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Author: gioia_per_catania
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Subject: [Gioia_per_Catania] approvato il Documento di programmazione economico e finanziario 2007/2011

L'Assemblea regionale siciliana ha approvato il Documento di
programmazione economico e finanziario 2007/2011

Con 41 voti a favore
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato il Documento di
programmazione economico e finanziario 2007/2011 (Dpef). L'esame era
iniziato l'altro ieri con la lettura delle relazioni di maggioranza,
tenuta dal presidente della commissione Bilancio, Michele Cimino, e di
minoranza esposta dal deputato regionale dei Ds Camillo Oddo. Cimino
aveva spiegato che il disegno di legge prevede che ''la manovra
finanziaria che il Governo della Regione intraprenderà, per il periodo
2007-2011, dovrà assicurare la copertura di un fabbisogno di 2.470
milioni di euro per il 2007, di 1.804 milioni di euro per il 2008 e di
1.419 milioni di euro per il 2009''. (leggi)

Per le opposizioni ''il
quadro macroeconomico di riferimento, relativo alla Sicilia, segnala
una stagnazione che si conferma anche per l'immediato futuro come segno
allarmante di una profonda crisi dell'apparato economico regionale''.
''Se in Sicilia dovessimo assegnare il 'Premio Pinocchio', Totò Cuffaro
non avrebbe concorrenti'', ha detto Antonello Cracolici, capogruppo Ds
all'Ars. ''Al di là degli annunci - ha aggiunto Cracolici - questo
documento di programmazione economica è infatti il più evidente esempio
di come il governo Cuffaro non abbia alcuna intenzione di mettere mano
alle vere falle dei conti pubblici: non si toccano i comitati d'affari
della sanità, non si tagliano i contratti e le consulenze d'oro della
Regione, non si riducono gli Ato, non si tagliano gli enti inutili e
non si eliminano i veri sprechi''.
''Ancora una volta il governo
Cuffaro si prende gioco del parlamento e dei siciliani'', ha osservato
il leader dell'Unione Rita Borsellino. ''Non è un caso - ha detto
Borsellino - che il Dpef arrivi in discussione dopo che il governo ha
già approvato la legge di bilancio mentre dovrebbe essere l'opposto e
non è un caso che alcune previsioni in esso contenute siano in netto
contrasto con la realtà''.

''L'opposizione ha perso l'ennesima
occasione per offrire un contributo di proposte per lo sviluppo della
Sicilia, cedendo alla tentazione di usare l'Aula del Parlamento
regionale per le solite, stantie polemiche, infarcite di falsità, di
cui i siciliani non avvertono il bisogno''. Ha afferma il presidente
della Regione, Salvatore Cuffaro, commentando i contenuti del dibattito
in Assemblea regionale sul Dpef. ''Che il Dpef non sia il libro dei
sogni lo dimostrano i dati che presentano una Sicilia in costante
crescita negli ultimi cinque anni'', ha aggiunto. ''Quello di
quest'anno prosegue sulla stessa strada, con l'obiettivo di contenere
le spese, a partire dalla Sanità, e punta sugli investimenti, sulla
creazione di nuove infrastrutture e sul sostegno alle imprese''. ''Il
centrosinistra - ha proseguito Cuffaro - si guarda bene dal ricordare
ai siciliani che stiamo scontando la decisione del ministro Bindi, alla
guida della Sanità nel precedente governo Prodi, di elevare la nostra
quota del Fondo sanitario, portandolo al 42,5%, ben oltre i limiti
imposti alle altre regioni. Come se questo non bastasse, l'attuale
governo Prodi vuole penalizzare ancora di più la Sicilia, con la
previsione, nella finanziaria nazionale di un ulteriore aumento della
quota a nostro carico che, in tre anni, giungerà alla soglia del
50%''.
''Nel momento in cui mi trovo a Roma per cercare di convincere
il governo nazionale a rivedere alcune sue scelte che danneggiano la
Sicilia - ha concluso Cuffaro -, i massimi esponenti regionali della
sinistra si abbandonano ad attacchi strumentali e sterili. Il confronto
politico non si può alimentare di menzogne: è falso sostenere che i
fondi dell'articolo 37 sono già stati destinati a spese. Sono soldi che
ci spettano e, in attesa che lo Stato ce li trasferisca, li abbiamo
considerati in bilancio come un credito''.

Dopo l'approvazione del
Dpef, l'Ars ha votato, a maggioranza, un ordine del giorno che impegna
il governo della Regione su undici punti.

- Programmazione
Comunitaria: per il periodo 2007-2013 si impegna il governo regionale
ad assicurare il massimo coinvolgimento del Parlamento
nell'elaborazione delle politiche e controllo della spesa, ''per
superare le criticità - si legge nel documento - emerse nel corso
dell'attuazione della programmazione 2000-2006''.
- Credito: il
documento sottolinea la necessità di promuovere la realizzazione di un
meccanismo finanziario pubblico o misto che si ponga come 'trait
d'union' tra l'intervento pubblico e la domanda di realizzazione
d'impresa, proponendosi come interlocutore diretto con la Regione e la
comunità europea.
- Famiglia e Enti Locali: l'odg parla di
applicazione del principio di sussidiarietà come questione strategica
del nuovo assetto delle autonomie, partendo dalla valorizzazione delle
realtà regionale e locali e della loro effettiva capacità di governo.
Per quanto riguarda gli enti locali, ''appare necessaria - si legge -
la soppressione dei consorzi di bonifica, degli Ato idrici e rifiuti,
la riforma di Asi, istituti autonomi case popolari e camere di
commercio''.
- Energia: si avvieranno ''azioni per il completamento
delle urbanizzazioni delle aree destinate agli insediamenti produttivi;
il rilancio del comparto dei sali potassici; lo sviluppo della ricerca
tecnologica e l'approvazione di un piano energetico regionale nel quale
si contemperi il pieno utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili con
le esigenze di sicurezza del territorio''.
- Lavoro e Pubblica
Istruzione: si avvieranno misure per contrastare l'emigrazione
intellettuale intensificando la collaborazione con le Università e i
centri di ricerca.
- Trasporti: si consolideranno i collegamenti tra
la Sicilia e l'Europa con il completamento ''del corridoio 1 Berlino-
Palermo, da prolungare fino alla costa meridionale, il miglioramento
delle reti di trasporto principali anche con le zone interne e
rurali''.
- Sanità: si impegna il governo ad adottare azioni incisive
per la razionalizzazione, qualificazione e il contenimento della spesa.
''È evidente la preoccupazione per la scelta compiuta dal Governo
nazionale - si legge nel documento - con l'articolo 101 che ha elevato
al 45% il contributo della regione siciliana alla spesa sanitaria. Il
governo regionale deve fare in modo che l'articolo venga corretto o
abrogato''. [La Sicilia]


http://www.guidasicilia.
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