[Precog] una sinistra unita per l'europa (nicola vallinoto s…

Delete this message
Reply to this message
Author: Alex Foti
Date:  
To: radical-europe, precog
Subject: [Precog] una sinistra unita per l'europa (nicola vallinoto sul manfo)
Una nuova sinistra unita con lo sguardo puntato sull'Europa
Nicola Vallinoto *

Alcuni passaggi di Rossana Rossanda nel suo editoriale del 10 agosto
scorso mi convincono pienamente; in particolare quando afferma che «un
paese europeo non può battersi da solo contro la recessione» e anche
quando sottolinea come sia necessario «un intervento che restituisca
il primato alla politica piuttosto che ai meccanismi dell'economia,
che dia luogo a linee di sviluppo, incluso uno "sviluppo di
decrescita", che ridistribuisca la ricchezza a sfavore delle zone
forti e a favore di quelle deboli, che decida il taglio dei privilegi
sociali, il rilancio su un piano mondiale dei mercati interni».
Partendo da queste affermazioni vorrei contribuire con alcune
riflessioni. Una ricostruzione della sinistra non può che iniziare dal
basso, dai militanti, dagli elettori, dai lavoratori e guardare
all'Europa e al resto del mondo. La nuova sinistra dovrà rivolgersi in
primo luogo ai precari, lasciati soli e con pochi diritti, e ai
migranti con una cittadinanza di serie B. Costoro dovranno formare la
spina dorsale della nuova sinistra. Le scelte verticistiche degli
ultimi mesi ci hanno infatti via via allontanato dalla società, dalle
sue esigenze e aspettative. Quello della «Sinistra arcobaleno» non era
un brutto progetto, ma andava realizzato in modo differente. Occorre
perciò utilizzare gli strumenti della democrazia partecipativa anche
all'interno della sinistra. L'esperienza del movimento di Porto Alegre
può aiutarci in questa direzione. Si propone pertanto ai partiti della
ex Sinistra arcobaleno di organizzare un incontro pubblico per
discutere di queste tematiche con tutti i cittadini che si riconoscono
nei valori della sinistra. La nuova sinistra deve diventare una casa
comune per comunisti, ecologisti e socialisti (non riferendosi certo a
Craxi, ma a Matteotti, Nenni, Pertini, ecc.), una formazione unitaria
con le sue sedi, i suoi dirigenti, i suoi iscritti, la sua presenza
organizzata nel sindacato e così via. Una forza che deve mirare a
ottenere un risultato superiore al 10% dei consensi per poter incidere
davvero nella società. I temi sociali e ambientali devono essere posti
al centro del programma. I diritti collettivi devono tornare a avere
lo spazio che meritano, in quanto specifici della nostra cultura, così
come il valore dell'uguaglianza. La rivoluzione francese lo ha
affiancato per sempre alla libertà e alla fraternità, la Comune di
Parigi gli ha conferito un significato economico e non solo giuridico,
la rivoluzione russa ne ha fatto la bandiera del proletariato di tutto
il mondo. Il nuovo partito, deve contenere precisi riferimenti alla
«Sinistra europea» e alla prospettiva dell'unificazione politica
europea, dato che l'Europa è lo spazio minimo di lotta e di
rivendicazione di diritti cosmopolitici per tutti i cittadini e le
cittadine residenti nel nostro continente e perché l'Europa può
costituire l'alternativa a un processo di globalizzazione basato solo
sugli interessi di parte delle multinazionali e delle grandi potenze
al fine di costruire un mondo basato su democrazia, giustizia sociale
e diritti senza confini e senza più guerre. Interessi economici
globali che possono essere affrontati solo con strumenti politici di
adeguato livello. Il ritorno della destra populista, xenofoba e
nazionalista in tutta Europa può essere combattuta solo con una
sinistra che si muova in una prospettiva di costruzione della
democrazia europea e mondiale basata su un federalismo sovranazionale
solidale. Alla fine degli anni '90 le sinistre erano al governo in
Europa in 13 paesi su 15. L'errore fu di non rivendicare un governo
democratico europeo, responsabile di fronte al Parlamento europeo e ai
cittadini con il quale offrire una risposta ai problemi reali e comuni
del nostro continente. In sintesi si propone una sinistra europea
unita, che guarda sia alle lotte locali che alle istanze democratiche
globali, e che si mette dalla parte dei più deboli e con meno diritti:
i migranti e i precari.
* vicesegr. Movimento federalista europeo