Meeting IndyAbruzzo 5 Maggio 2007 - ore 14:30
present*: una decina.
provenienze: aquilano, val vibrata, marsica.
Il meeting è stato abbastanza energico (ed energetico :P), anche se
eravamo pochetti. Non mancavano i nuovi.
Jops ha portato il pc e quindi siamo riusciti anche a leggerci la mail
di pensieri vari di vincent.
1 - *Intro*
Con una breve introduzione si è chiarito che Indymedia Distribuita
significa che ogni nodo locale che prima prendeva parte al progetto
Italy.Indymedia.org, ora dovrà autonomamente sviluppare e portare avanti
la ricostruzione del proprio sito. Questo significa ulteriormente tre cose:
- - acquisire le competenze dal punto di vista tecnico;
- - avviare una buona "macchina" di autofinanziamento;
- - stabilire un contatto diretto con il network internazionale e avviare
il cosiddetto "process" ovvero le varie fasi per chiedere al
indymedia.org di essere parte del network globale.
Server e banda, infatti, costano (io non ricordavo bene la cifra, ma mi
sembrava intorno a 100euro al mese, mi confermi vincent?).
In più tutti quei contatti internazionali che nella vecchia indymedia
italia venivano delegati semplicisticamente a "qualcun*" non meglio
specificato che parlava nelle liste internazionali, ora dobbiamo farceli
da soli, in inglese e con pazienza.
2 - *Riapertura*
Da subito la cosa che è emersa è stata una forte voglia di riaprire
perché si sente la mancanza e l'esigenza di indyabruzzo. A questo, però,
è seguita una piccola discussione sul fatto, con due posizioni
(fondamentalmente):
a) Riapriamo il prima possibile, perché tanto le competenze tecniche non
sono poi così impensabili da reperire (già si siamo quasi) e
l'autofinanziamento non è un problema così grande, avanzando ipotesi
come iniziare ad esser presenti alle iniziative sul territorio con un
duplice scopo: iniziare a promuovere l'immagine e la cultura indymedia
in giro per l'abruzzo facendo attecchire quella che in gergo si chiama
"indyphilosophy" e in più iniziare a fare autofinanziamento.
b) Far ripartire il "process" ora è abbastanza inutile. Motivi due:
- - perché ancora non si crea quel gruppetto energico e operoso di persone
che hanno tanta voglia di stare dietro indymedia abruzzo.
- - in secondo luogo perché dobbiamo prima avviare una buona
capillarizzazione, se così si può chiamare, dello strumento indymedia
sul nostro territorio e quindi: pubblicizzarlo, farlo arrivare a chi non
lo conosce, diffonderne uso e consapevolezza.
Tutto ciò significa:
1] impegnarsi a mantenere un contatto con la dimensione nazionale del
progetto che presto riprenderà piede;
2] impegnarsi ad acquisire le competenze tecniche;
3] impegnarsi a sviluppare nel proprio territorio un contatto costante;
4] partecipare alla promozione dello strumento sul territorio abruzzese
con organizzazione di iniziative, serate, autofinanziamento;
5] inventare momenti di insegnamento tecnico e momenti di
diffusione/pubblicizzazione dello strumento e della sua consapevolezza
(far capire che se indy esiste e io ne sto usufruendo vuol dire che
esiste una comunità che ci si impegna dietro, non che è caduta la manna
dal cielo).
Altre considerazioni:
- - Non bisogna essere pessimisti riguardo a quanto indy_abruzzo ha fatto
nella sua breve vita: stretto contatti fra alcune realtà in primis.
- - Non si può fare un paragone con i nodi come Torino/Roma, perché
sappiamo bene com'è il nostro territorio.
- - Ci siamo persi un anno abbastanza ricco di iniziative e contenuti in
Abruzzo, quanto potrebbe essere proficua una riapertura a inizio del
periodo estivo?
- - E' abbastanza utopico pensare che tutt* i nostri futuri utenti
diverranno anche partecipi attivi alla lista, quindi tanto vale iniziare
e in contemporanea vedere su che strada si va.
Accenni risolutivi:
Iniziare ad essere presenti sul territorio e a creare quei momenti di
diffusione di cui si sente l'esigenza. Iniziare a stringere contatti sul
territorio con realtà che conosciamo e realtà sconosciute (specie la
costa). Iniziare a lavorare sul sito di test che abbiamo anche per la
pubblicazione, così vediamo che esigenze ci sono al di là delle tecniche.
Prima iniziativa a cui potremmo esserci: "Amore Arte e Rivoluzione"
all'Aquila, inizi di giugno.
Mandare avanti la duplice prova (web+territorio) anche per tutta
l'estate (che sappiamo essere meno "intensa") e fare un bel punto della
situazione per settembre.
Iniziare a pensare a produrci spillette/maglie e altro materiale per
l'autofinanziamento (anche dvd fatti dalla vecchia indy ecc)
3 - *Accenni su policy e solite questioni*
Abbiamo letto la policy di indymedia_napoli, che abbiamo ritenuto molto
simile a quella della buon anima di italy.indymedia. Unica
incomprensione è emersa nella lettura del punto 7 che, forse è da
precisare ulteriormente o ridiscutere:
> 7. I messaggi privi di alcun contenuto informativo vengono nascosti. Per
> *nessun contenuto informativo* intendiamo ad esempio, espressione di
> stati d'animo o giudizi che, per quanto condivisibili, non contengono
> alcun tipo di informazione ulteriore.
Non sono venute fuori proposte di sconvolgimento della vecchia policy a
parte un accenno alla questione della privacy (che metto al punto
successivo).
Una vecchia questione è emersa:
- - Come ci si comporta di fronte alle notizie delle realtà
istituzionali/partitiche?
Esempio pratico:
DS/Rifondazione/simili pubblica un evento sull'agenda. Magari qualcun*
in mailing list avanza l'ipotesi che debba rientrare nella propaganda
politica e quindi sia da mettere fuori policy.
Alcune considerazione iniziali:
- - E' ovvio che le idee razziste/fasciste/discriminatorie anche solo per
un essere umano/sessite se ne possono benissimo andare all'altro paese.
- - E' bene che la comunità che ora si sta ricompattando per creare
indyabruzzo sia pronta ad attuare meccanismi di "resistenza" contro
eventuali tentativi di egemonia da parte delle realtà istituzionali.
- - E' bene stare dietro ad indy e tirarsi un secondo fuori dalla propria
"fede" politica e semplicemente fare in modo che indy rimanga uno
strumento di libertà, che dia la possibilità a chiunque di essere il
proprio media.
- - E' importante che non si lasci spazio neanche a quei fatti
strumentalizzati dalle realtà partitiche per i proprio fini ma "servite"
come culturali, informative...
- - E' molto meglio che indymedia (non la lista ma tutt*, perchè tutt*
sono indymedia) "risponda" a queste cose con i commenti, con i
dibattiti, con lo smascherare (se ci sono) quelle logiche di falsità.
Discussione:
Si è fatta subito una distinzione: un conto è il "vota antonio" (hanno
tutti i loro spazi per pubblicare quelle cose e non certo debbono venire
su indymedia) e un altro conto sono iniziative/dibattiti/concerti/altro
che, magari, pur essendo vicini a realtà come quelle sopra dette, non
sono propaganda.
Si è più volte ribadito in assemblea che Indymedia è innanzitutto uno
strumento "libero" che vuole svincolare l'informazione dai canali
commerciali/istituzionali e vuole essere uno spazio dove affiori la
verità dei fatti tramite lo sviluppo del senso critico di ogni lettore e
uno spazio dove opinioni/analisi/notizie possano "fluire" in libertà.
Il compito nostro e di tutt* quelli che vogliono impegnarsi dietro
indymedia è quello di garantire che questo spazio di libertà non venga
forzato da nessuno, ma che rimanga tale, proprio per il valore politico
che ha, per chi ama indymedia, la libertà.
Ciò significa che non dobbiamo avere pregiudizi: né per la
partecipazione dal lato utente, né per la partecipazione dentro indymedia.
Indy è uno strumento rivoluzionario (perché se si sente l'esigenza di
uno spazio senza censura e che tuteli l'anonimato, evidentemente, i
canali "classici" operano una distorsione e un occultamento
inaccettabili). Non per questo deve chiudersi a chiunque sia
"riformista" :P, l'importante è che nessuno provi mai ad egemonizzare lo
strumento e che nessuno provi mai a limitarne la libertà.
4 - *Anonimato e Privacy*
Per la questioni delle foto da modificare cancellando i volti per la
privacy abbiamo fatto una discussione piccolissima, tanto queste sono
cose che poi dovremo riprendere più in là.
Si è solo detto che intanto ci sono vari casi e fra questi ce ne sono
alcuni in cui queste misure sono superflue, almeno nella nostra
situazione abruzzese. Comunque si è pensato che si potrebbe mettere un
link a quei siti (con facciata tipo paint in windows) che ti permettono
di caricare la foto e pennellare il volto in questione.
Per i video, invece, la cosa è più complicata e ci si tornerà su.
5 - *Etichette*
Alcun* hanno notato che spesso Indymedia viene percepita da molti come
il sito-tana di "zecche/comunistoni/anarchici/fricchettoni/no-global".
Sarebbe fico se riuscissimo, in questo particolare momento di
ricostruzione, ad evitare che questa etichetta ci venga affibbiata
ancora e che Indymedia venga percepita per quello che è, niente più e
niente meno che uno spazio dove chiunque può pubblicare la sua
opinione/notizia/versione dei fatti/inchiesta senza incappare in
censure, senza dover per forza aver un nome e un cognome, senza dover
essere un giornalista, senza doversi far approvare da una redazione.
Si è pensato che anche la maniera con cui da adesso ci presenteremo in
giro per l'Abruzzo può contribuire a modificare in meglio la percezione
che si ha di Indymedia.
Esempio pratico:
la nostra partecipazione alle iniziative sia come Indymedia Abruzzo a
prescindere dalle esperienze politiche e di
gruppo/collettivo/comitato/altro che abbiamo alle spalle. E' ovvio che
noi siamo il risultato di tutto questo, ma indy non è una nostra
protuberanza :D
6 - *Mailing-list e Vita Reale*
La mailing-list è vitale per questo progetto ed è necessario spostare
molta attenzione anche lì, visto che comunque ai meeting c'è sempre
almeno una decina di persone interessate che poi in lista si riducono a
tre/quattro e al silenzio prolungato che fa tanta tristezza.
Certamente, però, c'è bisogno di vederci con costanza, anche dopo che
avremo superato questa fase di ricostruzione.
*FINE*
P.S. se ho dimenticato qualcosa, aggiungete. (è ovvio che le mie
opinioni le ho argomentate meglio...quindi fate aggiunte come vi pare)
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spleen
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"Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò,
tutto il resto ne consegue naturalmente."
G.Orwell