[Conricerca_futuroanteriore] Comunicato assemblea reti/l…

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Author: Francesco Festa
Date:  
Subject: [Conricerca_futuroanteriore] Comunicato assemblea reti/laboratori/collettivi universitari Napoli 11 gennaio
Comunicato assemblea reti/laboratori/collettivi universitari – Napoli, 11
gennaio 2003

L’assemblea nazionale di reti/laboratori/collettivi universitari convocata a
Napoli l’11 gennaio 2003, all’interno della “due gg nel cantiere saperi in
corso”, intorno a terreni d’intervento riconosciuti baricentrali negli
appuntamenti precedenti di Pisa e Firenze, quali “saperi, diritti,
formazione e soggettività studentesca”, esprime in primis la piena
solidarietà a tutte/i compagne/i attaccate/i dagli ultimi provvedimenti
giudiziari relativi agli accadimenti di Genova e denuncia l’invasione
sociale di pratiche e dispositivi di assuefazione alle logiche del controllo
(tradotte in: arresti domiciliari, denunce, firma obbligatoria,
impossibilità di uscita dal comune di residenza, rientro a casa dalle ore
21:00 alle 06:00, e quant’altro) rivolte a soggetti riconosciuti
“socialmente pericolosi”. E’ già da un paio di anni che tali dispositivi
vengono utilizzati legittimando così il teorema: attivista politico =
soggetto socialmente pericoloso. Allo stesso tempo, ciò si traduce in
criminalizzazione del dissenso entro la cappa del controllo costante,
invisibile, imperituro. Non sappiamo per quanto tempo si protrarranno queste
misure, giacché molte sono state confermate e siamo ben consci dell’andazzo
giudiziario italiano. E’ difficile sopportare tali misure per chi alla “luce
del sole” dissente contro questo sistema politico ed economico e,
ciononostante, costruisce dal basso un'altra società possibile.
All’assemblea, purtroppo, non hanno potuto parteciparvi compagni che
avrebbero potuto arricchire il confronto, tra cui il compagno Omid di
Padova, sottoposto, per chissà quanto tempo, a restrizioni di mobilità (con
cui abbiamo cercato di violare tali impedimenti attraverso un collegamento,
un po’ spartano, webcam).

Noi non ci stiamo!

Pretendiamo: la fine di queste limitazioni; la scarcerazione dei compagni
ancora sequestrati nelle carceri italiane relativamente ai teoremi montati
su chi fosse e chi avesse fatto cosa a Genova e Napoli; il riconoscimento
del diritto al dissenso, all’occupazione delle scuole e delle università
(luoghi pubblici, di formazione e socialità), nonché il diritto alla
protesta come elemento fondamentale di ogni cittadinanza che si dichiari
tale. Le realtà componenti la rete_universitaria s’impegnano ad ampliare il
fronte di opinione in merito poiché è preoccupante la strisciante
normalizzazione sia del dibattito e sia della tensione all’interno del
movimento riguardo a quanto si sta perpetrando. E’ evidente che solo
sostenendo in tutte le articolazioni sociali territoriali, in tutti i luoghi
e in tutte le mobilitazioni sociali, in cui i nodi della rete_universitaria
sono presenti, possiamo sedimentare resistenze plurime alla “società del
controllo” ed imporre “verità e giustizia” su Genova e Napoli.
L’assemblea, nel suo divenire ricco e stimolante, inoltre, ha individuato
alcuni terreni comuni di lavoro, nonché anche di frizione, su cui
intervenire nell’immediato futuro.
Si è evidenziata la necessità di superare le autosufficienze identitarie e
di muoversi verso processi includenti le molteplici ricchezze delle nostre
diversità. Infatti gli appuntamenti, che da qualche mese stanno ricucendo le
trame di ciò che si muove nell’università, hanno l’ambizione di essere
processi rizomatici aperti, flessibili, <<composti di direzioni mobili,
senza fuori e senza fine>>, che si muovono sul terreno dell’informalità, la
quale per antonomasia rifugge dinamiche stringenti e polarizzanti di
reductio ad unum. Assunta questa tendenza, però, è emersa anche la necessità
di cadenzare questi appuntamenti informali all’interno di cicli seminariali
tematici, ovvero reti tematiche di approfondimenti su argomenti afferenti
sia all’ambito prettamente universitario e sia all’essere soggetto sociale
inserito in un sistema di produzione e riproduzione di dominio e
sfruttamento. In tal senso, infatti, i compagni di Roma hanno espresso
l'esigenza, condivisa, di riconvocare la rete, pressappoco tra
gennaio-febbraio a Roma, intorno ad una traccia tematica ed un appuntamento
definiti dalle realtà romane, dove sia prevista, ovviamente, anche
l’assemblea nazionale di reti/laboratori/collettivi universitari.

Nell’interessante discussione assembleare ci si è concentrati anche sulla
declinazione da dare ad una possibile “cassetta degli attrezzi”, centrale
del nostro modus agendi nell’università: l’inchiesta e la conricerca.
“Attrezzi”, si è detto, dei quali bisogna implementare la sperimentazione e
soprattutto svilupparne la socializzazione di risultati, linguaggi, metodi,
sviluppi, eccetera. Per far ciò l’assemblea fa propria la proposta della
redazione di un “volantone” (da far uscire tra fine gennaio ed inizio
febbraio), con cadenza periodica, atto a svolgere la funzione di medium di
condivisione di saperi, esperienze, risultati, competenze, ovvero
“caleidoscopio” di autovalorizzazione di saperi sociali,
“contro-cooperazione sociale”, versus la valorizzazione capitalistica.
Questo volantone dovrebbe contenere alcune tracce emerse sia nella due gg di
Napoli e sia nell’assemblea nazionale, ad esempio: comunicazione,
formazione, produzione saperi sociali, libera circolazione di saperi/no
copyright, lavoro/reddito-salario e diritto allo studio, forma
organizzazione.
Inoltre l’assemblea decide di dotarsi, sempre in funzione della
conformazione di questa rete di comunicazione, contro-utilizzando la
tecnologia e curvandola “di parte”, sia di una mailing list
(rete_universitaria@???) e sia di un sito, il quale tenga dentro
le tracce tematiche raccolte nel volantone.
Altri terreni su cui esponenziare gli interventi, emersi dalle varie voci
presenti in assemblea che hanno mostrato le ricche diversità di accenti e
declinazioni in merito, sono stati: diritto allo studio; critica ai saperi e
produzione di saperi sociali, attraverso l’autoformazione; libero accesso ai
saperi e non brevettabilità degli stessi. Si è convenuti verso
l’individuazione del rapporto sinergico dei due terreni di lavoro (saperi e
diritto allo studio), come due facce della stessa medaglia: l’uno non può
nulla senza l’altro: la battaglia sui saperi è battaglia per il diritto
all’autogestione di tempi e spazi della formazione; la battaglia per il
diritto allo studio è battaglia per il diritto ad una formazione pubblica e
gratuita e alla produzione di saperi sociali. L’assemblea, infatti, trova
ciò un “falso” binomio, che si sintetizza nella lotta per il diritto al
reddito: misura economico-finanziaria che per via indiretta garantisca il
diritto allo studio (studentati, mense, buoni libri, eccetera) e per via
diretta garantisca il diritto all’esistenza di studente dunque diritto
all’autoformazione e al libero sviluppo delle inclinazioni e delle
attitudini individuali.
Infine l’assemblea fa propria l’indicazione alla costruzione di una
futuribile mobilitazione unitaria della realtà studentesca che potrebbe
essere, se verrà ufficializzato, l’appuntamento del 7 aprile 2003,
l’apertura dei festeggiamenti per i 700 anni della Sapienza di Roma.
Affinché ciò possa avvenire si rimanda alle realtà studentesche romane sia
la circolazione delle informazioni sia la convocazione e la
calendarizzazione degli appuntamenti preparatori all’iniziativa. Così come,
allo stesso modo, deve essere la connotazione della costruzione
dell’iniziativa: unitaria e a gestione studentesca. Tale impostazione deve
essere riconosciuta anche dalle realtà dell’arcipelago italiano del
“movimento dei movimenti”, per cui le realtà della rete_universitaria
s’impegnano a diffonderla a più ampio raggio, nelle articolazioni sociali
territoriali, in cui sono presenti, nonché a garantirne il rispetto.

Infine, l’assemblea ha trattato anche la questione, ormai imminente, di una
nuova guerra. Più interventi hanno sottolineato l’ambivalenza della stessa:
occasione per ri-agire il conflitto nell’università, mostrando tutto il
nostro dissenso e disprezzo, attraverso sia le lotte che ci caratterizzano
(blocco attività accademiche ed amministrative) e sia la produzione di
saperi contrastanti le teorie e le ragioni addotte che docenti, e baronati
vari utilizzeranno, o già utilizzano, per legittimare la guerra. Decostruire
saperi guerrafondai per ri-costruirne altri direttamente conflittuali
nell’università e dall’università verso i
territori. Pervasivi le coscienze e antagonisti nella materialità dei
bisogni. Questo è quanto ci compete in un continuo divenire che viralmente
ri-porti al centro del modus operandi il conflitto, interfacciandolo però
con le mutate dimensioni spaziotemporali della “fabbrica del sapere” lungo
il crinale delle contraddizioni capitale/lavoro/saperi.

rete_universitaria@???






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