Ma che bei fusti arrivano sulle nostre spiagge !
Calma ragazze non è un articolo gossip di quelli che vanno tanto di
moda . Non sono arrivati nè Garko, né Corona sulle nostre spiagge.
Parlo di altri fusti. Quelli pieni di materiale tossico. Ne sono
sbarcati altri sulle spiagge del tirreno e tutti provenienti
probabilmente dalla stessa nave che li ha scaricati davanti le nostre
coste. Tre vigili urbani di Paola che avevano portato questi fusti in
un magazzino comunale hanno rischiato di morire intossicati la mattina
dopo esservi entrati. Le esalazioni avevano invaso tutti i locali e
loro senza alcuna precauzione vi erano entrati . Subito ricoverati
nell'ospedale di Paola sono stati dichiarati fuori pericolo e speriamo
che su di loro non vi siano future conseguenze. Insomma è stata
sfiorata l'ennesima tragedia e come di conseguenza e
come
avevamo già previsto sul nostro giornale ecco le solite rassicurazioni
da parte dell'ARPACAL e dell'ASL che dichiarano la non pericolosità del
contenuto di tali fusti, essendovi del semplice "olio esausto",
comunque tossico,se le loro esalazioni sono capaci di inquinare una
stanza ed avvelenare i presenti. Ma già dimentichiamo che l'estate è
vicina, la crisi incalza, e come ripete il nostro Presidente del
Consiglio, bisogna essere ottimisti. Non sono per nulla ottimisti
invece alla procura di Crotone che continuano le ricerche sul materiale
proveniente dalla Pertusola . I ritrovamenti del materiale usato come
cemento nelle strutture pubbliche di Crotone rivelano
l'ampiezza del fenomeno criminale. Finanche la questura di Crotone è
stata costruita con materiale tossico, e si aggiunge al lungo elenco
che va da alcune scuole, alla banchina del porto a vari piazzali e
marciapiedi. Alcuni ex operai della Pertusola ora collaborano
attivamente con la procura. Stanno raccogliendo cartelle cliniche degli
operai colpiti da varie neoplasie ed indicano all'interno della
fabbrica le aree critiche piene ancora di materiale tossico. Il
Procuratore capo di Crotone ha allargato le indagini anche nel mare di
fronte Crotone. Certamente vi è stato buttato materiale tossico ed è
probabile che anche qualche nave possa esservi stata affondata fra le
36 navi scomparse nel mediterraneo.
Ma
già nel 2002 nelle conclusioni del documento XXIII n.47 sulle attività
svolte dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti
e sulle attività illecite
ad esso connesse, approvato dalla Camera il 25 ottobre 2000, si
legge:
"La Commissione
ha cercato, con questo documento, di mettere in evidenza e di
illustrare in maniera organica i principali fenomeni criminali connessi
al ciclo dei rifiuti. Dal lavoro svolto, dalle informazioni acquisite
nonché dalle audizioni tenute e` emersa in maniera chiara una serie di
elementi che - in sede di conclusioni - e` opportuno riportare in forma
schematica e sintetica. La gestione illecita riguarda una quota
considerevole dei rifiuti prodotti ogni anno in Italia:
in
base alle informazioni assunte e alle elaborazioni svolte, si tratta di
una quota superiore al 30 per cento che - tradotto in termini numerici
- equivale a oltre 35 milioni di tonnellate di rifiuti (soprattutto
speciali) smaltite in maniera illecita o criminale ogni anno."
(...)
"Non
è la sola criminalità organizzata ad operare in modo illegale. Esistono
infatti società commerciali o imprese non legate ad essa, ma che hanno
come «ragione sociale» la gestione illecita dei rifiuti, soprattutto di
origine industriale. Nella gestione illecita del ciclo dei rifiuti non
si registrano forme di concorrenza o scontri come invece accade in
altri settori criminali (traffico degli stupefacenti o controllo del
racket): il business e` evidentemente talmente consistente da
rendere preferibile la collaborazione alla concorrenza spietata."
(...) "Ad
alimentare il mercato illecito sono anche industrie a rilevanza
nazionale ed internazionale, comprese aziende a rilevante
partecipazione di capitale pubblico. Per tutte il minimo denominatore
comune e` la ricerca dello smaltimento al minor costo, senza alcun
controllo sulla destinazione finale del rifiuto."
L'unico
processo riguardante i rifiuti provenienti dalla Pertusola di Crotone e
che vedeva indagati ed imputati politici e gregari, oltre che
personaggi legati alla ndrangheta è stato archiviato. Il maggior
responsabile di tale operazione che venne condotta dall'ex magistrato
De Magistris, Sergio Stancato, arrestato nel 1998 quando era assessore
regionale all'ambiente, è ancora consigliere regionale e
siede tranquillamente fra i banchi del consiglio regionale. E' passato
tranquillamente da destra a sinistra, e viceversa, così come gli venne
insegnato da Mastella, ed oggi ha formato un gruppo denominato Calabria
Democratica, che è presente alle elezioni per le provinciali di Cosenza
e
prossimamente sarà anche presente alle regionali, avendo compiuto tale
passo con la benedizione del Presidente Loiero. Nessun partito politico
ha inteso prendere le distanze da tale personaggio, tantomeno il gruppo
di Rifondazione Comunista e dei verdi con i quali siederà
tranquillamente a fianco nel caso di vittoria della coalizione di
Oliverio. Subito dopo la nuova inchiesta fu lo stesso De Magistris che
ricordò come quella sua prima operazione venne insabbiata. La sua
memoria va all'inchiesta Artemide.
"All'epoca
ci fu anche una collaborazione e uno scambio di atti tra le due procure
- ha proseguito De Magistris - quello che però trovai sconcertante è
che dopo 4 anni, tra il dicembre 2002 e il gennaio 2003, dopo aver
fatto di tutto per esercitare l'azione penale e fare la richiesta di
rinvio a giudizio, quando tornai alla Procura di Catanzaro, trovai il
fascicolo ancora in udienza preliminare. Mi chiedo se è un fatto
normale che un fascicolo giaccia per tanti anni in
udienza preliminare!"
Il
rischio in questi casi è che il reato, così come avvenuto per il filone
di competenza presso il Tribunale di Castrovillari, dove il processo è
iniziato solo nel 2007 concludendosi nel marzo 2008 con l'assoluzione
di tutti gli indagati (per non aver commesso il fatto e per
prescrizione), cada in prescrizione.
"Bisogna
vedere - continua De Magistris - come mai si permette che il tempo
trascorra così facilmente quando ci si occupa di reati contro la
Pubblica Amministrazione che vedono coinvolti i cosiddetti "colletti
bianchi". Non ci possono essere corsie preferenziali per
alcuni cittadini e per altri no".
Ma in Calabria le cose , come da sempre
ripetiamo, prendendoci denunce per cosiddette diffamazioni, vanno
avanti così. La politica si difende a turno e se ci sono magistrati che
rompono determinati schemi consolidati vengono trasferiti e messi in
condizione di tacere. Dobbiamo dire che siamo fiduciosi della giustizia
. E va bene diciamolo, nell'attesa di essere smentiti una volta per
sempre : l'inchiesta di Crotone si chiuderà
positivamente e sapremo chi sono i responsabili di tale massacro e
soprattutto quali coperture questi criminali hanno avuto, e il
processo avrà una corsia preferenziale e non subirà alcun rinvio!
Intanto tutti i 19 indagati sospettati ed indagati per vari reati che
vanno dal disastro ambientale ad occultamento di rifiuti pericolosi
sono ancora in libertà, grazie anche alla depenalizzazione di tale
reato in sanzione amministrativa. Ed a proposito di archiviazione
ritorniamo a parlare della jolly Rosso.
Lo
abbiamo anche scritto nelle settimane scorsa. L'archiviazione c'è
stata. Non è completa tale archiviazione. Diciamo che dalla lettura
della motivazioni del gip resta una finestrella aperta. Dice e non
dice. E comunque le indagini ora continueranno su queste due discariche
dove si presume che vi siano sepolte scorie tossiche quella nel bacino
del fiume Oliva dove è stata sequestrata una grossa area e quella di
serra d'Aiello. Non sono radioattive in quanto le analisi condotte
dall'ARPACAL sui terreni individuati escludono tali presenze , ma
comunque rifiuti di una certa tossicità vi sono di certo. Provenivano
della Jolly Rosso ? non si può dire in attesa della bonifica che chissà
quando arriverà. Intanto la società dell'armatore Messina proprietaria
della Jolly Rosso tira un sospiro di sollievo. Il danno su tale
indagine venne fatto all'inizio quando il gip Domenico Fiordalisi, nel
1991, a pochi mesi dallo spiaggiamento, dette l'autorizzazione a che
quella maledetta nave venisse smantellata . Uno
smantellamento fatto in tutta fretta. Così come in tutta fretta venne
regalato il contenuto della nave. Molti contadini e piccoli
imprenditori della zona amanteana corsero a prendersi dalla nave
piccole attrezzature ed anche piccole strutture che servirono loro da
garage per attrezzi. Fu un assalto che non risparmiò niente e che servi
solo a far sparire ogni eventuale prova sulla natura vera del contenuto
di quella nave. Fu come far sparire una pistola ancora fumante dalla
scena di un omicidio ! Stessa scena adesso la viviamo a Praia a mare. A
fine giugno dovrebbero partire gli avvisi di garanzia per i cinque
responsabili del massacro di operai , individuati dalla magistratura di
Paola ,avvenuto nella Marlane nel corso di una trentina di anni. Un
massacro che ha ucciso un centinaio di operai ed operaie per varie
neoplasie. Ora si continua a scavare attorno alla fabbrica. Anche qui
vengono fuori vari rifiuti tossici e le percentuali di cromo, arsenico
ed altro dimostrano la pericolosità di tutta la zona. Anche in questo
caso la politica preferisce il silenzio. Responsabili morali o reali
sono nella politica, nel sindacato ufficiale, nella provincia con
Oliverio, insomma sono buona compagnia, e potrebbero costituire anche
un nuovo gruppo politico il CTD : "Calabria tossica e democratica".
Si, democratica . Perché il tumore colpisce tutti...democraticamente !
su Mezzoeuro del 30 maggio 2009


