[foa_Boccaccio003] Giovedì 23 aprile 2015, FOA Boccaccio 003…

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Autore: FOA Bocccaccio 003
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To: boccaccio
Oggetto: [foa_Boccaccio003] Giovedì 23 aprile 2015, FOA Boccaccio 003, via Rosmini 11, Monza, ore 21.30 COS'E' IL CARCERE. Vamedecum di resistenza
Vi spediremo presto il programma del FESTIVAL DELLE CULTURE
ANTIFASCISTE, in programma a Milano dal 25 al 28 aprile 2015, intanto vi
proponiamo un dettagliato reportage fotografico dell'iniziativa IN UNA
PAROLA ANTIFASCISTI che abbiamo realizzato sabato e domenica presso i
giardini di via Azzone Visconti. Sono stati due giorni durante i quali,
nell'ambito delle iniziative connesse alla prossima inaugurazione del
BOSCO DELLA MEMORIA, abbiamo realizzato un'installazione urbana
permanente dedicata ai monzesi deportati dai nazifascisti in seguito
agli scioperi del marzo 1943 - marzo 1944.

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Giovedì 23 aprile 2015, FOA Boccaccio 003, via Rosmini 11, Monza, ore
21.30
COS'E' IL CARCERE. Vamedecum di resistenza
Salvatore Ricciardi preenta il suo ultimo libro edito da Deriveapprodi
(2014)
https://boccaccio.noblogs.org/post/2015/04/09/cose-il-carcere-vademecum-di-resistenza/

Per la stragrande maggioranza delle persone il carcere è un universo
sconosciuto. La paura che esso evoca genera un meccanismo di rimozione.
E così il carcere si sottrae allo sguardo pubblico e alla critica della
sua funzione, supposta, di risocializzazione. Da qui la necessità di
provare a spiegare «cos'è il carcere», e di discutere la «possibile
utopia» della sua abolizione. Questo tentativo riesce bene a Salvatore
Ricciardi, che il carcere ha conosciuto a fondo per averci trascorso un
lungo tratto della sua esistenza.
Con una narrazione essenziale, Ricciardi racconta in cosa consiste «la
casa del nulla», una delle tante definizioni coniate dai prigionieri per
nominare l'inferno che sono costretti ad abitare. Una realtà regolata da
una violenza quotidiana dispotica e crudele, dai parametri di una pena
affatto «rieducativa». Come in un lucido sogno, Ricciardi si addentra
nella vita passata, si ricala nei gironi dell'inferno, ne ripercorre i
meandri raccontando i corpi e le menti sofferenti che lo abitano, le
loro condizioni materiali di vita, le loro tecniche di resistenza
all'annientamento psicofisico che fa registrare centinaia di suicidi e
migliaia di atti di autolesionismo all'anno.
Ma quel che in questo viaggio viene man mano collezionato è la
ricchezza, la complessità e l'erudizione del lessico dei prigionieri: lo
straordinario vocabolario di una lingua elaborata in secoli di lotta e
resistenza trasmessa da recluso a recluso. Per resistervi.