[nuovopci] Condurre in porto le elezioni amministrative crea…

Delete this message

Reply to this message
Author: \(nuovo\) Partito comunista italiano
Date:  
To: Npci Inter
Subject: [nuovopci] Condurre in porto le elezioni amministrative creando posto per posto le condizioni più favorevoli alla mobilitazione e all’organizzazione delle masse popolari
         [1]
          [2]
          [3]


Comunicato CC 10/2016 - 10 giugno 2016

[_Scaricate il testo del comunicato in Open Office [4] / PDF [5] / Word
[6]_]

Condurre in porto le elezioni amministrative creando posto per posto le
condizioni più favorevoli alla mobilitazione e all'organizzazione delle
masse popolari, alla costituzione di organismi operai e popolari!

Promuovere la costituzione di Amministrazioni Locali d'Emergenza, la
lotta per il rinnovo dei CCNL, la difesa e l'applicazione della
Costituzione del 1948!

Avanti verso il Governo di Blocco Popolare, la rinascita del movimento
comunista cosciente e organizzato, l'instaurazione del socialismo!

Consolidare e rafforzare il (nuovo) Partito comunista italiano,
estendere in tutto il paese la rete degli organismi della Carovana,
combinazione del (n)PCI e del Partito dei CARC!

Le elezioni amministrative del 5 giugno hanno confermato che tra le
masse popolari crescono la sfiducia e il disprezzo verso i vertici della
Repubblica Pontificia (RP). Il governo Renzi-Bergoglio non solo i
vertici della RP l'hanno costituito contro i risultati delle elezioni
politiche del 2013, ma non riesce neanche a carpire sostegno elettorale.
La sconfitta dei servi di Renzi nel comune di Sesto Fiorentino è
l'espressione più chiara del prossimo futuro dell'accoppiata
Renzi-Bergoglio. Neanche l'intensa attività di Bergoglio e le sue
prediche demagogiche valgono ad arginare la deriva. I consensi e gli
applausi che la sinistra borghese tributa al sovrano pontefice aumentano
il discredito della sinistra borghese anziché aumentare prestigio e
autorità del sovrano. La crisi della Repubblica Pontificia si è
aggravata, i suoi vertici riescono sempre meno a governare il paese. E
la crisi della Repubblica Pontificia si combina a livello internazionale
con la crisi politica negli USA, in Francia, in Spagna, nell'Unione
Europea e con il vicolo cieco, il pantano di sangue e di distruzioni in
cui si dimena la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti
europei, americani e sionisti. Con la sua criminale politica di guerra,
di emigrazione, di miseria, di disoccupazione, di distruzione del
pianeta cerca di guadagnare tempo e sopravvivere nonostante la crisi
generale del sistema imperialista mondiale, effetto della
sovrapproduzione assoluta di capitale: ogni caporione imperialista ha
difficoltà a valorizzare il capitale che lui amministra.

In questo contesto noi comunisti promuoviamo la costituzione di
Organizzazioni Operaie e Popolari (OO e OP) e il loro orientamento a
comportarsi come nuove autorità pubbliche. Bisogna approfittare con
tattica flessibile città per città anche del ballottaggio del 19 giugno
per promuovere la formazione di Amministrazioni Comunali d'Emergenza,
cioè amministrazioni in rottura con il governo centrale della RP e in
combinazione costruttiva con OO e OP: queste infatti sono in ogni
azienda e in ogni località il fattore decisivo per avanzare quale che
sia l'amministrazione comunale che si forma con queste elezioni.

In questi mesi il tratto principale dell'opportunismo è l'incapacità in
generale di vedere le condizioni favorevoli alla rivoluzione socialista
e in dettaglio di sfruttare gli appigli e i varchi che la crisi della RP
presenta per moltiplicare le OO e OP e orientarle a costituire un loro
governo d'emergenza composto dai dirigenti di cui esse hanno più
fiducia, il Governo di Blocco Popolare [7]: l'attività del GBP metterà
alla prova i loro dirigenti, la lotta per la rinascita del movimento
comunista cosciente e organizzato passerà a un livello superiore e
l'instaurazione del socialismo non sarà più solo un tema di propaganda,
ma diventerà la parola d'ordine politica del momento.

Il Seminario del 18 giugno a Roma promosso da Rete dei Comunisti e
l'Assemblea Costituente del 24-26 giugno a Bologna promossa da PCdI e
gruppi del PRC sono espressioni esemplari del tentativo velleitario
degli opportunisti di cavalcare la spinta operaia e popolare per
ricreare nelle istituzioni della Repubblica Pontificia una "sponda
politica" delle rivendicazioni delle masse popolari. Quando delineano il
futuro che ci attenderebbe, non fanno che proiettare le azioni presenti
della borghesia imperialista e le intenzioni dei suoi caporioni. Secondo
loro è la borghesia imperialista con il suo "piano del capitale" che
guida ancora la storia dell'umanità: infatti il loro sguardo non arriva
oltre l'orizzonte della società borghese, non capiscono che ora la
storia la fanno le masse popolari trascinate dalla classe operaia
guidata dai suoi partiti comunisti.

Il compito di noi comunisti nelle prossime settimane consiste nel
valorizzare la spinta operaia e popolare, le lotte per i nuovi CCNL e
tutte le lotte rivendicative dei lavoratori dipendenti e delle masse
popolari, la lotta contro i tentativi del governo Renzi-Bergoglio di
limitare i diritti democratici e dei lavoratori e cancellare la
Costituzione del 1948, per consolidare e rafforzare la Carovana del
(nuovo)PCI, lanciare su grande scala l'appello ad arruolarsi nelle file
del (n)PCI o del P.CARC, sviluppare la propaganda e l'organizzazione tra
gli operai e le masse popolari.

Nelle elezioni amministrative di domenica scorsa le liste delle Larghe
Intese (PD e gruppi collaterali, banda Berlusconi, Lega Nord, Fratelli
d'Italia e liste collegate) hanno perso voti. Il travaso di voti dalle
liste della banda Berlusconi, della Lega Nord e dei loro alleati alle
liste collegate al PD non ha compensato i voti che hanno abbandonato il
PD e le liste collegate. Il travaso conferma solo che il centro
promotore della mobilitazione reazionaria contro gli immigrati e le
masse popolari stesse sta nei vertici della Repubblica Pontificia e
quindi nel governo Renzi-Bergoglio che oggi è la loro massima
espressione.

Sono pressoché dovunque aumentati gli astenuti. Le liste che hanno
aumentato i voti sono quelle del Movimento 5 Stelle e quella di Luigi De
Magistris a Napoli. Questo conferma che il solco tra il governo centrale
della Repubblica Pontificia e le istituzioni delle autonomie locali si
va approfondendo. Se al ballottaggio di domenica 19 giugno De Magistris
sarà confermato sindaco a Napoli, se a Roma diventerà sindaco la
esponente del M5S Virginia Raggi, avremo tra le amministrazioni locali
due focolai importanti dello scontro con i vertici della Repubblica
Pontificia. La costituzione di un'amministrazione comunale M5S a Roma,
centro della criminalità organizzata e delle speculazioni immobiliari e
finanziarie e del potere della Corte Pontificia, sarà una piaga
corrosiva per la RP e centro di mobilitazione di nuove autorità
pubbliche alla base. Meglio ancora se a Torino diventerà sindaco
l'esponente del M5S Chiara Appendino. Non sono importanti tanto i
programmi delle loro liste e le intenzioni e qualità personali dei
candidati. Il "problema morale" a Berlinguer è servito a corrompere
definitivamente il PCI, a Grillo non servirà neanche a questo: la
valorizzazione del capitale è la morale suprema della borghesia e chi
lavora al suo servizio deve adeguarsi. Più importante è che la forza
delle cose costringerà le nuove amministrazioni ad appoggiarsi
sull'iniziativa, sulla mobilitazione e sull'organizzazione delle masse
popolari. In alternativa non potrebbero che mettersi nelle mani dei
vertici della Repubblica Pontificia, cioè farsi anche loro come gli
amministratori che li hanno preceduti agenti della speculazione
finanziaria (debito comunale) ed edilizia (grandi opere, sfratti e
degrado del patrimonio immobiliare e del territorio) e della
privatizzazione dei servizi pubblici (sanità, istruzione, trasporti,
ecc.): cioè diventare agenti del Vaticano, della criminalità
organizzata, delle banche e delle istituzioni finanziarie, della UE,
dell'Euro e della NATO. Condannarsi cioè ad una rapida sparizione
perché non hanno neanche la collaudata capacità di intrigo, di
clientelismo, di rapina, di complotti e di ricatto che la Repubblica
Pontificia eredita dalla storia e che tiene insieme in qualche misura i
gruppi e i personaggi che sono al suo vertice.

Quindi la linea che noi comunisti e gli esponenti avanzati delle masse
popolari dobbiamo seguire nel ballottaggio di domenica prossima non è
astenersi, ma fare tutto quello che è nelle nostre forze per far
prevalere amministrazioni comunali di rottura con le Larghe Intese.
Quello che siamo capaci di fare, bisogna farlo. Il criterio è che in una
guerra bisogna in ogni momento concentrare le forze contro il punto
debole del nemico per sfondare: la raccolta delle forze la si fa
chiamando le masse a lottare contro il nemico nel punto debole del
nemico (se tu chiami con vigore a colpire, le masse si uniscono con te a
colpire e quindi si aggregano attorno a te). Il nemico oggi sono le
Larghe Intese e il governo Renzi-Bergoglio è l'espressione delle Larghe
Intese. Larghe Intese vuol dire Comunità Internazionale dei gruppi
imperialisti europei, americani e sionisti, vuol dire UE, euro, NATO,
vuol dire criminalità organizzata e corruzione diffusa.

In ogni località dobbiamo comunque approfittare della campagna
elettorale e del risultato del primo e del secondo turno per promuovere
la mobilitazione e l'organizzazione delle masse popolari a formare
Comitati e Consigli Popolari che si assumano la tutela degli interessi
delle masse popolari. Le Amministrazioni delle Larghe Intese sono le
amministrazioni della criminalità organizzata, delle banche e del
Vaticano, della UE e della NATO. Comitati e Consigli Popolari non devono
dare loro tregua, in nessun campo di attività. Le Amministrazioni elette
contro le Larghe Intese (De Magistris, M5S e altre eventuali) dovranno
assecondare e lavorare in stretto accordo con Comitati e Consigli
Popolari, con OO e OP, rompere l'asservimento alle banche e al governo
centrale, promuovere l'insubordinazione e la gestione autonoma di
servizi pubblici, del patrimonio immobiliare e del territorio.

Le attività fin qui indicate non sono parole velleitarie perché sono
parti e aspetti della lotta in corso che crea le condizioni per la
costituzione del Governo di Blocco Popolare. Questo sarà una tappa sulla
via della rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato e
dell'instaurazione del socialismo. Nella nostra attività la linea che
pratichiamo e indichiamo per le elezioni amministrative e nei confronti
delle amministrazioni locali si combina con la raccolta delle forze per
consolidare e rafforzare la Carovana del (n)PCI (la combinazione del
nuovo PCI e del Partito dei CARC) che è il motore della mobilitazione e
organizzazione delle masse popolari per la costituzione del GBP e per
l'instaurazione quindi del socialismo.

Bisogna battere l'opportunismo che inquina e indebolisce la spinta a
consolidare e rafforzare la Carovana del (n)PCI. I tratti caratteristici
fondanti dell'opportunismo sono sostanzialmente tre.

1. La denigrazione dell'Unione Sovietica di Lenin e di Stalin, il
silenzio steso sulla clamorosa rottura del 1956 e sull'opera distruttiva
promossa dai revisionisti moderni guidati da Kruscev e da Breznev. Gli
opportunisti danno per verità sacrosanta i dogmi, i pregiudizi e le
denigrazioni della propaganda borghese. L'Unione Sovietica si sarebbe
dissolta perché il socialismo non è possibile. In realtà l'Unione
Sovietica di Lenin e di Stalin ha dimostrato nei suoi 40 anni di
attività che il socialismo, annunciato da Marx e da Engels, è possibile.
Né le potenze dell'Intesa prima né poi le forze coalizzate dei nazisti e
dei fascisti di tutto il mondo erano riuscite a impedire che l'Unione
Sovietica trasformasse la Russia arretrata degli zar in un paese
culturalmente e industrialmente progredito e che esercitasse con
generosità ed efficacia il ruolo di base rossa di tutti i movimenti
progressisti che per alcuni decenni hanno scosso il mondo. Per
disgregarla ci sono voluti, dopo la morte di Stalin e la svolta impressa
da Kruscev nel 1956 e poi guidata da Breznev, più di 30 anni durante i
quali i revisionisti moderni promossero sistematicamente alla direzione
dello Stato, dell'economia e della cultura individui che si dicevano
comunisti ma guardavano al mondo capitalista come a un modello e
praticavano la concorrenza e la collaborazione con gli USA e le altre
potenze imperialiste come guida e misura della loro attività: la
dissoluzione del 1991 è il risultato della rottura del 1956, non della
rivoluzione del 1917!

2. La rivalutazione o il silenzio steso sull'opera controrivoluzionaria
di Togliatti e dei suoi allievi, di cui è lurido esemplare Giorgio
Napolitano, che hanno aperto la strada alla sinistra borghese di
Berlinguer e alle pagliacciate di Occhetto e Bertinotti. Secondo gli
opportunisti, i partiti comunisti non hanno instaurato il socialismo in
nessun paese imperialista semplicemente perché non era possibile
instaurarlo. Gli opportunisti non vedono altra prospettiva e non si
pongono altro obiettivo che fare nelle istituzioni della Repubblica
Pontificia da sponda politica delle masse popolari, la via con cui
Togliatti riuscì a deviare dalla rivoluzione socialista il vecchio
glorioso PCI della Resistenza e lo avviò sulla strada che tramite
Berlinguer lo portò nelle mani di Occhetto e di Bertinotti.

3. Il rifiuto della grande lezione che noi comunisti traiamo e tutti i
comunisti devono trarre dall'esperienza nel nostro paese e nel mondo
della prima ondata della rivoluzione proletaria: l'insegnamento della
Rivoluzione Culturale Proletaria e di Mao Tse-tung. I primi partiti
comunisti, nonostante l'eroismo di molti dei loro membri e dei loro
dirigenti, non hanno instaurato il socialismo in nessuno dei paesi
imperialisti perché non avevano una comprensione abbastanza avanzata
della natura della crisi del capitalismo e del sistema di
controrivoluzione preventiva costruito a propria difesa dalla borghesia
imperialista, delle condizioni e forme della rivoluzione socialista nei
paesi imperialisti; hanno lasciato sviluppare l'influenza della
borghesia e del clero nelle loro file perché non avevano una
comprensione abbastanza avanzata delle condizioni e forme della lotta
nelle proprie file contro l'influenza della borghesia e del clero, della
riforma intellettuale e morale che i comunisti devono compiere per
essere all'altezza del loro compito storico. Per adempiere al loro
glorioso compito i comunisti devono diventare uomini di una pasta nuova:
solo chi si impegna in questa trasformazione riesce a promuovere e
dirigere la grande trasformazione epocale di cui l'umanità ha bisogno.

Non è più la borghesia che fa la storia: la borghesia la storia l'ha
fatta fino a duecento anni fa. Oggi la borghesia sopravvive a se stessa,
è un morto che cammina e fa danno, un colosso dai piedi di argilla. La
storia la fanno gli operai che guidati dal loro Partito comunista
trascinano con sé le masse popolari.

Proletari e popoli oppressi di tutto il mondo, uniamoci!

Contro il catastrofico corso delle cose, contro la guerra imperialista,
l'eccidio e la persecuzione degli immigrati, la disoccupazione e le
mille sofferenze che la borghesia imperialista e il suo clero impongono
all'umanità, contro la devastazione della Terra inevitabile conseguenza
del modo di produzione capitalista, la sola via d'uscita è la
rivoluzione socialista!

Il primo paese che romperà le catene della Comunità Internazionale dei
gruppi imperialisti europei, americani e sionisti mostrerà anche alle
masse popolari degli altri paesi la via per rompere con l'attuale
disastroso corso delle cose e si gioverà della loro solidarietà.

Osare sognare, osare pensare, osare vedere oltre l'orizzonte della
società borghese!
Impadronirsi della scienza delle attività con cui gli uomini fanno la
loro storia, svilupparla e usarla per instaurare il socialismo!

Costituire clandestinamente in ogni azienda capitalista, in ogni azienda
pubblica, in ogni istituzione e in ogni centro abitato un Comitato di
Partito per assimilare la concezione comunista del mondo e imparare ad
applicarla concretamente ognuno nella sua situazione particolare!

Studiare il _ Manifesto Programma [8]_ del Partito è la prima attività
di chi si organizza per diventare comunista. Stabilire un contatto
clandestino con il Centro del Partito è la seconda. Promuovere la
costituzione di OO e OP e il loro orientamento a costituire il GBP è la
terza.

_**************_

_Per mettersi in contatto con il Centro del (n)PCI senza essere
individuati e messi sotto controllo dalla Polizia, una via consiste
nell'usare TOR [vedere _ http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html_],
aprire una casella email con TOR e inviare da essa a una delle caselle
del Partito i messaggi criptati con PGP e con la chiave pubblica del
Partito [vedere _ http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html_]. _

---

SE VUOI FARE COMMENTI PROPOSTE O CRITICHE UTILIZZA QUESTO LINK [2]



Links:
------
[1] http://www.nuovopci.it/index.html
[2] https://nuovopci.wordpress.com
[3] http://www.nuovopci.it/voce/voce52/indvo52.html
[4]
http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2016/com10-16/Com.CC_10_16.06.10_Il_partito_comunista.odt
[5]
http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2016/com10-16/Com.CC_10_16.06.10_Il_partito_comunista.pdf
[6]
http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2016/com10-16/Com.CC_10_16.06.10_Il_partito_comunista.doc
[7] http://www.nuovopci.it/dfa/avvnav07.html
[8] http://www.nuovopci.it/scritti/mpnpci/indicmp.html