Portate pazienza, non ve li sto mandando tutti, i diari dell'Operazione
Colomba.... Un po' per non intasare la mailing list, un po' per non
intristirvi troppo.
Walter
-----Messaggio originale-----
Da: fabio c=20
Inviato: mercoled=EC 2 ottobre 2002 17.48
A: actionforpeace-palestina-israele@???
Oggetto: [actionforpeace-palestina-israele] 1.10.02 Qararah - una scuola
/ Operazione Colomba
1.10.02 Qararah - una scuola - dal diario di Lorenzo Operazione Colomba
Cari tutti
abbiamo speso l`intera mattinata visitando una scuola della cittadina di
Quararah. Vorrei accompagnare anche voi a questo incontro che si
e`rivelata come
un significativo spezzone di quella normalita`-non-normale di cui vi ho
gia`
raccontato. La mattinata e` oltremodo calda. Il sole troneggia
nell`azzurro
limpidissimo che lo circonda e getta con forza bruta i suoi raggi a
colpire
la terra di Palestina. Siamo in marcia con l`amico A. diretti verso la
scuola
secondaria della cittadina. Dopo pochi minuti eccoci difronte al grande
cancello scrostato che permette l` accesso ai muri del cortile della
scuola.
All`interno le grida di un orda di ragazzini che sfidando l`impeto del
sole
passano l`ora di educazione fisica giocando a calcio sul campetto in
sabbia.=20
Noi veniamo subito condotti nell`ufficio del preside. Si andra` dopo a
vedere la scuola, ci dicono. Stringiamo la mano al capo d`istituto ed ad
alcuni
insegnanti e scambiamo qualche frase di circostanza. Poi arriva un
omettino
sulla cinquantina. Magro e secco e con gli occhi infossati che quasi si
perdono
nei meandri delle cavita` interne del corpo. E` l`insegnante di inglese.
Davanti al te di rito comincio (mastico l`inglese un po` meglio degli
altri) a
spiegare chi siamo, il motivo della nostra presenza in Palestina e il
perche`
della nostra visita`. Dico che siamo un organizzazione che crede in
metodi
non-violenti, racconto del lavoro svolto nei mesi passati quando si
dormiva con
le famiglie che hanno casa vicino al check-point e spiego anche che
abbiamo
avuto sentore che la nostra
presenza non e` capita appieno dalla gente comune e che la visita di
stamattina serve per allacciare un contatto con la societa` civile e
tentare di
trovare nuove strade da percorrere insieme ad essa. Chiedo poi cosa ne
pensa.=20
Sono contento di potervi dare il benvenuto - esordisce - ed anche di
potervi
dire che capisco l`importanza di una presenza internazionale qui.
Insegno
inglese e vi posso assicurare che il nostro lavoro non e` facile.
Abbiamo i=20
ragazzi fisicamente in un aula ma non possiamo impedire che le teste
girino
alla ricerca di una soluzione alla poverta` delle loro famiglie. Non
sono con
noi neanche quando si sentono degli spari, la preoccupazione per la vita
dei
cari impedisce loro di concentarsi, di imparare -. La scuola e`
abbastanza
vicina al check point, penso. Chissa quante volte al giorno arriva il
rumore
sordo di un fucile che spara! Questa e` una breve descrizione di alcuni
dei modi
con cui l`occupazione israeliana agisce indirettamente sul nostro futuro
-
continua. - Vedete, io ho la fortuna di aver potuto studiare, ho avuto
una
formazione ed ora posso permettermi di provare a capire le ragioni della
sicurezza che lo stato di Israele sbandiera al mondo intero. Ma cosa
credete che
possa rispondere ai miei ragazzi quando mi fanno notare che loro non
vanno a Tel
Aviv a picchiare ed ammazzare?!? Cosa possono capire dei ragazzini a cui
non
e` concesso di crescere emotivamente ed intellettualmente? Qualcuno lo
chiama, si scusa ma non puo` continuare, c`e` lezione. Peccato penso, E`
una
persona lucida, avrei parlato volentiri a lungo con lui! Rivedo per una
frazione
gli occhi scuri ed infossati e li ripongo nel cassetto della mia storia.
Ma
non c`e` molto tempo per perdersi in riflessioni, stiamo gia camminando
lungo i
corridoi della scuola in attesa di entrare nelle classi e parlare con i
ragazzi. Ne visitiamo una decina. Davanti a noi le faccie di ragazzini
dai dieci
ai quindici anni. Alcuni sorridono altri sembrano canzonarci con
l`espressine
del volto quando spieghiamo loro cosa facciamo. Ci fanno molte domande.
Vogliono sapere i nostri nomi, se ci piace la Palestina, cosa pensiamo
della
situazione... Ad un tratto un ragazetto grassoccio mi chiede: - cosa
faresti se
ti ammazzassero il fratello? Poche parole che hanno la potenza di una
scarica
di ganci al volto. Guardo gli altri in cerca di aiuto. Niente. Soffro.
Riapro
anche il cassetto per rivedere gli occhi dell`insegnante di inglese.
Cosa
posso dire ai ragazzi?! - mi ripete impossessandosi dei miei ricordi.
Alla fine
blatero qualcosa sul fatto che piangerei per tre gioni. Vorrei avere la
forza di provare a non odiare. E`abbastanza. Cosa fareste se vi
ammazzassero il
fratello?=20
Un abbraccio Lorenzo - Operazione Colomba
www.operazionecolomba.org
--=20
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