[ Flynets-Lab ] Coca-Cola contro CocaColla.it

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Autore: Flynets HACKtivist Newsletter
Data:  
To: Lab Flynets
Oggetto: [ Flynets-Lab ] Coca-Cola contro CocaColla.it
Coca-Cola contro CocaColla.it

Blog italiano che si occupa di Street Art costretto a chiudere: il colosso
delle bollicine ha minacciato un'azione legale per far valere il proprio
marchio. Frizza la protesta online
Roma - I legali di Coca-Cola hanno scritto al blog
cocacolla.it<http://www.cocacolla.it/editorial/cocacolla-chiude-per-una-lettera/>:
chiesta la *chiusura entro 15 giorni del dominio e la sospensione delle
pratiche di registrazione del marchio collegato*.

Il blog italiano, nato ad aprile 2010 e "focalizzato su arte, design,
advertising e nuove culture della rete" ha - in relativamente poco tempo -
raggiunto numeri di tutto riguardo: 2 milioni di pageview nel 2011, 7mila *
like* su Facebook e mille *follower* su Twitter.

La motivazione di tale richiesta è, secondo la
lettera<http://www.addd.it/support_cocacolla/comunicato_stampa_cc_ita.pdf>inviata
dall'azienda di Atlanta, che "la registrazione e l'utilizzo da
parte sua del nome a dominio *www.cocacolla.it* determina l'insorgere di un
grave rischio di confusione per i consumatori che possono essere indotti a
ritenere che il segno COCACOLLA ed il nome a dominio
*www.cocacolla.it*siano volti a contraddistinguere prodotti/servizi
distribuiti, organizzati
o sponsorizzati dalla nostra cliente o che comunque l'uso del segno
COCACOLLA da parte sua sia stato autorizzato dalla nostra assistita in base
ad accordi o altri legami contrattuali o societari, il che non corrisponde
al vero. L'uso del segno COCACOLLA e del nome a dominio www.cocacolla.it da
parte sua costituisce inoltre contraffazione dei celebri marchi costituiti
dalla dicitura Coca-Cola della nostra assistita".La somiglianza tra i due
nomi è certamente palese, così come è impossibile non riconoscere la fama
del marchio e del nome della celebre bevanda: a differenza dei casi di
cybersquatting, tuttavia, qui c'è una differenza seppur minima fra i due
nomi, intenzioni diverse e lo spirito di una citazione più che della
contraffazione. Quella "l" in più, insomma, sembrerebbe poter fare tutta la
differenza che serve, potendo per esempio trasformare una parola (word),
appunto, in un mondo (world).

Più che un appiattimento su un marchio conosciuto per attirare i link
attraverso gli errori di battitura, d'altronde, la scelta del nome da parte
del team di CocaColla sembra piuttosto premiare il marketing della nota
bevanda gassata, riconosciuto come un baluardo della cultura pop (intesa
non nel senso delle bollicine): "L'idea di chiamare il blog CocaColla - si
spiega sul blog<http://www.cocacolla.it/editorial/cocacolla-chiude-per-una-lettera/>-
nasceva da uno dei nostri primissimi brainstorming, quando pensammo di
mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell'artistica di base, ma
anche della streetart, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop,
dell'industrializzazione e della pubblicità come strumento fondamentale per
sbaragliare la concorrenza".

Nonostante questo, e a meno di una clamorosa retromarcia da parte della
azienda statunitense, *il blog ha rinunciato a difendere le sue ragioni in
tribunale* e ha annunciato la chiusura del dominio www.cocacolla.it,
soprattutto perché sarebbe una battaglia di principio che rischierebbe di
prosciugare le tasche: "Non appena ricevute le lettere abbiamo deciso di
affidarci ad un avvocato specialista in diritto industriale e in proprietà
intellettuale. Studiato il caso ci ha convinto fosse meglio mollare tutto.
Andare avanti in un'azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto
per le nostre tasche. Il nostro è infatti un progetto editoriale e non
avremmo potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale
come la Coca-Cola".

Così le ultimi flebili speranze per il blog italiano rimangono legate alla
pressione mediatica e in Rete: proprio nei social network il sito stesso ha
cercato aiuto, ricevendo subito il supporto degli utenti di Twitter dove
l'hashtag #supportcocacolla
<https://twitter.com/search/%23supportcocacolla>sta raccogliendo la
protesta nei confronti dell'iniziativa di Coca-Cola.

Per evitare il (minimo) rischio di confusione (è evidente che il blog
italiano non sia collegato in alcun modo ad Atlanta), dunque, ora Coca-Cola
rischia<http://www.tecnoetica.it/2012/02/23/coca-cola-o-coca-colla-bollicine-attente-all-effetto-streisand/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Tecnoetica+%28Tecnoetica%29>di
aver provocato un negativo ritorno di immagine,
visibilità<http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/02/23/foto/coca-colla_it_cambi_nome_e_il_popolo_del_web_protesta-30362198/1/>per
*CocaColla.it* e più o meno serie campagne di boicottaggio nei suoi
confronti.

*Claudio Tamburrino *
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