[Gioia_per_Catania] 2 FEBBRAIO 2007: CATANIA CONTRO CATANIA

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Author: gioia_per_catania
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To: gioiaxct
CC: gioia_per_catania
Subject: [Gioia_per_Catania] 2 FEBBRAIO 2007: CATANIA CONTRO CATANIA
Perché stupirsi di quanto accaduto? Questa è Catania. E’ la città che
meglio esprime tutti i mali e tutto il degrado culturale e civile della
società italiana. E’ la città ascesa ai primi posti nella classifica
delle città più invivibili d’Italia, col maggior tasso di criminalità
minorile, una delle città più violente, più lassiste, dove l’illegalità
diffusa, l’assenza di regole e dei più elementari criteri di convivenza
civile sono stati elevati a sistema. Questa è la Catania roccaforte del
più squallido berlusconimo, amministrata da più di sei anni da un
sindaco che “non vuole rotti i coglioni” da chi si permette di
denunciare la realtà catanese sulla base di dati inequivocabili ed
elogia in più occasioni la sottocultura pseudo-popolare dei quartieri
degradati dove il malaffare “non vuole rotti i coglioni” dalla legge e
da ogni forma sia pur minima di legalità. Questa è Catania, una città
che si sveglia la mattina del 3 febbraio come se la tragedia della sera
prima la riguardasse solo in parte, anche perché qualsiasi porcheria,
si sa, non deve intaccare il quieto vivere di una massa che vede nell’
assenza di regole l’unica possibilità di sopravvivere e, in qualche
caso, di arricchirsi. Questa è Catania, la Catania ascesa alla serie A
del calcio nazionale, proprio quando il calcio nazionale non è più uno
sport ma una delle massime espressioni del teppismo affaristico
nazionale. Un’ulteriore conferma di quella verità che il sindaco
Scapagnini rigetta con le espressioni proprie della parte peggiore
della città, la Catania “spacchiusa” e strafottente che lo identifica
giustamente come l’incarnazione dei propri “ideali” di illegalità
diffusa, quegli ideali che le amministrazioni di centro-destra hanno
riportato in auge in tutti i settori della società catanese con una
gestione assolutamente clientelare e affaristica della cosa pubblica.
In fondo, anche gli ultras e i teppisti del derby Catania-Palermo non
volevano rotti i coglioni da chicchessia, volevano essere lasciati
liberi (casino delle libertà) di divertirsi nell’unico modo
“spacchiusu” di fare sport.
Oggi il sindaco Scapagnini sul quotidiano
locale chiede unità contro i delinquenti e dichiara ovviamente il lutto
cittadino. Ma chi dovrebbe unirsi a chi, se la maggioranza assoluta di
questa città ignora ormai cosa voglia dire cittadinanza attiva, se
Catania non è nemmeno una città ma una sommatoria di individui
impegnati unicamente a farsi i propri affari e tirare comunque a
campare? La mattina del 3 febbraio bastava girare una mezzora per le
strade del centro o alla pescheria o fra le bancarelle di Piazza Carlo
Alberto per verificare l’assenza totale di anticorpi della Catania
scapagniniana. Lutto cittadino? Proprio ora che c’è la festa, la grande
festa religiosa della patrona, con quintali di carne “arrusti e mangia”
in tutti gli angoli delle strade e le candelore e i devoti col sacco
bianco (anche qualcuno di quelli che hanno fatto festa a modo loro all’
ingresso dello stadio)... proprio ora doveva morire questo poveraccio?
C’è poco da fare, le vittime sono dei veri guastafeste. I catanesi
“spacchiusi” lo hanno sempre pensato: la rovina della città sono sempre
loro, le vittime della mafia, i paladini della giustizia che “rompono i
coglioni” e non lasciano andare le cose per il loro verso. Questa è
Catania, non si smentisce. Una città che sa anche “indignarsi” nel
vedere la sorella di una vittima della mafia scendere in politica
invece di piangere sulla tomba del fratello (citazione fedele da bocche
catanesi doc), mentre trova perfettamente normale che un politico sia
in odore di mafia o corrotto. Una città sempre pronta a inchinarsi al
più furbo e al più potente, ad ammirare chi sa rubare senza farsi
incastrare dalla giustizia, ad isolare e deridere cinicamente chi crede
in qualcosa e agisce in coerenza. No, questa Catania non è capace di
provare lutto o vergogna per niente e i politici che l’hanno
amministrata in questi anni dovrebbero vergognarsi loro per primi ed
evitare dichiarazioni ipocrite (almeno la dignità del silenzio!),
perché loro stessi sono espressione e complici del degrado etico e
civile che ha portato la città di Catania nella serie A del disastro
nazionale.

04-02-2007

mario bonica

http://blog.libero.it/Bonica/