, allora, Piero Fassino. =
Oggi, ad Arese, ci sono solo 2.500 lavoratori, ma la propriet=E0, sulla =
loro pelle, ha via via incassato i quattrini dell'auto elettrica, poi i =
soldi per il Consorzio di reindustrializzazione (fallito), oggi incassa =
i 1.000 miliardi di vecchie lire per la vendita delle aree (avute in =
regalo) a una immobiliare che costruir=E0, con un polo logistico, il =
magazzino per la vicina fiera di Rho/Pero. Fiat se ne va dall'auto ma, =
prima, ha spremuto ben bene l'affare Alfa e, oggi, spedisce le Vamia a =
Mirafiori (cos=EC le "carrozzerie" saltano), mette i motori a fine =
produzione (cos=EC chiudono le "meccaniche"). Fiat saluta. Ripetiamo: =
lasci almeno la cassa. Taluno - Bandiera, presidente della Business Unit =
Alfa Romeo - parla di investimenti e nuovi modelli per il "Biscione". =
Riguardino anche Arese, realt=E0 calpestata che va assolutamente =
risarcita.=20



      Un nordest dilagante
      Ma ragioniamo pure di Alfa e di Milano. Milano =E8 al Centro del =
Nord, sulla linea d'ombra che separa la grande industria del Nord Ovest =
in ritirata, dalla monoimpresa molecolare del Nord Est che avanza. =
L'Alfa (era) =E8 il presidio industriale sul confine. Cede l'Alfa, il =
Nord diventa un grande Nord Est dilagante, ove si compete solo sul =
prezzo per lontane committenze. Un grande Nord Est senza articolo 18, =
oltretutto.=20


      E cede Milano, capitale oggi di un'Italia scivolata in serie C, =
citt=E0 da cui sono fuggiti i Falck e i Pirelli diventati =
immobiliaristi, citt=E0 di venditori di prodotti pensati altrove, dove =
tutte le Finanziarie del globo vengono a fare l'ultimo shopping e alle =
quali il Sindaco offre oggi in saldo anche la Sea e quel che resta di =
Aem. Milano in vendita, "Milano da bere": di nuovo. Eh no! Ribelliamoci. =
Fermiamoli ad Arese, proviamoci almeno. Sindacati, partiti, istituzioni, =
Cardinale: ascoltiamola quella campana.=20


      Il marchio Alfa ha tuttora una grande potenzialit=E0 e pu=F2 =
essere rilanciato per coprire le fasce alte del mercato e per investire =
in progettazione e studio - Oscar Marchisio ce lo rammenta da anni e =
anni ormai - su sistemi di mobilit=E0 urbana ed extraurbana, quale =
prodotto industriale, che preveda l'auto e una nuova auto anche "oltre =
il motore a scoppio". Il rilancio dell'area di Arese, oltretutto, =
sarebbe assolutamente funzionale al rilancio di Milano quale citt=E0 =
della scienza, del design, della cultura alta che le sue sei =
Universit=E0 chiedono, a partire dal Politecnico. E lo chiedono i =
lavoratori. Ma ci vuole una forte volont=E0 politica; indispensabile che =
gli operai non mollino le fabbriche; necessario studiare partnership in =
Europa (ma non l'Opel); fondamentale il controllo pubblico e se proprio =
Fiat insiste nel vendere a GM, il Governo per decreto ne blocchi =
l'incasso (non sono, quelli, soldi degli Agnelli da distribuire in =
dividendi, =E8 chiaro?) e lo sposti su un innovativo piano di rilancio. =
Fuori gli Agnelli, si riaprano i cancelli e resti una "Fabbrica Italiana =
Automobili" a Torino, Arese, Termini, Termoli, Cassino, Pomigliano, =
Melfi, altrove e sia a controllo pubblico.=20


      E resti soprattutto il marchio Alfa, magari per una splendida =
vettura ad idrogeno, dinanzi alla quale il vecchio Ford tornerebbe a =
levarsi tanto di cappello.=20




      un po di storia della fiat



            Le origini della Fiat tra scandali, connivenze politiche, =
profitti di guerra e pugno di ferro con gli operai =20
            Giovanni Agnelli, "eroe" capitalista =20
            Maria R. Calderoni
            1-continua=20
          =20
            Non della materia di cui sono fatti i sogni, per dirla con =
Shakespeare. Ma lacrime e sangue, e cannoni e mitragliatrici, e serrate =
e licenziamenti, e bottino di guerra e protezionismo da rapina. La saga =
degli Agnelli, la centenaria storia della Fiat, =E8 grande e terribile. =
Nel bene e nel male, una storia d'Italia. =ABNon c'=E8 tornante della =
nostra storia recente (Valerio Castronovo, "Giovanni Agnelli", Einaudi) =
in cui non si ritrovi il suo nome, in un modo o nell'altro: dal nuovo =
corso riformista di Giolitti all'inizio del Novecento, alla =
mobilitazione militare nella prima guerra mondiale, dall'occupazione =
delle fabbriche all'avvento di Mussolini, dal rovesciamento del regime =
fascista alle pressioni anglo-americane per una restaurazione =
moderata=BB.=20
            Fiat, nata come Fabbrica Italiana di Automobili Torino, il =
primo luglio 1899, quattro anni prima che Henry Ford fondasse la sua =
societ=E0 a Dearborn nel Michigan. Il fondatore =E8 Giovanni Agnelli, il =
nonno dell'Avvocato, nato a Villar Perosa, non distante da Pinerolo, =
rampollo di famiglia dell'alta borghesia piemontese, che sembrava =
candidato a una brillante carriera militare.=20


            Ma quella Fiat nata nell'ultimo anno del secolo e fondata =
insieme al conte Emanuele Bricherasio di Cacherano - =ABun eccentrico =
nobile torinese in cerca di investitori=BB - doveva significare la =
svolta della sua vita e del suo destino, da ufficialetto di cavalleria a =
ferreo capitano d'industria. Non mancavano infatti all'amministratore =
delegato, Giovanni Agnelli, spregiudicatezza, talento, energia, denaro. =
La piccola fabbrica torinese decolla subito, =ABfin quasi dall'inizio la =
Fiat divent=F2 famosa per il talento e la creativit=E0 dei suoi tecnici =
e gli affari non tardarono a prosperare=BB, scrive Alan Friedman nel suo =
"Tutto in famiglia", (Longanesi).=20



            Arriva Valletta
            Nel 1903 la societ=E0 produce solo 103 automobili piccole e =
con piccoli motori; ma nel 1906 la produzione si =E8 gi=E0 moltiplicata =
per otto, gi=E0 30 auto sono esportate in Inghilterra e Giovanni Agnelli =
ha gi=E0 praticamente fagocitato gli altri soci, =ABin parte grazie =
all'uscita dei suoi ex associati, in parte con manovre azionarie =
sospette=BB.=20


            Pescecani, a Torino e dintorni. Nel 1908 infatti un grosso =
scandalo travolge la Fiat, costringendo alle dimissioni sia Giovanni =
Agnelli che tutto il consiglio di amministrazione. Non sono noccioline. =
=ABIl procuratore di Torino accusava Agnelli e compagni - =E8 sempre =
Friedman - di una serie di reati finanziari che includevano la =
diffusione di notizie di borsa falsamente ottimistiche per far salire il =
prezzo delle azioni Fiat, manovre di borsa fraudolente, falsificazione =
del bilancio 1907, col risultato complessivo di arricchirsi a spese dei =
piccoli azionisti=BB.=20


            Ci fu un processo, naturalmente, all'epoca clamoroso: ma, =
stranamente, Agnelli esce assolto sia in primo che in secondo grado; a =
difenderlo =E8 sceso in campo Vittorio Valletta, un nome di cui si =
sentir=E0 molto parlare, poi, alla Fiat. Uno scandalo nello scandalo. A =
far pendere infatti la bilancia dalla parte di Agnelli (che nel =
frattempo =E8 stato nominato cavaliere del lavoro dallo stesso primo =
ministro in carica Giolitti) d=E0 una consistente mano lo stesso =
governo, nella persona dell'allora ministro della Giustizia Orlando, che =
arriva a inviare una lettera alla Procura generale di Torino, chiedendo =
una accelerazione dell'istruttoria. Decisamente =ABuna prassi =
inconsueta=BB.=20


            "Inesistenza di reato", questa la sentenza definitiva, =
Agnelli pu=F2 riprendere la sua corsa. Alla grande. Giolitti (che fu =
presidente del Consiglio dal 1903 al 1914) =E8 il suo sponsor politico, =
c'=E8 una perfetta intesa tra il fondatore della Fiat e il governo, =
=ABnoi industriali - usava dire - siamo ministeriali per definizione=BB. =



            Il decollo dell'industria meccanica piemontese =E8 siglata =
Fiat. E' un gruppo imprenditoriale dinamico, senza scrupoli, "moderno".=20



            Il padrone delle ferriere
            Nel 1906, per principale impulso di Giovanni Agnelli, nasce =
la Lega industriale di Torino (250 aziende associate con 40 mila =
dipendenti gi=E0 nel 1907). Gli industriali dell'auto si organizzano, in =
vista delle lotte operaie che si profilano all'orizzonte. La pi=F9 =
grande rappresentanza sindacale =E8 la Fiom, nelle fabbriche =
metalmeccaniche della cintura torinese e soprattutto negli stabilimenti =
Fiat, =E8 concentrata una classe operaia politicizzata e fortemente =
sindacalizzata. Ma il padronato non =E8 da meno. =ABNel 1911 le nove =
societ=E0 del gruppo automobilistico - scrive Castronovo nel libro =
citato - contavano un capitale di 23. 475. 000, di cui 14 milioni =
controllati dalla Fiat, che assorbiva ampie quote della manodopera =
specializzata. I 6500 operai che avevano trovato lavoro nelle fabbriche =
dell'automobile, figli e nipoti dei vecchi "arsenalotti" o gente =
immigrata di recente dalle vicine vallate, erano circa un quarto delle =
maestranze torinesi occupate nella meccanica; e di essi oltre la met=E0 =
era composta dai dipendenti della societ=E0 di corso Dante=BB.=20


            Fiat dominatrice. Questa la situazione alla vigilia dei =
primi grossi scontri operai. Anche se godono di salari pi=F9 alti =
rispetto ad altre categorie e rappresentano una =E9lite "privilegiata", =
le condizioni degli operai dentro l'universo Fiat sono al di l=E0 della =
sopportazione. Sfruttamento puro da padroni delle ferriere.=20


            Giovanni Agnelli ha i guanti bianchi e il pugno di ferro. La =
Lega industriale - che pure =E8 portatrice di regole =ABassai =
efficaci=BB (per esempio la serrata contro gli scioperi generali e il =
divieto di assunzione degli scioperanti da parte delle aziende =
consociate), non gli basta. Di sua iniziativa promuove (1911) il =
Consorzio delle fabbriche di automobili, che pretende di imporre un =
contratto che, tra l'altro, imponeva l'abolizione delle commissioni =
interne, la facolt=E0 di licenziamento senza preavviso, la soppressione =
di ogni tolleranza sull'orario. In cambio delle mani libere e del =
completo controllo sugli operai, si offriva un esiguo aumento salariale, =
la riduzione dell'orario settimanale a 55 ore e mezza, da 70 che erano, =
e il "sabato inglese".=20



            Scioperi e serrate
            Gli operai non ci stanno, sconfessano l'accordo che =E8 =
stato purtroppo sottoscritto dalla Fiom e il 18 gennaio 1912 proclamano =
uno sciopero durissimo, destinato a durare 64 giorni. Finir=E0 con un =
compromesso. L'anno successivo, di fronte a un altro sciopero proclamato =
il 13 marzo 1913, la Fiat, insieme agli altri padroni del ramo, decide =
=ABla serrata di tutti gli stabilimenti metallurgici=BB.=20


            Mano dura, condizioni-capestro. La Fiat pu=F2.=20


            Sono gi=E0 cominciati infatti gli anni grassi. La guerra =
beve sangue ma =E8 manna per le sue casse. La proditoria aggressione =
contro la Libia, scatenata soprattutto per permettere a Giolitti di =
sedersi nel consesso delle nazioni che contano, con il bombardamento di =
Tripoli, le stragi di arabi e gli alpini mandati a morire tra le sabbie =
del deserto, =E8 una magnifica opportunit=E0 per il Signore dell'auto. =
Affari in grande stile, e pingui guadagni.=20


            Grazie alle entrature giolittiane, fioccano le commesse =
guerresche. Veicoli ed equipaggiamenti militari, per l'occasione =E8 =
prodotto anche il primo motore aereo, un modello da 50 cavalli. E =
faranno una gran figura, mentre civili arabi e soldati italiani crepano =
senza sapere perch=E9, i suoi portentosi autocarri leggeri, =
particolarmente adatti all'impresa nel deserto libico: il 15 bis, e il =
15 ter, e il 18 bl, e soprattutto il 18 blr, destinato al servizio di =
trasporto dei parchi d'assedio e alle sezioni dell'artiglieria pesante.=20


            Anni grassi, una vera manna. La bella prova libica =E8 il =
viatico, il lasciapassare per un posto di prim'ordine nella industria di =
guerra: perch=E9 =E8 ormai alle porte quella Prima Guerra Mondiale, =
considerata il pi=F9 grande massacro della Storia.=20


            La Fiat =E8 il primo beneficiario; particolarmente =
apprezzata la sua produzione in materia di esplosivi e soprattutto di =
mitragliatrici, 100 pezzi al mese gi=E0 ai primi del 1915.=20


            Una "macchina da guerra". Dal settembre 1915, la Fiat =E8 =
infatti entrata a far parte degli stabilimenti "ausiliari", Torino e le =
sue fabbriche metallurgiche sono considerate zona di guerra, la Fiat va =
a pieno ritmo sfornando cannoni e mitraglie e imponendo nuovi micidiali =
ritmi di lavoro e pi=F9 strette misure coercitive. Alla testa lui, =
scrive l'Avanti! in una nota del 27 aprile 1916, =ABil cavalier Agnelli, =
prototipo del moderno capitalista senza scrupoli, spregiudicato, =
temerario=BB.=20


            I profitti furono ottimi. Quando la Prima Guerra Mondiale =
finisce nel 1918, in Europa si contano 9 milioni di morti e 6 milioni di =
feriti. Ma per la Fiat =E8 stato fantastico. In Italia, come si sa, =
vengono chiamati alle armi 5. 900.000 uomini (600 mila morti, 600 =
dispersi, un milione di feriti), le spese di guerra arrivano a =
raggiungere il 76 per cento della intera spesa pubblica, vengono =
prodotti 12 mila pezzi di artiglieria e oltre 70 milioni di proiettili, =
37 mila mitragliatrici e 12 mila aeroplani. La Fiat realizza utili di =
bilancio dell'80 per cento, i suoi dipendenti si moltiplicano per dieci =
(da 4000 a 40 mila) e il suo capitale dai 17 milioni del 1914 passa ai =
200 milioni del 1919: alla fine della guerra la societ=E0 di corso Dante =
=E8 balzata dal trentesimo posto nella graduatoria delle industrie =
nazionali al terzo.=20



            Guardie ai cancelli
            Il "bottino di guerra" e i "sovrapprofitti di guerra": sono =
anch'essi capitoli della storia Fiat. Ci saranno scandali, clamori di =
stampa, denunce, il tentativo di una commissione di inchiesta: ma la =
Fiat se ne infischia (del resto, ci sar=E0 una provvidenziale =
sanatoria...).. E' ormai una potenza economica dagli alti connotati =
"patriottici", per via =ABdella micidiale efficacia dei suoi nuovi =
prodotti bellici, la mitragliatrice, in primo luogo, e l'aereo veloce da =
ricognizione, il "Dio motore che ci port=F2 sopra Trento"=BB, come =
elogiava D'Annunzio.=20


            Capitani d'industria, mercanti di cannoni. "Battere sul =
tempo i Consigli operai", =E8 la parola d'ordine di Agnelli a partire =
dal 1919. Ci riuscir=E0. Nel '20 ci saranno le guardie bianche a =
proteggere gli stabilimenti; gli operai e i sindacati escono sconfitti =
dalla stagione dell'occupazione delle fabbriche. E le squadre fasciste, =
finanziate da Agnelli e soci, gi=E0 hanno cominciato a incendiare le =
Camere del lavoro.=20


            Fiat dominatrice. =ABGigantesco apparato industriale, che =
corrisponde a un piccolo stato capitalista..., e imperialista, perch=E9 =
detta legge all'industria meccanica torinese, perch=E9 tende, con la sua =
produttivit=E0 eccezionale, a prostrare e assorbire tutti i concorrenti; =
un piccolo Stato assoluto, che ha un autocrate: il comm. Giovanni =
Agnelli, il pi=F9 audace e tenace dei capitani d'industria italiani, un =
"eroe" del capitalismo moderno=BB. Gramsci, L'Ordine Nuovo, marzo 1920.=20



                  STORIA DELLA FIAT/ Dai profitti di regime al reparto =
"confino" =20
                  L'Impero colpisce ancora =20
                  Maria R. Calderoni=20
                  (seconda puntata-fine. La prima =E8 stata pubblicata =
domenica 13 ottobre)
                =20
                =20
                  Nel marzo 1923 Giovanni Agnelli - il nonno =
dell'Avvocato - =E8 nominato senatore del Regno, =ABunico fra i grandi =
industriali italiani a beneficiare del laticlavio alla prima "infornata" =
del nuovo regime=BB. Ha ben meritato a quanto pare, dal momento che =
=ABil Duce sa chi =E8 l'onorevole Agnelli=BB, uno che =ABha dato =
moltissimo per la propaganda fascista sostenendo giornali rappresentanti =
la pi=F9 vera espressione del Fascismo=BB.=20
                  In effetti, per la Fiat Mussolini sar=E0 un vero uomo =
della Provvidenza. Ormai battuto (da Agnelli, e dalle prime squadre =
fasciste) il movimento dell'occupazione (119 imprese di tutti i settori =
erano stati occupati e in quasi 90 stabilimenti erano stati insediati =
Consigli di fabbrica), schiacciate ed estromesse le commissioni interne =
e buttati fuori, causa licenziamento, 2600 operai (comunisti, =
socialisti, sindacalisti), per =ABil pi=F9 perfetto stabilimento di =
stile americano=BB la strada =E8 tutta in discesa. Dir=E0 infatti di =
l=EC a qualche anno il Signore dell'Auto: =ABIl tempo sinistro del =
sovversivismo distruttore, che da noi culmin=F2 nell'episodio tragico =
dell'occupazione delle fabbriche, =E9 passato per sempre. In quei giorni =
c'era da pensare di avere costruito sulla sabbia anche gli edifici pi=F9 =
solidi del lavoro... Ma sorse Mussolini, il liberatore e il =
ricostruttore, e l'Italia che non poteva morire fu tutta con lui=BB.=20



                  La mano del regime=20
                  Proficuo connubio. La Fiat tutto chiede e tutto =
ottiene. Immediatamente =E9 accantonata, come richiesto appunto da =
Agnelli e soci, tutta la spinosa faccenda delle tassazioni sui =
cosiddetti extraprofitti di guerra; la "pacificazione sociale", come =
viene chiamata, pu=F2 procedere con i connotati della schiacciante =
rivalsa degli industriali, la emarginazione dei sindacati, =
l'affermazione del corporativismo in funzione di rottura dell'unit=E0 di =
classe; e pu=F2 procedere dentro la fabbrica, giorno per giorno, con la =
pratica dei =ABlicenziamenti e delle riassunzioni a condizioni =
peggiori=BB. Seppelliti i provvedimenti di confisca dei sovrapprofitti =
di guerra, abrogata la legge sulla nominativit=E0 dei titoli fin dal =
novembre 1922, arrivano a ruota l'alleggerimento delle imposte di =
ricchezza mobile e alcuni favorevoli ritocchi daziari. La reciproca =
collaborazione fra il regime e gli industriali =E8 sancito dal Patto di =
palazzo Chigi gi=E0 il 19 dicembre 1923, non si perde tempo.=20


                  Agnelli ha elargito soldi e benevolenza al Fascio =
locale - e durante il delitto Matteotti si =E8 anche lui attenuto =
rigorosamente al "silenzio degli industriali" - ma non gratis, ovvio. =
Tra i benefici incamerati immediatamente dalla Casa torinese per mano =
del nuovo regime si pu=F2 elencare (grosso modo): l'assorbimento della =
Spa avvenuto nel settembre 1924; il progetto di elettrificazione delle =
linee ferroviere con Milano e Genova; la partecipazione della Fiat alla =
Sip anche nel settore telefonico; la conclusione delle trattative per =
l'incorporazione della societ=E0 Aeronautica Ansaldo; e soprattutto la =
costruzione di un'altra grande acciaieria Martin-Siemens.=20


                  Senza perdere tempo, si pu=F2 anche elencare =ABla =
benevola udienza del governo per un trattamento doganale di favore nel =
rinnovo del trattato di commercio italo-tedesco; le trattative di =
Agnelli con Mussolini e Ciano del febbraio 1925 per l'aggiudicazione =
alla Fiat delle linee sovvenzionate dell'Alto Tirreno, gi=E0 propriet=E0 =
dell'Ansaldo; l'ingresso del gruppo torinese nel Consorzio delle =
Ferriere Nazionali all'ombra dei dazi protettivi...=BB.=20


                  Eccetera. Insomma, un assai redditizio do ut des (ed =
=E8 dell'ottobre 26 la costituzione della "Societ=E0 Editrice La =
Stampa", =ABil quotidiano finiva cos=EC sotto il diretto controllo, =
politico e amministrativo, del senatore=BB).=20


                  Le cose vanno a gonfie vele. Dopo la "501", esce la =
"509", un nuovo modello di vettura utilitaria. E' il 1925 =ABe il =
fatturato aveva raggiunto in quell'anno l'importo di 1 miliardo e 260 =
milioni, una cifra d'affari superiore a quella di qualsiasi altra =
impresa meccanica europea=BB.=20


                  Non per tutti sono rose e fiori. Per esempio non =
stanno benissimo - ma non =E8 nuovo - i 35.000 operai Fiat. Sullo sfondo =
delle manovre per la rivalutazione della lira, in quegli anni, mentre il =
governo fascista decide per decreto la decurtazione del 10 per cento del =
salario, Agnelli taglia le maestranze e riduce l'orario lavorativo: il =
numero degli addetti scende a 30 mila e poi a 23 mila.=20


                  Il lucro, comunque, prospera. Negli stessi anni la =
Fiat si intasca centinaia di milioni (dell'epoca!) sottratti con =
destrezza al Tesoro in seguito all'affare del prestito americano; =
ottiene ulteriori premi fiscali e, quello che pi=F9 conta, incassa il =
primo grosso provvedimento protezionistico. C'=E9 infatti il reale =
pericolo che la Ford arrivi in Italia con le sue auto, Agnelli corre ai =
ripari: ed ecco che Mussolini in persona vara una legge straordinaria la =
quale, =ABincludendo l'industria automobilistica tra le attivit=E0 =
interessanti la difesa nazionale=BB, impedisce lo smercio di macchine =
non costruite integralmente in Italia.=20



                  Protezionismo=20
                  Non =E8 che un primo passo, l'intero commercio estero =
diventer=E0 materia corporativa a favore esclusivo dei grandi gruppi =
industriali, Fiat in testa: si inaugura l'era dei premi per le =
esportazioni e del contingentamento stretto delle importazioni. A totale =
beneficio del Signore dell'Auto: la "Balilla" - che esce nell'aprile del =
1932 - =E8 graziosamente esentasse (cio=E8 non paga tassa di =
circolazione) per pi=F9 di un anno; la prima autostrada Torino-Milano, =
chiesta dalla Fiat, viene fatta anche se falcidia le casse dello Stato; =
i superdazi su certi prodotti esteri, vedi caso gli autoveicoli, =
arrivano persino al 200%. Per di pi=F9, non mancano le rimostranze di =
Agnelli in persona contro il governo, a causa del ventilato rilancio =
delle ferrovie...=20


                  In sostanza, in pochissimo tempo, il regime significa =
per la Fiat la conquista di una economia di monopolio, la =
"cartellizzazione" coatta del mercato.=20


                  Non per questo la Fiat rinuncia a licenziare e a =
torchiare i salari (anche introducendo il famigerato sistema Bedaux, un =
marchingegno di sfruttamento spinto). =ABAlla fine del 1930 i salari di =
tutti gli operai italiani - annota Valerio Castronovo ("Giovanni =
Agnelli", Einaudi) -venivano ridotti d'autorit=E0 dell'8 per cento. Ma =
gi=E0 da alcuni mesi la Fiat aveva proceduto a massicci licenziamenti. =
Prima ancora della fine dell'anno, tremila operai venivano allontanati =
dalla Sezione Automobili, altri quattrocento dalla Spa; e nuclei non =
meno consistenti seguivano la stessa sorte nei diversi stabilimenti =
della casa torinese, contribuendo ad ingrossare le file della =
disoccupazione, che arriver=E0 a superare a Torino, in pochi mesi, la =
cifra di trentamila persone=BB.=20


                  Verr=E0 il tempo delle 5.000 mitragliatrici. Quelle =
per l'Abissinia, dove vennero impiegati anche i velivoli C32 e i =
nuovissimi camion poi ribattezzati "gli autocarri della vittoria"; =
quelle per l'appoggio a Franco nella guerra di Spagna (commesse militari =
per oltre 42 milioni di lire, che prevede la consegna, tra l'altro, di =
51 velivoli); e quelle per la Seconda guerra mondiale che ormai =E8 alle =
porte.=20


                  Gi=E0 nel settembre 1939 =ABAgnelli aveva inviato =
Valletta a Roma per assicurare il "duce" che, in caso di mobilitazione, =
la produzione delle vetture di piccola cilindrata avrebbe potuto essere =
convertita integralmente in lavorazioni di impiego militare entro sei =
mesi=BB.=20


                  Il mondo brucia, ma gli affari sono affari. =ABPaolo =
Ragazzi, che fu dirigente della Fiat in epoca fascista e stretto =
collaboratore sia di Agnelli che di Valletta - scrive Alain Friedman =
("Tutto in famiglia", Longanesi) ha rievocato incontri con ufficiali =
della Wehrmacht a Torino, numerose visite nella Germania nazista, e =
l'importanza che la Fiat dava a questi contatti. Ma, sottolineava =
Ragazzi, Agnelli e Valletta cercavano di fare affari con tutti, dai =
nazisti ai francesi. Ed =E8 vero che durante la guerra la Fiat mantenne =
contatti con i nazisti, i fascisti, gli alleati, la Resistenza. Non =
c'era tempo per scrupoli ed ideologie. Gli affari erano affari, e niente =
era pi=F9 importante dei profitti dell'azienda=BB.=20


                  Affari di guerra di tipo "cielo mare terra".=20


                  Sono gli operai, obbligati con orari vessatori e =
salari sempre di fame alla produzione bellica, a dare il segnale della =
rivolta. =ABLa mattina del 5 marzo alla Fiat Mirafiori si iniziava lo =
sciopero. In tutti i reparti il lavoro cessava e la maestranza si =
raggruppava: "Vogliamo il carovita! Vogliamo vivere in pace"=BB. Poi, il =
16 agosto la truppa apre il fuoco contro gli operai della Fiat Grandi =
Motori, che per primi hanno iniziato " lo sciopero della pace" e sette =
lavoratori restano feriti. Il giorno dopo per protesta settemila operai =
incrociano le braccia, e poi gli scioperanti diventano 35 mila. Nella =
Torino occupata dai nazisti, i lavoratori Fiat scioperano anche il 1 =
dicembre 1944, sotto i fucili degli uomini del generale delle SS =
Zimmermann che minaccia dure rappresaglie. Una grande pagina di una =
grande classe operaia.=20



                  Reparto "confino"=20
                  A Liberazione avvenuta, Agnelli e Valletta subiranno =
una sentenza di epurazione da parte del Cln. Ma pochi mesi dopo, auspici =
gli Alleati, tutto finisce in bellezza, Agnelli e Valletta tornano al =
loro posto.=20


                  Cambiano i tempi, non i metodi. =ABCon l'inizio del =
1953 cominciarono ad arrivare gruppetti di operai, e l'officina ebbe la =
sua brava sigla, Osr, Officina Sussidiaria Ricambi. Balzava agli occhi =
il colore dei nuovi arrivati: tutti rossi, compresi i capi, provenienti =
dalle pi=F9 svariate sezioni Fiat. Dell'Osr si cominci=F2 allora a =
parlare sui giornali di sinistra e la Camera del Lavoro denunci=F2 la =
creazione di un'apposita "officina confino" da parte dell'azienda=BB. La =
storia della Osr, Officina Sussidiaria Ricambi, diventa da questo =
momento la storia dell'Osr, Officina Stella Rossa, la lunga storia della =
caccia al comunista, al socialista, al sindacalista dietro i cancelli =
della Fabbrica-Mito.=20


                  La storia si ripete, tra licenziamenti, ostracismo e =
schedatura dei rossi, sindacato giallo, cassa integrazione a go go, anni =
70, anni 80... La Fiat =E8 diventata un Impero. Un gruppo che controlla =
un quarto dell'intero mercato azionario, conta 569 controllate, 190 =
consociate e opera in 50 paesi.=20
                  Fiat Dynasty. Specialista nel ramo "privatizzazione =
dei profitti, socializzazione delle perdite".=20





                =20



          =20


    =20



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<TABLE align=3Dcenter border=3D0 cellPadding=3D2 cellSpacing=3D2 =
width=3D"90%">
  <TBODY>
  <TR vAlign=3Dtop>
    <TD align=3Dmiddle class=3Dtesto>
      <DIV>&nbsp;</DIV>
      <DIV align=3Djustify>Durante la riunione di ieri ho assunto =
l'incarico di=20
      far girare delle informazioni sui temi in oggetto</DIV>
      <DIV align=3Djustify>se avrete la pazienza di leggerli ... =
potresti trovarli=20
      interessanti </DIV>
      <DIV align=3Djustify>ciao</DIV>
      <DIV align=3Djustify>franco</DIV>
      <DIV align=3Djustify>&nbsp;</DIV>
      <DIV>&nbsp;</DIV>
      <DIV>Lo Stato ha gi=E0 comperato la Fiat almeno tre volte nel =
dopoguerra.=20
      Gli Agnelli adesso lascino almeno la cassa </DIV></TD></TR>
  <TR vAlign=3Dtop>
    <TD align=3Dmiddle class=3Dtitle>Alfa di Arese, per un ritorno al =
futuro=20
</TD></TR>
  <TR vAlign=3Dtop>
    <TD align=3Dmiddle>Bruno Casati<BR>responsabile Dipartimento =
<BR>Politiche=20
      Industriali Prc</TD></TR>
  <TR vAlign=3Dtop>
    <TD align=3Dmiddle class=3Dtesto><I></I></TD></TR>
  <TR vAlign=3Dtop>
    <TD class=3Dtesto><!-- img src=3D PRP-2_APRE.jpg alt=3Dfoto =
align=3DLeft -->Si=20
      narra che un tempo Henry Ford, al passaggio di una automobile Alfa =
Romeo,=20
      si cavasse il cappello dinanzi a cotanta leggiadria. Oggi il =
cappello se=20
      lo potrebbero invece togliere i milanesi, dinanzi al passaggio=20
      dell'annunciato funerale dello stabilimento dell'Alfa di Arese =
diventata=20
      Fiat.=20
      <P>Ribelliamoci all'evento: se la Fiat ha fallito e se ne va =
dall'auto,=20
      ebbene l'auto resti in Italia e resti a Milano il prestigioso =
marchio del=20
      Biscione.=20
      <P>Non ci si rassegni. La Fiat =E8 un patrimonio collettivo, non =
=E8 pi=F9=20
      propriet=E0 privata. E rassegnati proprio non sono i lavoratori =
oggi in=20
      lotta, da Arese a Termini Imerese, che respingono gli "esuberi=20
      strutturali" e, ad Arese, si rifiutano di pensarsi riciclati in=20
      magazzinieri di un polo logistico o in operatori al trattamento =
rifiuti.=20
      Non sono rassegnati e, anzi, stanno suonando a martello la campana =
che d=E0=20
      la sveglia a Partiti, Istituzioni e Sindacati. Vanno ascoltati. Se =
oggi=20
      l'Alfa esiste ancora, lo si deve solo alla caparbia combattivit=E0 =
e=20
      all'altissima dignit=E0 di questi lavoratori. Con loro definiamo =
pertanto un=20
      punto fermo: con Agnelli o senza Agnelli l'auto resti in Italia, =
anche se=20
      cade la cattedrale del capitale, e ci resti l'auto anche a Milano. =


      <P><BR>Due condizioni<BR>Il punto =E8 fermo solo a due condizioni. =
La prima=20
      =E8 che gli operai non escano dagli stabilimenti. Il Sindacato =
perci=F2 alzi=20
      la voce: nessun "esubero strutturale" ma contratti di =
solidariet=E0 e=20
      formazione, riduzione di orario, rotazione della cassa =
integrazione.=20
      Soltanto con gli operai "dentro" si pu=F2 ragionare di piani e =
programmi.=20
      Pertanto, non si esca n=E9 da Termini, n=E9 da Arese, n=E9 da =
Mirafiori. Con=20
      tutti i mezzi. Questo non =E8 il tempo dei convegni. Ma c'=E8 una =
seconda=20
      condizione, funzionale alla prima: la Fiat non deve incassare =
nemmeno un=20
      euro da una eventuale cessione che servirebbe solo a tamponare il =
debito=20
      (6.500 miliardi di lire!) della "famiglia"; si utilizzino quei =
soldi per=20
      finanziare un piano industriale del trasporto pubblico e privato. =
E sia un=20
      piano con un'altra propriet=E0 rispetto alla Fiat che ha fallito: =
una=20
      propriet=E0 pubblica, come del resto Renault e Volkswagen; una =
forte=20
      partecipazione dello stato. Il Governo decreti con urgenza. La =
Fiat=20
      insomma va "nazionalizzata" nelle forme oggi possibili. Questo =E8 =
il punto.=20
      A mali estremi, estremi rimedi. Chi arriccia il naso, come qualche =
garrulo=20
      ministro o i tremebondi riformisti, ricordi che lo stato ha gi=E0 =
comperato=20
      la Fiat almeno tre volte nel dopoguerra, agevolando in tutti i =
modi -=20
      rottamazione ed ecoincentivi sono gli ultimi - la sua attuale =
collocazione=20
      monopolista. Risultato: Fiat vende tutto e se ne va, alla faccia =
dello=20
      Stato. Lasci almeno la cassa.=20
      <P>In questo contesto si colloca la vicenda dell'Alfa di Arese. =
Storia=20
      troppo nota, quella di uno stabilimento un tempo di 15.000 =
lavoratori che,=20
      nell'86, Craxi regal=F2 agli Agnelli con la compiacenza, va detto, =
del Pci=20
      il cui segretario torinese era, allora, Piero Fassino. Oggi, ad =
Arese, ci=20
      sono solo 2.500 lavoratori, ma la propriet=E0, sulla loro pelle, =
ha via via=20
      incassato i quattrini dell'auto elettrica, poi i soldi per il =
Consorzio di=20
      reindustrializzazione (fallito), oggi incassa i 1.000 miliardi di =
vecchie=20
      lire per la vendita delle aree (avute in regalo) a una immobiliare =
che=20
      costruir=E0, con un polo logistico, il magazzino per la vicina =
fiera di=20
      Rho/Pero. Fiat se ne va dall'auto ma, prima, ha spremuto ben bene =
l'affare=20
      Alfa e, oggi, spedisce le Vamia a Mirafiori (cos=EC le =
"carrozzerie"=20
      saltano), mette i motori a fine produzione (cos=EC chiudono le=20
      "meccaniche"). Fiat saluta. Ripetiamo: lasci almeno la cassa. =
Taluno -=20
      Bandiera, presidente della Business Unit Alfa Romeo - parla di=20
      investimenti e nuovi modelli per il "Biscione". Riguardino anche =
Arese,=20
      realt=E0 calpestata che va assolutamente risarcita.=20
      <P><BR>Un nordest dilagante<BR>Ma ragioniamo pure di Alfa e di =
Milano.=20
      Milano =E8 al Centro del Nord, sulla linea d'ombra che separa la =
grande=20
      industria del Nord Ovest in ritirata, dalla monoimpresa molecolare =
del=20
      Nord Est che avanza. L'Alfa (era) =E8 il presidio industriale sul =
confine.=20
      Cede l'Alfa, il Nord diventa un grande Nord Est dilagante, ove si =
compete=20
      solo sul prezzo per lontane committenze. Un grande Nord Est senza =
articolo=20
      18, oltretutto.=20
      <P>E cede Milano, capitale oggi di un'Italia scivolata in serie C, =
citt=E0=20
      da cui sono fuggiti i Falck e i Pirelli diventati immobiliaristi, =
citt=E0 di=20
      venditori di prodotti pensati altrove, dove tutte le Finanziarie =
del globo=20
      vengono a fare l'ultimo shopping e alle quali il Sindaco offre =
oggi in=20
      saldo anche la Sea e quel che resta di Aem. Milano in vendita, =
"Milano da=20
      bere": di nuovo. Eh no! Ribelliamoci. Fermiamoli ad Arese, =
proviamoci=20
      almeno. Sindacati, partiti, istituzioni, Cardinale: ascoltiamola =
quella=20
      campana.=20
      <P>Il marchio Alfa ha tuttora una grande potenzialit=E0 e pu=F2 =
essere=20
      rilanciato per coprire le fasce alte del mercato e per investire =
in=20
      progettazione e studio - Oscar Marchisio ce lo rammenta da anni e =
anni=20
      ormai - su sistemi di mobilit=E0 urbana ed extraurbana, quale =
prodotto=20
      industriale, che preveda l'auto e una nuova auto anche "oltre il =
motore a=20
      scoppio". Il rilancio dell'area di Arese, oltretutto, sarebbe=20
      assolutamente funzionale al rilancio di Milano quale citt=E0 della =
scienza,=20
      del design, della cultura alta che le sue sei Universit=E0 =
chiedono, a=20
      partire dal Politecnico. E lo chiedono i lavoratori. Ma ci vuole =
una forte=20
      volont=E0 politica; indispensabile che gli operai non mollino le =
fabbriche;=20
      necessario studiare partnership in Europa (ma non l'Opel); =
fondamentale il=20
      controllo pubblico e se proprio Fiat insiste nel vendere a GM, il =
Governo=20
      per decreto ne blocchi l'incasso (non sono, quelli, soldi degli =
Agnelli da=20
      distribuire in dividendi, =E8 chiaro?) e lo sposti su un =
innovativo piano di=20
      rilancio. Fuori gli Agnelli, si riaprano i cancelli e resti una =
"Fabbrica=20
      Italiana Automobili" a Torino, Arese, Termini, Termoli, Cassino,=20
      Pomigliano, Melfi, altrove e sia a controllo pubblico.=20
      <P>E resti soprattutto il marchio Alfa, magari per una splendida =
vettura=20
      ad idrogeno, dinanzi alla quale il vecchio Ford tornerebbe a =
levarsi tanto=20
      di cappello.=20
      <P>&nbsp;</P>
      <P>un po di storia della fiat</P>
      <P><BR>
      <TABLE align=3Dcenter border=3D0 cellPadding=3D2 cellSpacing=3D2 =
width=3D"90%">
        <TBODY>
        <TR vAlign=3Dtop>
          <TD align=3Dmiddle class=3Dtesto>Le origini della Fiat tra =
scandali,=20
            connivenze politiche, profitti di guerra e pugno di ferro =
con gli=20
            operai </TD></TR>
        <TR vAlign=3Dtop>
          <TD align=3Dmiddle class=3Dtitle>Giovanni Agnelli, "eroe" =
capitalista=20
        </TD></TR>
        <TR vAlign=3Dtop>
          <TD align=3Dmiddle>Maria R. Calderoni<BR>1-continua</TD></TR>
        <TR vAlign=3Dtop>
          <TD align=3Dmiddle class=3Dtesto><I></I></TD></TR>
        <TR vAlign=3Dtop>
          <TD class=3Dtesto><!-- img src=3D PRP-3_1CALDE~1.jpg =
alt=3Dfoto align=3DLeft -->Non=20
            della materia di cui sono fatti i sogni, per dirla con =
Shakespeare.=20
            Ma lacrime e sangue, e cannoni e mitragliatrici, e serrate e =


            licenziamenti, e bottino di guerra e protezionismo da =
rapina. La=20
            saga degli Agnelli, la centenaria storia della Fiat, =E8 =
grande e=20
            terribile. Nel bene e nel male, una storia d'Italia. =ABNon =
c'=E8=20
            tornante della nostra storia recente (Valerio Castronovo, =
"Giovanni=20
            Agnelli", Einaudi) in cui non si ritrovi il suo nome, in un =
modo o=20
            nell'altro: dal nuovo corso riformista di Giolitti =
all'inizio del=20
            Novecento, alla mobilitazione militare nella prima guerra =
mondiale,=20
            dall'occupazione delle fabbriche all'avvento di Mussolini, =
dal=20
            rovesciamento del regime fascista alle pressioni =
anglo-americane per=20
            una restaurazione moderata=BB.=20
            <P>Fiat, nata come Fabbrica Italiana di Automobili Torino, =
il primo=20
            luglio 1899, quattro anni prima che Henry Ford fondasse la =
sua=20
            societ=E0 a Dearborn nel Michigan. Il fondatore =E8 Giovanni =
Agnelli, il=20
            nonno dell'Avvocato, nato a Villar Perosa, non distante da =
Pinerolo,=20
            rampollo di famiglia dell'alta borghesia piemontese, che =
sembrava=20
            candidato a una brillante carriera militare.=20
            <P>Ma quella Fiat nata nell'ultimo anno del secolo e fondata =
insieme=20
            al conte Emanuele Bricherasio di Cacherano - =ABun =
eccentrico nobile=20
            torinese in cerca di investitori=BB - doveva significare la =
svolta=20
            della sua vita e del suo destino, da ufficialetto di =
cavalleria a=20
            ferreo capitano d'industria. Non mancavano infatti=20
            all'amministratore delegato, Giovanni Agnelli, =
spregiudicatezza,=20
            talento, energia, denaro. La piccola fabbrica torinese =
decolla=20
            subito, =ABfin quasi dall'inizio la Fiat divent=F2 famosa =
per il talento=20
            e la creativit=E0 dei suoi tecnici e gli affari non =
tardarono a=20
            prosperare=BB, scrive Alan Friedman nel suo "Tutto in =
famiglia",=20
            (Longanesi).=20
            <P><BR>Arriva Valletta<BR>Nel 1903 la societ=E0 produce solo =
103=20
            automobili piccole e con piccoli motori; ma nel 1906 la =
produzione=20
            si =E8 gi=E0 moltiplicata per otto, gi=E0 30 auto sono =
esportate in=20
            Inghilterra e Giovanni Agnelli ha gi=E0 praticamente =
fagocitato gli=20
            altri soci, =ABin parte grazie all'uscita dei suoi ex =
associati, in=20
            parte con manovre azionarie sospette=BB.=20
            <P>Pescecani, a Torino e dintorni. Nel 1908 infatti un =
grosso=20
            scandalo travolge la Fiat, costringendo alle dimissioni sia =
Giovanni=20
            Agnelli che tutto il consiglio di amministrazione. Non sono=20
            noccioline. =ABIl procuratore di Torino accusava Agnelli e =
compagni -=20
            =E8 sempre Friedman - di una serie di reati finanziari che =
includevano=20
            la diffusione di notizie di borsa falsamente ottimistiche =
per far=20
            salire il prezzo delle azioni Fiat, manovre di borsa =
fraudolente,=20
            falsificazione del bilancio 1907, col risultato complessivo =
di=20
            arricchirsi a spese dei piccoli azionisti=BB.=20
            <P>Ci fu un processo, naturalmente, all'epoca clamoroso: ma, =


            stranamente, Agnelli esce assolto sia in primo che in =
secondo grado;=20
            a difenderlo =E8 sceso in campo Vittorio Valletta, un nome =
di cui si=20
            sentir=E0 molto parlare, poi, alla Fiat. Uno scandalo nello =
scandalo.=20
            A far pendere infatti la bilancia dalla parte di Agnelli =
(che nel=20
            frattempo =E8 stato nominato cavaliere del lavoro dallo =
stesso primo=20
            ministro in carica Giolitti) d=E0 una consistente mano lo =
stesso=20
            governo, nella persona dell'allora ministro della Giustizia =
Orlando,=20
            che arriva a inviare una lettera alla Procura generale di =
Torino,=20
            chiedendo una accelerazione dell'istruttoria. Decisamente =
=ABuna=20
            prassi inconsueta=BB.=20
            <P>"Inesistenza di reato", questa la sentenza definitiva, =
Agnelli=20
            pu=F2 riprendere la sua corsa. Alla grande. Giolitti (che fu =


            presidente del Consiglio dal 1903 al 1914) =E8 il suo =
sponsor=20
            politico, c'=E8 una perfetta intesa tra il fondatore della =
Fiat e il=20
            governo, =ABnoi industriali - usava dire - siamo =
ministeriali per=20
            definizione=BB.=20
            <P>Il decollo dell'industria meccanica piemontese =E8 =
siglata Fiat. E'=20
            un gruppo imprenditoriale dinamico, senza scrupoli, =
"moderno".=20
            <P><BR>Il padrone delle ferriere<BR>Nel 1906, per principale =
impulso=20
            di Giovanni Agnelli, nasce la Lega industriale di Torino =
(250=20
            aziende associate con 40 mila dipendenti gi=E0 nel 1907). =
Gli=20
            industriali dell'auto si organizzano, in vista delle lotte =
operaie=20
            che si profilano all'orizzonte. La pi=F9 grande =
rappresentanza=20
            sindacale =E8 la Fiom, nelle fabbriche metalmeccaniche della =
cintura=20
            torinese e soprattutto negli stabilimenti Fiat, =E8 =
concentrata una=20
            classe operaia politicizzata e fortemente sindacalizzata. Ma =
il=20
            padronato non =E8 da meno. =ABNel 1911 le nove societ=E0 del =
gruppo=20
            automobilistico - scrive Castronovo nel libro citato - =
contavano un=20
            capitale di 23. 475. 000, di cui 14 milioni controllati =
dalla Fiat,=20
            che assorbiva ampie quote della manodopera specializzata. I =
6500=20
            operai che avevano trovato lavoro nelle fabbriche =
dell'automobile,=20
            figli e nipoti dei vecchi "arsenalotti" o gente immigrata di =
recente=20
            dalle vicine vallate, erano circa un quarto delle maestranze =


            torinesi occupate nella meccanica; e di essi oltre la met=E0 =
era=20
            composta dai dipendenti della societ=E0 di corso Dante=BB.=20
            <P>Fiat dominatrice. Questa la situazione alla vigilia dei =
primi=20
            grossi scontri operai. Anche se godono di salari pi=F9 alti =
rispetto=20
            ad altre categorie e rappresentano una =E9lite =
"privilegiata", le=20
            condizioni degli operai dentro l'universo Fiat sono al di =
l=E0 della=20
            sopportazione. Sfruttamento puro da padroni delle ferriere.=20
            <P>Giovanni Agnelli ha i guanti bianchi e il pugno di ferro. =
La Lega=20
            industriale - che pure =E8 portatrice di regole =ABassai =
efficaci=BB (per=20
            esempio la serrata contro gli scioperi generali e il divieto =
di=20
            assunzione degli scioperanti da parte delle aziende =
consociate), non=20
            gli basta. Di sua iniziativa promuove (1911) il Consorzio =
delle=20
            fabbriche di automobili, che pretende di imporre un =
contratto che,=20
            tra l'altro, imponeva l'abolizione delle commissioni =
interne, la=20
            facolt=E0 di licenziamento senza preavviso, la soppressione =
di ogni=20
            tolleranza sull'orario. In cambio delle mani libere e del =
completo=20
            controllo sugli operai, si offriva un esiguo aumento =
salariale, la=20
            riduzione dell'orario settimanale a 55 ore e mezza, da 70 =
che erano,=20
            e il "sabato inglese".=20
            <P><BR>Scioperi e serrate<BR>Gli operai non ci stanno, =
sconfessano=20
            l'accordo che =E8 stato purtroppo sottoscritto dalla Fiom e =
il 18=20
            gennaio 1912 proclamano uno sciopero durissimo, destinato a =
durare=20
            64 giorni. Finir=E0 con un compromesso. L'anno successivo, =
di fronte a=20
            un altro sciopero proclamato il 13 marzo 1913, la Fiat, =
insieme agli=20
            altri padroni del ramo, decide =ABla serrata di tutti gli =
stabilimenti=20
            metallurgici=BB.=20
            <P>Mano dura, condizioni-capestro. La Fiat pu=F2.=20
            <P>Sono gi=E0 cominciati infatti gli anni grassi. La guerra =
beve=20
            sangue ma =E8 manna per le sue casse. La proditoria =
aggressione contro=20
            la Libia, scatenata soprattutto per permettere a Giolitti di =
sedersi=20
            nel consesso delle nazioni che contano, con il bombardamento =
di=20
            Tripoli, le stragi di arabi e gli alpini mandati a morire =
tra le=20
            sabbie del deserto, =E8 una magnifica opportunit=E0 per il =
Signore=20
            dell'auto. Affari in grande stile, e pingui guadagni.=20
            <P>Grazie alle entrature giolittiane, fioccano le commesse=20
            guerresche. Veicoli ed equipaggiamenti militari, per =
l'occasione =E8=20
            prodotto anche il primo motore aereo, un modello da 50 =
cavalli. E=20
            faranno una gran figura, mentre civili arabi e soldati =
italiani=20
            crepano senza sapere perch=E9, i suoi portentosi autocarri =
leggeri,=20
            particolarmente adatti all'impresa nel deserto libico: il 15 =
bis, e=20
            il 15 ter, e il 18 bl, e soprattutto il 18 blr, destinato al =


            servizio di trasporto dei parchi d'assedio e alle sezioni=20
            dell'artiglieria pesante.=20
            <P>Anni grassi, una vera manna. La bella prova libica =E8 il =
viatico,=20
            il lasciapassare per un posto di prim'ordine nella industria =
di=20
            guerra: perch=E9 =E8 ormai alle porte quella Prima Guerra =
Mondiale,=20
            considerata il pi=F9 grande massacro della Storia.=20
            <P>La Fiat =E8 il primo beneficiario; particolarmente =
apprezzata la=20
            sua produzione in materia di esplosivi e soprattutto di=20
            mitragliatrici, 100 pezzi al mese gi=E0 ai primi del 1915.=20
            <P>Una "macchina da guerra". Dal settembre 1915, la Fiat =E8 =
infatti=20
            entrata a far parte degli stabilimenti "ausiliari", Torino e =
le sue=20
            fabbriche metallurgiche sono considerate zona di guerra, la =
Fiat va=20
            a pieno ritmo sfornando cannoni e mitraglie e imponendo =
nuovi=20
            micidiali ritmi di lavoro e pi=F9 strette misure coercitive. =
Alla=20
            testa lui, scrive l'Avanti! in una nota del 27 aprile 1916, =
=ABil=20
            cavalier Agnelli, prototipo del moderno capitalista senza =
scrupoli,=20
            spregiudicato, temerario=BB.=20
            <P>I profitti furono ottimi. Quando la Prima Guerra Mondiale =
finisce=20
            nel 1918, in Europa si contano 9 milioni di morti e 6 =
milioni di=20
            feriti. Ma per la Fiat =E8 stato fantastico. In Italia, come =
si sa,=20
            vengono chiamati alle armi 5. 900.000 uomini (600 mila =
morti, 600=20
            dispersi, un milione di feriti), le spese di guerra arrivano =
a=20
            raggiungere il 76 per cento della intera spesa pubblica, =
vengono=20
            prodotti 12 mila pezzi di artiglieria e oltre 70 milioni di=20
            proiettili, 37 mila mitragliatrici e 12 mila aeroplani. La =
Fiat=20
            realizza utili di bilancio dell'80 per cento, i suoi =
dipendenti si=20
            moltiplicano per dieci (da 4000 a 40 mila) e il suo capitale =
dai 17=20
            milioni del 1914 passa ai 200 milioni del 1919: alla fine =
della=20
            guerra la societ=E0 di corso Dante =E8 balzata dal =
trentesimo posto=20
            nella graduatoria delle industrie nazionali al terzo.=20
            <P><BR>Guardie ai cancelli<BR>Il "bottino di guerra" e i=20
            "sovrapprofitti di guerra": sono anch'essi capitoli della =
storia=20
            Fiat. Ci saranno scandali, clamori di stampa, denunce, il =
tentativo=20
            di una commissione di inchiesta: ma la Fiat se ne infischia =
(del=20
            resto, ci sar=E0 una provvidenziale sanatoria...).. E' ormai =
una=20
            potenza economica dagli alti connotati "patriottici", per =
via =ABdella=20
            micidiale efficacia dei suoi nuovi prodotti bellici, la=20
            mitragliatrice, in primo luogo, e l'aereo veloce da =
ricognizione, il=20
            "Dio motore che ci port=F2 sopra Trento"=BB, come elogiava =
D'Annunzio.=20
            <P>Capitani d'industria, mercanti di cannoni. "Battere sul =
tempo i=20
            Consigli operai", =E8 la parola d'ordine di Agnelli a =
partire dal=20
            1919. Ci riuscir=E0. Nel '20 ci saranno le guardie bianche a =


            proteggere gli stabilimenti; gli operai e i sindacati escono =


            sconfitti dalla stagione dell'occupazione delle fabbriche. E =
le=20
            squadre fasciste, finanziate da Agnelli e soci, gi=E0 hanno =
cominciato=20
            a incendiare le Camere del lavoro.=20
            <P>Fiat dominatrice. =ABGigantesco apparato industriale, che =


            corrisponde a un piccolo stato capitalista..., e =
imperialista,=20
            perch=E9 detta legge all'industria meccanica torinese, =
perch=E9 tende,=20
            con la sua produttivit=E0 eccezionale, a prostrare e =
assorbire tutti i=20
            concorrenti; un piccolo Stato assoluto, che ha un autocrate: =
il=20
            comm. Giovanni Agnelli, il pi=F9 audace e tenace dei =
capitani=20
            d'industria italiani, un "eroe" del capitalismo moderno=BB. =
Gramsci,=20
            L'Ordine Nuovo, marzo 1920.=20
            <P><BR>
            <TABLE align=3Dcenter border=3D0 cellPadding=3D2 =
cellSpacing=3D2=20
width=3D"90%">
              <TBODY>
              <TR vAlign=3Dtop>
                <TD align=3Dmiddle class=3Dtesto>STORIA DELLA FIAT/ Dai =
profitti=20
                  di regime al reparto "confino" </TD></TR>
              <TR vAlign=3Dtop>
                <TD align=3Dmiddle class=3Dtitle>L'Impero colpisce =
ancora </TD></TR>
              <TR vAlign=3Dtop>
                <TD align=3Dmiddle>Maria R. Calderoni=20
                  <P>(seconda puntata-fine. La prima =E8 stata =
pubblicata domenica=20
                  13 ottobre)</P></TD></TR>
              <TR vAlign=3Dtop>
                <TD align=3Dmiddle class=3Dtesto><I></I></TD></TR>
              <TR vAlign=3Dtop>
                <TD class=3Dtesto><!-- img src=3D ART-1_MARIAR~1.jpg =
alt=3Dfoto align=3DLeft -->Nel=20
                  marzo 1923 Giovanni Agnelli - il nonno dell'Avvocato - =
=E8=20
                  nominato senatore del Regno, =ABunico fra i grandi =
industriali=20
                  italiani a beneficiare del laticlavio alla prima =
"infornata"=20
                  del nuovo regime=BB. Ha ben meritato a quanto pare, =
dal momento=20
                  che =ABil Duce sa chi =E8 l'onorevole Agnelli=BB, uno =
che =ABha dato=20
                  moltissimo per la propaganda fascista sostenendo =
giornali=20
                  rappresentanti la pi=F9 vera espressione del =
Fascismo=BB.=20
                  <P>In effetti, per la Fiat Mussolini sar=E0 un vero =
uomo della=20
                  Provvidenza. Ormai battuto (da Agnelli, e dalle prime =
squadre=20
                  fasciste) il movimento dell'occupazione (119 imprese =
di tutti=20
                  i settori erano stati occupati e in quasi 90 =
stabilimenti=20
                  erano stati insediati Consigli di fabbrica), =
schiacciate ed=20
                  estromesse le commissioni interne e buttati fuori, =
causa=20
                  licenziamento, 2600 operai (comunisti, socialisti,=20
                  sindacalisti), per =ABil pi=F9 perfetto stabilimento =
di stile=20
                  americano=BB la strada =E8 tutta in discesa. Dir=E0 =
infatti di l=EC a=20
                  qualche anno il Signore dell'Auto: =ABIl tempo =
sinistro del=20
                  sovversivismo distruttore, che da noi culmin=F2 =
nell'episodio=20
                  tragico dell'occupazione delle fabbriche, =E9 passato =
per=20
                  sempre. In quei giorni c'era da pensare di avere =
costruito=20
                  sulla sabbia anche gli edifici pi=F9 solidi del =
lavoro... Ma=20
                  sorse Mussolini, il liberatore e il ricostruttore, e =
l'Italia=20
                  che non poteva morire fu tutta con lui=BB.=20
                  <P><BR>La mano del regime <BR>Proficuo connubio. La =
Fiat tutto=20
                  chiede e tutto ottiene. Immediatamente =E9 =
accantonata, come=20
                  richiesto appunto da Agnelli e soci, tutta la spinosa =
faccenda=20
                  delle tassazioni sui cosiddetti extraprofitti di =
guerra; la=20
                  "pacificazione sociale", come viene chiamata, pu=F2 =
procedere=20
                  con i connotati della schiacciante rivalsa degli =
industriali,=20
                  la emarginazione dei sindacati, l'affermazione del=20
                  corporativismo in funzione di rottura dell'unit=E0 di =
classe; e=20
                  pu=F2 procedere dentro la fabbrica, giorno per giorno, =
con la=20
                  pratica dei =ABlicenziamenti e delle riassunzioni a =
condizioni=20
                  peggiori=BB. Seppelliti i provvedimenti di confisca =
dei=20
                  sovrapprofitti di guerra, abrogata la legge sulla =
nominativit=E0=20
                  dei titoli fin dal novembre 1922, arrivano a ruota=20
                  l'alleggerimento delle imposte di ricchezza mobile e =
alcuni=20
                  favorevoli ritocchi daziari. La reciproca =
collaborazione fra=20
                  il regime e gli industriali =E8 sancito dal Patto di =
palazzo=20
                  Chigi gi=E0 il 19 dicembre 1923, non si perde tempo.=20
                  <P>Agnelli ha elargito soldi e benevolenza al Fascio =
locale -=20
                  e durante il delitto Matteotti si =E8 anche lui =
attenuto=20
                  rigorosamente al "silenzio degli industriali" - ma non =
gratis,=20
                  ovvio. Tra i benefici incamerati immediatamente dalla =
Casa=20
                  torinese per mano del nuovo regime si pu=F2 elencare =
(grosso=20
                  modo): l'assorbimento della Spa avvenuto nel settembre =
1924;=20
                  il progetto di elettrificazione delle linee ferroviere =
con=20
                  Milano e Genova; la partecipazione della Fiat alla Sip =
anche=20
                  nel settore telefonico; la conclusione delle =
trattative per=20
                  l'incorporazione della societ=E0 Aeronautica Ansaldo; =
e=20
                  soprattutto la costruzione di un'altra grande =
acciaieria=20
                  Martin-Siemens.=20
                  <P>Senza perdere tempo, si pu=F2 anche elencare =ABla =
benevola=20
                  udienza del governo per un trattamento doganale di =
favore nel=20
                  rinnovo del trattato di commercio italo-tedesco; le =
trattative=20
                  di Agnelli con Mussolini e Ciano del febbraio 1925 per =


                  l'aggiudicazione alla Fiat delle linee sovvenzionate =
dell'Alto=20
                  Tirreno, gi=E0 propriet=E0 dell'Ansaldo; l'ingresso =
del gruppo=20
                  torinese nel Consorzio delle Ferriere Nazionali =
all'ombra dei=20
                  dazi protettivi...=BB.=20
                  <P>Eccetera. Insomma, un assai redditizio do ut des =
(ed =E8=20
                  dell'ottobre 26 la costituzione della "Societ=E0 =
Editrice La=20
                  Stampa", =ABil quotidiano finiva cos=EC sotto il =
diretto=20
                  controllo, politico e amministrativo, del =
senatore=BB).=20
                  <P>Le cose vanno a gonfie vele. Dopo la "501", esce la =
"509",=20
                  un nuovo modello di vettura utilitaria. E' il 1925 =
=ABe il=20
                  fatturato aveva raggiunto in quell'anno l'importo di 1 =


                  miliardo e 260 milioni, una cifra d'affari superiore a =
quella=20
                  di qualsiasi altra impresa meccanica europea=BB.=20
                  <P>Non per tutti sono rose e fiori. Per esempio non =
stanno=20
                  benissimo - ma non =E8 nuovo - i 35.000 operai Fiat. =
Sullo=20
                  sfondo delle manovre per la rivalutazione della lira, =
in=20
                  quegli anni, mentre il governo fascista decide per =
decreto la=20
                  decurtazione del 10 per cento del salario, Agnelli =
taglia le=20
                  maestranze e riduce l'orario lavorativo: il numero =
degli=20
                  addetti scende a 30 mila e poi a 23 mila.=20
                  <P>Il lucro, comunque, prospera. Negli stessi anni la =
Fiat si=20
                  intasca centinaia di milioni (dell'epoca!) sottratti =
con=20
                  destrezza al Tesoro in seguito all'affare del prestito =


                  americano; ottiene ulteriori premi fiscali e, quello =
che pi=F9=20
                  conta, incassa il primo grosso provvedimento =
protezionistico.=20
                  C'=E9 infatti il reale pericolo che la Ford arrivi in =
Italia con=20
                  le sue auto, Agnelli corre ai ripari: ed ecco che =
Mussolini in=20
                  persona vara una legge straordinaria la quale, =
=ABincludendo=20
                  l'industria automobilistica tra le attivit=E0 =
interessanti la=20
                  difesa nazionale=BB, impedisce lo smercio di macchine =
non=20
                  costruite integralmente in Italia.=20
                  <P><BR>Protezionismo <BR>Non =E8 che un primo passo, =
l'intero=20
                  commercio estero diventer=E0 materia corporativa a =
favore=20
                  esclusivo dei grandi gruppi industriali, Fiat in =
testa: si=20
                  inaugura l'era dei premi per le esportazioni e del=20
                  contingentamento stretto delle importazioni. A totale=20
                  beneficio del Signore dell'Auto: la "Balilla" - che =
esce=20
                  nell'aprile del 1932 - =E8 graziosamente esentasse =
(cio=E8 non=20
                  paga tassa di circolazione) per pi=F9 di un anno; la =
prima=20
                  autostrada Torino-Milano, chiesta dalla Fiat, viene =
fatta=20
                  anche se falcidia le casse dello Stato; i superdazi su =
certi=20
                  prodotti esteri, vedi caso gli autoveicoli, arrivano =
persino=20
                  al 200%. Per di pi=F9, non mancano le rimostranze di =
Agnelli in=20
                  persona contro il governo, a causa del ventilato =
rilancio=20
                  delle ferrovie...=20
                  <P>In sostanza, in pochissimo tempo, il regime =
significa per=20
                  la Fiat la conquista di una economia di monopolio, la=20
                  "cartellizzazione" coatta del mercato.=20
                  <P>Non per questo la Fiat rinuncia a licenziare e a =
torchiare=20
                  i salari (anche introducendo il famigerato sistema =
Bedaux, un=20
                  marchingegno di sfruttamento spinto). =ABAlla fine del =
1930 i=20
                  salari di tutti gli operai italiani - annota Valerio=20
                  Castronovo ("Giovanni Agnelli", Einaudi) -venivano =
ridotti=20
                  d'autorit=E0 dell'8 per cento. Ma gi=E0 da alcuni mesi =
la Fiat=20
                  aveva proceduto a massicci licenziamenti. Prima ancora =
della=20
                  fine dell'anno, tremila operai venivano allontanati =
dalla=20
                  Sezione Automobili, altri quattrocento dalla Spa; e =
nuclei non=20
                  meno consistenti seguivano la stessa sorte nei diversi =


                  stabilimenti della casa torinese, contribuendo ad =
ingrossare=20
                  le file della disoccupazione, che arriver=E0 a =
superare a=20
                  Torino, in pochi mesi, la cifra di trentamila =
persone=BB.=20
                  <P>Verr=E0 il tempo delle 5.000 mitragliatrici. Quelle =
per=20
                  l'Abissinia, dove vennero impiegati anche i velivoli =
C32 e i=20
                  nuovissimi camion poi ribattezzati "gli autocarri =
della=20
                  vittoria"; quelle per l'appoggio a Franco nella guerra =
di=20
                  Spagna (commesse militari per oltre 42 milioni di =
lire, che=20
                  prevede la consegna, tra l'altro, di 51 velivoli); e =
quelle=20
                  per la Seconda guerra mondiale che ormai =E8 alle =
porte.=20
                  <P>Gi=E0 nel settembre 1939 =ABAgnelli aveva inviato =
Valletta a=20
                  Roma per assicurare il "duce" che, in caso di =
mobilitazione,=20
                  la produzione delle vetture di piccola cilindrata =
avrebbe=20
                  potuto essere convertita integralmente in lavorazioni =
di=20
                  impiego militare entro sei mesi=BB.=20
                  <P>Il mondo brucia, ma gli affari sono affari. =
=ABPaolo Ragazzi,=20
                  che fu dirigente della Fiat in epoca fascista e =
stretto=20
                  collaboratore sia di Agnelli che di Valletta - scrive =
Alain=20
                  Friedman ("Tutto in famiglia", Longanesi) ha rievocato =


                  incontri con ufficiali della Wehrmacht a Torino, =
numerose=20
                  visite nella Germania nazista, e l'importanza che la =
Fiat dava=20
                  a questi contatti. Ma, sottolineava Ragazzi, Agnelli e =


                  Valletta cercavano di fare affari con tutti, dai =
nazisti ai=20
                  francesi. Ed =E8 vero che durante la guerra la Fiat =
mantenne=20
                  contatti con i nazisti, i fascisti, gli alleati, la=20
                  Resistenza. Non c'era tempo per scrupoli ed ideologie. =
Gli=20
                  affari erano affari, e niente era pi=F9 importante dei =
profitti=20
                  dell'azienda=BB.=20
                  <P>Affari di guerra di tipo "cielo mare terra".=20
                  <P>Sono gli operai, obbligati con orari vessatori e =
salari=20
                  sempre di fame alla produzione bellica, a dare il =
segnale=20
                  della rivolta. =ABLa mattina del 5 marzo alla Fiat =
Mirafiori si=20
                  iniziava lo sciopero. In tutti i reparti il lavoro =
cessava e=20
                  la maestranza si raggruppava: "Vogliamo il carovita! =
Vogliamo=20
                  vivere in pace"=BB. Poi, il 16 agosto la truppa apre =
il fuoco=20
                  contro gli operai della Fiat Grandi Motori, che per =
primi=20
                  hanno iniziato " lo sciopero della pace" e sette =
lavoratori=20
                  restano feriti. Il giorno dopo per protesta settemila =
operai=20
                  incrociano le braccia, e poi gli scioperanti diventano =
35=20
                  mila. Nella Torino occupata dai nazisti, i lavoratori =
Fiat=20
                  scioperano anche il 1 dicembre 1944, sotto i fucili =
degli=20
                  uomini del generale delle SS Zimmermann che minaccia =
dure=20
                  rappresaglie. Una grande pagina di una grande classe =
operaia.=20
                  <P><BR>Reparto "confino" <BR>A Liberazione avvenuta, =
Agnelli e=20
                  Valletta subiranno una sentenza di epurazione da parte =
del=20
                  Cln. Ma pochi mesi dopo, auspici gli Alleati, tutto =
finisce in=20
                  bellezza, Agnelli e Valletta tornano al loro posto.=20
                  <P>Cambiano i tempi, non i metodi. =ABCon l'inizio del =
1953=20
                  cominciarono ad arrivare gruppetti di operai, e =
l'officina=20
                  ebbe la sua brava sigla, Osr, Officina Sussidiaria =
Ricambi.=20
                  Balzava agli occhi il colore dei nuovi arrivati: tutti =
rossi,=20
                  compresi i capi, provenienti dalle pi=F9 svariate =
sezioni Fiat.=20
                  Dell'Osr si cominci=F2 allora a parlare sui giornali =
di sinistra=20
                  e la Camera del Lavoro denunci=F2 la creazione di =
un'apposita=20
                  "officina confino" da parte dell'azienda=BB. La storia =
della=20
                  Osr, Officina Sussidiaria Ricambi, diventa da questo =
momento=20
                  la storia dell'Osr, Officina Stella Rossa, la lunga =
storia=20
                  della caccia al comunista, al socialista, al =
sindacalista=20
                  dietro i cancelli della Fabbrica-Mito.=20
                  <P>La storia si ripete, tra licenziamenti, ostracismo =
e=20
                  schedatura dei rossi, sindacato giallo, cassa =
integrazione a=20
                  go go, anni 70, anni 80... La Fiat =E8 diventata un =
Impero. Un=20
                  gruppo che controlla un quarto dell'intero mercato =
azionario,=20
                  conta 569 controllate, 190 consociate e opera in 50 =
paesi.=20
                  <BR>Fiat Dynasty. Specialista nel ramo =
"privatizzazione dei=20
                  profitti, socializzazione delle perdite".=20
                  =
<P><BR><BR></P></TD></TR></TBODY></TABLE><BR></P></TD></TR></TBODY></TABL=
E></P></TD></TR></TBODY></TABLE></FONT></DIV></BODY></HTML>


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