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Abbiamo ricevuto e in allegati inoltriamo un articolo di Ferdinando Fasce
sulla Dottrina Bush.
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{\title Gli Stati Uniti e il mondo dopo l'11 Settembre}{\author .}{\operator Franci e Gigi}{\creatim\yr2003\mo3\dy4\hr11\min33}{\revtim\yr2003\mo3\dy4\hr13\min24}{\version3}{\edmins37}{\nofpages8}{\nofwords4183}{\nofchars23845}{\*\company .}
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\sectd \linex0\headery708\footery708\colsx708\endnhere\sectlinegrid360\sectdefaultcl {\footer \pard\plain \s19\nowidctlpar\widctlpar\tqc\tx4819\tqr\tx9638\pvpara\phmrg\posxr\posy0\adjustright \lang1040\cgrid {\field{\*\fldinst {\cs20 PAGE }}{\fldrslt {
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\par }\pard \s19\ri360\nowidctlpar\widctlpar\tqc\tx4819\tqr\tx9638\adjustright {
\par }}{\*\pnseclvl1\pnucrm\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxta .}}{\*\pnseclvl2\pnucltr\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxta .}}{\*\pnseclvl3\pndec\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxta .}}{\*\pnseclvl4\pnlcltr\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxta )}}
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\pnlcltr\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxtb (}{\pntxta )}}{\*\pnseclvl9\pnlcrm\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxtb (}{\pntxta )}}\pard\plain \qj\nowidctlpar \lang1040\cgrid {\b\i\ul Gli Stati Uniti e il mondo dopo l'11 Settembre}{\b\i
\par }{
\par
\par }\pard \qj\fi357\nowidctlpar {Un autorevole osservatore e consulente di politica estera statunitense si chiedeva, nella primavera del 2001, a conclusione di un\rquote impegnativa rassegna della storia delle relazioni internazionali USA: "Che ti
po di egemonia vogliamo e perch\'e9? Quali sono le politiche che conservano al loro interno la nostra parte migliore e allo stesso tempo minimizzano i rischi e i costi associati al mantenimento di un dominio mondiale? Che senso ha il nostro \lquote impero
\rquote ? Quello di renderci ricchi, di proteggerci, o di costruire un mondo migliore? Qualunque sforzo per sviluppare una visione efficace sulla politica estera non deve tralasciare queste e altre tematiche." }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain
\s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{ W. Russell Mead, }{\i Il serpente e la colomba. Storia della politica estera degli Stati Uniti d\rquote America}{, tr. it., Milano, Garzanti, 2002, p. 374.}}}{
\par }\pard\plain \s17\qj\fi360\nowidctlpar \f16\lang1040\cgrid {\f0 Lo sforzo recente sicuramente pi\'f9 ambizioso e discusso di articolare la politica estera statunitense \'e8
naturalmente la cosiddetta "Dottrina Bush". Essa forma l'oggetto centrale del presente saggio. Il quale si concentra perci\'f2 pi\'f9 sulle enunciazioni strategiche che sulle politiche, anche se cerca di collocare tali en
unciazioni nel loro contesto e dunque non manca di far riferimento alle politiche stesse. Ma appunto l\rquote intento principale \'e8 rileggere il dopo-11 settembre alla luce della sinora pi\'f9
organica formulazione della linea di relazioni internazionali USA successiva ai terribili attentati terroristici, ricostruendo la genesi e la morfologia della dottrina, evidenziandone novit\'e0, continuit\'e0
, problemi e contraddizioni, e accennando infine alle possibili ricadute sul caso iracheno. Anche se non mancher\'e0 qualche riferimento al dibattito mondiale in proposito, l\rquote attenzione \'e8
comunque qui concentrata sulla discussione interna agli Stati Uniti. }{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{ E\rquote
appena il caso di richiamare i limiti fisiologicamente connaturati, e ai quali questo saggio evidentemente non sfugge, all\rquote esercizio della cosiddetta \'93storia del presente\'94, cio\'e8 all\rquote
esame di vicende ancora in corso. Vedi T. Garton Ash, }{\i Storia del presente. Dalla caduta del muro alle guerre nei Balcani}{, Milano, Mondadori, 2001, pp. 3-16.}}}{\f0
\par }\pard\plain \qj\fi360\nowidctlpar \lang1040\cgrid {
\par }\pard \qj\nowidctlpar {\i 1. La Dottrina Bush.
\par }\pard \qj\fi360\nowidctlpar {Oltre a portare il nome di colui che si pu\'f2 considerare con tutta probabilit\'e0 \'93il meno colto (presidente) della storia degli Stati Uniti\'94 }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain
\s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 M. C. Miller, }{\i\lang2057 The Bush Dyslexicon.}{\lang2057 }{\i\lang3081 Observations on a National Disorder}{\lang3081
, New York, Norton, II ed. aggiornata, 2002, p. 6.}}}{ (ma che non per questo, non va preso sul serio }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{ E\rquote
il giusto invito rivolto da N. Podhoretz, }{\i In praise of the Bush Doctrine}{, in \'93Commentary\'94, september 2002, pp. 19-28 , nell\rquote ambito di un articolo che la acritica esaltazione delle posizioni di Bush che contiene, per\'f2
, rende praticamente illeggibile. }}}{), la dottrina Bush ha due caratteristiche peculiari finora non adeguatamente considerate. Anzitutto si tratta del primo caso di "dottrina" elaborata in tempo di guerra. No
n bisogna dimenticare infatti che gli Stati Uniti sono, secondo quanto ha ribadito pi\'f9 volte, dall\rquote 11 settembre, il loro presidente, una nazione in guerra.
\par La seconda peculiarit\'e0 della Dottrina Bush \'e8 il fatto che si tratta di un dispositivo processuale, costruito gradualmente nel tempo. Le altre dottrine di politica estera magari assumevano tale nome in seguito \endash com\rquote \'e8
il caso della Dottrina di Monroe, enunciata nel 1823, ma che comincia ad essere chiamata cos\'ec solo un trentennio pi\'f9 tardi - ma si esauriv
ano in una formulazione determinata, data una volta per tutte, legata a un atto ufficiale e a una datazione specifica. Invece qui abbiamo una specie di }{\i work in progress}{: come dicevano nella primavera del 2002 (quando cio\'e8
essa entra stabilmente nel lessico politico) }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 S. Yagur, }{\i\lang2057
Imperious Doctrines: U.S.-Arab Relations from Dwight Eisenhower to George W. Bush}{\lang2057 , in \'93Diplomatic History\'94, fall 2002, p. 571. }}}{, due convinti sostenitori di questa formula nella sua interpretazione pi\'f9
ambiziosa e aggressiva, la Dottrina Bush "si sta dispiegando, si sta svolgendo". }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 R. Kagan, W. Kristol, }{
\i\lang2057 Remember the Bush Doctrine}{\lang2057 , in \'93The Weekly Standard\'94, 15 aprile 2002, p. 10.}}}{ Lo ha fatto, in effetti, in quattro tappe: corrispondenti ad altrettanti momenti topici nei quali - lungo l\rquote
anno compreso fra il settembre 2001 e quello del 2002 - Bush jr. ha svolto, con i risultati pi\'f9 lusinghieri dal punto di vista del consenso nel paese, il ruolo di Comandante in Capo delle Forze Armate, esercitando la leadership sulla base dell
\rquote unico potere esclusivo esplicito del quale gode il presidente secondo il dettato costituzionale. A loro volta, le quattro tappe sono divisibili in due fasi, divise da un diverso baricentro retorico: nella prima e seconda tappa l\rquote enfasi \'e8
eminentemente negativa, concentrata, cio\'e8, sulla }{\i minaccia}{ che incombe sugli Stati Uniti e sul mondo; la terza e quarta tappa ruotano invece attorno all\rquote elaborazione esplicita della }{\i risposta}{, invero gi\'e0
in parte presente, ma che a questo punto diventa l'oggetto fondamentale della riflessione.
\par Prima tappa, settembre 2001. Comprende il primo discorso di Bush, tenuto, a caldo, l'11 settembre stesso, e un secondo, giustamente pi\'f9 noto, che \'e8 quello, ormai celebre, alla nazione, di nove giorni dopo. In quest\rquote ultimo c
aso per la prima volta si parla, da parte degli osservatori, anche se in modo ancora approssimativo, di Dottrina Bush. Che cosa dice Bush in queste due occasioni? In risposta al criminale attentato dei terroristi modifica radicalmente la politica estera s
postandola sulla lotta al terrorismo, rispetto al quale, dice, nel primo discorso, l\rquote
11 settembre, che "Non faremo distinzioni fra i terroristi che hanno commesso questi atti e quelli che li ospitano". Un punto, questo, che viene poi ribadito nel discorso d
el 20 settembre, laddove il presidente nota che "Ogni nazione che continua ad ospitare e appoggiare il terrorismo sar\'e0
ritenuta un regime ostile agli Stati Uniti". Stati Uniti che sono, dice Bush "una nazione in guerra", la cui guerra al terrorismo forse non finir\'e0 con questa generazione, forse dovr\'e0 durare per decenni essendo essa una battaglia che avr\'e0
fine solo con la fine del terrorismo. \'93La nostra guerra al terrore \endash conclude il presidente - comincia con al-Qa\rquote ida, ma non finisce l\'ec. Non finir\'e0 sinch\'e9
ogni gruppo terrorista di respiro globale venga trovato, fermato e sconfitto.\'94 Una battaglia aperta, dunque, e non semplicemente una battaglia americana, bens\'ec " la battaglia del mondo, la battaglia della civilt\'e0
; di tutti coloro che credono nel progresso e nel pluralismo, nella tolleranza , nella libert\'e0." }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 \'93
Washington Post\'94, 21 settembre 2001. Vedi inoltre W. Lafeber}{\i\lang2057 , The Bush Doctrine}{\lang2057 , in \'93Diplomatic History\'94, fall 2002, p. 557; B.R. Kuniholm, }{\i\lang2057 9/11, the Great Game, and the Vision Thing: The Ne
ed for (and Elements of) as More Comprehensive Bush Doctrine}{\lang2057 , in \'93Journal of American History\'94, September 2002, pp. 426-438.}}}{
\par Non pu\'f2 sfuggire come qui, beninteso sotto la fortissima e comprensibile eccitazione del momento dettata dall'evento terroristico, riecheggi un classico argomento eccezionalista, tipico del pensiero di
politica estera e di politica interna statunitense; un argomento originato dal senso di un destino unico e diverso, che spinge a identificare e proiettare la causa americana come la causa del mondo intero, essendo gli americani chiamati alla missione di
salvezza, che li pone su un piano separato rispetto a tale mondo. }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 La pi\'f9
efficace riconsiderazione critica recente di questa tendenza in politica estera sta in M. Young, }{\i\lang2057 The Age of Global Power}{\lang2057 , in T. Bender (a cura di), }{\i\lang2057 Rethinking American History in a Global Age}{\lang2057
, Berkeley, University of Californai Press, 2002, pp. 274-294. }{Pi\'f9 in generale, T. Bonazzi}{\i , Struttura e metamorfosi della civilt\'e0 progressista}{, Venezia, Marsilio, 1974. }}}{
\par L'afflato eccezionalista torna, del resto, nelle seconda tappa del percorso della Dottrina Bush , cio\'e8 il Discorso sullo Stato dell'Unione del 29 gennaio 2002, che si caratterizza anch'esso per un\rquote
enfasi eminentemente negativa, di chiarimento della natura della minaccia. Per definire la quale si ricorre adesso ad accenti che provengono dall'arsenale reaganiano (il \'93male\'94, parola che ricorre ben tre volte in poche righe, nel documento), com
binati a una metafora (\'93asse\'94
), che, elaborando il parallelo con la seconda guerra mondiale istituito dalla stampa subito dopo gli attentati (11 settembre= Pearl Harbour) e con la preesistente equazione fra Saddam Hussein e Hitler, vuole iscrivere il progetto dell\rquote
amministrazione Bush sotto l\rquote egida della \'93buona guerra\'94 rooseveltiana e suggerire un nemico che, al contrario del soggetto terrorista, elusivo e fantasmatico, che ha colpito Twin Towers, \'e8 coeso (\'93asse\'94
) e chiaramente individuabile. Si parla infat
ti di "asse del male", costituito dai "regimi che sostengono il terrore e i loro alleati terroristi", con una esplicita indicazione degli stati coinvolti; che sono poi Nord Corea, Iran e Iraq: ovvero gli "stati canaglia\'94, gi\'e0
nel mirino, negli anni novanta, dell\rquote amministrazione Clinton, secondo una formula chiarita da una figura di spicco dell'establishment di politica estera clintoniano, Anthony Lake. }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain
\s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 }{\i\lang2057 Text of the State of the Union Address}{\lang2057 , in \'93Los Angeles Times\'94, 29 gennaio 2001. }{Su Lake e gli \'93stati canaglia\'94
, N. Guyatt, }{\i Another American Century? The United States and the World after 2000}{, London and New York, Zed Books, 2001, pp. 122-123, che consente di vedere gli elementi di continuit\'e0 fra l\rquote et\'e0 di Clinton e quella di Bush jr. }}}{
\par }\pard\plain \s16\qj\fi360\nowidctlpar \f16\lang1040\cgrid {\f0 Contro questi soggetti gli Stati Uniti sono chiamati ad una guerra che ha il duplice obbiettivo di elim
inare i terroristi, da un lato, e di impedire agli stati loro alleati di minacciare gli Stati Uniti e il mondo, dall\rquote altro. E\rquote una battaglia per la dignit\'e0 umana e la libert\'e0 (}{\i\f0 enduring freedom}{\f0 ), condotta, si dice, \'93
con la pi\'f9 ampia cooperazione mondiale\'94 di \'93amici e alleati\'94: dall\rquote Europa (peraltro quasi assente dal resto del discorso), all\rquote Asia, all\rquote Africa, all\rquote America Latina. Rispetto a tale situazione c'\'e8
inoltre la significativa presa d'atto delle novit\'e0 di schieramento che l'11 settembre ha prodotto, con un \'93pericolo comune che cancella vecchie rivalit\'e0\'94 e porta, al fianco degli Stati Uniti, appunto rivali del passato pi\'f9
recente come la Russia, la Cina e l'India (senza contare che tra le \'93novit\'e0\'94 indotte dall\rquote 11 settembre, nella coalizione stretta attorno agli USA, occorre aggiungere lo stesso Pakistan).
\par }\pard\plain \s17\qj\fi360\nowidctlpar \f16\lang1040\cgrid {\f0 A questo secondo stadio dell\rquote elaborazione della Dottrina la minaccia \'e8
dunque paradossalmente al tempo stesso precisata e allargata al punto da diventare senza confini, proiettata com\rquote \'e8 su una sfera ancora pi\'f9
ampia e impegnativa di quanto previsto sinora, appunto con la formula della "lotta contro il male" (al quale il documento non esita a contrapporre, nelle righe finali, riflettendo la forte impronta religiosa fondamentalista di una parte consistente dell
\rquote amministrazione Bush, la vicinanza salvifica di Dio: \'93il male \'e8 reale e va combattuto\'85Dio \'e8 vicino\'94). Tanto che di l\'ec a qualche mese, tre autorevoli \'93falchi\'94
(due teorici e un membro di spicco dell'amministrazione), si sentono autorizzati a un notevole allargamento dell\rquote orbita della politica estera. I due teorici interpretano il discorso sullo Stato dell'Unione come un invito esplicito al}{\i\f0
regime change}{\f0 , in due dei tre capisaldi dell\rquote \'93asse del male\'94 (Iraq e Iran), e magari, in prospettiva, addirittura nel \'93competitore strategico\'94 cinese.}{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain
\s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{ R. Kagan, W. Kristol, }{\i art. cit}{. Sul rapporto programmatico con la Cina cfr. J. L. Harper, }{\i Le sfide internazionali}{, in \'93EuropaEurope\'94
, 2001, n. 1, pp. 61-63. Sulle onde di lungo periodo del progetto di }{\i regime change}{, che ha nel vicepresidente Dick Cheney un punto di riferimento centrale, D. Armstrong, }{\i Dick Cheney\rquote s Song of America}{, in \'93Harper\rquote s Magazine
\'94, ottobre 2002, pp. 76-83.}}}{\f0 Dal canto suo, la figura di punta del governo, il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, in maggio arriva a invocare la "difesa della nazione contro l'ignoto, l'incerto, il non visto, il non atteso". }{
\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 Cit. in F. FitzGerald, }{\i\lang2057 George Bush and the World}{\lang2057 , in \'93The New York Review of Books\'94
, 26 settembre 2002, p. 85. }}}{\f0 Una frase, quest\rquote ultima, che, con la sua enfasi sull\rquote incertezza e sulla paura che ne deriva, tradisce la lunga militanza di chi l\rquote ha pronunciata fra le trincee della guerra fredda. }{
\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \nowidctlpar\widctlpar\adjustright \lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang3081 }{\fs20\lang3081 A.G. Grossman, }{\i\fs20\lang3081
Neither Dead Nor Red. Civilian Defense and American Political Development During the Early Cold War}{\fs20\lang3081 , New York and London, Routledge, 2001, pp. 42-50.}{\lang3081
\par }}}{\f0
\par Nemmeno un mese dopo la dichiarazione di Rumsfeld, scatta il passaggio dalla }{\i\f0 minaccia}{\f0 alla }{\i\f0 risposta}{\f0 , con la terza tappa che \'e8
quella del discorso del giugno 2002 ai cadetti di Westpoint. Dal punto di vista dei toni, la caratterizza una forte curvatura unilateralista, che riflette, del resto, sia convinzioni espresse a pi\'f9 riprese da Bush subito dopo l\rquote
11 settembre, sia le modalit\'e0 }{\i\f0 sostanziali }{\f0 dell\rquote azione in Afghanistan}{\i\f0 .}{\f0 Quanto ai temi, emergono due punti-chiave, anche se \'e8 il secondo a monopolizzare su di s\'e9 per il momento l\rquote
attenzione degli osservatori: l\rquote intenzione USA di conservare la preponderanza militare (\'93l\rquote America ha, e intende tenere, forze militari al di l\'e0 delle sfide\'94) e la famosa formula dell\rquote \'93azione preventiva\'94
, ovvero della rivendicazione degli Stati Uniti del diritto di usare la forza contro ogni stato che sia visto come ostile e che compia azioni orientate all'acquisizione di armi di distruzione di massa (nucleari, biologiche, chimiche). }{\cs18\f0\super
\chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang3081 Per un efficace commento a caldo, R. Falk, }{\i\lang3081 The New Bush Doctrine}{\lang3081 , in \'93The Nation\'94
, 15 luglio 2002, pp. 9-11.}}}{\f0 Torneremo in seguito sulle reazioni degli osservatori a questo discorso. Per il momento preme passare alla quarta tappa, nella quale la risposta si precisa e articola nell\rquote ambito del documento pi\'f9
teoricamente sofisticato fra quelli qui considerati. Si chiama Strategia di Sicurezza Nazionale ( National Security Strategy), \'e8 stato redatto dal Consigliere alla Sicurezza nazionale Condoleeza Rice ed \'e8
reso pubblico dalla Casa Bianca il 17 settembre 2002.}{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 }{\i\lang2057 Full Text: Bush\rquote
s National Security Strategy}{\lang2057 , in \'93New York Times\'94, 20 settembre 2002, dal quale citiamo. }{Vedine anche la traduzione sia in \'93Liberazione\'94, 10 ottobre 2002, che in L. Annunziata, }{\i No. La seconda guerra irachena e i}{ }{\i
dubbi dell\rquote Occidente}{, Roma, Donzelli, 2002, pp. 115-154. J. Diehl, }{\i Rice produces a brilliant synthesis}{, in \'93International Heradl Tribune\'94, 1 ottobre 2002 ne ha fornito una prima, informata, anche se troppo apologetica (e perci\'f2
non condivisibile da chi scrive), lettura. }}}{\f0 In esso si completa l'orizzonte strategico della }{\i\f0 risposta}{\f0 , nel momento stesso nel quale viene esplicitata la }{\i\f0 radice della minaccia}{\f0 . Quest\rquote ultima \'e8
esposta all'inizio del documento: l'America - che gode \'93di una forza militare senza precedenti e di una grande influenza economica e politica\'94, avendo guidato vittoriosamente la \'93grande lotta\'94 contro le \'93visioni totalitarie distruttive\'94
che hanno segnato il ventesimo secolo - non \'e8 pi\'f9 minacciata, come pu\'f2 esserlo stata in passato, da aggressive potenze conquistatrici, ma piuttosto da \'93reti di individui che agiscono nell\rquote ombra\'94 e \'93stati fallimentari, che mancano
\'94. E\rquote minacciata, cio\'e8, da un'assenza, da un'assenza di stato, o da stati che sono falliti, stati totalitari e aggressivi come quelli definiti dall'asse del male che aiutano i terroristi.
\par }\pard\plain \qj\fi360\nowidctlpar \lang1040\cgrid {La risposta \'e8 affidata a una complessa combinazione di messianismo wilsoniano (cos\'ec com'\'e8 wilsoniano in fondo tutto il tema della minaccia) }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain
\s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang3081 F.Ninkovich, }{\i\lang3081 The Wilsonian Century. U.S. Foreign Policy Since 1900}{\lang3081 , Chicago, University of Chicago Press, 1999. }}}{
, e di politica della forza, della potenza, della supremazia. }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{
Sono qui debitore nei confronti della importante lettura che ne ha dato F. Romero, }{\i La National Security Strategy di George W. Bush}{, in corso di pubblicazione in \'93ItalianiEuropei\'94. Ringrazio l\rquote
amico e collega Romero per avermi messo a disposizione il testo prima della sua uscita. Alle conversazioni con Romero e con Mario Del Pero su questo e altri punti devo numerose preziose indicazioni. }}}{
Gli Stati Uniti, si dice, usano e useranno la forza attuale senza eguali per preservare e creare un equilibrio di potenza (formula che ricorre ben tre volte) che difenda e sviluppi le forze della libert\'e0. Ovvero l'unico modello sostenibile \endash
da notare che a questo punto il modello \'e8 diventato }{\i unico}{ - di successo nazionale: un modello basato su libert\'e0, democrazia e libert\'e0 d'impresa, da esportare ovunque. Dopo averlo difeso, naturalmente, dalla nuova minaccia del ter
rorismo e degli \'93stati canaglia\'94 (torna qui la necessit\'e0-missione di \'93liberarsi dal male\'94) con la cooperazione eccezionale di tutte le potenze, secondo un sistema di accordi e di coalizioni flessibili \endash
il che riflette posizioni che Bush aveva gi\'e0 manifestato nel pre-11 settembre e contiene ora, per\'f2
, un esplicito riferimento soprattutto alla Russia - e con il sostegno degli organi internazionali e dei principali centri di potere internazionali (ribadito il riferimento in questo caso alla NATO). Ma anche in
questo documento, che pure ha una forte componente di dichiarato multilateralismo (la cooperazione, gli organismi internazionali, il rapporto con tutte le principali potenze), non manca, quasi in conclusione, il richiamo, tipico dell\rquote
amministrazione Bush jr., della ferma intenzione USA, se necessario, ad agire da soli.
\par }\pard \qj\nowidctlpar {
\par }{\i 2. Continuit\'e0 e novit\'e0.
\par }\pard \qj\fi360\nowidctlpar {Forse la lettura pi\'f9 incisiva, a caldo, di quest\rquote ultimo documento, l\rquote ha fornita un\rquote autorevole voce dell\rquote establishment, }{\i Business Week}{. Per il quale la nuova strateg
ia significa essenzialmente tre cose: primo, gli Stati Uniti \'93sono liberi di prendere le iniziative }{\i preventive}{ verso i terroristi e verso gli stati che abbiano le armi di distruzione di massa\'94; secondo, \'93
a nessun paese o coalizioni di paesi sar\'e0 mai permesso di sfidare la superiorit\'e0 militare degli Stati Uniti\'94; terzo, \'93
misure unilaterali sono migliori dei trattati e delle organizzazioni internazionali nel prevenire la diffusione delle armi nucleari\'94. }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super
\chftn }{\lang3081 B. Nussbaum, }{\i\lang3081 Foreign Policy: Bush Is Half Right}{\lang3081 , in \'93}{\f16\lang3081 Business Week\'94, 7 ottobre 2002, pp. 45-47. }{\f16 Il corsivo \'e8 mio.}}}{
\par }\pard\plain \s17\qj\fi360\nowidctlpar \f16\lang1040\cgrid {\f0 Ma non meno utile \'e8 evidentemente interrogarsi, con uno sguardo pi\'f9 ampio, sulle novit\'e0 e sulle continuit\'e0
che il documento e la Dottrina Bush presentano rispetto alle tradizioni della politica estera statunitense. Partiamo dalle novit\'e0. Sul piano }{\i\f0 strategico }{\f0 esse sono costituite evidentemente dai due cardini
della guerra al terrorismo come chiave della politica estera e della linea di azione preventiva (su cui torneremo in forma critica fra breve). Sul piano }{\i\f0 ideologico}{\f0 di nuovo c'\'e8 soprattutto la citata commistione, in forma }{\i\f0
inedita ed esplicita}{\f0 , di due elementi come il messianismo e la politica della forza, finora presenti separatamente, o associati, ma solo in forma implicita. Nuovo \'e8
anche per un Repubblicano come Bush jr. il recupero del legato wilsoniano, sia pure in una versione decisamente \'93muscolare\'94, priva di ogni connotazione di \'93patriottismo\'94 cosmopolita, secondo un impulso visionario comunque inedito nell\rquote
ambito del Grand Old Party del secondo dopoguerra, con la parziale eccezione del solo Ronald Reagan (al quale comunque Bush jr. ha mostrato di volersi ispirare sin dagli esordi col recupero del progetto dello \'93scudo spaziale\'94).}{\cs18\f0\super
\chftn {\footnote \pard\plain \nowidctlpar\widctlpar\adjustright \lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{ }{\fs20 Di \'93nuovo wilsonismo\'94, frutto di \'93un\rquote implicita alleanza\'94 fra \'93liberal internazionalisti\'85e conservatori unilateralisti
\'94 invero parlava gi\'e0, nella primavera 2001, W. Pfaff, }{\i\fs20 The Question of Hegemony}{\fs20 , in \'93Foreign Affiars\'94, marzo-aprile 2001, pp. 221-232, riferendosi a elaborazioni dei \'93falchi\'94 Robert Kagan e William Kristol. Su
Bush jr. e lo \'93scudo spaziale\'94 F. Fasce, }{\i\fs20 Ritorno al futuro? La Casa Bianca di Bush II, }{\fs20 in \'93EuropaEurope\'94, 2001,n. 1, pp. 52-57.}{\i\fs20
\par }}}{\f0
\par }\pard\plain \qj\fi360\nowidctlpar \lang1040\cgrid {Infine, passando rapidamente al piano delle }{\i politiche}{, vi spiccano soprattutto due elementi nuovi: la presenza e il progetto di presenza in Asia centrale e il mutamento tatt
ico rispetto alla Russia, all'India e al Pakistan.}{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang3081 Lafeber}{\i\lang3081 , op. cit.}}}{
\par Per quanto riguarda invece le }{\i continuit\'e0}{, quelle di lunghissimo periodo, vale a dire l'eccezionalismo e l'unilateralismo, le abbiamo ampiamente sottolineate; ma non \'e8 inutile rimarcare ancora una volta la forza e l\rquote intensit\'e0 }{\i
inaudite}{ con le quali sono state in questo caso rielaborate.}{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{ A proposito dell\rquote
unilateralismo quale elemento costante della politica estera USA dalle origini va ricordato in particolare il lavoro di M. Dunne, }{\i U.S. Foreign relations in the twentieth century: from world power to global hegemony}{, in \'93International Affairs
\'94, 2000, n. 1, pp. 25-40.}}}{ Altrettanto evidente \'e8 la filiazione dall\rquote esperienza della Guerra fredda, che si esprime, da un lato, nella visione, del mondo e delle relazioni internazionali, dualistico-manichea, e, dall\rquote
altro, nel concetto di }{\i \'93preponderance of power\'94 }{attorno al quale, secondo alcuni studiosi, ruota tutta l\rquote elaborazione del vittorioso scontro bipolare con l\rquote Unione Sovietica. }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain
\s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang3081 M. Leffler, }{\i\lang3081 A Preponderance of Power. National Security, the Truman Administration and the Cold War}{\lang3081
, Stanford, Stanford University Press, 1992. }}}{ Mentre nel concetto di }{\i \'93failing states\'94}{ e della necessit\'e0-missione dell\rquote
intervento USA non pare inappropriato scorgere echi del cosiddetto Corollario Roosevelt alla Dottrina di Monroe, l\'e0 dove Theodore Roosevelt diceva, all\rquote
inizio del secolo scorso, che, nel caso di stati incapaci di reggersi in maniera democratica, a
vrebbero provveduto gli Stati Uniti. Con la profonda differenza, beninteso, che il Corollario era riferito al solo emisfero occidentale, mentre il progetto di Bush jr. viene proiettato in una visione globale, con una connotazione di \'93sicurezza totale
\'94 che riecheggia, ma, in una chiave di dichiarata crociata messianico-interventista e di \'93moralismo unilateralista\'94, il Franklin Delano Roosevelt della seconda guerra mondiale. }{\cs18\super \chftn {\footnote \pard\plain
\s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang3081 M. Hirsch}{\i\lang3081 , Bush and the World}{\lang3081 , in \'93Foreign Affairs\'94, settembre-ottobre 2002, p. 26.}}}{
\par }\pard \qj\nowidctlpar {\i
\par 3. Problemi e contraddizioni.
\par }\pard\plain \s17\qj\fi360\nowidctlpar \f16\lang1040\cgrid {\f0 Com\rquote era prevedibile, date la sua complessit\'e0 e ambi
zione, la Dottrina Bush non ha mancato di sollevare innumerevoli discussioni sui problemi e sulle contraddizioni che la materiano. Li possiamo raggruppare sotto tre categorie: di natura valoriale, attinenti, cio\'e8
, al rapporto tra i valori sottesi alla nuova strategia e quelli condivisi dalla comunit\'e0 politica internazionale; di ordine logico-strategico e infine relativi alla fattibilit\'e0 e plausibilit\'e0 operativa. }{\cs18\f0\super \chftn {\footnote
\pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{ Come nel resto dell\rquote articolo, abbiamo concentrato la nostra attenzione sulle correnti prevalenti, fra gli studiosi, nell\rquote
attuale dibattito sulla questione. }}}{\f0
\par Una prima, decisiva critica }{\i\f0 valoriale}{\f0 proviene dal mondo del diritto internazionale e ha trovato la sua formulazione pi\'f9 chiara in un saggio di Michael Byers. Quest\rquote ultimo mostra con grande ricchezza di argomenti come l\rquote
idea di un\rquote azione \'93preventiva\'94 sovverta quasi due secoli di progressiva costruzione di limiti giuridici al ricorso alla forza nella soluzione delle dispute internazionali; una costruzione che, partendo dal riconoscimento della necessit\'e0
di \'93autodifesa\'94 emerso in un incidente, apparentemente minore, in realt\'e0 con profonde conseguenze giuridiche, fra gli Stati Uniti e il Canada britannico, avvenuto nel 1837, e passando attraverso il periodo fra le due guerre mondiali, \'e8
approdata alla dichiarazione della Carta dell\rquote ONU, con l\rquote invito a tutti gli stati a evitare la minaccia o l\rquote uso della forza. Viceversa l\rquote attuazione del principio del }{\i\f0 \'93preemptive strike\'94}{\f0 , conclude Byers,
\'93ci porterebbe lontano dal sistema dell\rquote ONU, verso un mondo anarchico dominato dal potere bruto, da alleanze mutevoli e da disperati tentativi di stati vulnerabili di acquisire la capacit\'e0 di deterrenza\'94. }{\cs18\f0\super \chftn
{\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang3081 M. Byers, }{\i\lang3081 Jumping the Gun}{\lang3081 , in \'93London Review of Books\'94, 25 luglio 2002. }}}{\f0
\par Non meno significative sono le obiezioni sollevate da quegli osservatori, anzitutto statunitensi, che sottolineano come, vista la posta altissima che, proprio dal punto di vista valoriale, la Dottrina Bush stabilisce, in realt\'e0
gli Stati Uniti non sono in grado di soddisfare tale posta perch\'e9 non sono in condizioni di dare lezioni di virt\'f9 al mondo. In primo luogo perch\'e9 hanno un passato di scheletri nell\rquote armadio, cio\'e8
di rapporti imbarazzanti con regimi dittatoriali e autoritari, che in certi casi (vedi proprio il caso Iraq) riguardano addirittura anche lo stesso \'93asse del male\'94, e un presente che riguarda lo scomodo alleato saudita. }{\cs18\f0\super \chftn
{\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang3081 G. Byford, }{\i\lang3081 The Wrong War,}{\lang3081 in \'93Foreign Affairs\'94, luglio-agosto 2002, pp. 34-42; O.G. Afoaku, }{\i\lang3081
U.S. foreign policy and authoritarian regimes: Change and continuity in international clientelism}{\lang3081 , in \'93Journal of Third World Studies\'94, fall 2002, pp. 13-40. }}}{\f0 In secondo luogo perch\'e9, si dice da pi\'f9 parti, la battaglia per l
\rquote }{\i\f0 enduring freedom}{\f0 contrabbanda per interessi umanitari e universali quelli che sono invece, legittimi, ma affatto miopi e ristretti, interessi petroliferi statunitensi e relative preoccupazioni di Washington sulla lealt\'e0
del medesimo alleato saudita. In terzo luogo perch\'e9 vicende come Enron e WorldCom (e le ancora non chiarite responsabilit\'e0, in tali vicende, dei vertici politici del paese, a partire da Cheney e forse dallo stesso Bush jr.) gettano un\rquote
inquietante luce di discredito sul presunto \'93unico modello sostenibile\'94, in nome del quale viene condotta la crociata contro terroristi e }{\i\f0 \'93rogue states\'94}{\f0
. Prova ne sia la preoccupazione diffusa, negli ambienti imprenditoriali e politici statunitensi, per la delegittimazione che gli scandali borsistici USA hanno provocato nei confronti del modello americano nei paesi in via di sviluppo.}{\cs18\f0\super
\chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang3081 R.N. Bellah, }{\i\lang3081 The new American empire}{\lang3081 , in \'93Commonweal\'94, 25 ottobre 2002, pp. 12-14; \'93
International Herald Tribune\'94, 8 luglio 2002. }}}{\f0
\par }\pard\plain \s16\qj\fi360\nowidctlpar \f16\lang1040\cgrid {\f0 I problemi }{\i\f0 logico-strategici }{\f0 (di linea, obiettivi e congruenza mezzi \endash fini) sono stati sollevati anzitutto da alcuni veterani, di varia obbedienza ideologica, dell
\rquote analisi della politica estera USA sulle due sponde dell\rquote Atlantico: da George Kennan, a Pierre Hassner, a Stanley Hoffmann. Secondo Kennan, la dottrina Bush \'e8 \'93un grande errore in linea di principio\'94, perch\'e9
, nel suo afflato universalistico e religioso, propone una pericolosa asimmetria tra gli Stati Uniti e il mondo. Tema, questo, poi ripreso da Stanley Hoffmann, che ha sollevato la questione della possibilit\'e0
stessa di fare politica estera (e sostenerla nel tempo) solo affidandosi a una lotta al terrorismo. Col risultato di rischiare costantemente di precipitare nel paradigma riduzionista dello \'93scontro di civilt\'e0\'94
(e viceversa di sottovalutare, aggiunge Hoffmann, lo scontro, concretissimo, fra le diverse \'93globalizzazioni\'94 attualmente in corso sul piano economico, politico e culturale, e le loro drammatiche conseguenze per la popolazione del
pianeta). Mentre Hassner ha plausibilmente puntato l'indice sul fatto che la \'93guerra preventiva\'94 fa esplodere ed esaspera quel \'93dilemma della sicurezza\'94 per \'93sfuggire al quale\'94, dice lo studioso francese, \'93
tutto il sistema internazionale dopo Hobbes\'94 si \'e8 organizzato. Con l'attacco preventivo, osserva Hassner, si esalta l\rquote \'93}{\i\f0 hubris}{\f0 nel senso pi\'f9 classico\'94
, con effetti di pericolosa destabilizzazione, potenzialmente devastanti, sul piano degli equilibri internazionali (e, aggiunge lo studioso francese, di possibile grave limitazione delle libert\'e0 fondamentali anche all\rquote
interno degli Stati Uniti). Altri hanno aggiunto che in effetti la nuova linea USA mette addirittura in discussione deliberatamente la \'93stabilit\'e0\'94 stessa come \'93valore\'94. }{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain
\s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang3081 B. Cumings, }{\i\lang3081 Making the world safe from evil}{\lang3081 , in \'93The Nation\'94, 28 ottobre 2002, pp. 27-30; S. Hoffmann, }{\i\lang3081
America Alone in the World}{\lang3081 , in \'93American Prospect\'94, 23 settembre 2002 e Idem}{\i\lang3081 , Clash of Globalizations,}{\lang3081 in \'93Foreign Affairs\'94, luglio-agosto 2002, pp. 104-115; }{\i\lang3081 L\rquote
action preventive est-elle une strat\'e9gie adapt\'e9e?Le contradictions de l\rquote empire americain. }{\i\lang1036 Entretien avec Pierre Hassner}{\lang1036 , in \ldblquote \~Esprit\~\rdblquote , agosto-setembre 2002, pp. }{\lang3081 72-86\~; P. Hassner
}{\i\lang3081 , La guerre sdans r\'e9gles,}{\lang3081 in \ldblquote \~Le Nouvel Observateur\~\rdblquote , 10-16 ottobre 2002, pp. 126-128\~; G. J. Ikenberry, America\rquote s Imperial Ambition, in \ldblquote \~Foreign Affairs\~\rdblquote
, settembre-ottobre 2002, p. 55\~; J. Harris, }{\i\lang3081 The Us military in the era of globalisation}{\lang3081 , in \'93Race and Class\'94, 2002, n. 1, p. 10.}}}{\f0
\par L\rquote accenno agli effetti destabilizzanti nel sistema internazionale ci introduce alle perplessit\'e0 e alle critiche avanzate sul terreno concreto della }{\i\f0 fattibilit\'e0}{\f0 e }{\i\f0 plausibilit\'e0 operativa}{\f0 . Qui pi\'f9
che mai le polemiche si sono concentrate e ancora proseguono, appuntandosi su tre arg
omenti principali, rispetto ai quali i sostenitori della Dottrina, pur avendo fatto segnare alcuni indubbi punti a loro favore nella prassi, come vedremo, rispetto alla questione irachena, non paiono ancora aver dato risposte }{\i\f0 complessive}{\f0
adeguate. Un primo argomento concerne la vaghezza e contraddittoriet\'e0 dei piani relativi alla \'93guerra al terrorismo\'94 e il fatto che essa, come del resto gli esiti finora conseguiti dall\rquote
azione contro bin Laden mostrano, non sembra capace di andare alla radice dei problemi sottesi al fenomeno. Sicch\'e9 anche un osservatore tendenzialmente favorevole alla Dottrina come lo storico Bruce Kuniholm richiama con forza il fatto che \'93
contenere l\rquote aggressione richiede una dinamica positiva capace di dare alla gente (delle aree coinvolte) speranza perch\'e9 riconosce i loro bisogni tanto quanto i nostri\'94
. Senza dimenticare, aggiungono altri studiosi, le palesi divisioni interne all\rquote amministrazione Bush, che, come l\rquote andamento zig-zagante sulla questione nordcoreana ha mostrato, non garantiscono una coerenza e continuit\'e0 d\rquote
azione all\rquote altezza degli obiettivi definiti dalla Dottrina.}{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 Kuniholm}{\i\lang2057 , op. cit}{\lang2057 ., p.
438.}}}{\f0 Un secondo argomento concerne le conseguenze economiche e sociali per gli Stati Uniti della }{\i\f0 overextension}{\f0 prevista dal progetto: ovvero una prevedibile riaffermazione delle componenti pi\'f9
retrive del complesso militare-industriale, in linea certo con l\rquote ultraliberismo selettivo bushiano, ma che, stando ai risultati sinora conseguiti dall\rquote amministrazione sul piano economico seguendo proprio questa linea (la peggior perf
ormance dai tempi di Herbert Hoover), non promette niente di buono per il futuro del paese sul medio e lungo periodo. }{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{
\lang2057 J.K. Galbraith, }{\i\lang2057 The Unbearable Costs of Empire}{\lang2057 , in \'93American Prospect\'94, 18 novembre 2002.}}}{\f0 Infine, c\rquote \'e8 la questione - sollevata da un ampio e variegato fronte, che va da }{\i\f0 Business Week }{
\f0 ai teorici liberal delle relazioni internazionali - delle minacce alla nozione e alla realt\'e0 della sovranit\'e0 nazionale che la Dottrina pone, postulando una \'93sovranit\'e0 condizionata\'94
, e delle gravi e imprevedibili risposte che ne possono provenire da quanti si sentono minacciati. }{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang1031 Nussbaum, }{
\i\lang1031 art. cit}{\lang1031 ., p. 128; Ikenberry, }{\i\lang1031 op. cit.,}{\lang1031 p. 53-54.}}}{\f0
\par In questo modo siamo gi\'e0 passati, insensibilmente, sul terreno pi\'f9 scivoloso, per gli storici, dell\rquote attualit\'e0 pi\'f9 immediata e dell\rquote
applicazione della nuova linea USA al caso iracheno. Si tratta di eventi troppo vicini e rispetto ai quali la documentazione \'e8 ancora evidentemente troppo ambigua e lacunosa per poterne trattare con la dovuta profondit\'e0
analitica. Limitiamoci dunque a un paio di osservazioni, non senza aver ribadito la convinzione, che condividiamo con tutti i democratici, che il regime di Saddam Hussein, come notava recentemente Timothy Garton Ash, \'e8
una nefasta dittatura, che ha invaso due volte i propri vicini e violato sedici risoluzioni ONU nell\rquote arco di dodici anni; una dittatura della quale \'e8 sperabile gli iracheni e il mondo riescano a liberarsi il prima possibile. }{\cs18\f0\super
\chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 T. Garton Ash, }{\i\lang2057 In defence of the fence}{\lang2057 , in \'93The Guardian\'94, 6 febbraio 2003. }{Su Saddam e il suo
regime vedi la sintesi di Marcella Emiliani in questo stesso fascicolo. }}}{\f0 La prima osservazione \'e8 che, anche stando alle cronache pi\'f9 recenti - cio\'e8 alla presentazione, dinanzi al Consiglio di Sicurezza dell\rquote
ONU, da parte del Segretario di Stato Colin Powell, delle \'93prove\'94 che, secondo il governo USA, giustificano una linea dura contro il regime dittatoriale di Saddam Hussein sino all\rquote eventuale ricorso alla forza - non si pu\'f2
non convenire con quanto Federico Romero scriveva un mese e mezzo fa, affermando che \'93l\rquote amministrazione Bush ha imposto la questione Iraq nei
termini che essa voleva, ha costruito un solido consenso interno alla propria politica pur lasciandosi mano libera sui termini della sua applicazione, ha portato l\rquote ONU a riprendere le ispezioni in Iraq in termini cos\'ec
draconiani da mettere apertamente in discussione la natura e la permanenza del regime\'94. N\'e9 si pu\'f2 discutere il fatto che, prosegue Romero, l\rquote iniziativa di Bush \'e8 caduta in un vuoto di \'93
visioni alternative che affrontino i problemi del Medio Oriente, del terrorismo globale e della sicurezza internazionale in termini credibili\'94.}{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {
\cs18\super \chftn }{ Romero, }{\i art. cit}{. Rispetto alle osservazioni di Romero credo che vada semmai verificata la consistenza reale del consenso interno alla politica Bush. }}}{\f0 Non c\rquote \'e8
bisogno di sottoscrivere i ruvidi ricami teorici di un \'93falco\'94 come Robert Kagan sull\rquote inane \'93pacifismo\'94 europeo contrapposto alla \'93forza\'94 statunitense per riconoscere come oggi \'93la vecchia Europa si trovi dinanzi l\rquote
ingrata scelta fra l\rquote irrilevanza in un ordine globale dominato dagli Stati Uniti e la complicit\'e0 in una guerra guidata dagli Stati Uniti\'94. }{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright
\fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 S. Chesterman, }{\i\lang2057 To be irrelevant or to go alone}{\lang2057 , in \'93International Herald Tribune\'94, 7 febbraio 2003. Vedi anche J. Steele, }{\i\lang2057 The new vassals,}{\lang2057 in
\'93Guardian\'94, 7 febbraio 2003. }{\lang1036 Su Kagan, vedi R. Kagan, }{\i\lang1036 Puissance et faiblesse}{\lang1036 , in \'93Commentaire\~\rdblquote , autunno0 2002, pp. 534-535.}}}{\f0
\par Detto questo, mi risulta difficile, per\'f2, e veniamo cos\'ec alla seconda osservazione, non riproporre, visto che sul piano teorico mi pare conservino in notevole misura la loro validit\'e0
, le obiezioni che proprio sul caso iracheno sono emerse, fra gli osservatori americani, riguardo alla Dottrina Bush. Dalla questione delle famose \'93pistole fumanti\'94, che neppure la presentazione di Powell pare aver risolto}{\cs18\f0\super \chftn
{\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 K. Vanden Heuvel, }{\i\lang2057 Powell Fails to Make Case}{\lang2057 , in \'93The Nation\'94, 6 febbraio 2003; I.H. Daalder, J.M.Lindasy, }
{\i\lang2057 Forward Thinking}{\lang2057 , in \'93American Prospect\'94, 7 febbraio 2003. }}}{\f0 . A quella di un possibile \'93contenimento\'94 attraverso ispezioni sempre pi\'f9
rigorose e costanti proposto da studiosi realisti come John J. Mearsheimer o da filosofi liberal come Micahel Walzer}{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{
\lang2057 J. J. Mearsheimer, S.M. Walt, }{\i\lang2057 Can Saddam Be Contained? }{\i History Says Yes,}{ inedito, 12 novembre 2002 (ne devo copia a Mario Del Pero, che ringrazio); M. Walzer, }{\i Pi\'f9 ispettori e permanenti}{, in \'93Corriere della Sera
\'94, 31 gennaio 2003. Walzer, per\'f2, sembra non considerare la complessit\'e0 della questione delle sanzioni, che ripropone in modo acritico.}}}{\f0 . A quella di \'93quale guerra\'94 (al terrore? a un regime?
), con quali mezzi e con quali conseguenze, sollevata da osservatori diversi come l\rquote ex comandante NATO Wesley K. Clark, l\rquote autorevole opinionista E.J. Dionne e i tanti che si sono interrogati sulle drammatiche conseguenze del con
flitto per la popolazione irachena e sull\rquote incerto assetto futuro dell\rquote Iraq e della regione. }{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 D. Ignat
ius, }{\i\lang2057 A General\rquote s Doubts}{\lang2057 e E.J. Dionne jr., }{\i\lang2057 But Which War?}{\lang2057 in \'93Washington Post\'94, 31 gennaio 2003; J. Fallows, }{\i\lang2057 The Fifty-First State?,}{\lang2057 in \'93Atlantic Monthly\'94
, novembre 2002, pp. 53-64.}}}{\f0 A quella, di natura pi\'f9 generale, sollevata da Stanley Hoffmann contro lo \'93wilsonismo con gli stivali\'94 e contro la \'93sempre pi\'f9 incensatoria immagine di s\'e9\'94 che l\rquote azione unilaterale USA nell
\rquote area incarna, a suo giudizio, in quanto espressione della Dottrina Bush. }{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{\lang2057 S. Hoffman, }{\i\lang2057
The High and the Mighty}{\lang2057 , in \'93American Prospect\'94, 23 novembre 2002. }}}{\f0
\par E\rquote impossibile evidentemente prescindere dallo stato di fatto - ovvero dal problema che il regime di Saddam pone alla comunit\'e0 internazionale, dalla de
bolezza degli interlocutori internazionali degli Stati Uniti, dai pericoli reali e dalla reazione emotiva che l'11 settembre ha prodotto in questi ultimi e nel mondo. Ma neppure possiamo dimenticare o sottovalutare le componenti mitologiche e ideologiche
della Dottrina Bush, l\rquote impulso egemonico che essa contiene, gli interessi che nasconde. Dopo l\rquote 11 settembre qualcuno sugger\'ec di rileggere le pagine d\rquote apertura, che parevano profetiche, del Melville di }{\i\f0 Moby Dick}{\f0 , l\'e0
dove si parla di \'93Sanguinosa battaglia in Afghanistan\'94. L\rquote America della Dottrina Bush ci spinge a procedere nella lettura del capolavoro di Melville almeno sino al capitolo 128. L\'e0 dove, cio\'e8
, Ahab, sordo a ogni impulso che non sia quello della sua caccia ossessiva, rifiuta di ascoltare le richieste d\rquote aiuto di Gardiner, capitano di una nave in difficolt\'e0, alla disperata ricerca del figlio dodicenne caduto in mare. \'93
Capitano Gardiner \endash dice Ahab - \'85anche ora, sto perdendo tempo. Addio, addio\'94.}{\cs18\f0\super \chftn {\footnote \pard\plain \s15\nowidctlpar\widctlpar\adjustright \fs20\lang1040\cgrid {\cs18\super \chftn }{ H. Melville, }{\i Opere}{
, a cura di M. Bacigalupo, Milano, Mondatori, 1991, vol. II, p. 1485. }{\lang2057 Vedi inoltre J. Harding, }{\i\lang2057 Call Me Ahab}{\lang2057 , in \'93London Review of Books\'94, 31 ottobre 2002, p. 10. }}}{\f0 Il senso del tragico, \'e8
vero, non si addice ai nostri tempi, smagati, postmoderni e muscolari. Ma\'85
\par Ferdinando Fasce
\par Universit\'e0 di Bologna sede di Forl\'ec
\par }\pard\plain \nowidctlpar\widctlpar\adjustright \lang1040\cgrid {
\par }}
------=_NextPart_000_6d8b_4e57_417a--