[Canale_633] Occupato l'ex palazzo delle Poste, lanciata…

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Author: Canale_633: le trasmissioni di Rebeldía - Pisa
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To: rebeldia_news
Subject: [Canale_633] Occupato l'ex palazzo delle Poste, lanciata l'Altra Campagna


Stamattina abbiamo occupato il palazzo che un tempo ospitava la sede delle
Poste, un altro luogo che dovrebbe essere proprietà di tutti e invece è
abbandonato da quasi 10 anni all'incuria e al degrado. L'occupazione lancia
l'altra campagna, il percorso promosso dalle associazioni per parlare della
citta' che non c'e'.

A Pisa, come ovunque, esistono associazioni, gruppi, esperienze molto varie
ma accomunate dalla ricerca di un altro modo di vivere, di decidere insieme
e di avere a che fare con l'ambiente e con la città. Questa parte viva
della società ha, nei riguardi della politica e delle elezioni, una
relazione ambivalente, e oscilla tra il votare il "meno peggio" (per
abitudine, per cultura, per disperazione), o non votare affatto. E molti,
di fronte all'ennesima campagna elettorale vuota e priva di contenuti,
provano disillusione, noia e rabbia. Progetto Rebeldia ha una proposta da
fare a tutta la città, e in particolare alla sua parte viva e attiva:
associazioni, comitati, reti del commercio equo, realtà del mondo
ambientalista e pacifista, comunità migranti, quartieri e singoli
cittadini. Invece di "subire" la campagna elettorale, proviamo ad "usarla",
facendo sentire la nostra voce. Che si decida di votare per questo o per
quello, o di non votare affatto, badiamo alle cose, a come cambiare il
nostro modo di vivere, a come organizzare spazi e tempi della città in cui
viviamo. Vorremmo organizzare, tutti insieme, un'«altra campagna»
indipendente e parallela a quella dei partiti, che non si propone di
chiedere o imporre candidature, nè di barattare voti. L'altra campagna
"per la città che non c'è" parte dal basso e da sinistra, vive nelle
strade e le percorre, cercando di ascoltare e mobilitare le voci che da lì
provengono, che la Politica ufficiale ignora e cancella. Non vogliamo una
città in mano agli imprenditori e ai grandi proprietari immobiliari, che
rischia di vedere il suo territorio sempre più devastato. Vogliamo invece
una città che si sviluppa grazie alla partecipazione, una città di tutte
e tutti coloro che la abitano, a cui devono essere riconosciuti uguali
diritti nella sostanza oltre che nella forma. La città che noi stiamo
costruendo è generosa delle sue strade e delle sue piazze, dei suoi mille
edifici di proprietà pubblica da sottrarre alla speculazione e
all'incuria, capace di aprire le scuole e le università ai quartieri,
impedendo la costruzione di ghetti e l'innalzarsi di muri. Il nostro tempo
è dominato da muri: i muri virtuali e non solo delle frontiere che
proteggono i privilegi acquisiti per nascita in un territorio, i muri
invisibili ma quotidiani della discriminazione e della diffidenza che anche
nella nostra città allontanano uomini, donne e bambini stranieri dai
diritti fondamentali: lavoro, salute, casa. I muri non cadono da soli, ma
vanno ribaltati creando ponti che avvicinano culture e persone, a partire
dai diritti di tutti. Diritti e dignità contro lavoro nero, lavoro
precario, lavoro malpagato, lavoro insicuro, lavoro in appalto, lavoro
esternalizzato. Datori di lavoro pubblici e privati fanno profitti con i
cantieri ed il turismo, con la ricerca ed i servizi, con le
esternalizzazioni e gli appalti alle cooperative, mentre noi non arriviamo
alla quarta settimana, con salari sempre più bassi e nessun diritto sul
luogo di lavoro. La città che non c'è ha fame di cultura e non di una
città vetrina per il turismo usa e getta, ma quella cultura molteplice
necessaria per la crescita sociale e civile di una città e dei suoi
cittadini; ha bisogno di spazi per praticare le arti e i mestieri, per
imparare, diffondere e condividere. Il libero accesso a tutte le forme
della cultura è uno strumento emancipativo ed è il principale mezzo col
quale costruire un'economia alternativa, equa, locale, sostenibile e
solidale. Per queste ragioni come Progetto Rebeldìa lanciamo da oggi fino
al 13 aprile l'altra campagna per la città che non c'è, con un fitto
programma di dibattiti, musica, teatro, azioni dirette in città ed
invitiamo tutti gli uomini, le donne, i bambini ed anziani ad aderire e a
moltiplicare le iniziative. Questo è il nostro modo di partecipare alle
elezioni in questa città, camminando e domandando ma soprattutto
praticando una politica e un fare società che le campagne elettorali
ufficiali provano ad ignorare e cancellare.


Rimandiamo al sito, www.rebeldia.net, per il programma delle iniziative.

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